Una proposta per aiutare i popoli a casa loro
G.G. RIDOLFI - Pesaro
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Per contrastare le accuse alla Lega di essere razzista e contro gli immigrati, per dare forma e sostanza al concetto leghista che gli extracomunitari vanno aiutati nel loro Paese a crescere culturalmente, e quindi economicamente, e che con la loro capacità riescano ad utilizzare le risorse Paese a vantaggio proprio, liberandosi così da chi li tiene sudditi ed ignoranti, vorrei mettere a disposizione una proposta: "Adottiamo un Paese".
Ciascun Paese occidentale dovrebbe farsi carico di indurre, se non obbligare, tale governo ad accettare la acculturazione della propria gente (prescindendo da ogni interferenza religiosa), da realizzarsi con l'assistenza di propri insegnanti e tecnici. E ciò specialmente nei Paesi con regimi autoritari. Quindi, scuole primarie obbligatorie per minori: emigrazione temporanea per non più di 6 anni per giovani, finalizzata all'apprendimento di un mestiere o di una attività di possibile e di interesse dello Stato di provenienza. Nel Paese che li ospiterà lavoreranno presso imprese o fabbriche con orari compatibili per una scuola serale formativa per le attività cui saranno, ciascuno, portati ed adatti.
Trascorso tale periodo, dovranno tornare nel loro Paese dove potranno esprimere la competenza acquisita nelle varie attività possibili, con il sostegno delle autorità locali, di tecnici europei e con aiuti economici per l'avvio.
A me, che ho lavorato per almeno 25 anni in parecchi di questi Paesi, dove ho visto accettare con gratitudine quanto ho cercato di fare a loro favore, (anche se poi sono stato derubato dei frutti del mio lavoro, ma da italiani dalle nostre "civili Istituzioni" dalle quali attendo da 23 anni giustizia) sembra una ipotesi praticabile e perciò ho deciso di sottoporla anche al giudizio dei padani.
[Data pubblicazione: 03/12/2003]
Da "La Padania"




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