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Novembre 14, 2003 No.22

I libri scolastici dell’Autorità Palestinese del 2003 incitano alla jihad (guerra santa) e al martirio

In seguito agli accordi di Oslo, l'Autorità Palestinese cominciò a preparare nuovi testi scolastici che indicavano un relativo mutamento di rotta nel contenuto e nell'orientamento. Dallo studio effettuato da MEMRI per il 2001, "Descrizione del nazionalismo palestinese", era emerso che i testi pubblicati dopo Oslo riflettevano un tentativo generale di attenuare la virulenza del veleno antiisraeliano: l'incitamento diretto diminuiva sensibilmente, mentre si riscontrava un serio sforzo per sottolineare invece valori quali la democrazia e la libertà. [1]

Nel 2003 invece, un testo recentemente pubblicato dal Ministero dell'Istruzione dell'Autorità Palestinese, intitolato "Cultura Islamica" dedicato agli studenti dell'11° classe, mostra che si ritorna a incitare alla jihad e al martirio. [ . [2] . Presentiamo alcuni brani di questo testo:


Il ruolo dello stato nell'Islam
(pag. 98) "[Uno dei] compiti dello stato è rafforzare i legami tra il popolo e il suo Creatore …. difendere la religione e proteggerla contro innovatori e scettici [eretici] … preparare il paese alla jihad e difenderlo dai nemici … accrescere il livello di conoscenza della nazione … perché l'adempiere i doveri religiosi e il conoscere i necessari precetti richiede una buona quantità di conoscenze e di istruzione."

(pag. 104) "La nazione dovrebbe sostenere i governanti in ogni cosa che favorisca il progresso … In materia di politica estera [il paese dovrebbe contribuire] con la jihad, mentre in campo nazionale dovrebbe farlo con la ripresa industriale, agricola, morale e sociale … e con la fedeltà alle leggi religiose …"


La jihad e la diffusione dell'Islam
(pag. 208) "L'Islam è la religione di Allah per tutti gli esseri umani. Si dovrebbe diffonderla e invitare la gente ad aderirvi saggiamente e con un'appropriata predicazione e amichevoli discussioni. Tuttavia tali metodi potrebbero incontrare resistenza e ai predicatori potrebbe essere proibito di compiere il loro dovere … in tal caso diventa inevitabile la jihad e l'uso della forza fisica contro i nemici …"

"Jihad è un termine islamico che corrisponde alla parola guerra in altre lingue. La differenza è che la jihad persegue nobili scopi ed elevati fini ed è condotta solo per Allah e la sua gloria … [Per contrasto] le guerre delle altre nazioni sono per lo più condotte per malvagità, aggressione, sete di dominio, influenza strisciante, saccheggio di proprietà, assassinio, e il perseguimento di ambizioni e desideri, come la guerra sferrata dai paesi occidentali per sfruttare le terre islamiche per fini imperialistici, per controllare i musulmani e rapinare le loro risorse e ricchezze …"

(pag. 209) "Alla Mecca, il Messaggero di Allah faceva proseliti usando come arma prove e dimostrazioni … A quello stadio, per diffondere il messaggio dell'Islam a lui e ai suoi seguaci bastavano la perseveranza e la moderazione. Dopo la fuga del Profeta a Medina e l'emergervi di una società islamica, non fu più possibile evitare la lotta contro l'aggressione e il politeismo … Da quel momento il dovere della jihad fu imposto a tutti i musulmani …"

"Il Messaggero di Allah ricorse alla jihad durante il suo soggiorno a Medina, i suoi compagni e i suoi seguaci seguirono le sue orme.

"Ma la jihad è un dovere personale [Fardh 'Ein] che ogni musulmano è tenuto a compiere personalmente, o è un dovere collettivo [Fardh Kifaya]? E' probabilmente un dovere collettivo. Se qualche musulmano lo adempie, allora non lo si richiede più agli altri per tutto il tempo che [l'azione compiuta] è stata sufficiente … [tuttavia] se nessuno pratica la jihad, allora tutti i musulmani si rendono colpevoli di negligenza."

