A chi avesse voglia di avere ragguagli sui cambiamenti climatici in atto e sugli impatti presenti e venturi, si consiglia la lettura di uno studio apparso sull'ultimo numero del «Journal of Climate» della Società Meteorologica Americana (www.gsfc.nasa.gov/media.html). Josefino Comiso, del Goddard Space Flight Center della NASA, autore dello studio, riporta informazioni sulle variazioni delle temperature e della dimensione della calotta polare artica e dimostra come, nell'ultimo decennio, gran parte della area polare artica si sia riscaldata di circa 1.2°C nell'ultimo decennio.
Questi risultati, fondati su dati raccolti da satelliti negli ultimi venti anni, confermano quelli di precedenti studi della NASA, secondo cui i ghiacciai artici si stanno erodendo al ritmo del nove per cento ogni decennio. Inoltre, mai come nell'estate del 2002 il livello dei ghiacciai era stato così basso (nel 2003 è stato mantenuto lo stesso livello: indicate this persisted in 2003). I ricercatori ritengono che la perdita dei ghiacciai marini sia stato causato dall'alterazione degli sistemi climatici sull'Artico e dal riscaldamento della temperatura dell'Oceano artico, fenomeni a loro sua volta legati all'accumulo di gas di serra nell'atmosfera.
Nell'immediato futuro, come sostiene Michael Steele, oceanografo dell'Università di Washington (Seattle), il riscaldamento globale potrebbe avere un impatto drammatico sui processi oceanici, i quali a loro volta potrebbero avere un impatto sull'Artico e sul sistema climatico globale. Nella sua forma liquida, l'acqua assorbe energia solare più che rifletterla, al contrario di quello che fa la sua forma solida. E man mano che gli oceani si riscaldano e i ghiacciai si ritirano, sempre più energia è assorbita dall'acqua, creando un ulteriore feedback positivo, causando ulteriore scioglimento dei ghiacciai.
Da qui deriverebbe una delle principali preoccupazione degli scienziati: l'innalzamento del livello dei mari. Un aumento di pochi centimetri del livello del mare avrebbe effetti devastanti sulle coste (si pensi ai danni per il turismo), sulle città (si pensi a Venezia) e su tanti ecosistemi (si pensi alle isole del Pacifico, che rischiano di essere sommerse).
E a coloro che tirano in causa Archimede e il suo principio (un corpo immerso in un fluido è spinto da una forza uguale a quella del peso del liquido spostato) per dimostrare che lo scioglimento dei ghiacciai non provoca comunque un aumento del livello dei mari, va detto che gran parte delle ghiacci che coprono la Groenlandia e gran parte della calotta antartica non galleggiano sugli oceani. Pertanto, allo scioglimento di una massa ghiacciata corrisponde un innalzamento del livello del mare.
Altri argomenti ci vogliono per confutare i cambiamenti climatici._
l. cicc.
La Gazzetta del Mezzogiorno
12.11.03




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