Bossi: "Fini venga al nord per capire cosa è la Padania. Lui rappresenta Roma ladrona". Alemanno ribatte: "Urge la verifica di governo. Altrimenti facciamo la parte di quelli che finora hanno scherzato".
ROMA - Ormai è battaglia senza esclusione di colpi. Tra Lega Nord e Alleanza Nazionale non ci sembra più essere più spazio di manovra. Tanti e tali sono i distinguo se non gli insulti. Oggi a incrociare le dichiarazioni, in un crescendo al massacro, sono due ministri di governo, Umberto Bossi e Gianni Alemanno. Il Senatur attacca: "Fini ha detto che la Lega non rappresenta il Nord? Vedremo. Fini invece rappresenta sicuramente Roma e quel potere là. Ma i tempi sono cambiati. Ritorna la realtà, il territorio, il lavoro. Il debito pubblico, ovvero la ricchezza di Roma che stampava i Titoli di Stato, non tiene più".
Alemanno non si tira indietro e dall'Israele, dove è in visita ufficiale per conto del governo italiano, ribatte: "Io conosco la Pianura Padana. La Padania non la conosco e non l'ho mai vista. In realtà l'Italia è percorsa da molte differenze e specificità, ma pensare che ci sia un'identità unica che attraverso tutto il Nord d'Italia, dal Nord-Est al Nord-Ovest, dal Veneto al Piemonte alla Lombardia, è un'evidente astrazione, che difatti non trova riscontro neppure dal punto di vista elettorale". L'analisi è molto simile a quella del vicepremier Gianfranco Fini che in un'intervista, proprio stamane, ha ribadito il concetto.
In ogni caso An si appresta con grande determinazione ad affrontare la verifica di gennaio, il ministro per le Politiche agricole, su questo è chiaro: "Certo non possiamo permetterci di fare la figura di quelli che hanno scherzato fino ad adesso". Cosa accadrà se gli esiti della verifica non saranno quelli voluti da An? "Questo lo devono decidere gli organi politici di An - risponde Alemanno - ma noi abbiamo già detto che un appoggio esterno al Governo non è da escludere". "Ci sarà l'esecutivo il 20 dicembre, poi l'Assemblea Nazionale del 10 gennaio - spiega il ministro - gli organi politici di vertice sono quindi tutti convocati e lì si determineranno le priorità politiche e l'atteggiamento da tenere rispetto a queste".
Che qualcosa debba cambiare lo si capisce anche dalle parole di Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato: "Le diversità possono convivere solo attraverso il loro riconoscimento e questo si chiama federalismo. Il negare le diversità significa negare i popoli e questo è il centralismo che vuole nord e sud del paese colonie di Roma". La moneta di scambio proposta dalla Lega è chiara, insomma, la riforma dello stato in senso federale forte e poi, solo poi, il rimpasto.
(7 DICEMBRE 2003; ORE 16:15)




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