Il Fiume
Il fiume che si svena alla sua foce,
la sera che s'incenera e si sfa
nella tenebra morta, il fil di voce
del vento tra la viscida erba... Cuore,
quello ch'è stato d'amore e dolore
più non sarà
Diego Valeri
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Il Fiume
Il fiume che si svena alla sua foce,
la sera che s'incenera e si sfa
nella tenebra morta, il fil di voce
del vento tra la viscida erba... Cuore,
quello ch'è stato d'amore e dolore
più non sarà
Diego Valeri
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"?"
Ecco un mistero meraviglioso.
Oso indovinare chi nascerà:
l'eco di un frullo d'ali, il fremito del primo volo, la
fatica, la gioia di crescere insieme.
di necessità virtù


ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO
Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.
Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l'amore d'un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?
Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.
PABLO NERUDA
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Canto
Ti vidi nel tuo giorno nuziale
e t' invase una vampata di rossore,
quantunque felicita' ti brillasse d' intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.
E il baleno che s' accese nei tuoi occhi
(quale ch' esso fosse per me),
fu quando alla Belta' di piu' conforme
potesse svelarsi alla mia vista dolente.
Fu quel rossore, credo, pudore di fanciulla -
e ben si comprende che cosi' fosse.
Ma un piu' fiero incendio quel baleno
sollevo' - ahime'! - nel petto di colui
che ti vide nel tuo giorno nuziale,
allorche' ti sorprese quell' acceso rossore,
quantunque felicita' ti brillasse d' intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.
E.A. Poe
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colore


ussignùr che cacchio avrò combinato alloraOriginally posted by pensiero
colore
semplicemente hai lasciato uno spazio nel codice che non era richiesto![]()


"desiderio"
Irresistibile primavera
Quando il sangue arrossa le gote e le labbra
Nel tribunale silenzioso gli occhi fuggenti s'incontrano
In un istante i cuori giudiziosi condannano le menti ribelli ad accettare
e soffrire per amore.
di necessità virtù


Originally posted by pensiero
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grazie![]()


In omaggio al grande Dylan Thomas
DYLAN THOMAS
Poesia d'ottobre
Fu il mio trentesimo anno verso il cielo
desto al mio udire dal porto e dal bosco vicino
dalla riva foracchiata dai molluschi
E predicata dall'airone
Il mattino invitarmi
Con l'acqua plorante e il richiamo del gabbiano e della cornacchia
E il battere dei velieri sul molo ragnati di reti
A metter piede
Subitamente
Nella città addormentata e inoltrarmi.
Il mio compleanno cominciò con gli uccelli d'acqua
E gli uccelli degli alberi alati che trasvolavano il mio nome
Sopra le fattorie e i bianchi cavalli
E mi levai
Nell'autunno piovoso
E procedevo all'aperto in un rovescio di tutti i miei giorni.
Alta marea e l'airone si tuffò quando presi il cammino
Oltre il confine
E le porte
Della città si chiusero mentre la città si destava.
Una fiorita d'allodole in una nuvola ondosa
E sulle prode i cespugli che traboccano di merli
Fischianti e il sole d'ottobre
Estivo
Sulla spalla della collina,
Qui erano amati climi e dolci cantori, giunti
Improvvisi nel mattino dove vagavo ascoltando
Il freddo soffio del vento
Spremere la pioggia
Nel bosco lontano sotto di me.
Scialba pioggia sul porto che sfuma
E sulla chiesa umida di mare in figura di lumaca
Con le corna attraverso la bruma e il castello
Color di gufi
Eppure tutti i giardini
Di primavera e d'estate sbocciavano nei grandi racconti
Oltre il confine e sotto la nuvola folta d'allodole.
Là avrei potuto attonito scorgere
Il mio compleanno
In fuga ma si rovesciò la stagione.
S'allontanò dalla gaia contrada
E giù per l'aria diversa e l'azzurro alterato del cielo
Di nuovo grondò una meraviglia d'estate
Con mele
Pere e rossi ribes
E nel mutamento vidi così chiari i mattini
Dimenticati di un bimbo che andava con la madre
Attraverso le parabole
Della luce del sole
E le leggende delle verdi cappelle.
E i campi dell'infanzia narrati due volte
Che le sue lacrime bruciarono le mie guance e pulsò il suo cuore
nel mio.
Questi erano i boschi il fiume il mare
Dove un ragazzo
Nell'assorta
Estate dei morti sussurrò la verità della sua gioia
Agli alberi e alle pietre e ai pesci della marea.
E il mistero
Ancora risuonò
Vivo nell'acqua e negli uccelli cantori.
E là avrei potuto attonito scorgere il mio compleanno
In fuga ma si rovesciò la stagione. E la vera
Gioia del bimbo morto da lungo tempo cantò
Ardendo nel sole.
Era il mio trentesimo anno
Verso il cielo fermo allora nel meriggio d'estate
Sebbene laggiù la città giacesse frondosa del sangue d'ottobre.
Oh, possa la verità del mio cuore
Ancora esser cantata
Su quest'alta collina alla svolta di un anno


Indizi
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l'amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l'amore dal lontano
di chi mi è accanto.
Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l'amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un'aureola
di vento! Riconosco
l'amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l'amore dal boato
- dal trillo beato -
lungo tutto il corpo!
Marina Cvetaeva
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