....parlamentare
Sinistra per importare l’immunità europea. Che aspetta il Cav.?
Milano. Il capogruppo dei senatori diessini, Gavino Angius, lo ha detto mercoledì sera in tv a Otto e mezzo e lo ha ribadito ieri al Foglio: è favorevole a introdurre in Italia l’immunità parlamentare già approvata al Parlamento europeo.
Si tratta di una forma di immunità piuttosto ampia: gli inquirenti possono indagare un deputato, ma per l’arresto (tranne che in flagranza di reato) devono chiedere l’autorizzazione; inoltre, il Parlamento ha il potere di sospendere sia le indagini sia i processi in corso, se lo ritiene necessario o utile.
Angius precisa: “I Ds hanno votato quella legge a Strasburgo, siamo pronti a rivotarla anche a Roma. E’ una forma di immunità che condivido. Bisogna soltanto vedere se ci sono le condizioni politiche, se la cosa è fattibile. Penso di sì, perché il clima sta cambiando. Il nostro paese, purtroppo, ha vissuto delle vicende peculiari, negli ultimi anni. Non soltanto per Tangentopoli, ma anche per l’uso che è stato fatto dell’immunità parlamentare. Bisogna stabilire che uso se ne farà domani. Deve essere ben chiaro che uno non può farsi eleggere per non farsi giudicare. Ecco, il mio dubbio non è di ordine costituzionale o di principio. Se si trova un’intesa che renda la nuova norma legittima anche agli occhi dell’elettorato, per me si può fare”.
La responsabile Giustizia dei Ds, Anna Finocchiaro, è perfettamente d’accordo: “L’immunità parlamentare è uno strumento sacrosanto delle democrazie liberali, ma sono d’accordo con Angius che il problema è l’uso che se ne fa e che ne è stato fatto. Ora la Giunta per le autorizzazioni a procedere, composta con criteri proporzionali, è in mano alla maggioranza, quando dovrebbe essere invece a garanzia soprattutto delle opposizioni. Io ho già depositato una proposta di legge perché la Giunta abbia lo stesso numero di parlamentari della maggioranza e dell’opposizione, e perché il voto dell’aula sia a maggioranza qualificata. Sul resto sono d’accordo su tutto”.
Il responsabile Giustizia di Forza Italia, Giuseppe Gargani, esulta: “Davvero Angius ha detto così? Questa è una notizia. Speravo che prima o poi succedesse, visto che a quei principi i Ds sono favorevoli a Strasburgo, non si vede perché dovevano, o dovrebbero, essere sfavorevoli a Roma. Per quanto mi riguarda, mi muoverò subito. L’apertura di Angius è più che buona, i margini di intesa si ampliano”.
Ci si domanda, che cosa abbia finora impedito questa benedetta convergenza. E Gargani, come Angius, pensa che sia dipeso dal clima politico: “Ma c’è, o c’era, un altro problema: bisogna fare una modifica costituzionale, che richiede un voto del Parlamento con la maggioranza dei due terzi. Se non la si fosse raggiunta, si sarebbe dovuto ricorrere al referendum, e si capirà che non è un referendum estremamente popolare.
Ora forse le cose cambiano, e se si può affrontare la questione con la serenità con cui l’abbiamo affrontata a Strasburgo, cominciamo anche subito.
Si prende quel testo, si cancella ‘Europa’, lo si sostituisce con ‘Italia’, e siamo tutti d’accordo”.
D’accordo, per esempio, lo è un altro deputato dell’opposizione, Marco Boato, dei Verdi: “Nulla in contrario, condivido quella legge perché è una legge giusta. Bisogna che qualcuno la presenti. Io quando apro bocca su quei temi, e uso gli argomenti usati ora da Angius, sono coperto di contumelie specie da alcuni settori della sinistra. Purtroppo, nei dibattiti giornalistici molte volte si sostengono concetti che poi non hanno una concreta traduzione nel dibattito parlamentare. Quindi sono favorevole, ma non sono ottimista”.
Giuliano Pisapia, deputato di Rifondazione comunista (e avvocato di parte civile nel processo Sme) ha poche obiezioni, ma una sostanziosa: “Condivido una legge del genere, quindi la appoggerei. L’unico dubbio è sull’uso che il Parlamento ne farebbe poi. Purtroppo, in Italia, decisioni così vengono prese in base allo schieramento politico, e non alle accuse.
Intendiamoci, vale da una parte e dall’altra. Sono dell’idea che a decidere sulla sospensione delle indagini o dei processi dovrebbe essere un organo imparziale come la Corte costituzionale. Darebbe garanzie al parlamentare e agli elettori sulla serietà della deliberazione”.
saluti




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