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Discussione: Il Vero Grande Eroe!!!

  1. #1
    Araldo
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    Predefinito Il Vero Grande Eroe!!!

    Un’altra guerra “umanitaria” si è conclusa. Anche questa, come tutte le altre guerre “new age” si è lasciata dietro una scia di sangue e tragedie che ha visto in prima linea l’inerte popolazione civile. Ancora una volta la guerra si è mostrata in tutta la sua catastrofica natura per quello che è: uno smembramento di esseri umani.
    Tutte le motivazioni e giustificazioni della guerra dovrebbero passare in secondo piano: politica e terrorismo internazionali, petrolio, rivalità monetarie non valgono nulla rispetto al dolore che ne deriva. Detto questo, ci si può sedere e cambiare canale per non far dolere il cuore, oppure mettersi le mani nei capelli e disperarsi di compassione.

    Esiste una terza via, molto, molto più faticosa e rischiosa: armarsi di coraggio e partire per le zone di guerra, cercare di alleviare le sofferenze delle vittime e di salvare la vita e garantire l’esistenza a chi è sopravvissuto alle bombe, e magari tentare di diffondere nel mondo una cultura di pace e di solidarietà. Sembra un compito per santi (o futuri tali) o riservato ai mostri sacri come l’ONU, la Croce Rossa e altri organi governativi. Gino Strada ha scelto un’altra via, sganciata dal controllo e quindi dalle etichette di ogni governo. Con la sua organizzazione Emergency lo trovate sempre dove l’orrore della guerra è più grande e la popolazione diffida di chi, dopo averla massacrata, le tende una telegenica mano al sapore di TG della sera.

    Chi è Gino Strada? È un chirurgo, ha 55 anni, è sposato con Teresa che lo sostiene in tutti i suoi “pellegrinaggi” e ha una figlia, Cecilia. Si è laureato a Milano, specializzandosi in chirurgia d’urgenza. Negli anni ’80 si è occupato principalmente di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone, con lunghi periodi di permanenza negli Stati Uniti, Gran Bretagna e in Sudafrica, a Città del Capo. Nel 1988 ha deciso di applicare la sua esperienza di chirurgia d’urgenza all’assistenza e alla cura dei feriti di guerra. Ha lavorato per un lungo periodo con la Croce Rossa Internazionale in zone di guerra: nel 1989 a Quetta, nel Pakistan, al confine con l’Afghanistan; nel 1990 a Dessiè, in Etiopia e a Khao-I-Dang, in Tailandia; nel 1991 a Kabul e ad Ayacucho, in Perù, poi ancora a Kabul; nel 1993 a Balbala, Gibuti e Berbera, in Somalia. Nel 1994 è stato in Bosnia.

    L’esperienza accumulata in anni di chirurgia di guerra convince Gino Strada della necessità di una organizzazione piccola, agile e altamente specializzata, che intervenga in favore della popolazione civile vittima della guerra e che non soffra delle lentezze burocratiche delle grandi organizzazioni. Con scarsissimi mezzi e insieme a un gruppo di colleghi e amici, nella primavera del 1994 Gino Strada fonda a Milano Emergency. La neonata organizzazione riunisce un team internazionale che, nell’agosto dello stesso anno, riapre l’ospedale della capitale del Ruanda Kigali: devastato dalla guerra, era stato abbandonato e non vi erano ancora giunti aiuti umanitari.

    Dalla sua nascita, Emergency ha contribuito in modo determinante alla campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo. Diffondere una cultura di pace è compito statutario di Emergency: attraverso numerose iniziative ha portato a conoscenza di vasti settori dell’opinione pubblica il dramma causato dai 110 milioni di mine inesplose disseminate nel mondo e, nell’ottobre 1997, ha contribuito all’approvazione della legge per la messa al bando della produzione italiana di mine antiuomo.

