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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Leggende Toscane

  1. #1
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    Predefinito Leggende Toscane

    La nostra amata regione è una terra piena di bellezze artistiche, naturali, di fascino (non c'è certamente bisogno che lo dica io...).
    E' altrettanto vero anche che la nostra terra è piena di leggende, racconti fantastici (o magari veri, chissà...) e curiosi.

    Visto anche che variano spesso tra zona e zona, apro questo 3d affinchè tutti possano postare qualche storiella che si tramanda di generazione in generazione nella loro città.
    Inizio io con qualcosa che ho trovato su Internet.
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  2. #2
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    Predefinito Il Ponte del Diavolo - Garfagnana

    Il ponte è un'opera d'arte che da sempre ha ispirato artisti per la superba arditezza delle sue arcate e da secoli resiste alle numerose piene. E' una costruzione diabolica, appunto! A sostegno delle origini infernali del ponte, c'è anche il fatto che, nonostante studi e ricerche, mantiene ancora ben segreta la propria data di origine, al punto che alcuni studiosi lo fanno risalire all'XI° secolo. Fa riflettere anche la sua solidità. Per tanti secoli ha resistito alle improvvise e violente piene del fiume.


    C'era una volta, in un borgo sulle rive del Serchio, un bravo e stimato campomastro al quale gli abitanti del paese si erano rivolti per fare costruire un ponte che collegasse i due borghi divisi dal fiume. L'abile campomastro si mise subito all'opera, ma ben presto vide che il lavoro non procedeva con quella sveltezza che lui aveva promesso ai compaesani e, siccome era un uomo ligio al dovere e puntuale agli impegni, cadde nel più profondo sconforto e nella disperazione. Continuò a lavorare con lena giorno e notte, pur di finire il ponte per il giorno stabilito nel contratto, ma il lavoro lentamente e, al contrario i giorni passavano veloci. Una sera, mentre il capomastro sedeva da solo sulla sponda del Serchio a guardare il lavoro e a pensare alle vergogna e al disonore che avrebbe subito per non aver terminato il ponte in tempo utile, gli apparve il Diavolo sotto l'aspetto di un rispettabile uomo d'affari. Andò subito incontro al brav'uomo dicendoli che lui sarebbe stato capace di finire il ponte in una sola notte. L'uomo rimase incredulo alle parole del Diavolo, ma continuò ad ascoltarlo e alla fine accetto la proposta. Naturalmente l'avversario avrebbe avuto la sua parte: il campomastro si sarebbe dovuto impegnare a consegnargli l'anima della prima persona che avrebbe attraversato il ponte una volta finito. Il campomastro accettò e il giorno dopo il borgo ebbe il suo ponte snello ed elegante, come si può vedere ancora oggi a Bogo a Mozzano. La gente stupefatta e incredula andò a complimentarsi con il bravo artigiano il quale raccomandò di non oltrepassare il ponte prima che il sole fosse tramontato. Intanto il capomaestro montò sul suo cavallo e si diresse a Lucca, un po' preoccupato a dire il vero, per consultarsi con il Vescovo che a quel tempo era San Frediano. Il santo gli disse di non preoccuparsi e di lasciare che il Diavolo prendesse l'anima del primo che avrebbe attraversato il ponte, ma sarebbe sto dovere suo far sì che per primo passasse un maiale. Così fu fatto, e il Diavolo, inferocito per essere stato sconfitto, si gettò nelle acque del Serchio e da quel giorno non fu più visto da quelle parti.



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  3. #3
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    Predefinito La Collina di Montaperti

    Monteaperti è una bellissima collina che vedendola così come è ti assegna un fortissimo senso di pace e bellezza, cosa certamente contraria nell’epoca indietro della sua battaglia del 1260.

    E da questa battaglia tra ghibellini e guelfi che vi si consumarono vite umane senza pietà, il fulcro della leggenda è proprio il colle ossario, in cui sono sotterrati migliaia di soldati. Le tracce di muri crollati stanno a testimoniare che prima vi sorgeva il Castello di Montaperti, edificato nel 1023 da Berardenghi.

    Si dice che in questo luogo, dopo la devastante battaglia, vi si odino dei lamenti e delle urla alquanto strane, divenendo così luogo di pellegrinaggio per curiosi, turisti e, addirittura, studiosi del paranormale.

