"Vorrei dirti le piu' profonde parole d'amore, ma non oso,
per timore che tu rida.
Ecco perche' mi burlo di me stesso
e del mio segreto.
Derido il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso."
RABINDRANATH TAGORE
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"Vorrei dirti le piu' profonde parole d'amore, ma non oso,
per timore che tu rida.
Ecco perche' mi burlo di me stesso
e del mio segreto.
Derido il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso."
RABINDRANATH TAGORE
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Quando cadran le foglie
Quando cadran le foglie e tu verrai
a cercar la mia croce in camposanto,
in un cantuccio la ritroverai
e molti fior le saran nati accanto.
Cogli allora pe' tuoi biondi capelli
i fiori nati dal mio cor. Son quelli
i canti che pensai ma che non scrissi,
le parole d'amor che non ti dissi
Olindo Guerrini
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La tragedia delle foglie
mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.
Charles Bukowski
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Non capirsi è terribile
Non capirsi è terribile-
non capirsi e abbracciarsi,
ma benchè sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.
in un modo o nell'altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l'incomprensione,
né con la comprensione uccidere
Evgenij A.Evtusenko
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A volte un bacio
A volte un bacio
è una ferita aperta...
Si consuma come una ruota
come una ruota per strada...
E' un passaggio atteso,
una spina nel fianco...
A volte un bacio
è l'ultimo dei baci,
sembra velluto
eppure è sale...
A volte un bacio
è all'improvviso
nasce soltanto per sparire
sembra che viva, poi va perduto...
A volte un bacio
è un girotondo di pensieri
Mille t'offuscano la mente
Cento t'avvolgono stretto
Dieci ti danno amore
Uno soltanto ti fa sognare...
Ma il bacio che mi hai dato
è su un binario
e ancora adesso corre
e mi trasporta, credi,
ovunque ne abbia voglia...
Antonio Blunda
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INVERNALE
"...cri...i...i...i...icch"...
&il ghiaccio rabescò, stridula e viva.
"A riva!" Ognuno guadagnò la riva
disertando la crosta malsicura.
"A riva! A riva!..." un soffio di paura
disperse la brigata fuggitiva
"Resta!" Ella chiuse il mio braccio conserto,
le sue dita intrecciò, vivi legami,
alle mie dita. "Resta, se tu m’ami!"
E sullo specchio subdolo e deserto
soli restammo, in largo volo aperto,
ebbri d’immensità, sordi ai richiami.
Fatto lieve così come uno spetro,
senza passato più, senza ricordo,
m’abbandonai con lei nel folle accordo,
di larghe rote disegnando il vetro.
Dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più tetro...
dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più sordo...
Rabbrividii così, come chi ascolti
lo stridulo sogghigno della Morte,
e mi chinai, con le pupille assorte,
e trasparire vidi i nostri volti
già risupini lividi sepolti...
Dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più forte...
Oh! Come, come, a quelle dita avvinto,
rimpiansi il mondo e la mia dolce vita!
O voce imperiosa dell’istinto!
O voluttà di vivere infinita!
Le dita liberai da quelle dita,
e guadagnai la riva, ansante, vinto...
Ella sola restò, sorda al suo nome,
rotando a lungo nel suo regno solo.
Le piacque, al fine, ritoccare il suolo;
e ridendo approdò, sfatta le chiome,
e bella ardita palpitante come
la procellaria che raccoglie il volo.
Noncurante l’affanno e le riprese
dello stuolo gaietto femminile,
mi cercò, mi raggiunse tra le file
degli amici con ridere cortese:
"Signor mio caro, grazie!" E mi protese
la mano breve, sibilando: – Vile!
Guido Gozzano
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Ti vorrei rivivere
Certo che rivederti ancora adesso
qualche brivido mi da,
certo che non è più lo stesso,
e tu puoi non credermi
ma non ti ho scordata mai, davvero.
Certo che sto cercando ancora adesso
un equilibrio che forse non ho
quello che tu dicevi sempre
d'esser sicura di
averne trovato un po
con me.
Forse chissà come sarebbe stata
la mia vita insieme a te
me lo sono chiesto spesso sai
me lo chiedo ancora adesso sai.
