La questione del Kashmir
Scheda cronologica del conflitto
agosto 1947
Il maharaja induista del Kashmir decide, al momento della separazione tra India e Pakistan, di annettere il suo territorio all’India nonostante la popolazione dello stato sia a maggioranza di religione musulmana.
1947 - 1948
Scoppia il primo conflitto tra India e Pakistan per la sovranità sul Kashmir
21 aprile 1948
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ordina il cessate il fuoco ai due contendenti. La risoluzione impone al Pakistan il ritiro delle truppe dai territori che aveva invaso durante il conflitto e all’India di indire un referendum per l’autodeterminazione del popolo kashmiri.
13 agosto 1948
Con una risoluzione dell’Onu viene istituito un confine provvisorio chimato ‘Linea di controllo’ (Loc) lungo la linea del fronte riscontrata al momento del cessate il fuoco.
5 gennaio 1949
Le Nazioni Unite approvano una nuova risoluzione che demanda la soluzione del conflitto a un referendum di autodeterminazione popolare.
14 marzo 1950
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite reitera i dispositivi dati nelle precedenti risoluzioni e ordina a India e Pakistan la smilitarizzazione immediata delle zone contese. Stabilisce inoltre che i poteri politici e amministrativi debbano essere temporaneamente trasferiti a una rappresentanza delle Nazioni Unite per creare condizioni favorevoli a una negoziazione. La risoluzione viene reiterata nel marzo del 1951 e nel gennaio del 1957.
30 marzo 1951
Una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ordina la costituzione dello United Nations Military Observer Group (Unmogip) per monitorare la situazione sulla linea di confine del Kashmir e riferire su eventuali episodi di violazione del ‘cessate il fuoco’.
1957
Siccome il Pakistan non si ritira dalle zone occupate, il territorio del Kashmir sotto il controllo di Delhi viene ufficialmente annesso all’Unione indiana. Il referendum di autodeterminazione viene nuovamente rinviato.
1959
La Cina occupa 38.000 km quadrati del territorio del Ladakh facente parte dello Stato indiano del Jammu e Kashmir. Le truppe di Mao vengono respinte dall’esercito indiano.
settembre 1965
Scoppia il secondo conflitto indo-pakistano, che cesserà soltanto per ordine del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione del 20 settembre 1965.
1 gennaio 1966
Il premier indiano Lal Bhadur Shastri e il presidente pakistano M. Ayub Khan firmano il trattato di Tashkent, con cui si accordano per una risoluzione pacifica del conflitto.
dicembre 1971
Conflitto indo-pakistano La lotta per l’indipendenza del Bangladesh dal Pakistan, sostenuta militarmente dall’India, si ripercuote anche sul Kashmir vanificando il trattato di Tashkent.
luglio 1972
Il primo ministro indiano Indira Gandhi e il suo omologo pakistano Zulfikar Ali Bhutto firmano un accordo di pace a Shimla, con cui in sostanza reiterano gli accordi presi a Tashkent.
1989 - 2001
Dopo quasi vent’anni dagli accordi di Simla, la lotta dei movimenti indipendentisti all’interno del Kashmir intensifica di nuovo il conflitto tra i due paesi asiatici. Negli anni ‘90 nascono in Pakistan gruppi di guerriglia islamica di ispirazione afghana, i mujaheddin, che agiscono in territorio indiano. Negli ultimi tempi, i movimenti indipendentisti hanno ceduto il passo ai gruppi separatisti dei mujaheddin e il conflitto si è nuovamente inasprito. Dal 1989 al 2000, gli scontri a fuoco e gli attentati dinamitardi hanno causato circa 35.000 morti.
2002-2004
A gennaio 2002, nel suo discorso alla nazione, il generale pakistano Parvez Musharraf annuncia con toni duri che metterà fine all’integralismo islamico nel paese. Nei mesi seguenti, il Pakistan mette al bando alcuni gruppi ritenuti responsabili degli attentati ai parlamenti indiani di Srinagar e di New Delhi. Tra questi il Jaish-i-Mohamed (l’Esercito di Maometto) e il Lashkar-i-Toiba legati a Osama bin Laden. Il governo di Islamabad congela anche i loro conti bancari. In primavera ricominciano però le infiltrazioni di mujaheddin e gli attacchi in Kashmir. I gruppi estremisti si sono infatti riorganizzati riunendosi sotto l’egida della fazione denominata Harkat-al-Jihad-al-Islami: un gruppo di combattenti kashmiri assoldati dal leader talibano mullah Omar, che costituisce sei basi in territorio afghano e alcuni campi di addestramento nelle regioni tribali del Pakistan. La nuova organizzazione sfugge così al bando di Musharraf, tanto da avere un conto bancario nella capitale pakistana di Islamabad, e torna a combattere in Kashmir. Il 14 maggio un attacco dei militanti islamici in un accampamento militare indiano nei pressi di Jammu causa la morte di 34 persone, in gran parte civili e famigliari dei soldati. Sale la tensione tra India e Pakistan, mentre la guerriglia continua a colpire vari punti strategici del Kashmir. A fine maggio 2002 il governo di Delhi minaccia di inviare le truppe oltre confine per bloccare le infiltrazioni di mujaheddin nel suo territorio. I due paesi ammassano un milione di soldati al confine, pronti a combattere la loro quarta guerra. Mentre i negoziatori internazionali si alternano nelle due capitali per scongiurare che il conflitto degeneri in una guerra nucleare, il Pakistan compie tre test di missili balistici. Si intensificano i colpi di artiglieria lungo il confine. Onu, Usa, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania e Israele – poi seguite da altre nazioni - richiamano in patria il personale e i diplomatici non strettamente indispensabili nelle missioni e nelle ambasciate di India e Pakistan. I primi di giugno, durante il vertice di Almata, in Kazakhistan, il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo cinese Jiang Zemin tentano un’ultima mediazione con il presidente pakistano Musharraf e il premier indiano Vajpayee, che avevano precedentemente rifiutato di incontrarsi.
Alla fine di maggio 2002 il bilancio delle vittime nel solo Kashmir era salito a oltre 60mila persone, tra civili e militari.
A novembre 2003 il Pakistan dichiara unilateralmente il cessate il fuoco in Kashmir, accettato dall’India. Nonostante numerosi attacchi della guerriglia kashmiri in territorio indiano e scontri di artigleria lungo il confine, riprendono le mediazioni tra i due paesi per giungere a una soluzione pacifica del conflitto. La guerriglia kashmiri, in particolare la fazione dello Hizb-ul-Mujahedddn, rifiuta il cessate il fuoco.
A febbraio 2004 riprendono i colloqui di pace tra India e Pakistan.Il presidente pakistano Musharraf e il premier indiano Vajpayee si impegnano a risolvere pacificamente la questione del Kashmir.




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