    Già dal XIV° secolo si racconta di spiriti visti in forma umana o in quella spettrale, aggirarsi nelle silenziose notti di luna, diversificando subito la leggenda, se per spettrale l'identificazione è in larve o cagne metafisiche, l'umano è rappresentato dalla visione di cavalieri medioevali che si ricollegano alla battaglia. Vi sono state molte visioni in questo spettrale posto, tanto è vero che nessuno vi ci voleva più passare di notte. Ma la visione più completa è quella di due camionisti, che passando per la strada che conduce ad un colle, videro apparire danti ai loro occhi un cavaliere, a galoppo di un cavallo bianco, per poi scappare e rifermarsi poco più in là. I due increduli scesero dal camion e si misero a guardare quel cavaliere che a sua volta li guardava, scappando poi verso la pianura e scomparendo a fondovalle. Sul bordo della strada nessuna impronta di zoccoli, mentre la buona fede dei due è rafforzata dal fatto che, non essendo toscani, non conoscevano né Montaperti e nemmeno l'accenno di una battaglia avvenuta sette secoli prima. Ma la vera leggenda nasce dal 4 settembre, cioè l’anniversario della battaglia.

    Cominciamo da quei misteri legati ai fenomeni atmosferici, dimostrando innanzitutto la credibilità del luogo. Per quelle non preordinate nottate di tempesta, i fenomeni sono spettrali, si parla di "strani fazzoletti bianchi che si muovono come mossi dal vento e mai ti si avvicinano, visibili però sempre sul colle o nei paraggi”.

    Proseguiamo con le testimonianze raccolte: "Salendo il colle, sentivo come se qualcuno mi aspettasse in cima, quando vi giunsi cominciò a piovere, credetti che qualcuno stesse risalendo il cunicolo, non per passi sentiti ma perché vi era una luce come di torcia accesa, io mi avvicinai e qualcosa di bianco e lucente uscì e scese velocemente il colle, non ho visto più niente perché ho preso a correre in direzione opposta...".

    Dalla cima del colle si apre un cunicolo che scende nell'ossario, purtroppo una frana lo ha interrotto dal 1960 circa. Adesso è quindi percorribile per una ventina di metri soltanto, interessante è la leggenda che si racconta su di esso, si favoleggia infatti il suo percorso sino a Siena.

    Il fenomeno di Montaperti è quindi legato all’apparizione di “larve”, fantasmi disincarnati che volteggiano in aria prodotti dai 4 elementi della natura (terra,fuoco,acqua,aria).

    Si dice addirittura che nelle notti di luna piena si vedano scendere, a corsa pazza, sciami di pecore che invece di belare ululano, e i fiumi che passano per questa raduna sembrano scorrere di rosso sangue invece che d’acqua.

    Ma il fenomeno più ricorrente di Montaperti riguarda i rumori di battaglia, gli urli e i lamenti dei soldati morenti, come se ci chiedessero un aiuto in loro soccorso.

    Una testimonianza di queste: "Dicono che, dopo un'ora già trascorsa sul colle, il vento aumentò di colpo e cominciarono a sentire colpi di tamburo, ritmato e sempre più incalzante, saranno state le tre e la nebbia li impediva di vedere oltre i cinquanta metri. Al tamburo si aggiunse ben presto lo zoccolio di numerosi cavalli, mentre qualche presente giura di aver sentito urla umane non ben identificabili. Questo per una ventina di minuti; scendendo il colle il rumore scomparve: al cancello era tutto calmo, anche il vento aveva smesso di soffiare con violenza..."


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  4. #4
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    Intanto metto qualcosa della mia città. Oh, ma sveglia, eh!!!!