E mi torna in mente quando eri
la ragazza del mio cuore tu
quella luce che negli occhi avevi
come vedo non si è spenta più.
Ti vorrei ti vorrei rivivere
anche solo per un attimo
io vorrei rivivere
quella prima volta io e te
Ma si,
Sei bella ancora adesso.
Mentre mi parli passi la tua mano
fra i capelli ancora lunghi che hai
come se volessi accarezzare piano
un pensiero che
non confesseresti mai, no mai.
Forse chissà sarebbe andata poi
diversamente anche per te,
tutto questo chi può dirlo
tutto il resto è troppo tardi ormai.
E mi torna in mente quando eri
la ragazza del mio cuore tu
quella luce che negli occhi avevi
come vedo non si è spenta più
ti vorrei ti vorrei rivivere
anche solo per un attimo
io vorrei rivivere
quella prima volta io e te
e mi torna in mente in un momento
tutto il mondo di quei giorni miei
più ti guardo e più mi guardo dentro
uno stormo di ricordi sei..
Ti vorrei ti vorrei rivivere
anche solo per un attimo
io vorrei rivivere
quella prima volta io e te.
Sei bella ancora adesso
E mi torna in mente quando eri
la ragazza del mio cuore tu
quella luce che negli occhi avevi
come vedo non si è spenta più.
Ti vorrei ti vorrei rivivere
anche solo per un attimo
io vorrei rivivere
quella prima volta io e te
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CALDA NEVE
Mi hai detto: ogni fiocco è un bacio per te
ed è la tua bocca che sfiora il mio viso
con baci di neve.
La mente è lontana nell'aria pungente,
nel freddo candore che ammanta la strada
con piume di neve
racchiusa nel cerchio delle tue braccia
aspira il tepore di pelle virile
nel gelo di neve.
Riaccende la gioia scoppiata nel cuore
e il dolce abbandono guardando dai vetri
la danza di neve.
Con gli occhi socchiusi, le guance arrossate
di freddo e passione ti sento vicino,
mio amore di neve.
Lory
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Roscoe Purkapile
Mi amava. Oh! come mi amava!
Non ebbi mai possibilità di sfuggirle
dal primo giorno che mi vide.
Ma poi, dopo che fummo sposati, pensai
che avrebbe provato la sua mortalità e m'avrebbe lasciato,
o che avrebbe potuto divorziare.
Ma pochi muoiono, nessuno cede.
Così fuggii e me ne andai per un anno di bisbocce.
Ma lei non si lamentò mai. Disse che tutto sarebbe andato bene,
che sarei tornato. E io tornai.
Le dissi che mentre remavo in una barca
ero stato catturato vicino a Van Buren Street
dai pirati sul Lago Michigan,
e tenuto in catene, così non potevo scriverle.
Lei pianse e mi baciò, e disse che era crudele,
vergognoso, inumano!
Conclusi allora che il nostro matrimonio
era un dono divino
e non poteva essere disciolto,
se non dalla morte.
Avevo ragione.
Edgar Lee Masters
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La traduzione di Fernanda Pivano è un po' meno letterale e più comprensibile, in alcuni passi![]()
Roscoe Purkapile
Mi amava. Oh, come mi amava!
Non ebbi via di scampo
dal primo giorno che mi vide.
Ma poi quando fummo sposati pensai
che poteva anche morire e lasciarmi libero,
o magari divorziare.
Ma poche muoiono, nessuna rinuncia.
Allora scappai via e me la spassai per un anno.
Ma lei non si lamentò mai. Diceva che tutto si sarebbe risolto
che sarei tornato. E tornai.
Le raccontai che mentre facevo un giro in barca
ero stato catturato dalle parti di Van Buren Street
dai pirati del lago Michigan,
e tenuto in catene, così non avevo potuto scriverle.
Lei pianse e mi baciò, e disse che era crudele,
vergognoso, disumano!
Allora mi convinsi che il nostro matrimonio
era una grazia del cielo
e non poteva essere sciolto,
se non dalla morte.
Avevo ragione.
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