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Discussione: Domande

  1. #1
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    Predefinito Domande

    Cosa ne pensate del differenzialismo etno-culturale? Credete sbagliato in un eventuale mondo comunitarista perorare la causa di società particolari l'una rispetto all'altra, integrate da forti valori condivisi e quindi "resistente" sul piano etnico? Cosa pensate della dimensione tradizionale di una comunità, che può comportare ineguaglianze, stratificazione sociale, gerarchie comunque inscritte nel D.N.A di un popolo? E' prioritaria rispetto all'eguaglianza e alla generica sfera dei diritti civili o deve scendere a compromessi con la ragione che ne reclama la necessità?

  2. #2
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    Personalmente escludo tutte quelle prese di posizione che sono riconducibili al razzismo, alla xenofobia e al tradizionalismo esclusivista, nessuna cultura è da considerarsi di per sè estranea, nessuna etnia è per quanto mi riguarda estranea, per lo più l'Italia è un paese che da nord a sud ha visto nel corso della storia passare "cani e porci", arabi, unni, spagnoli, austriaci, etc. insomma tutte le cd etnie sono risultato del mescolamento di altre etnie, e visto che hai parlato di DNA, la genetica e studi recenti di antropologia hanno dimostrato come questi differenzialismi etnici siano per lo più infondati.
    Per lo stesso motivo non esistono assolutamente gerarchie iscritte nel DNA, le gerarchie vengono imposte, dal potere o dal capitale, l'uguaglianza sociale è un discorso dal quale non si può prescindere.
    Con questo penso che cmq vada valorizzata l'appartenenza linguistico-culturale di un popolo senza però nessuna forma di esclusivismo/razzismo.

    Ciao

  3. #3
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    Condivido appieno quanto esposto da Wilhelm.Ciao

  4. #4
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    Predefinito

    In origine postato da wilhem
    Personalmente escludo tutte quelle prese di posizione che sono riconducibili al razzismo, alla xenofobia e al tradizionalismo esclusivista, nessuna cultura è da considerarsi di per sè estranea, nessuna etnia è per quanto mi riguarda estranea, per lo più l'Italia è un paese che da nord a sud ha visto nel corso della storia passare "cani e porci", arabi, unni, spagnoli, austriaci, etc. insomma tutte le cd etnie sono risultato del mescolamento di altre etnie, e visto che hai parlato di DNA, la genetica e studi recenti di antropologia hanno dimostrato come questi differenzialismi etnici siano per lo più infondati.
    Per lo stesso motivo non esistono assolutamente gerarchie iscritte nel DNA, le gerarchie vengono imposte, dal potere o dal capitale, l'uguaglianza sociale è un discorso dal quale non si può prescindere.
    Con questo penso che cmq vada valorizzata l'appartenenza linguistico-culturale di un popolo senza però nessuna forma di esclusivismo/razzismo.

    Ciao
    Forse bisognerebbe riflettere più a fondo sul problema etnico: che le differenze siano illusorie mi sembra una grave forzatura, giacchè anche a voler soprassedere sui caratteri fenotipici dei popoli, è evidente che lingua, cultura, tradizioni suddividono il mondo in vasi non comunicanti, o comunque non aperti sic et simpliciter l'uno all'altro. Questo è universalismo privo di corrispondenza con una realtà che è plurale, articolata, fatta di tempi differenti, di codici simbolici in opposizione fra loro pur all'interno di un orizzonte di senso comune perchè umano. E' solo il senso, la ricerca di esso, l'orizzonte irriducibile ,silenzioso e non pensabile se non attraverso significati eslclusivi e particolari, ad essere comune all'uomo. Ma l'esserci, l'esistere, la comunicabilità di questa consapevolezza è sempre legata al contesto diacronico del gruppo etnico cui l'individuo appartiene e, appartenendovi, si fa persona.
    Quanto alle gerarchie è chiaro non esistano nel D.N.A. , epperò all'interno delle diverse culture possono esistere diseguaglianze sociali frutto del "modus vivendi" condiviso di un popolo. Anzi, le società umane tendono naturalmente ad esprimere elites. E' l'eguaglianza ad essere innaturale sotto questo profilo.

 

 

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