    Emergency, finanziandosi con i contributi piccoli ma numerosi di sostenitori privati, costruisce nel 1996 il primo ospedale nel Nord Iraq a Sulaimaniya. Poi un altro ospedale nella capitale Erbil, due Centri pròtesi e riabilitazione, sempre nella parte settentrionale dell’Iraq, l’ospedale “Ilaria Alpi” a Battambang, in Cambogia, e altri due ospedali in Afganistan, uno nel nord, nella valle del Panshir, e uno nella capitale Kabul. Nel 2001 apre a Freetown, in Sierra Leone, il sesto ospedale di Emergency. A tutti questi centri si affiancano 40 posti di Primo Soccorso nelle zone più minate o più vicine al fronte. Fino al dicembre 2002 Emergency ha curato oltre 500.000 vittime di guerra.

    Gino Strada ha pubblicato, con l’editore Feltrinelli, due libri: “Pappagalli verdi” (1999) che è stato tradotto anche in lingua tedesca, e “Buskashì” (2002), cronache e ricordi dei tanti anni passati in prima linea e delle tante tragedie vissute in prima persona. Sono pagine terribili, talvolta quasi insostenibili, ma che riportano al lettore l’eterna lotta interna di un chirurgo che, di fronte a difficoltà, si ritrova anche a confrontarsi con la domanda «chi me lo ha fatto fare?». Se qualcuno vuole ancora pronunciare frasi assurde come “l’arte della guerra”, dopo la lettura non potrà non condividere l’idea che nella guerra non c’è nulla di artistico. Solo miseria.

    Gino crede veramente nel suo lavoro, anche quando tutto sembra aver superato i limiti del possibile. La sua scelta di non dipendere da aiuti governativi gli permette anche di esprimere opinioni sulle guerre che lo circondano e, a differenza di altre organizzazioni come la Croce Rossa, che al massimo possono limitarsi a non commentare la legittimità delle guerre, Gino Strada è sicuro: nessuna guerra è legittima.

    Presto ci sarà una nuova guerra. Fare tutto il possibile per fermarla sarà il dovere di ogni essere ancora “umano”. Non sarà facile, ma forse una sera, alzando lo sguardo, sentiremo sussurrare piccole storie in piccoli spazi mediatici, narrate da giornalisti non ancora “embedded”, di uomini come Gino Strada. Uomini che di fronte a terribili emergenze non si sono tirati indietro e che saranno lì, in prima linea, a ridare speranza a chi soffre.

    E a noi.
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    SENZA ARMI !!!....e' cio' che mi sento di aggiungere.




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    Saluti
    El tiempo no se detiene
    ni se compra ni se vende
    no se coge ni se agarra
    se le odia o se le quiere.

  2. #2
    Araldo
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    SOLIDARIETÀ EMERGENCY, LA STORIA DEL VIOLINO

    "I valori di Emergency sono chiari: solidarietà, vita e pace". Queste le parole chiave ricordate nei giorni scorsi a portogruaro da Moni Ovadia, nel corso dell'incontro svoltosi al Teatro sociale della città al quale hanno preso parte Gino Strada e la moglie, nonché presidente di Emergency , Teresa Sarti.

    «Su questi valori abbiamo costruito e iniziato un percorso comune - ha detto Moni Ovadia - che stiamo esplorando insieme da qualche anno. Voglio comunque cavarmi un sassolino da una scarpa: sono troppi gli attacchi a Emergency . Gino Strada ed Emergency sanno cos'è la guerra, qual è lo scempio sui civili, e hanno tutto il dovere e il diritto di usare sulla guerra parole pesanti».

    E pesanti sono state anche le parole di Moni Ovadia, che ha inteso denunciare a gran voce e con forza, insieme a Gino Strada, Teresa Sarti ed Emergency il silenzio imperante, la cattiva informazione, le falsità vomitate dai media convenzionali sulla guerra in Iraq, assunta come simbolo della Bugia. Dolce e melodiosa invece la sua voce quando ha spiegato alla folla di persone, numerosi i giovani arrivati anche dalla provincia di Pordenone, che assiepava il teatro per incontrare ed ascoltare Teresa, Gino e Moni stesso, come l'incontro con Emergency sia nato da un violino. Sì un violino, costruito da un liutaio artigiano, quindi autodidatta, del Kurdistan iracheno, da una zona di guerra insomma.

    «Il segno della solidarietà passa attraverso un violino - ha affermato Moni Ovadia - simbolo di vita e suono della solidarietà, valori senza cui questa umanità non avrà futuro».

