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  1. #11
    Barbudo
    Ospite

    Predefinito

    sottolineo che PURTROPPO riferimenti al Leninismo e allo Stalinismo in RC non ce ne sono più o cmq assumono un ruolo piuttosto marginale...

    Però leggevo oggi su Liberazione che al prossimo congresso si dovrebbe discutere sul pluralismo interno...bè sarebbe una grande cosa, visto che per fotuna non tutti in RC sono così vicini alle posizioni dei No-global...

  2. #12
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    Predefinito Re: PDCI e RC

    In origine postato da MetaPapero
    Salve,
    questo non vuole essere un 3d provocatorio, ma e' nato da una discussione tra me e Yuri sul fatto se sia corretto o meno definire il PDCI un partito comunista.
    Yuri e' ovviamente per il no, io gli ho risposto che, aldila' della tattica parlamentare, non mi sembra ci siano differenze tali tra il PDCI e RC da non rendere possibile una convivenza dei militanti di entrambi i partiti in uno solo.
    Aggiungevo per di piu' che i riferimenti al Marxismo/Leninismo nei programmi/statuti dei due partiti mi sembrano piu' qualcosa messo li' pro forma, per rispetto alle nobili tradizioni di entrambi i partiti, che qualcosa di sostanziale

    Vorrei sapere che ne pensate, anche nell'ottica di questo difficile riavvicinamento tra Ulivo e RC

    Grazie
    Il PDCI è comunista a parole. Certo ci si possono trovare pefino più riferimenti al marxismo rispetto a RC. Ma questo non significa niente in termini di contenuti. Non basta sventolare qualche citazione autorevole di Lenin o di bandiera rossa per definirsi comunisti. In questo senso i riferimenti storico-politici del PDCI sono davvero pro-forma. Mentre in RC il marxismo è ancora il fulcro dell'azione politica. Nell'ultimo congresso è stato sancito il ritorno a Marx abbandonando tanti marxismi che spesso hanno traviato il suo pensiero.

    Per paradosso l'ortodossia del PDCI ha spesso accusato RC di aver abbandonato il marxismo. Intanto, in termini di contenuti il PDCI ha appoggiato un governo che ha fatto una guerra omicida in Serbia. La loro scelta identitaria passa anche la difesa a spada tratta del socialismo reale e perfino dello stalinismo (Cossutta è stato quello che fino all'ultimo momento non voleva credere alla caduta dell'URSS e al suo fallimento).

    In parole povere la distanza di cultura politica è immensa. Il PDCI ha ereditato la peggiore tradizione del PCI quella, togliattiana-stalinista mentre RC mantiene oggi nella sua dirigenza per la maggior parte persone che provengono dal socialismo di sinistra, da la nuova sinistra (DP) e in minor parte dal PCI.

    Difatti queste anime così diverse non hanno saputo durare per molto tempo assieme. Quando si sono trovati davanti un nodo politico (come quello dell'appoggio al governo Prodi) ognuno ha scelto la sua strada che gli suggeriva la sua cultura.

    Per questo ho sempre sostenuto che il vero motivo della scissione è stata una distanza culturale troppo grande fra queste due anime dell'alloa RC.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  3. #13
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    Predefinito Re: Re: PDCI e RC

    In origine postato da MetaPapero


    Per dare ulteriore sostanza a questo post, sarebbe interessante discutere in sostanza su cosa significa essere comunisti oggi.
    Grazie
    Essere comunisti oggi significa quello che ha sempre significato, sostanzialmente una sola cosa: essere contro il capitalismo.
    Il capitalismo è cambiato da 100 anni fa ad oggi, dunque cambiano anche i comunisti, ma le nostre lotte, le nostre idee e i nostri fini sono sempre gli stessi. Diversi sono probabilmente i mezzi.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  4. #14
    Barbudo
    Ospite

    Predefinito

    non riesco a capire perkè il PdCI continui a mantenere una contiguità col marxismo-leninismo però sta nel centrosinistra, capisco che da soli morirebbero, però se vuoi il socialismo te ne stai da solo non ti allei con chi va a braccetto con borghesia e industriali...mah

