da " Il Nuovo " di oggi
Putin stravince, l'Osce: risultati "distorti"
Il partito del presidente "Russia unita" è la prima forza politica del Paese. Crollo dei comunisti. Avanzano i nazionalisti, non superano lo sbarramento i partiti della destra liberale. L'Osce: voto alterato.
MOSCA – I pronostici della vigilia non lasciavano molti dubbi sulla vittoria del partito centrista del presidente Vladimir Putin. Con le elezioni di domenica per il rinnovo della Duma è arrivata la conferma: il capo del Cremlino è ormai il dominatore indiscusso della politica russa.
Ma sulle elezioni pende ora l'ombra di un voto definito "distorto" dagli osservatori internazionali chiamati a monitorare la tornata elettorale.
A poche ore dalla chiusura delle urne, sono stati i comunisti a cavalcare per primi le polemiche sulla regolarità del voto. Il leader del Prcf Ziuganov ha denunciato brogli elettorali,
riferendo che in alcuni casi anche i morti fossero stati inseriti nelle liste elettorali.
Ma l'attacco più pesante, proprio perché arriva da istituti indipendenti, viene dall'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
Gli osservatori internazionali non lamentano irregolarità dal punto di vista amministrativo: "L'organizzazione è stata altamente professionale, lo svolgimento del voto e degli scrutini sostanzialmente corretto, il clima pacifico", ha spiegato il presidente dell'assemblea parlamentare dell'Osce, Bruce George. Ma -
e qui arriva la sferzata nei confronti del presidente Putin - il voto è stato "distorto" a causa "del favoritismo dei media nei confronti di Er (Russia unita )", che ha alterato il principio secondo cui "i candidati debbono competere in condizioni paritarie".
"L'enorme vantaggio dovuto all'uso in campagna elettorale dell'influenza politica e la sproporzione evidente di mezzi finanziari" avrebbe in sostanza alterato la competizione.
Anche il capo della delegazione dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, David Atkinson, ha affermato che "le elezioni sono state libere ma certamente non giuste".
E le preoccupazioni espresse all'indomani dal voto sono condivise dalla Casa Bianca, che ha affidato al portavoce del presidente Bush, Scott McClellan, l'annuncio sulle perplessità dell'amministrazione americana.
Le accuse toccano direttamente il capo del Cremlino, su cui ormai si concentra quasi tutto il potere,
ancor di più dopo le legislative di domenica.
Il suo partito, Russia Unita , si è aggiudicato il 36,8% dei voti e ha sorpassato di gran lunga i comunisti. I comunisti si sono fermati al 12,7%,
una sconfitta senza precedenti per il Pcrf, che sino ad ora era sempre stato il primo partito, anche in era post-sovietica, con la maggioranza relativa dei seggi.
E lui, lo "zar" della nuova Russia, il presidente Putin non sembra essere toccato dalle polemiche sul voto: dopo aver detto che le elezioni sono state "giuste, libere e aperte" si è rivolto a "coloro che si considerano perdenti" per assicurare loro la partecipazione alla vita politica del Paese se proporranno soluzioni condivisibili. Putin ha ricordato la necessità di "rafforzare il regime costituzionale e la costituzione" e ha invitato il governo ad aprire "un dialogo costruttivo" e di cooperazione con la nuova Duma.
(8 DICEMBRE 2003; ORE 140; aggiornato alle 18:40)
Putin come Berlusconi? I compagni sono uguali ovunque qui come in Russia: tutte le scuse sono buone quando si perde




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