Il ruolo della carne nell'alimentazione della gestante e nell'infanzia.
Marcello Giovannini
Direttore della clinica pediatrica presso l’ospedale San Paolo
dell’Università di Milano
Prima di parlare dell’importanza della carne
bovina nell’alimentazione della donna durante
gravidanza e allattamento, è importante
valutare la durata della gravidanza, i vari
fattori che possono influenzarla, il deficit o la presenza
di certe sostanze come l’acido rachidonico di cui
parlerò più avanti, il mantenimento delle riserve materne
durante la gravidanza e l’allattamento, ricordando
chiaramente che una corretta alimentazione durante
la gravidanza è preferibile a una somministrazione
di integratori, visto che occorre molto
più tempo per assimilarli e metabolizzarli. È importante
che le gestanti e le giovani madri non
facciano la spesa in farmacia bensì usino alimenti
ricchi di elementi utili per la crescita del feto o del
bambino. Occorre tener presente l’importanza dell’arricchimento
del latte materno e quanto esso dipenda
dall’alimentazione: parleremo di acido arachidonico
come fattore di crescita. La carenza di acido rachidonico
si trova nei funicoli dei bambini che hanno una
rallentata crescita fetale. Parleremo dell’intake di ferro
e di zinco, di cui si parla poco oggi, ma che è
importante per la crescita e per lo sviluppo neurocomportamentale
del bambino. Le ultime ricerche del
gruppo dell’Inta di Santiago del Cile hanno visto
quanto la carenza di ferro può influenzare lo sviluppo
neurocomportamentale e i potenziali visivi e
acustici dei bambini cileni con carenza di carne
nell’alimentazione. E la quantità di acido rachidonico
che possiamo trovare nella carne, è anche maggiore
di quella presente del latte materno e seconda
rispetto a quella dell’uovo.
Quali sono i fattori di crescita che caratterizzano
la carne bovina? Ferro, zinco, acido rachidonico:
per il contenuto, la forma biologica, l’assorbimento
e la biodisponibilità (tabella 1). Dobbiamo
valutare tutti questi elementi e finirla di parlare di
diete che stressano il fisico. L’uomo è onnivoro e
deve mangiare di tutto un po’, come ha detto un
grande nutrizionista, David Crechevsky, che ha dedicato
una vita a questo tipo di studi. Ricordiamoci
anche che l’uomo divenne erectus quando divenne
onnivoro e cominciò a mangiare la carne.
La gravidanza e l’infanzia: occorre un’alimentazione
in cui la quantità giusta di calorie sia rispettata,
e l’apporto degli alimenti traccia dei minerali sia
portato in maniera naturale. Non deve essere dimenticato
l’acido rachidonico, che è fattore di crescita
importante. Tutto questo per una crescita armonica
del feto e del bambino. Il latte materno deve avere
un divezzamento diverso: il bambino allattato al
seno necessita di un divezzamento carneo.
Anche la ragazza adolescente deve avere un
apporto carneo, non limitarsi ad assumere ferro
sotto forma di farmaco visto che ha una minor
biodisponibilità.
Ferro e gravidanza: per evitare l’anemia materna
e il parto pre termine (tabella 2), è importante
un’alimentazione completa che comprenda il ferro
alimentare e lo zinco di origine vegetale, che è
maggiormente biodisponibile se mescolato alla carne.
Ci sono infatti dei fattori nella carne, che
ancora non vengono studiati, ma che permettono
di assorbire meglio il ferro vegetale. Quando abbiamo
una gestante che presenta valori serici più bassi,
rischiamo di avere bambini a basso peso, con spese
per la comunità e parti a rischio. Abbiamo la possibili-tà di prevenire certi problemi, con un’alimentazione
corretta senza andare in farmacia. Il bambino pre
termine non ha riserve di ferro e quindi necessita,
dopo il divezzamento, che nella sua alimentazione sia
presente il ferro, ferro alimentare e non farmacologico.