"La jihad diventa un dovere personale nei tre casi seguenti:

Quando i musulmani sono attaccati. Quando il nemico è presente sul suolo musulmano, i musulmani di quel paese hanno il dovere di combattere il nemico e cacciarlo. Se essi non sono in grado di farlo, allora l'obbligo personale della jihad passa ai loro vicini, fino a che il nemico è sconfitto e annientato …"
In caso di mobilitazione generale. Quando un governante musulmano chiama, o chiama un particolare gruppo, è dovere del musulmano rispondere alla chiamata …"
Chiunque partecipi a una battaglia, ha il preciso dovere di combattere il nemico e condividere la lotta e non essere delinquente …"
(pagg.210-211): "Tipi di jihad"

"La jihad fisica – Partecipazione alla battaglia contro il nemico. Combatterlo concretamente con le armi e con la effettiva partecipazione in battaglia e col martirio per amore di Allah. Questo è l'estremo requisito per un credente. A colui che prende parte personalmente alla jihad per amor Suo, Allah ha promesso il Paradiso ovvero il ritorno sano e salvo alla sua famiglia con grande bottino."
"La jihad materiale – Chi combatte questo tipo di jihad dà parte del suo denaro per rifornire gli eserciti musulmani di armi, dell'equipaggiamento necessario, di trasporti terrestri, marittimi, aerei, e tutto quanto occorre a quelli che combattono la jihad per sconfiggere il nemico, per celebrare il nome di Allah e rafforzare la fede in Lui. Questa jihad materiale comprende la costruzione di installazioni militari, fortificazioni, roccaforti, aeroporti, porti che servono per gli eserciti musulmani, nonché centri di cura e ospedali per i soldati e le loro famiglie, e offerte di denaro a quelli che attuano la jihad e alle loro famiglie."
"La jihad ideologica – E' quella che si combatte con la parola e con gli scritti, fornendo prove irrefutabili contro i nemici e invitandoli a riconoscere Allah. E' una jihad che comprende la predicazione, gli scritti, il canto e altro …"
"La jihad realizzata col … collegamento con i combattenti della jihad e con la partecipazione ad atti connessi con la jihad, come trasportare soldati e approvvigionamenti, rifornirli di acqua e cibo, curare i feriti e difendere posizioni militari."
"La nazione islamica oggi ha assoluta necessità di far rivivere lo spirito della jihad nei suoi figli partecipando a tutti i tipi di jihad, e di concentrare tutte le sue forze per consolidare la religione di Allah e costringere i suoi nemici ad arrendersi."

(pag. 214) "La jihad è una delle necessità della vita. Una nazione non può difendere la sua religione e sostenere il suo onore e la madrepatria se non ha il potere di farlo. Ecco perché l'Islam ha imposto il dovere della jihad alla nazione musulmana quando a Medina emersero una società e uno stato musulmani …"


La predicazione dell'Islam
(pag.214) "Allah ha insegnato ai musulmani a convincere la gente col messaggio dell'Islam, in modo saggio, con giusta predicazione e amichevoli discussioni, in modo che la diffusione dell'Islam si realizzi con persuasione mentale, intima gratificazione e serenamente, e non attraverso la coercizione, come Allah ha detto: 'Non c'è coercizione nella religione …' [Corano 2: 256]"

"[Tuttavia], quando i despoti si oppongono alla predicazione religiosa, impediscono ai predicatori di portare la buona novella dell'Islam al popolo, frappongono blocchi e ostacoli sulla via dei predicatori, e impediscono alla parola di raggiungere il popolo, allora in quel caso la jihad diviene l'unico mezzo per rimuovere questi ostacoli che privano la gente della loro libertà di scelta e impediscono la diffusione dell'Islam. Il Messaggero di Allah ha insegnato a quelli che intraprendono la jihad di non cominciare la guerra contro i nemici come prima opzione, ma di offrire invece loro l'Islam, e se essi rifiutano propone di far pagare loro la jizya (tassa imposta ai non musulmani che vivono sotto il governo musulmano) … e se essi rifiutano ancora, infine combatterli."

"La jihad è considerata una via per rafforzare la nazione e assicurarne la vittoria in un conflitto armato quando fa ricorso tutte le sue risorse, sforzi e potenziale per la sua causa … La jihad è anche considerata una fonte di benessere e prosperità per tutti i musulmani. Dopo aver conseguito la vittoria, colui che ha intrapreso la jihad fa ritorno alla sua famiglia con alte aspirazioni e a testa alta, ringraziando Allah per la sua grazia. Se invece è benedetto da Shahada (martirio) e onore, la sua anima ritorna al Creatore per vivere una differente vita, pago delle ricompense e dell'onore elargiti, una vita di grazia grazie ad Allah, come dice il Corano [3: 169-170]: 'Non considerare morto chi è morto per la causa di Allah, ma piuttosto vivo e beneficiati dal loro signore."

(pag. 215) "La nazione islamica ha bisogno di diffondere lo spirito della jihad e l'amore per il martirio [Shahada] fra i suoi figli nel corso delle generazioni. E ciò è vero particolarmente quando prevale il materialismo nella mente della gente e quando si abbandona la jihad mentre i nemici non vogliono altro che sfruttarli … E' chiaro che il rispetto e il potere della nazione islamica sono legati alla conservazione di un forte spirito della jihad. Quando questo spirito vien meno e la nazione non ha il potere di aiutare i suoi elementi più deboli e di difendersi dai nemici, allora essa viene attaccata dall'esterno, gli aggressori la bramano, la umiliano, ne saccheggiano le risorse, uccidono la sua gente, conquistano il paese e vivono là nell'immoralità."

