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  1. #1
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    Predefinito Costume: Volgari Per Spot

    Giovedì 20 Novembre 2003
    Cartelloni impazziti, trailer scandalosi. La pubblicità eccede? Intanto interviene l’Authority
    VOLGARI PER SPOT
    di Stefania Cigarini


    Parlatene peggio, purché ne parliate. Questo sembra essere il nuovo confine della pubblicità. A Roma, in questi giorni, è comparsa una cartellonistica dal messaggio quantomeno sconcertante, che allude apertamente all’organo genitale maschile. La campagna ha generato proteste tra i cittadini, raccolte anche da Leggo.
    Sui confini tra creatività e volgarità, tra libertà di espressione e buon gusto, il dibattito è tutt’altro che concluso. Ma un effetto è già raggiunto: la divisione netta tra i sostenitori della pubblicità per bene e della pubblicità oltre ogni limite. Senza esclusione di colpi. L’authority delle Telecomunicazioni ha da poco bloccato la messa in onda due spot ritenuti volgari. Si tratta di Vigorsol Air Action (quello del ragazzo con i capezzoli prensili) e Fast web (quello dello spermatozoo in fuga verso donne più belle).
    Il Senato ospiterà il dibattito (che si presume accesso come già è avvenuto alla Camera) sul disegno di legge che vieta l’uso di bambini negli spot. A Roma, lunedì, si terrà il gala di Pubblicità perBene, premio ai sostenitori e ideatori di campagne di pubblica utilità ed oggi, in occasione della Giornata universale dell’infanzia, tivù grandi e piccole proporranno lo spot a sostegno del Codice di autoregolamentazione tivù e minori.
    Chi vincerà? La parola ai consumatori.

    Tratto da:

    http://www.leggonline.it/articolo.ph...article=5A.inc



    SPOT COMPLETO SU:
    http://www.max.rcs.it/070vid/04spo/fastweb/index.shtml

  2. #2
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    Toscani: "Ma io boccio i perbenisti"




    "Provvedimenti ipocriti per mentalità perbeniste" Oliviero Toscani (foto), fotografo e creatore delle campagne-shock per Benetton, non ha peli sulla lingua. "Al bando dovrebbero mettere tutte le pubblicità per bene, la stragrande maggioranza, quelle mediocri e che rovinano la cultura e l'economia nel mondo. Non esiste un'immagine volgare, esiste solo l'mmagine che viene ricordata".

    Da: "Leggo" 20/11/03 versione carta.


    Come la pensa questo signore lo sappiamo già.
    Basta andare al thread di qualche tempo fa:

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=57936

    e potremo verificare in fondo allo stesso l'assonanza di pensiero con quel "lurido" che non ci frequenta più.

  3. #3
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    Questo spot, e quello della gomma da masticare... quella che..... insomma quella dei capezzoli, lasciatemelo dire, sono le più volgari del panorama pubblicitario italiano.

    Soprattutto questa dello spermatozoo. Di una volgarità unica.
    Perché?
    I motivi sono tanti. C'è, ovviamente, la tendenza a creare scandalo, a fare in modo che se ne parli. Negli anni '50 andava di moda la reclame che spigava il prodotto. E ancora oggi se ne vedono. Intorno agli anni '70 ha preso piede questa moda, questa dello scandalo dicoo, grazie anche ad una visione del corpo femminile ridotto a merce. E ad una quasi scomparsa del pudore pubblico, coperto dall'accusa di bigottismo.

    Un ultimo punto: la Rai che mandava in onda Carosello, è la stessa che ha messo in scena, o ha ridotto a soggetto cinematografico, capolavori come le commedie di Pirandello, per fare un esempio.
    Credo che allora facesse un ottimo servizio pubblico. Ora, invece, la tv si è ridotta ad essere la cloaca della società, mettendo in scena un mondo che, nella migliore delle ipotesi, se non è falso, è comunque artefatto.

    Su Toscani, poi, c'è poco da dire: da sempre le sue idee sono la quinta essenza del conformismo.

    Il mondo attuale non è più libero di quello passato.
    E' soltanto più stupido.