Questa necessità si è evidenziata soprattutto nei
Paesi in via di sviluppo. Stiamo facendo uno studio in
Cambogia: stiamo valutando dei bambini nell’ambito
di una campagna contro la tubercolosi e per la prevenzione
della malaria. Valutiamo anche la crescita, e
chiediamo la preparazione di prodotti galenici per
fare un’integrazione di ferro, zinco e calcio: in quei
Paesi infatti, stiamo valutando la differenza della
crescita proprio di quei bambini che seguono questa
integrazione.
Qual è il fabbisogno di ferro? Somministrando dai
6 agli 8 mmg al giorno riusciremo ad avere un
fabbisogno di ferro dagli 0,75 a un milligrammo al
giorno. Il professor Williams ha pubblicato sul British
Medical Journal uno studio effettuato su 85 bambini
randomizzati abitanti in aree urbane: la supplementazione
con ferro attraverso formule arricchite
previene il declino dei punteggi di sviluppo psicomotorio
e l’anemia sideropenica.
Quali sono gli effetti funzionali che possono persistere
in caso di anemia? In un confronto tra bambini
di 4 anni (tabella 3) con anemia ferro priva nei
primi due anni e bambini supplementati o in quelli
che avevano un’alimentazione corretta comprendente
la carne in cui era presente il ferro, i potenziali
evocativi uditivi e/o visivi di questi ultimi
erano migliori. Gli studi sono stati pubblicati su
Pediatric Research del mese di febbraio. La carenza
di ferro in una dieta non corretta, carente di
carne, può portare effetti negativi sullo sviluppo
psicocomportamentale generale. Una volta, per questo
genere di sviluppo si pensava soprattutto al fosforo
contenuto nel pesce; adesso si è notato che il ferro
è importante, soprattutto nella femmina pre-adolescenziale
e durante l’adolescenza.
Come si assorbe il ferro? Il latte materno ha un
assorbimento basso ma è altamente biodisponibile.
La quantità di ferro eme nella carne bovina è
seconda solo a quella contenuta nel latte materno,
ed è superiore alla quantità contenuta nel latte
artificiale.
La carne bovina ha un effetto positivo sullo stato
marziale in quanto contiene ferro nella forma eme,
che è altamente biodisponibile, e perché ha un effetto
positivo sulla forma di ferro non eme presente in
altri alimenti nello stesso pasto. Questo è uno dei
motivi per cui secondo le linee guida dell’Organizzazione
della Sanità europea, il baby food non deve
essere 100% carne ma in proporzioni di 51% e 49
per cento. Così, la biodisponibilità di ferro contenuto
in alimenti vegetali può essere notevolmente
incrementata con l’aggiunta di quantitativi anche
limitati di carne bovina.
Uno studio del professor Michaelsen ha dimostrato
l’associazione positiva tra ferritina serica ed assunzione
di carne tra i sei e i nove mesi di vita del
bambino, mantenendo i valori di ferritina plasmatica
costanti e non variabili, e questo è molto importante
in un bambino che raddoppia il peso a sei mesi e lo
triplica a un anno. Uno studio condotto dal professor
Engelmann compiuto su 42 bambini randomizzati
dell’età di 8 mesi, ha dimostrato che si raggiungono
valori di emoglobina più stabili grazie a una somministrazione
di 27 grammi al giorno di carne invece
che di 10. Lo stesso Engelmann ha compiuto uno
studio sugli isotopi stabili su otto bambini dell’età di
dieci mesi, notando che l’aggiunta di dieci grammi
di carne a 100 grammi di purea vegetale aumenta di
2,7 volte la quantità di ferro assorbito.
Quali sono le sostanze contenute nella carne bovina?
Da valutare il meat factor, vale a dire l’insieme
di componenti che ancora non si conoscono ma che
contribuiscono a mantenere il ferro in una forma
solubile e quindi biodisponibile: probabilmente certi
peptidi di basso peso molecolare che si producono
durante la digestione della carne e della istidina in
essi contenuta.
