Nasce Alleanza Popolare, il nuovo partito di Mastella e Martinazzoli
di red

«Vogliamo ricostruire l'area del centro, rimasta a lungo sguarnita». Così
Clemente Mastella, leader dell'Udeur, spiega la nascita del nuovo
partito"Alleanza popolare" che lo vede unito all'ex segretario del Ppi Nino
Martinazzoli.
Alla Sala Umberto di Roma, Alleanza Popolare, ha scoperto il nuovo simbolo,
una riedizione del campanile dell'Udeur, incorniciato dalle stelle della
Unione Europea sulla base di campi tricolore, e ha incoronato Mino
Martinazzoli suo presidente onorario. La formazione politica è stata accolta
da una lettera di Romano Prodi che sottolinea l'importanza del suo
contributo alla formazione di un centrosinistra vincente.
«Noi - ha detto Mastella - ci attrezziamo a recuperare i voti del centro,
del ceto medio, recuperando quella tradizione cattolico-democratica che è
stata lo stile e la moralità su cui si è costruito per tanti anni il governo
del Paese. Ci riusciremo? Questa è una scommessa che vivremo assieme».
Martinazzoli rivendica la paternità della proposta:«è stata un'idea mia»,
dice parlando dal palco, e sottolinea che sarà un percorso tutt'altro che
facile, dove:«ciascuno di noi accetterà il posto che gli è consentito da
questo combattimento, e dove, si viene non per prendere ma per dare. La
nuova formazione, chiarisce il neo presidente, non è qualcosa di già fatto e
chiuso, non è l'Udeur che cambia nome».

«Chiamiamo a raccolta i riservisti democratico-cristiani, quelli che vengono
chiamati quando la battaglia si fa più dura» ha detto Mastella che critica
l'attuale bipolarismo, come ha fatto in altre occasioni, ma la situazione
attuale a suo giudizio è più drammatica nonostante «il crepuscolo del
berlusconismo, perchè, questa malattia ha infettato il nostro Paese: le
candidature di Soru o Illy - spiega - sono la cambiale pagata dal
centrosinistra al berlusconismo».
Il collocamento di Alleanza popolare rimane comunque il centrosinistra:
«Perchè - domanda Mastella - votare Ulivo se manca il centro? Se l'alleanza
non è capace di parlare al ceto medio. Per rispondere a queste domande nasce
dunque Alleanza popolare». Anche perchè dai sondaggi risulta «per la prima
volta che oltre il 50% degli italiani non si ritrova più nè di qua nè di
là», ridadisce il leader dell'ex Udeur.

Qualcuno ha già definito Alleanza popolare, il nuovo soggetto che nasce
dagli sforzi congiunti di Martinazzoli-Mastella il frutto della «strana
coppia». Ma Mastella ribatte:«Noi un strana coppia? sarà pure, ma vedo che
ce ne sono tante altre in giro: per esempio ex comunisti ed ex democristiani
assieme nella lista unica. Sono tante strane coppie che prendono a pretesto
la nostra». «La verità - ha proseguito il leader dell'Udeur - è che non
credevano che con Martinazzoli riuscissimo a fare questo nuovo partito;
questa è la cosa vera che dà fastidio a qualcuno. Mi dispiace per loro».
Nel parterre oltre ai dirigenti dell'Udeur, tra gli altri Pino Pisiccho, Ida
Dentamaro, Nuccio Cusumano, Cristina Matranga, Maurizio Bertucci, Carla
Mazzuca, sono presenti gli ex ministri Michele Pinto e Gianni Fontana, l'ex
vice-presidente del Csm Giovanni Galloni, l'ex coordinatore di Forza Italia
di Pordenone, Michelangelo Agrusti, nonchè alcuni esponenti più giovani del
«centrismo», come Stefano Pedica, leader del Cde e Mario Adinolfi segretario
di Democrazia diretta.
Ma a guastare in parte la festa il giorno del debutto di Alleanza Popolare,
scoppia il «giallo» sul nome della neonata associazione politica. A
denunciare il caso è Emmanuele Emanuele, avvocato, giurista, presidente
della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma ma, in questa veste, presidente
e fondatore, fin dal 1998, di Alleanza Popolare, un'associazione
politico-culturale, registrata presso un notaio, depositata in tribunale e
arricchita anche di un sito internet con il proprio nome.
«Ad onta della diffida inviata dai nostri legali con telegramma e con
lettera a Martinazzoli e a Mastella - ha detto Emanuele - si ostinano nella
appropriazione di un nome regolarmente registrato, con atto del notaio
Pastore, da ben 5 anni e depositato in tribunale, di una associazione
politico-culturale che, appunto si chiama Alleanza Popolare e che edita un
trimestrale con tale nome. Un'associazione - aggiunge il suo presidente - di
cui fanno parte illustri professionisti, imprenditori, uomini di cultura e
personalità politiche. È una violazione palese della liberta di associazione
di cittadini e mi addolora molto- conclude Emanuele - che venga fatta da due
uomini politici che dovrebbero avere a cuore i diritti degli altri».