    Carlo Magno Imperatore.
    "

  4. #4
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    da Cm 814

    ..............Un ultimo punto: la Rai che mandava in onda Carosello, è la stessa che ha messo in scena, o ha ridotto a soggetto cinematografico, capolavori come le commedie di Pirandello, per fare un esempio......



    Interessante questa breve cronistoria della nostra TV nazionale dal titolo:

    "Il Bongiorno si vede dal mattino"




    La televisione italiana nasce ufficialmente il 3 gennaio 1954, con qualche anno di ritardo rispetto agli altri Paesi europei. In quell'anno quasi il 40 per cento dei lavoratori è occupato nel settore agricolo e parla correntemente l’italiano solo un quinto della popolazione.


    Inizialmente l'intera programmazione dura quasi 4 ore. La pubblicità non esiste. Nei giorni feriali le trasmissioni iniziano alle 17,30 con la "Tv dei ragazzi" (che dura 1,30 minuti), poi s’interrompono per riprendere col tg delle 20,45, e durare sino alle 23 (replica del tg). La domenica invece s’inizia alle 11.


    Nel ’57 viene introdotta la pubblicità con
    "Carosello" , con questa caratteristica: lo spettacolo prevale sullo spot. In un anno vengono trasmessi 1312 spot (circa 4 al giorno), per una durata di 49 ore (in media 9 minuti al giorno). Dopo "Carosello" bambini e ragazzi vanno a letto.

    Nel ’61 nasce il secondo canale. La giornata tivù dura quasi 11 ore. Dal ’54 al ’61 la quota di programmi dedicati allo spettacolo cala dal 51 al 21,8 per cento, mentre quella culturale sale dal 21 al 48,8per cento (stabile quella informativa: 30 per cento). Fino al 1960 nessun leader di partito aveva mai parlato in tivù.

    Dal '62 al '68 i programmi più graditi sono gli sceneggiati (I promessi sposi, I Miserabili, La Freccia nera...). Il varietà diventa sempre più sfarzoso (Studio uno, Canzonissima, L’amico del giaguaro, Specchio segreto - la prima Candid Camera).

    Nel ‘76 la Rai passa dal controllo governativo a quello parlamentare. Nascono le emittenti private, prima radiofoniche, poi televisive, ma hanno ancora il divieto di andare oltre l’ambito locale (150mila abitanti come massimo bacino d’utenza).

    Nel ’79 nasce anche la terza rete Rai, per dar voce alle Regioni. Nel frattempo c'è il boom delle emittenti private: da 68 nel ’76 a 600 nell’81. Il loro palinsesto arriva alle 24 ore su 24. A causa di questa forte concorrenza la Rai subisce una radicale trasformazione: aumenta notevolmente la pubblicità, il settore culturale scende al 27 per cento, superato da quello dello spettacolo (37 per cento), mentre l’informazione sale al 35, acquisisce dagli Usa quasi tutti i film, cerca personaggi di sicuro richiamo per l’intrattenimento. Nell’87 il 90 per cento della programmazione Fininvest è dedicato allo spettacolo: sette anni dopo i palinsesti Rai - Mediaset diventano sostanzialmente analoghi.


    (Parte dei dati contenuti in questo articolo sono tratti da una ricerca del Criad)

    Da: http://notizie.tiscali.it/speciali/t..._italiana.html

  5. #5
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    LA CRONISTORIA E' BREVE MA SERVE A CAPIRE MOLTE COSE.

  6. #6
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    La colpa npon è della rai, obiettivamente.
    E' semmai del clima di ridicolo libertarismo regnante nella nostra nazione dal 1970 in poi.
    Faccio un esempio: immaginate che alla Fininvest non fosse stato permesso acquistare tutti quei film americanoidi, ridicoli, vuoti e volgari.... la Rai avrebbe avuto ancora di che farsi valere. O se la quantità di pubblicità fosse stata standardizzata su livelli accettabili. O ancora, se i parametri di giudizio del servizio pubblico non fossero stati così simili a quelli del privato (il presunto ascolto, che poi è una panzata colossale)....... la storia sarebbe stata un'altra.