    Dopo l'introduzione di Moni Ovadia ha preso la parola Gino Strada. «A Natale ho scelto - ha esordito - di essere un cittadino informato e ho deciso di non leggere più i giornali e di non vedere più la televisione. Chi fa la guerra è chiamato dai media forza di pace, si dice che chi bombarda porta la libertà. Non si capisce più niente. Vedo una sola via d'uscita a questa situazione: bisogna ridare un senso alle parole, dobbiamo costruire i diritti umani, così come dobbiamo rispettarci l'un l'altro e non ammazzarci. Perché noi viviamo in un mondo dove le parole hanno perso significato».

    Strada poi è passato a descrivere alcuni dei nuovi progetti messi in cantiere da Emergency . «Abbiamo ampliato una serie di interventi e progetti in Afganistan, dove abbiamo aperto un reparto di maternità, il primo. Abbiamo inoltre deciso di intervenire in altri paesi con tre progetti. Il primo in Sudan partirà il prossimo mese e coinvolgerà anche i nove paesi confinanti, costruiremo un Centro di chirurgia cardiaca. In Brasile invece, dove c'è uno dei pochissimi governi al mondo guidato da Lula di cui mi sono innamorato, un governo che non si preoccupa di stare fuori di prigione (il riferimento velato all'Italia è evidente, ndr) ma di dare cibo a tutti. Avviato in collaborazione con il Governo e inserito nel programma "Fame Zero", l'intervento di Emergency prevede la costruzione di un ospedale a Picos, una delle aree più povere del paese e Stato pilota per la realizzazione del programma "Fame Zero". L'ospedale, costruito e gestito da Emergency , svolgerà tre attività principali: ostetricia e ginecologia, pediatria e traumatologia. Il terzo progetto riguarda la Palestina, l'ospedale di Jenin. Voglio dire che qui Emergency non sposa nessuna causa, ma solo quella di chi soffre. Il nostro team è là, dove ristruttureremo il reparto di traumatologia, aperto a tutti senza distinzioni politiche o ideologiche. Un altro importante progetto di Emergency Italia, nascerà il mese prossimo a Palermo. Riguarda le violazioni dei diritti umani e l'assenza di solidarietà, apriremo un Centro di assistenza per immigrati per offrire qualcosa di diverso che gabbie, reticolati, fogli di via o peggio ancora affondamenti di gommoni non danno. Sarà una struttura sanitaria che darà anche assistenza legale e favorirà l'integrazione. C'è bisogno di solidarietà, i diritti umani sono in pericolo».

    «Spesso mi chiedono cosa mi ha indotto a sostenere Emergency - ha ripreso la parola Moni Ovadia - A un Festival dell'Unità qualche anno fa incontrai Gino Strada, disse a me le stesse cose che ha detto a voi oggi. Vorrei che qualcuno mi indicasse una sola ragione per cui non dovrei essere vicino a Emergency . Emergency pone l'essere umano al centro, stare vicino ad Emergency mi pare quindi assai naturale».

    Teresa Sarti ha poi affrontato il tema degli attacchi subiti da Emergency : «Da due anni in qua siamo bersaglio di duri attacchi, quotidiani e trasversali, mentre prima ricevevamo consensi da tutte le parti. Ci dicono: 'Fate il vostro lavoro, ma che bisogno c'è di parlare?'. Hanno la pretesa di dirci statevene zitti. Ma l'affetto attorno ad Emergency è in crescita costante ci sentiamo circondati da tanto affetto. Lo si percepisce anche stasera, sono tanti i gruppi di Emergency presenti qui». Un'altra cosa. Trovo bellissimo questo movimento della pace di cui Emergency è una parte importante. È così trasversale e ampio ed è in un punto di non ritorno, infatti le bandiere della pace sono ancora appese ovunque. È un movimento pronto a lavorare per una pace preventiva. Le guerre non sono finite, sono sempre lì».

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    Saluti
    El tiempo no se detiene
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    no se coge ni se agarra
    se le odia o se le quiere.

  3. #3
    Araldo
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    Questa Persona vi spiazza tutti, eh.....nemmeno un commento in tutta la giornata.

    Se tutti fossimo come Lui.....si che il mondo sarebbe giusto.

    Saluti
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    se le odia o se le quiere.

 

 

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