La visita di Gianfranco Fini in Israele e le sue dichiarazioni sul Fascismo e la Repubblica Sociale, non ci sorprendono più di tanto, appartengono al percorso iniziato a Fiuggi nel 1995. Piuttosto ci sorprende che ci sia qualcuno tra gli iscritti di quel partito che si scandalizza e parla di abiure, quando il partito ha da tempo scelto la strada del liberalcapitalismo, strada che poco si coniuga con il fascismo e Mussolini.
Per la verità non ci dispiace che Fini sia stato finalmente così chiaro, oggi il grande equivoco secondo cui molti aderenti ad An fanno, anzi facevano, del proselitismo stimolando il sentimento di molti giovani attratti ancora dalla storia della Repubblica Sociale Italiana, viene una volta per tutte meno. Fini dal fascista del 2000, quale si dichiarava essere dieci anni fa, è divenuto pochi anni dopo, il “badoglietto” del 2000. E’ palese che il sig. Fini è un bugiardo patentato; si tratta di capire se mentiva nel 1990 o adesso. Ma su questo non credo ci siano dubbi particolari.
Che i militanti, gli iscritti, i simpatizzanti di quel partito, ancora legati ad una certa tradizione politica, ne prendano atto una volta per tutte.
Oltretutto, lasciatecelo dire, siamo stanchi di vedere dirigenti di An partecipare a cene celebrative di date per noi significative come il 28 ottobre o il 23 marzo (anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento), e vederle così trasformate in una sorta di adunata folcloristica e carnevalesca, buona solo per i pataccari dell’ultima ora e per coloro che al massimo, le lotte politiche le fanno esclusivamente sedute dinanzi ad un piatto di spaghetti. Se per gli alleanzini, questo è il modo migliore per storicizzare il famigerato “ventennio”, noi non siamo più disponibili ad assistere silenziosi a questo scempio della storia.
Detto questo è inevitabile arrivare alle decisioni che contano, quelle che lasciano il segno, alle decisioni definitive: la segreteria nazionale dell’Unione Combattenti ha comunicato che ogni adesione (sono molti gli iscritti di An ad avere anche la tessera di Continuità Ideale) e qualsiasi appoggio al partito dei “badoglietti” del 2000, è incompatibile con l’appartenenza all’Unione dei reduci Rsi ed al Movimento “Contiuità Ideale” che ne condivide i valori e gli ideali. Insomma, basta ipocrisie. Chi decide di rimanere nel partito, segua coerentemente in modo definitivo, le linee ufficiali delineate dal loro presidente.
Inoltre, auspichiamo che all’insegna della coerenza alleanzina, il glorioso simbolo della Fiamma Tricolore sia tolto, affinché il percorso di “purificazione” verso la liberal-democrazia sia completo e totale.
Continuità Ideale Vicenza
Alex Cioni




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