  5. #15
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    Predefinito Re: Re: PDCI e RC

    In origine postato da Paddy Garcia
    Il PDCI è comunista a parole. Certo ci si possono trovare pefino più riferimenti al marxismo rispetto a RC. Ma questo non significa niente in termini di contenuti. Non basta sventolare qualche citazione autorevole di Lenin o di bandiera rossa per definirsi comunisti. In questo senso i riferimenti storico-politici del PDCI sono davvero pro-forma. Mentre in RC il marxismo è ancora il fulcro dell'azione politica. Nell'ultimo congresso è stato sancito il ritorno a Marx abbandonando tanti marxismi che spesso hanno traviato il suo pensiero.

    Per paradosso l'ortodossia del PDCI ha spesso accusato RC di aver abbandonato il marxismo. Intanto, in termini di contenuti il PDCI ha appoggiato un governo che ha fatto una guerra omicida in Serbia. La loro scelta identitaria passa anche la difesa a spada tratta del socialismo reale e perfino dello stalinismo (Cossutta è stato quello che fino all'ultimo momento non voleva credere alla caduta dell'URSS e al suo fallimento).

    In parole povere la distanza di cultura politica è immensa. Il PDCI ha ereditato la peggiore tradizione del PCI quella, togliattiana-stalinista mentre RC mantiene oggi nella sua dirigenza per la maggior parte persone che provengono dal socialismo di sinistra, da la nuova sinistra (DP) e in minor parte dal PCI.

    Difatti queste anime così diverse non hanno saputo durare per molto tempo assieme. Quando si sono trovati davanti un nodo politico (come quello dell'appoggio al governo Prodi) ognuno ha scelto la sua strada che gli suggeriva la sua cultura.

    Per questo ho sempre sostenuto che il vero motivo della scissione è stata una distanza culturale troppo grande fra queste due anime dell'alloa RC.

    P.G.
    Credo che PG abbia centrato il punto eppero' anche il limite di questi due partiti, se la scissione si consuma in base alla tradizione di appartenenza, quale elaborazione culturale c'era prima in RC, quale programma condiviso, queale strategia se alla prima prova si e' spaccato in due? Tra l'altro il buon Cossutta non era forze il presidente-padre nobile di RC?
    Insomma, e perdonatemi la provocazione, mi sembra che da quello che dite voi che lo scopo fondante di RC, piu' che rifondare il comunismo, sia stato il rifiuto della linea "riformista" DS unito ad un richiamo nostalgico a gloriose tradizioni. Tutte cose leggitime, ma che con il comunismo hanno poco a che fare.

    Insomma secondo me se RC stesse veramente rielaborando il comunismo non si sarebbe divisa, ma unitariamente avrebbe scelto o una posizione o l'altra. A meno che non si voglia sostenere che il cammino del comunismo si costruisca sulla espulsione degli eretici, ma qui secondo me si scadrebbe nell'elitarismo

  6. #16
    Barbudo
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    Predefinito

    sai cos'è?

    è che RC ha fatto un pò come la Lega, ha voluto suicidarsi politicamente! la Lega da quando ha abbandonato le tematiche secessioniste e indipendentiste ha perso moltissimi militanti e simpatizzanti ovviamente ciò si ripercuote sui voti. RC ha fatto lo stesso, ha voluto abbandonare il Socialismo ha voluto rinnegare Lenin(che cazzo è una bestemmia! e come rinnegare Dio per un cattolico) e adesso sta li a bacillare tra i No-global e l'Ulivo. Bella merda!

