Il Consiglio Governativo iracheno avrebbe accettato la presenza militare indefinita degli USA e del Regno Unito in Iraq

Un accordo segreto tra gli USA e il Consiglio Governativo iracheno garantirà la presenza militare anglo-statunitense in Iraq in modo indefinito.

?Il progetto di trasferimento di potere ad un organismo nazionale derivato dall?attuale Consiglio Governativo prevederà l?accettazione obbligatoria da parte delle nuove autorità irachene di una presenza militare permanente degli USA e del Regno Unito in almeno sei basi dislocate in tutto l?Iraq, il cui collocamento sarebbe già stato stabilito?.

Il corrispondente a Bagdad del quotidiano al-Arab al-Yawm, Ahmad Sabri, ha reso noto in un articolo pubblicato dal giornale giordano nell?edizione del 19 novembre che il progetto che l?Amministrazione Bush ha presentato al Consiglio Governativo iracheno la scorsa settimana attraverso l?amministratore civile dell?occupazione Paul Bremer [1] comprenderebbe alcune clausole segrete, svelate dal fonti vicine al Consiglio.

Secondo queste fonti, il progetto di trasferimento di potere ad un organismo nazionale derivato dall?attuale Consiglio Governativo implicherebbe l?accettazione obbligatoria da parte delle nuove autorità irachene, di una presenza militare permanente degli USA e del Regno Unito in almeno sei basi dislocate in tutto il paese il cui collocamento sarebbe già stato deciso. L?ubicazione delle basi sarebbe la seguente:

- Base aerea di al-Habbaniyah, vicina alla città di Falluha, 65 chilometri ad ovest di Bagdad.

- Base aerea di ash-Shabiyah, a Bassora, 600 chilometri a sud della capitale.

- Base aerea di ?ali ibn Abi Taleb, alla periferia di Nasiriyah, 400 chilometri a sud di Bagdad.

- Base aerea di al-Walid, 330 chilometri a nord est dei Bagdad.

- Base di al-Ghazlani, a Mosul, 400 chilometri a nord di Bagdad.

- Dispiegamento permanente di truppe nella parte orientale dell?Iraq, dai piedi del monte Hamrin, nella provincia di Diyala Pronvice, a 60 chilometri ad est della capitale, fino alla frontiera con l?Iran e la città di Kirkuk, a 260 chilometri a nord di Bagdad.

La distribuzione di queste sei enclavi permetterà agli USA e al Regno Unito di controllare in toto il territorio dell?Iraq, le sue zone di sfruttamento petrolifero e del gas e, quale presenza di dissuasione verso i vicini, le frontiere del paese. La dislocazione della basi aeree, inoltre, trasformerà l?Iraq in un nuovo punto chiave del controllo militare di tutto l?insieme del Medio Oriente. Secondo il citato giornale giordano, la scelta dell?ubicazione di queste basi anglo-statunitensi è avvenuta dopo che il personale militare e di intelligence di entrabi i paesi avevano personalmente controllato i siti.

?Petizione? del governo interinale iracheno

Affinchè il collocamento di queste basi sia definitivo e non divenga soggetto di proteste dei futuri governi iracheni, l?accordo segreto stabilito tra Bremer e il Consiglio Governativo è che l?organismo ampliato che dovrà designare ? si prevede nel giugno del 2004 ? il governo interinale fino alla convocazione delle elezioni legislative nel paese solleciterà formalmente, verso la metà del prossimo anno, gli USA e il Regno Unito a mantenere una parziale presenza militare in Iraq allo scopo di preservare la ?sicurezza e la stabilità? del processo. Queste forze saranno mantenute indefinitivamente.

L?imposizione d una presenza definitiva di contingenti militari britannici e statunitensi conterebbe ? sempre secondo fonti vicine al Consiglio Governativo citate da al-Arab al-Yawm ? sull?appoggio di Ahmed Chalabi (presidente del Consiglio Nazionale Iracheno) ma ci sarebbero delle retecenze da parte di altri gruppi del Consiglio, precisamente in alcune delle formazioni kurdo-irachene e di affiliazione islamista sunnita.

La permanenza di truppe statunitensi e britanniche in Iraq potrà essere integrata da altri contingenti regionali, dopo una petizione formale sempre formulata dal governo provvisorio iracheno a tale scopo. Questo progetto verrà presentato per la ratifica ad alcuni paesi arabi ed islamici non vicini all?Iraq, allo scopo di evitare che le diffidenze interne, causate dalll?ingresso nel contingente di paesi come la Turchia o l?Iran, possano portare alla rivolta di settori della popolazione irachena.