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Roma. A questo punto, visto che lui si offre alla causa della lista unitaria, e visto che gli altri lo respingono, Antonio Di Pietro si rivolge direttamente a Romano Prodi.
“Prima ha lanciato l’idea della lista unitaria, e noi ci siamo detti disponibili a tre condizioni: per andare dove, per fare cosa e con chi. Poi ha lanciato il suo documento, e ci siamo trovati d’accordo”, racconta al Foglio il leader dell’Italia dei Valori.
E quindi? “Quindi siamo andati a vedere, come quando si gioca una partita. Ci stiamo, abbiamo detto alla fine. E quelli: come, pure voi? Non se lo aspettavano”.
Parla del triciclo Margherita-Ds-Sdi? “Si sono appropriati della proposta di Prodi, ci hanno messo il cappello sopra per dire: noi siamo la lista unitaria, noi siamo quelli per cui vale la pena di votare. Una sottigliezza semantica, che si traduce nel tentativo di induzione all’errore dell’elettore”.
Nel senso? “Vogliono far passare l’idea: non votate gli altri, votate noi. La lista unica sta all’elettorato di centrosinistra come Forza Italia a quello di centrodestra”.
Copiano Berlusconi? “Vogliono copiare il marketing berlusconiano. Indurre in errore e tentazione l’elettorato di centrosinistra, facendo credere che essi e solo essi rappresentano il nuovo. La cartina di tornasole della dicotomia in cui si sono incartati: da un lato ‘uniti per unire’, dall’altro ‘no, tu no’”.
Ma perché non vogliono proprio Di Pietro? “Diciamo le cose come stanno. L’idea che siano i socialisti che non ci vogliono è un pannicello caldo, una scusa. Lo Sdi non ha né la forza elettorale né politica per farlo. In realtà sono solo la testa d’ariete, fanno sostenere a loro ciò che gli altri pensano, tramano, ma non possono dire”.
E sarebbero, questi altri? “Dentro un partito ci sono tante anime, specie nelle Margherita e tra i Ds. Non accuso l’intera struttura dei partiti, neanche dello Sdi: molti suoi esponenti mi chiamano per esprimermi solidarietà. Mai e poi mai noi immaginiano di essere i depositari della questione morale, un valore presente in tutti i partiti e in tutti gli schieramenti. Però noi ne facciamo una battaglia politica. E questa battaglia viene vista con sofferenza”.
E dunque, chi sono nei partiti quelli che non vi vogliono? “Da un lato quell’area dei Ds che fa capo al Riformista”.
I dalemiani? “Tutta quell’area del Riformista. Non so se sono dalemiani o sono oltre. Sul Riformista ci sono informazioni scorrette, come succede pure al Foglio, ma con una differenza: il Foglio mena davanti, faccia a faccia, il Riformista mena dietro. E prendere per prendere le botte, meglio davanti che di dietro. In senso letterale”.
E nella Margherita? “Tutta quell’area che fa capo alla dirigenza dell’ex Asinello. Dentro la Margherita la struttura organizzativa è in mano agli ex popolari, poi ci sono tanti caporali, sergenti e comandanti senza truppe. Conosce i mosconi verdi?”.
Non esattamente. “E’ un particolare tipo di mosca, che salta sulla groppa dell’asino e si fa portare a spasso da quello. Poi, negli ultimi cinquanta metri vola via e dice: sono arrivato per primo”.
E chi sarebbero questi viaggiatori a scrocco? “Ci sono vari mosconi verdi, ma il moscone verde per eccellenza è Rutelli. E’ stato a cavallo dei radicali, di Centocittà, dell’Asinello, della Margherita. Adesso va a cavallo della lista unica. Ma chi tira la soma? Domanda: tu di mestiere che fai? Risposta: sto a cavallo!”.
Come finirà, senatore Di Pietro? “Noi abbiamo fatto scoprire il gioco. La lista unica, così come si presenta, è una carta truccata. Hanno già deciso. Ma hanno fatto i conti senza due osti: l’Idv che ha detto: ci sto; e la maggioranza. Se il centrodestra non fa la nuova legge sulle europee, dove vanno con la lista unica? Servono le preferenze. E con le preferenze, tutti i mosconi restano senza l’asino che li porta. Sono curioso di vedere chi prende più voti a Roma tra Rutelli Veltroni, tra Rutelli e Gasbarra”. Si augura che la legge non venga modificata? “Certo, per far giustizia di queste persone che hanno venduto la partita prima di conoscere le regole”.
Lei cosa farà? “Fino all’ultimo giorno sarò disponibile alla lista unitaria.Ma non si facciano illusioni: ci saremo comunque. E il 70-80 per cento delle nostre candidature sono a disposizione dei movimenti, di chi vuole usarle per le sue idee”.
Però!
saluti




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