Seattle, tassista vestito da Elvis
fa cambiare le leggi della città
SEATTLE - A Seattle potrai chiamare un taxi e trovarci alla guida Superman, Humphrey Bogart e persino George W. Bush. Questo perché a causa di David Groh, un tassista 37enne che "in servizio" se ne va vestito da Elvis Presley trasgredendo al codice d'abbigliamento della categoria (pantaloni neri e camicia blu), il consiglio comunale è stato costretto a modificare le norme.
Tutto inizia quando Groh, 37 anni, ex cameriere e insegnante di danza, decide dopo l'11 settembre 2001 di travestirsi come la leggenda del rock 'n roll "per mostrare il mio patriottismo: la gente era molto depressa e il mio costume diventava un argomento istantaneo di conversazione, oltre che tenerli allegri". Non che fosse un fan di Elvis, insomma, ma vedendo che l'idea rendeva al suo lavoro (chiacchiere coi clienti incuriositi dall'estroso taxi driver e mance adeguate all'entusiasmo) Groh ha continuato a indossare inconfondibili e appariscenti completi tempestati di strass, chioma "a banana" e occhiali da sole anche in servizio notturno. Idea che in questi anni gli è valsa, insieme al suo ormai detto "Cab Elvis", una discreta notorietà: comparse nei film, inviti a manifestazioni varie, un sito web interamente dedicato a lui. Ma anche l'attenzione delle autorità locali: proprio due settimane fa un ispettore lo ha fermato mentre guidava e lo ha multato per 60 dollari: Groh per le norme vigenti era reo di trasgredire al "dress code".
Per niente d'accordo con la pena inflitta, il tassista ha fatto causa al comune di Seattle, con l'appoggio dei suoi colleghi che avevano cominciato a sostenerlo in una campagna con lo slogan 'Free Elvis' scritto sulle loro auto. Come è andata a finire? Che il consiglio comunale di Seattle si è schierato ieri dalla parte di Groh, approvando i costumi per i guidatori, anche se con alcune limitazioni: dovranno raffigurare persone ben conosciute e lasciare il volto scoperto. Oltre alle maschere saranno bandite le uniformi da poliziotto, vigile del fuoco o altro pubblico ufficiale. Ma quanto a divi e volti noti, insomma, si potrà vedere di tutto. Magari anche un nostalgico e approriato al ruolo Richard Gere. Come dire a Roma Alberto Sordi.
(9 dicembre 2003)
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