  7. #17
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    Predefinito Re: PDCI e RC

    In origine postato da MetaPapero
    Salve,
    questo non vuole essere un 3d provocatorio, ma e' nato da una discussione tra me e Yuri sul fatto se sia corretto o meno definire il PDCI un partito comunista.
    Yuri e' ovviamente per il no, io gli ho risposto che, aldila' della tattica parlamentare, non mi sembra ci siano differenze tali tra il PDCI e RC da non rendere possibile una convivenza dei militanti di entrambi i partiti in uno solo.
    Aggiungevo per di piu' che i riferimenti al Marxismo/Leninismo nei programmi/statuti dei due partiti mi sembrano piu' qualcosa messo li' pro forma, per rispetto alle nobili tradizioni di entrambi i partiti, che qualcosa di sostanziale

    Vorrei sapere che ne pensate, anche nell'ottica di questo difficile riavvicinamento tra Ulivo e RC

    Grazie

    PDCI è un po come AN

  8. #18
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    Predefinito Re: Re: PDCI e RC

    In origine postato da S.P.Q.R.
    PDCI è un po come AN
    Insomma... non esageriamo... AN è la fotocopia allo specchio dei DS... PNF-MSI-AN... PCI-PDS-DS... solo che loro la fiamma del duce non l'hanno ancora rimossa (a differenza della falce e del martello)
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  9. #19
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    Credo che più che discutere sui massimi sistemi, che sono discussioni inutili fra compagni di diverse opinioni, si debba discutere delle posizioni politiche, faccio un esempio nella mia provincia sia Rifo che il Pcdi son spesso in giunte assieme, ovviemente loro come componente dell'ulivo, noi in maggioranza ma esterni, già questa è un considerevole differenza, ma per tornarea palla, la differenza è in poche parole questa, un appiattimento generalizzato sulle scelte delle giunte di centrosinistra da parte del Pdci, una continua battaglia per correggere e spostare impostazioni e, investimenti e coordinate politiche delle scelte delle giunte da parte nostra,una continua ricerca di poltrone sicure nei vari enti da aprte loro, un costante rifiuto di compravendite da parte nostra, è soprattuttto nei comportamenti pratici che si possa giudicare lsa politica di un partito, purtroppo io non credo agli sbandieramenti di rosse bandiere, icone, falci e stelle, sapete quanti elettori dei DS che non hanno nemmeno votato i referendum ostentano ancora la falcemartello in oro al collo, pensate che questo basti a fare di loro dei comunisti?

  10. #20
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    Predefinito

    Come al solito i Rifondaroli non la smettono di provocarci.
    Forse non riescono a digerire il fatto che in quel partito la corrente anarco-comunista stia prendendo il largo...
    Io stesso sono stato iscritto al PRC fino al dicembre scorso, poi ho capito che il progetto non era fattibile, che la gente che vedevo in partito pensavano che comunismo volesse dire "farsi le canne", gli altri invece sostenevano che si potesse raggiungere il potere da soli....
    Siamo nel 2003, abbiamo un sistema elettorale che impedisce a partiti piccoli di andare al governo da soli...ma neanche ai partiti grossi...se solo i DS o Forza Italia andassero da soli prenderebbero sonore batoste....
    Il PdCI non si rifà alle politiche staliniste, bensì a quelle comuniste e soprattutto democratiche del PCI, del quale rinneghiamo ben poco, mentre i "compagni" del PRC rinnegano una gloriosissima storia che ha portato il PCI a grandi conquiste e grandi battaglie, rinnegano i grandi segretari che hanno fatto la storia del partito come Togliatti e Berlinguer, senza tenere conto che Togliatti adottò politiche filosovietiche solo fino a che non si scoprirono i crimini dello stalinismo nel 1958...
    Il PRC ha aiutato Berlusconi a salire al governo, non c'è che dire, loro se la prendono con un Ulivo poco di sinistra...è vero, ma preferite vedere i fascisti, i razzisti e i mafiosi al governo piuttosto che democristiani (che poi tutti democristiani non sono, anzi, c'è gente socialdemocratica, verde e poi ci siamo noi!) che magari fanno qualche errore ma tengono l'Italia nella legalità e nel rispetto dei diritti.
    Che senso ha la vita se entri senza chiederlo ed esci senza volerlo?
    Jim Morrison

 

 
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