    da www.daltramondoallalba.it

    Il Castello di Strozzavolpe

    Strozzavolpe è un castello con una leggenda che potremo definire classica per il suo stile. Questo castello è stato tramandato di generazione in generazione fino ad arrivare ad un noto avvocato fiorentino. Strozzavolpe è situato in una piana poco lontana da Poggibonsi, precisamente sulla Cassia.Questo castello è stato costruito nel 1154 e molto probabilmente il nome di Strozzavolpe deriva da Scoriavolpe. Qui fu costruito da Benuccio da Salimbeni e poi venduto agli Adimari fiorentini. Tutt’oggi il vero padrone di questo castello lo sta facendo risorgere con dei mirati restauri che lo ricondurranno il più possibile all’antica ed originaria struttura. Alzando lo sguardo dalla Cassia o dalla superstrada non si può fare a meno di notare la sua cinta muraria in gran parte autentica ed originale, vediamo poi il ponte levatoi come un vero e proprio castello medievale e il maestoso arco fatto in pietre. Lungo il perimetro si trovano vaste costruzioni edificate in un’epoca certamente più tardi del castello ma di un elevato valore storico. Il padrone ci racconta varie storie che hanno formato il mito di strozzavolpe, di leggende, di sanguinarie battaglie e di romantiche storie. Ma anche se i padroni non affermano di vere e proprie presenze di spiriti non negano certamente le strane leggende che si sono formate intorno a questo castello. Si narra di uno spettro di una volpe che si aggira nelle notti di luna piena attorno al castello. La colpa appartiene ad un certo Bonifazio Duca e Marchese di toscana, che si ostinò a far voler costruire questo castello nonostante vi fosse una strana volpe nei pressi che faceva fuggire anche i cavalieri più coraggiosi. Cominciò cosi una vera e propria caccia alla volpe, ma nessuno vi riusciva visto che si prendeva gioco anche dei più abili cacciatori facendosi vedere e nascondendosi immediatamente. Ma la cosa più strana è che sembrerebbe che la volpe tenesse lontano i suoi cacciatori sputando fuoco e fiamme dalla bocca. Il principe stufato della volpe decide di giocare d’astuzia, così nascondendosi nel bosco riesce a prenderla con una trappola, strozzandola con un laccio.Ma la soddisfazione del principe vi finì, quando il mago di corte, gli disse che il castello sarebbe durato quanto il corpo della volpe. Il principe così fece imbalsamare il corpo della volpe riversandoci dentro una grande quantità di oro fuso, nascondendo il tutto in un luogo segreto forse le fondamenta del castello. Il principe fece, anche, mettere a guardia del preziosissimo tesoro tre cavalieri che avrebbero dovuto custodire la volpe per tutta la loro vita. Succede alla fine del nostro secolo che un muratore, lavorando di piccone, trova il lauto bottino, ma non riesce nemmeno a rallegrarsene perché proprio in quel momento uscirono i tre cavalieri che lo picchiarono e nascosero la volpe in un altro luogo. Anche oggi, con le notti di luna piena, si vede una grossa volpe aggirarsi per il luogo finendo con il nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato. Sono stati portati molti studi sugli animali, perché sembrerebbe che essi abbiano un qualcosa in più rispetto agli uomini. Difatti sembra che un cane possa vedere spiriti e avvertire catastrofi naturali prima che avvengano. Una volta fu trovato un cane che sembrava voler mordere il suo padrone, morto, azzannando solamente aria ma guardando in un punto fisso nel vuoto. Sembrerebbe che la volpe di strozzavolpe, scusate il gioco di parole, impersonifichi l'indubbio ruolo di costante difesa del castello. L’edificio centrale del castello si impreziosisce con i cimeli di un epoca remota, che ancora oggi arredano le vaste stanze. Come la "camera rossa" dove fu trovata Cassandra Franceschi in dolce compagnia di un paggio del marito Giannozzo da Capparello. Il marito fece in modo che si intrattenessero il più allungo possibile murandoli vivi nella parete. I lamenti si sentono un po’ ovunque, ma soprattutto nella stessa camera dove sono stati murati vivi i due malcapitati. Una presenza definita "continua ed avvertibile al di là dei sospiri, si capisce insomma appena entrati che nella camera rossa c'è qualcosa o qualcuno". L'evidenza di trovarsi davanti ad uno spirito non redento è quantomai palese. L'agitazione del fantasma si collega spesso ad un crimine, ad una cattiva azione o ad un epilogo non certo da serena vecchiaia, spiegabile con l' evidente opposizione ad un destino predeterminato. L'infedele Cassandra è impossibilitata ad espiare l'avvenimento, la sua presenza dimostra che il tempo trascorso non è stato sufficiente per il riposo della morte. La redenzione parapsicologica ha poco a che vedere con la prassi cristiana, il perdono non potrebbe evitare ciò che fu determinato dagli avvenimenti della "camera rossa", la proiezione personificata, l'esteriorizzazione dei contenuti psichici di un carattere forte quale dimostra di avere la Cassandra. Ma strozzavolpe contiene altri luoghi, al di fuori delle mura, contenenti leggende, come la "casa delle suore e dei frati" dove si odano rumori di catene e colpi sordi alle pareti. Sembrerebbe che gli spiriti vaganti siano indemoniati, e per farsi sentire, passano solamente far rumore attraverso pareti, metalli, vetri o voci. Tutto questo sta nella tesi in cui sembrerebbe che gli spiriti vogliano comunicare con esseri viventi, magari per raccontare la loro storia affinché qualcuno le tragga in salvo dalla loro cruenta posizione. Ma le storie di questo castello non sono mai finite, come per esempio le due scoperte effettuate da una squadra di muratori nel 1970, fu chiamata una squadra di operai che si dette da fare con scalpelli, martelli ed altri arnesi. Ma ecco che un giorno si fanno due scoperte:un merlo appare stranamente murato di fresco e contemporaneamente si nota come l' operaio, che lavora in quel settore, sia stranamente scomparso. Disfatta la muratura del merlo, si trovano un orcio di terracotta vuoto e, dentro una canna, una pergamena bruciacchiata dove è scritta in caratteri gotici la storia di un tesoro sepolto. Esperite altre indagini, si viene a sapere che l'operaio è partito improvvisamente con tutta la famiglia per ignota destinazione. Nessuno ne seppe più nulla, ma tutti ugualmente immaginarono che stesse godendo, da qualche parte, il contenuto dell'antico orcio". Elementi vivificanti una complessa leggenda che conduce all'antico dilemma: sono gli spiriti ansiosi di comunicare con noi o, più semplicemente, gli esseri umani iniziano a cercare di comunicare con i morti?





