Si potrebbero scrivere pagine intere sulla faziosità del libro nero del comunismo, ma parlarne in maniera approfondita sarebbe troppo lungo, quindi per adesso mi limito a citare come il libro nero del comunismo tratta l’invasione sovietica in Afganistan io ho scelto questo esempio perché oggi è sotto gli occhi di tutti chi erano in realtà i ribelli afgani, sia i rappresentanti dell’etnia Pashtun (i talebani), che delle altre etnie (l’alleanza del nord), ma quando il libro è stato pubblicato faceva comodo agli autori descriverli come degli eroi che lottavano per la libertà del proprio paese. Naturalmente non voglio prendere le difese del governo comunista afgano o giustificare l’invasione dell’armata rossa, ma solamente mostrarvi un esempio di come la faziosità non abbia un colore politico.
Per prima cosa descrive i governi che si sono susseguiti in Afganistan dal 1965 al colpo di stato comunista del 1973, come artefici di uno sviluppo che quel paese arretrato non aveva mai avuto, mentre in realtà erano corrotti e incapaci, tanto da far dipendere l’economia afgana dagli aiuti dei paesi stranieri che per il 60% erano sovietici. Nel 1972 in Afganistan ci fu una siccità prolungata con una conseguente carestia, e la gestione disastrosa degli aiuti stranieri (provenienti sempre in massima parte dall’Urss) del governo guidato dal generale Abdul Wali, genero del re Zahir Shah, portò alla morte di 100000 afgani, di cui il libro nero non parla, anche se questa fu la causa che spinse l’Unione Sovietica ad appoggiare il golpe del cugino del re Muhammad Daoud fatto con il sostegno dei due maggiori partiti comunisti afgani. In seguito ad un successivo colpo di stato organizzato sempre dai comunisti nel 1978, il governo americano cominciò a finanziare e ad armare i partiti islamici, che allora rappresentavano una minoranza (sebbene abbastanza consistente della popolazione, alle elezioni avevano avuto messi insieme il 20% dei voti), ed erano espressione dei capi tribali che stavano vedendo il loro potere scomparire, con lo scopo di spingerli al terrorismo. Lo stesso ex vice presidente degli Stati Uniti Zbignew Brzezinski ammetterà che il governo Carter aveva cominciato a finanziare gli estremisti islamici gia sei mesi prima dell’intervento sovietico, nel tentativo riuscito di trasformare l’Afganistan in un Viet Nam per i sovietici. Eppure il libro nero non parla di questi finanziamenti e descrive come spontanee le prime rivolte foraggiate dalla cia contro il governo comunista, che costrinsero quest’ultimo a chiedere l’aiuto militare dell’Urss, anche se c’è un minimo d’accenno agli aiuti militari ed economici degli Usa, ma è fatto in modo da non mettere in dubbio la versione ufficiale secondo cui, questi sarebbero cominciati solo dopo l’invasione. A pag. 668 descrive il comandante Masud come rappresentante di un islam moderato, quando in realtà l’alleanza del nord da lui comandata si distingueva dai talebani solo per la diversa composizione etnica, e si è resa macchiata dei crimini più efferati, tra i quali la distruzione di Kabul dopo la sua conquista, di cui il libro non parla, mentre a pag. 669 accenna ai crimini della resistenza afgana, ma, di fatto, li giustifica come una conseguenza di quelli comunisti, eppure adesso sappiamo tutti che questi furono compiuti contro moltissimi civili che non avevano niente a che fare con il governo.
Adesso gli americani si lamentano dell’estremismo islamico, ma fanno finta di non sapere che in Afganistan, gli integralisti islamici li hanno messi al potere loro, armando e finanziando il terrorismo, per indurre il governo afgano a chiedere l’intervento sovietico, e far credere che si trattasse di un invasione, facendo passare agli occhi dell’opinione pubblica gli integralisti islamici, come combattenti contro l’invasore sovietico, prima esisteva un governo laico, che con tutti i suoi difetti, stava portando allo sviluppo, del paese, tramite la costruzioni d’infrastrutture prima inesistenti, la scolarizzazione di massa, sia maschile sia femminile e l’emancipazione delle donne, dove esistevano anche forti restrizioni della libertà, ma certamente meno che nei regimi islamici(ripeto espressione di una minoranza, benché consistente della popolazione) saliti al potere successivamente, grazie agli aiuti economici e militari degli usa.
Per maggiori informazioni sull'argomento, consiglio la lettura del libro di John K. Cooley - Una guerra empia. La Cia e l'estremismo islamico ed.Elèuthera, Milano 2000, che essendo stato scritto esattamente un anno prima dell'attentato alle torri gemelle del'11 settembre del 2001, non può essere sospettato di essere uno dei tanti libri scritti tentando di sfruttare l'onda emotiva di quel periodo, ed è il più detttagliato testo riguardante i finanziamenti e gli appoggi della cia ai fondamentalisti islamici
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