Altro importante elemento contenuto nella carne
è lo zinco, che abbiamo visto essere fondamentale
per la crescita del bambino. Abbiamo carenze
di zinco nei bambini pre termine anche se
allattati al seno e anche se nel latte materno
dovrebbe essere contenuto zinco. (tabella 4). È
importante che la dieta della gestante contenga
questo elemento: rischia quindi la donna vegetariana,
ma se la donna è onnivora deve assumere la
carne rossa che è ricca di zinco, ferro e acido
arachidonico. Se la donna ha un basso intake di
zinco, il rischio di basso peso alla nascita aumenta
di circa due volte. Aumenta il rischio di parto pre
termine soprattutto in caso di rottura prematura delle
membrane. Un basso intake di zinco nella fase
precoce della gravidanza si associa a un rischio tre
volte maggiore di un parto molto prematuro. Il
rischio aumenta in associazione ad anemia ferro
priva.
Da valutare anche l’importanza dello zinco
nell’infanzia: la condizione e il ruolo di questo
elemento sono analoghi a quelli del ferro, come
l’associazione con gli indici di crescita e sviluppo
non dose dipendente: i bambini pre termine sono i
più esposti. Occorrono circa 5 milligrammi al giorno:
è stato visto che le diete ad alto tenore di cereali
non raffinati non estrusi portano solo al 15% dell’assorbimento,
mentre diete con cereali raffinati e carne
portano al 50% dell’assorbimento dello zinco.
Ricordiamoci quindi che è utilissima la fibra nell’alimentazione,
è importante la sua capacità di modulazione
intestinale ma ricordiamoci anche che le fibre
inibiscono l’assorbimento, quindi la dieta va valutata
con quote giuste.
Riguardo allo zinco, in uno degli ultimi numeri
del British Medical Journal si dice che è conosciuto
da 40 anni ma ignorato dalle organizzazioni mondiali
per la salute, nel senso che non ci sono ancora
globali osservazioni sul suo ruolo.
Secondo la meta-analisi di 33 studi di intervento,
la supplementazione di zinco da sola migliora la
crescita lineare e l’incremento ponderale. Secondo
alcuni scienziati americani che lavorano in oriente,
la supplementazione di zinco ha migliorato gli
indici di sviluppo neurocomportamentale dei
bambini cinesi (tabella 5). L’apporto ottimale tra i
6 e 12 mesi evoca indici di sviluppo ottimali anche
in bambini cileni secondo il gruppo di studi dell’Inta
di Santiago del Cile.
Dov’è contenuto lo zinco? Le quantità maggiori
si trovano nel manzo (8 mg/100gr), nell’albume
abbiamo 0,02 mg/100gr, nel latte materno abbiamo
alta biodisponibilità ma 0,12 mg/100gr. Il manzo
contiene otto volte la quantità di zinco rispetto al
pollo. È uno dei motivi per cui è preferibile dare
ai bambini il manzo, che è meglio del vitello e
molto meglio del pollo.
Per quanto riguarda la carne bovina e l’assorbimento
di zinco nell’infanzia, è stato fatto uno studio
con isotopi stabili in due gruppi di bambini a 7 mesi:
a un gruppo è stato somministrato latte materno
associato a vegetali, all’altro latte materno e carne.
L’assorbimento di zinco è migliore quando abbiamo
latte materno associato a carne.