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  5. #5
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  6. #6
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    SIETE DEGLI IGNORANTONI CHE NON CONOSCONO NEPPURE LE LEGGENDE DELLA PROPRIA TERRA!

    GRRRRRRRRRRRR!
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  7. #7
    Re del Fondoscala
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    Predefinito Re: Il Ponte del Diavolo - Garfagnana

    Originally posted by Aug83
    Il ponte è un'opera d'arte che da sempre ha ispirato artisti per la superba arditezza delle sue arcate e da secoli resiste alle numerose piene. E' una costruzione diabolica, appunto! A sostegno delle origini infernali del ponte, c'è anche il fatto che, nonostante studi e ricerche, mantiene ancora ben segreta la propria data di origine, al punto che alcuni studiosi lo fanno risalire all'XI° secolo. Fa riflettere anche la sua solidità. Per tanti secoli ha resistito alle improvvise e violente piene del fiume.


    C'era una volta, in un borgo sulle rive del Serchio, un bravo e stimato campomastro al quale gli abitanti del paese si erano rivolti per fare costruire un ponte che collegasse i due borghi divisi dal fiume. L'abile campomastro si mise subito all'opera, ma ben presto vide che il lavoro non procedeva con quella sveltezza che lui aveva promesso ai compaesani e, siccome era un uomo ligio al dovere e puntuale agli impegni, cadde nel più profondo sconforto e nella disperazione. Continuò a lavorare con lena giorno e notte, pur di finire il ponte per il giorno stabilito nel contratto, ma il lavoro lentamente e, al contrario i giorni passavano veloci. Una sera, mentre il capomastro sedeva da solo sulla sponda del Serchio a guardare il lavoro e a pensare alle vergogna e al disonore che avrebbe subito per non aver terminato il ponte in tempo utile, gli apparve il Diavolo sotto l'aspetto di un rispettabile uomo d'affari. Andò subito incontro al brav'uomo dicendoli che lui sarebbe stato capace di finire il ponte in una sola notte. L'uomo rimase incredulo alle parole del Diavolo, ma continuò ad ascoltarlo e alla fine accetto la proposta. Naturalmente l'avversario avrebbe avuto la sua parte: il campomastro si sarebbe dovuto impegnare a consegnargli l'anima della prima persona che avrebbe attraversato il ponte una volta finito. Il campomastro accettò e il giorno dopo il borgo ebbe il suo ponte snello ed elegante, come si può vedere ancora oggi a Bogo a Mozzano. La gente stupefatta e incredula andò a complimentarsi con il bravo artigiano il quale raccomandò di non oltrepassare il ponte prima che il sole fosse tramontato. Intanto il capomaestro montò sul suo cavallo e si diresse a Lucca, un po' preoccupato a dire il vero, per consultarsi con il Vescovo che a quel tempo era San Frediano. Il santo gli disse di non preoccuparsi e di lasciare che il Diavolo prendesse l'anima del primo che avrebbe attraversato il ponte, ma sarebbe sto dovere suo far sì che per primo passasse un maiale. Così fu fatto, e il Diavolo, inferocito per essere stato sconfitto, si gettò nelle acque del Serchio e da quel giorno non fu più visto da quelle parti.



    ehi!!! sai quante volte ci sono passato accanto a quel ponte in macchina....a bagni di lucca ci abita un mio amico e spesso vado da lui. Quel ponte è a 3 km da bagni

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Il Ponte del Diavolo - Garfagnana

    Originally posted by O'Rei
    ehi!!! sai quante volte ci sono passato accanto a quel ponte in macchina....a bagni di lucca ci abita un mio amico e spesso vado da lui. Quel ponte è a 3 km da bagni
    un tempo ci passavo anch'io per andare a Castelnuovo, sai...bei tempi quando eravamo in C2...

    poi ci son passato anche per andare all'Abetone, mi sembra. In tutto 4-5 volte, è davvero suggestivo.
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  9. #9
    Re del Fondoscala
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    Predefinito Re: Re: Re: Il Ponte del Diavolo - Garfagnana

    Originally posted by Aug83
    un tempo ci passavo anch'io per andare a Castelnuovo, sai...bei tempi quando eravamo in C2...

    poi ci son passato anche per andare all'Abetone, mi sembra. In tutto 4-5 volte, è davvero suggestivo.
    si la ricordo la C2...

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il Ponte del Diavolo - Garfagnana

    Originally posted by O'Rei
    si la ricordo la C2...
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