La giunta rossa di Firenze e una composita maggioranza consiliare fanno carta straccia della Costituzione, chiamando gli extracomunitari alle urne per eleggere il cosiddetto "Consiglio degli stranieri" e varando una delibera che estende il diritto di voto, attivo e passivo, per le elezioni dei Consigli di zona agli immigrati residenti da appena un anno. «Un grande imbroglio e un furto ai diritti dei fiorentini», protesta Marco Cordone, commissario provinciale leghista di Firenze, che ha lanciato la protesta in perfetta intesa col segretario nazionale della Lega Nord Toscana, Vincenzo Soldati.
Cordone si è presentato imbavagliato ieri ai gazebo per la raccolta delle firme contro il voto agli immigrati, per sottolineare l'ingiustizia che i cittadini stanno subendo.
Perchè ha bollato come "grande imbroglio" e "furto di diritti" l'elezione del "Consiglio degli stranieri"?
«Perchè domenica 30 novembre, portando al seggio elettorale persone che non hanno la cittadinanza italiana si compie una grave violazione costituzionale: la nostra Carta fondamentale, infatti, attribuisce il diritto di voto attivo e passivo ai soli cittadini italiani e a chi ha acquisito la cittadinanza italiana».
Una beffa alla Costituzione, in linea con la proposta di Gianfranco Fini. Ma in cosa consiste la discriminazione verso i cittadini italiani?
«E' presto detto: gli extracomunitari che vengono eletti alla presidenza del "Consiglio stranieri", entrano di diritto a far parte del Consiglio comunale e di quello provinciale e, tra l'altro, beneficeranno del relativo compenso economico. Cariche a cui i cittadini italiani possono accedere solo se eletti a suffragio universale, e non con il voto di una ristretta cerchia di persone: insomma, le schede degli stranieri contano più di quelle dei cittadini. L'unica limitazione, è che questi consiglieri extracomunitari non avranno per il momento diritto di voto, ma beneficeranno del diritto di parola, potranno cioè intervenire su tutto quello che si decide, influenzando le scelte delle amministrazioni».
Ma c'è di più, non si parla anche di voto agli stranieri per i Consigli di zona?
«Pochi giorni fa è stata approvata una modifica allo Statuto comunale di Firenze che attribuisce l'elettorato attivo e passivo nei Consigli di zona agli immigrati residenti da appena un anno: questo significa soprattutto sancire il voto islamico, perchè i nuovi votanti appartengono in larga parte a quell'area. La modifica allo Statuto doveva passare con una maggioranza qualificata, la giunta rossa aveva bisogno dei voti della Cdl e li ha trovati: Forza Italia ha detto sì al gran completo, mentre An si è spaccata, forse per salvare il salvabile davanti al crescente malumore dei suoi elettori. Noi però non dimentichiamo che proprio Alleanza nazionale a Firenze ha proposto a Ds e Rifondazione comunista di adeguare l'accesso al voto amministrativo secondo la linea di Gianfranco Fini, cioè di dare il voto agli stranieri che ancora non hanno la cittadinanza italiana».
In questo scenario di sbracamento totale, solo la Lega si è posta come baluardo all'invasione islamica e al favoritismo verso gli stranieri. La gente lo ha capito?
«Certamente, riceviamo tantissime telefonate di cittadini che ci esortano a non demordere, a mobilitarci. Ed è quello che stiamo facendo con le nostre raccolte di firme. Da notare che ai nostri banchetti si presentano anche molti elettori delusi dal voltafaccia opportunistico di Alleanza nazionale: un buon segno, perchè nella prossima primavera si andrà al voto, e la gente sta riflettendo, comprende perfettamente che può avere fiducia esclusivamente nella Lega».




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