L’importanza dell’acido arachidonico: abbiamo
due grassi essenziali, il linoleico e l’alfa linolenico,
con tutto un insieme di enzimi. L’n-6 e l’arachidonico,
fattore di crescita, in cui dovrebbe stare in equilibrio
con l’epa che arriva dalla serie n-3, che è la
cosiddetta serie del mare (alghe, pesce): ma devono
stare in equilibrio, perché entrambe si depositano a
livello cerebrale ed entrambi influenzano le funzioni
neurocognitive e neurocomportamentali. Quindi si
dicono essenziali perché non sono sintetizzati dall’organismo,
sia il linoleico che l’alfa linolenico. In certi
momenti nel primo anno di vita, durante l’allattamento
il bambino riceve l’arachidonico dal latte materno,
ed è importante un divezzamento al sesto
mese con una presenza della carne di manzo nel
baby food proprio per la presenza dell’acido arachidonico.
Quindi questi acidi grassi a semi-essenzialità,
possono essere forniti con l’alimentazione.
Durante la gravidanza abbiamo visto che nei bambini
a rallentata crescita fetale avevamo dei tassi più
bassi di acido arachidonico attraverso la fonicolocentesi.
Anche altre ricerche come quelle del professor
Kolezko in Germania e del professor Leaf nel Regno
Unito hanno trovato un’associazione tra l’acido arachidonico
nei lipidi del funicolo e gli indici antropometrici
nel prematuro e nel neonato a termine.
L’acido arachidonico quindi migliora la performance
nel bambino, e viene assorbito soprattutto
con un divezzamento con alimenti a origine animale.
Nella carne bovina abbiamo presenza sia di
acido linoleico che alfa linolenico, e la presenza
dell’arachidonico è seconda solo a quella contenuta
nelle uova e leggermente superiore a quella nel
latte materno (tabella 6).
La carne bovina quindi contiene acido arachidonico
nei fosfolipidi e nei trigliceridi. È importante per
sottolineare che il miglior legame per questo acido è
il fosfolipide che si trova nella carne bovina magra.
Non dimentichiamo quindi che in una dieta la
qualità proteica della carne bovina innalza anche
la qualità proteica di altri alimenti (come proteine
vegetali) presenti nello stesso pasto.In conclusione: ferro, zinco e acido arachidonico
rappresentano fattori di crescita con importanti effetti
sulla crescita strutturale e funzionale dei tessuti, in
particolare del sistema nervoso centrale, nel corso
della vita fetale e dell’infanzia. La carne bovina è
la principale fonte di ferro e zinco, apporta acido
arachidonico e aumenta il valore biologico delle
proteine degli alimenti vegetali assunti contemporaneamente.
Rappresenta poi un elemento insostituibile
per una alimentazione completa ed equilibrata
nella gravidanza e nell’infanzia, fino a tutta
l’adolescenza. Non dimentichiamocelo mai:
l’uomo è onnivoro e deve mangiare di tutto. (tabella
7)
Marcello Giovannini
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di
Bologna.
Specializzato in Pediatria presso l’Università di Pavia.
Professore incaricato di Clinica Pediatrica - Università
di Milano dal 1976.
Professore ordinario di Pediatria presso l’Università di
Milano dal 1980.
Direttore Clinica Pediatrica - Direttore di Medicina -
Chirurgia - Odontoiatria - Ospedale S.Paolo - Università
di Milano.
Direttore III Scuola di Specializzazione di Pediatria -
Università di Milano.
Presidente Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.
Già Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva
e Sociale (dal 1988 al 1996).
Presidente Società Italiana Studio Malattie Metaboliche
Ereditarie dal 1993 al 1995.
Presidente dell’Istituto Scientifico Danone Italia, per la
ricerca e la cultura della Nutrizione.
Direttore Scientifico della Rivista «Doctor Pediatria»
(mensile di medicina e di cultura per il pediatra).
Promotore, organizzatore, presidente di Congressi Internazionali
biennali «Milano Pediatria» dedicati a Nutrizione,
genetica, ambiente.
Organizzatore del Congresso Mondiale «Inborn Errors
Metabolism» Milano, maggio 1994.
Vincitore del Premio Invernizzi nel 1999 per le «Scienze
alimentari».
Curriculum Vitae
Marcello Giovannini




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