O CRIMINI CONTRO L'UMANITA'?
Ieri un nuovo raid americano nel sudest del paese ha causato una vera e propria strage strage di bambini. Le notizie che arrivano in queste ore sono contraddittorie ma non sembrano esserci dubbi sul numero delle piccole vittime morte nel bombardamento, ben 9.
Secondo quanto riferito dal maggiore Christopher E. West le truppe americane erano sulle tracce di "noto terrorista", di cui però non ha fatto il nome, accusato della morte di due appaltatori di lavori stradali ed identificato a sud della città di Ghazni, nel villaggio di Atla.
Il raid è iniziato alle 10.30 ora locale con un aereo da combattimento A-10 ed ha centrato l'obiettivo. Le truppe di terra che hanno perlustrato la zona dopo l'attacco aereo hanno infatti trovato il corpo del ricercato, ma accanto ad esso c'erano anche quelli dei nove bambini.
West ha detto che le truppe non sapevano della presenza dei bambini sul luogo del raid. L'obiettivo del raid era stato identificato dopo una lunga ed accurata indagine in un luogo definito "isolato". Ora un team investigativo si occuperà delle indagini per verificare le responsabilità di questo incidente. Le truppe della coalizione "faranno ogni sforzo possibile per assistere le famiglie di queste vittime innocenti e determinare la causa delle morti dei civili," ha detto West esprimendo poi le rituali frasi di cordoglio alla stampa.
Diversa la versione data da Jawaid Khan, segretario del governatore della città. Secondo Khan le vittime del raid sarebbero 10, 8 bambini e 2 uomini. Fra queste non ci sarebbe l'obiettivo predestinato, ovvero il mullah Wazir.
"Gli Americani volevano colpire il Mullah Wazir ma hanno bombardato un'altra casa," ha dichiarato Khan all'Associated Press. Khan ha anche detto che adesso "la gente è molto spaventata. Non hanno idea del perchè gli Americani abbiano bombardato il loro villagio."
Un'altro esponente del governo locale, Khial Mohammed Husseini, confermando che l'obiettivo del raid era proprio Wazir, ha reso noto che il mullah e la sua famiglia si sono rifugiati in Pakistan.
Una lunga serie di errori
Ma questo è solo l'ultimo di una serie di cosiddetti "incidenti" che continuano a mietere vittime fra la popolazione civile. A due anni dalla caduta dei talebani e dalla tanto sbandierata pacificazione americana si continua a bombardare, ed a muorire per "errore", ad un ritmo che non lascia dubbi sullo stato di conflitto aperto in cui versa il paese.
Solo nel mese di novembre altri due raid aerei hanno causato la morte di civili innocenti.
Poche settimane fa, infatti, sei civili afghani sono rimasti uccisi in un bombardamento aereo da parte dell'aviazione americana nel distretto di Barmal, provincia orientale di Paktika.
A fine di ottobre le autorità afghane avevano accusato le forze statunitensi di aver centrato in pieno una casa durante un bombardamento nel villaggio di Arsent - nella provicia di Nuristan - uccidendo otto persone, tutte appartenenti alle stessa famiglia e tutte civili.
In entrambi i casi le autorità americane hanno negato responsabilità.
Ad aprile, invece, 11 civili rimasero uccisi durante un bombardamento nei pressi di Shkin. I comandi americani ammisero "l'errore".
La strage di civili che ha fatto pagare il più alto prezzo di sangue resta quella del luglio dello scorso anno, quando per errore le truppe aeree americane bombardarono un villaggio nella provincia dell'Uruzgan centrando in pieno un banchetto di nozze; il bilancio definitivo parla di 48 vittime, tutti civili e di cui 25 appartenenti alla stessa famiglia, ed oltre 100 feriti.
M. Losciale




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