I rischi che comporta il non aderire alla jihad

(pag. 304) "A. Il nemico occupa le terre musulmane, le loro risorse sono saccheggiate, il loro sangue è versato, il loro onore macchiato e come risultato i musulmani vivono un'esistenza di disonore e oppressione. B. La perdita della grande ricompensa che Allah ha promesso a coloro che affrontano la jihad e la Shuhada (martiri) . C. Grave punizione nel Giorno del Giudizio."

(pag. 305) "Allah ha insegnato al fedele di prender parte alla jihad in ogni circostanza, sia essa facile o difficile, quando si è in tanti o in pochi, nel momento della prosperità o del bisogno, quando si è forti o quando si è deboli. La loro jihad avverrà per mezzo del sacrificio o dell'aiuto materiale per la gloria del nome di Allah. Questo è il modo di godere di questo mondo e di aver successo in quello a venire."


Il castigo per l'abbandono dell'Islam
(pag. 155) "La ragione logica per giustiziare chi ha abbandona l'Islam è la seguente: Non c'è nulla nell'Islam che sia in contrasto con la natura umana. Chiunque aderisca all'Islam e, dopo averne riconosciuto la verità e averne assaporato la dolcezza, l'abbandona, è di fatto un ribelle contro la verità e la logica. Come ogni altro regime, l'Islam deve proteggere se stesso, pertanto questo castigo (l'esecuzione) incombe sulla persona che l'abbandona, perché diffonde il dubbio sull'Islam …"

"L'abbandono dell'Islam è un crimine che giustifica una punizione esemplare … [Le fasi del castigo sono]:

"Spingere il peccatore ad abiurare immediatamente …"
"Renderlo consapevole delle conseguenze che avrà se persiste nell'abbandono dell'Islam, anzi informarlo che verrà giustiziato."
"Giustiziare il peccatore se persiste nella sua decisione di abbandonare l'Islam …"

Attività dei missionari cristiani
(pag. 252) "I missionari sono una delle istituzioni occidentali finalizzate all'invasione ideologica del mondo musulmano. Essi hanno cercato di allontanare dall'Islam i musulmani indebolendone la fede nel cuore e facendo loro accettare il modo di vivere occidentale. Apparentemente essi si adoprano perché adottino la religione di Gesù, ma in realtà cercano di spianare la strada all'invasione spirituale dei paesi islamici da parte dell'occidente … Le organizzazioni missionarie in tutto il mondo islamico hanno cercato di indebolire la fede dei musulmani, di diffondere idee secolari che si sostituiscano all'ideologia islamica e di favorire l'occupazione dei paesi islamici e a rafforzare l'imperialismo …"

"Il movimento missionario ha lasciato tracce profonde nella vita islamica, quali:"

"Ammirare e adottare i modi di vivere degli occidentali … Criteri e valori materialistici, basati sullo sfruttamento, e la loro concezione di vita erano diffusi al punto tale che molti musulmani anelavano ad essi e si sono rivolti alla cultura e alla letteratura occidentale."
"Svigorire lo spirito islamico delle giovani generazioni come risultato dell'indebolimento della fede nel loro cuore, e quindi accettare idee e principi occidentali contagiosi. Idee capitaliste, comuniste e ateiste diffuse fra i musulmani …"
"Infondere nel sistema scolastico dei paesi islamici un sapore occidentale. I missionari, con il sostegno dell'imperialismo, riuscirono a trasformare la loro filosofia e cultura in fondazioni culturali in molti paesi islamici. La storia e la civiltà occidentale divennero la principale fonte di istruzione e insegnamento delle scienze per i bambini musulmani …"
"Diffamare la storia islamica e le biografie dei Califfi musulmani, presentando la storia islamica come una serie di guerre, conflitti, lotte civili, rivoluzioni, battaglie per il potere, repressione degli abitanti …"
"Incolpare l'Islam, il suo Messaggero e la verità delle sue profezie e propagare idee mistificatorie, come la pretesa che l'Islam si è diffuso con la spada e la repressione. Inoltre criticare le leggi sul divorzio e la poligamia e dipingendo le punizioni giuridiche islamiche come disumane."



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[1] Si veda MEMRI Special Report No. 6, 2 dicembre 2001

[2] Cultura islamica per l'11° classe, pubblicato dal Ministero dell'Istruzione dell'Autorità Palestinese e approvato dal Ministero dell'Istruzione giordano, 2003