    Nel caso della Rai si può dire senza problemi, che la "tv è lo specchio della società". La Rai di Carosello e della cultura era un servizio davvero puibblico, non già un carozzone elettorale o un'azienda privata. Era una televisione che rispecchiava i valori di un'Italia umile, concreta, tradizionale, che si metteva in mostra per il proprio patrimonio artistico, che voleva migliorarsi. Un'Italia in cui il diploma aveva ancora un valore, la laurea era un sogno e, al di là di quello che si suol dire, si andava avanti ancora grazie anche ai propri talenti. Era un'Italia che soffriva e che conosceva il valore del sacrificio.

    Oggi, la stessa tv ti propinano macchiette, ossia rend oggetti, punti in una scaletta esseri umani in carne ed ossa, per ridurre i costi di produzione. pensate per un solo istante al RICICLO di uomini in Mediaset.... è davvero eccezionale quello che fanno in casa Berlusconi: Grande Fratello, Saranno famosi, Amici, Uomini e Donne. E nel fine settimana, si ritrovano tutti a Buona Domenica. I soggetti hanno una loro dimensione, un loro tempo, una loro tendenza. Gli oggetti sono intercambiabili. Riempiono spazi.

    Il parametro concorrenziale ha pesato al servizio pubblico, che ha dovuto, da un lato, rimanere servizio di stato, dall'altro cercare di adeguarsi a parametri imposti. Non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca. Bisogna fare anche delle scelte giuste, appropriate.
    Scelte che ancora in casa Rai non sanno prendere.
    "

  7. #7
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    Da cm 814
    Scelte che ancora in casa Rai non sanno prendere.......

    e purtroppo non sapranno prendere chissà per quanto tempo, visto che ormai il processo che vede al centro di ogni cosa il profitto ha preso il sopravvento su ogni altro elemento e le deboli difese ideologiche che le nostri componenti politiche possono offrire, non hanno alcuna speranza di tamponare in qualche maniera il processo degenerativo in atto.

    Per ora il regno del signore delle tenebre impèra e chissà per quanto tempo ancora, prima che nuove coscienze si affaccino a creare le premesse per un'inversione di tendenza.


  8. #8
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    ho sempre ritenuto la pubblicità un veicolo principalissimo di perversione, decadenza ed abbruttimento. La pubblicità anche quella non esplicitamente volgare ed oscena, spinge al materialismo più becero. Un piccolissimo esempio: c'è in giro una pubblicità di un'automobile - non ricordo il modello -: una bella ragazza alla guida ammicca apparentemente ad un ragazzo che ne guida un'altra, entrambi si fissano dal finestrino, poi si scopre che non si guardavano l'un l'altro, ma guardavano entrambi la macchina dell'altro!!! cioè non sono importanti i rapporti umani, ma i rapporti uomo-oggetto.

  9. #9
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    Uscendo un po dal seminato ma rimanendo nel tema delle pubblicità televisive aborro quella del Parmigiano Reggiano.
    Quello dove per intenderci la mucca estranea all' allevamento della nota ditta casearia tenta in tutti i modi di infiltrarsi all'interno dello stabilimento ma viene costantemente cacciata e derisa da tutti. Ora, non so voi, ma si tratta di un messaggio che a me mi urta; perchè lo trovo diseducativo. Educa a sfottere il diverso a farsi beffe di lui (un diverso in questo caso rappresentato dalla mucca) nonostante esso cerchi in tutti i modi di farsi accettare. Anzi, più questa tenta di entrare nel branco e più sono cocenti le derisioni. Ma tantè, oggi evidentemente non rispettare il prossimo è diventato il must della vita.

  10. #10
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    reduce da un viaggio a Cuba, ho constatato con piacere l'assenza assoluta di pubblicità, sia nelle vie, sia nei luoghi pubblici, sia in televisione. Una vera delizia... beati i cubani (e infatti in media è gente, anche per questo motivo, serena e felice).

    e ve lo dice uno che non è mai stato comunista...

 

 
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