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    Predefinito Foibe, la spirale della vendetta

    Intervista a Predrag Matvejevic, scrittore croato e docente di Slavistica all'Università di Roma

    Predrag Matvejevic, attualmente professore ordinario di Slavistica all'Università la Sapienza di Roma, è scrittore di fama internazionale. Nato a Mostar da madre croata e padre russo, ha insegnato Letteratura francese all'Università di Zagabria e Letterature comparate alla Sorbona di Parigi. Critico spietato dei nazionalismi che, negli anni '90, hanno dato vita al sanguinoso conflitto tra serbi, croati e bosniaci, ha vissuto in esilio in Francia dal 1991 fino al 1994. Tra i suoi numerosi libri pubblicati vanno segnalati "Epistolario dell'altra Europa" (Garzanti, 1992), "Mediterraneo - Un nuovo breviario" (Garzanti, 1991) e "Sarajevo" (Motta, 1995). Sarà uno dei relatori al convegno sulle "foibe" che si terrà domani a Venezia grazie all'iniziativa del gruppo veneto di Rifondazione comunista, dove interverrà sul rapporto intercorso tra la Resistenza al nazifascismo e le minoranze etniche.


    Professor Matvejevic, qual è stato, durante la Seconda Guerra Mondiale, il destino delle minoranze etniche nell'Europa centrale e meridionale?

    Alcune finirono decimate o scomparvero: fu questa la sorte dei tedeschi in Vojvodina, Slavonia e Ucraina, degli italiani in Istria, a Fiume e nel Quarnaro, degli zingari (rom) che i fascisti cercarono di sterminare, e, non ultimi, gli ebrei che sparirono quasi totalmente dai Balcani e dell'Europa centro-orientale.


    Entriamo nel merito della questione degli italiani in Croazia e Slovenia...

    In Italia, non senza ragione, spesso viene sollevato il problema della minoranza italiana rimasta in Croazia e Slovenia. Una certa destra politica, molto più destrorsa del partito al potere, vede a modo suo il problema delle minoranze. Non si può negare che l'esodo degli italiani dall'Istria, da Fiume e da Quarnaro sia stato un fatto tragico, tanto più che gli esuli (esodati) erano in maggior parte autoctoni su questo territorio. Ma non si può nemmeno negare che la cifra dei 350mila sia assai discutibile e problematica. Stando ai censimenti compiuti al tempo di Mussolini, nella regione vivevano poco più di 200mila abitanti di origine italiana - gli altri erano "alloglotti" di provenienza slava. Si tenga pure conto che, insieme agli italiani costretti a lasciare le loro terre istro-quarnarine dopo la Seconda guerra mondiale, se ne andarono pure circa 20mila croati e sloveni delle medesime regioni. E sono rimasti in ex Jugoslavia vicino a 30mila cittadini di minoranza italiana. E' facile, dunque contestare quella cifra dei trecentocinquantamila che fa perfino da titolo a qualche libro apparso in Italia e viene ripetuta in vari giornali di una certa tendenza in Italia. Paradossalmente la destra estrema, quella che maggiormente ha odiato e odia il comunismo, ha fatto e fa propria una cifra propagandistica che deriva dalla "statistica comunista! Ma questo non è l'unico caso del genere.


    Veniamo alle "foibe"...

    All'esodo viene direttamente collegato la tragedia delle "foibe", cavità carsiche nelle quali in Istria furono gettati dai contadini insorti nel settembre 1943 alcune centinaia di fascisti e altri cittadini innocenti, questi ultimi in maggior parte, e sul finire della guerra alcune altre centinaia nelle zone intorno a Trieste. Le "foibe" sono un crimine imperdonabile che non va dimenticato. Così come non vanno dimenticati, ma spesso lo sono, le fucilazioni, le stragi, gli incendi di centinaia di paesi, compiuti dalle truppe di occupazione italiane. Soprattutto dai reparti di "camicie nere" in Slovenia, nella stessa Istria, nel Quarnaro, intorno a Fiume, in Dalmazia, sulle isole e in Montenegro. Veniva trucidato qualsiasi "ribelle" (partigiano) che veniva catturato. Tra gli altri venne preso e trucidato Rade Koncar, una delle figure centrali della Resistenza antifascista in Dalmazia e Croazia. I partigiani non furono protetti dalla convenzione di Ginevra. Gli occupanti fascisti in Dalmazia diedero aiuto ai cetnici serbi del pope Djujic opponendoli ai croati.

    Le vendette furono sanguinose, tragiche, non soltanto nei Balcani. Nell'Italia del Nord e in Francia, per non andare troppo lontano, i partigiani della Resistenza non furono pietosi con i collaborazionisti e nemici. Non si può giustificare un crimine con altri crimini. Bisogna condannare ognuno a parte, a se stante. Le colpe degli antifascisti non possono essere sminuite o giustificate dal fatto che gli ustascia di Pavelic furono portati in Croazia nel 1941 a bordo dei camion messi a disposizione da Mussolini, e che prima ancora erano stati "addestrati" durante parecchi anni nei campi delle isole Lipari. Certe verità storiche vanno poste nel contesto giusto per rendere possibile una visione complessiva, non staccata dal quadro globale.

    Vittorio Bonanni

    In libreria tra gli scaffali. Per approfondire...

    Sulle foibe esiste una vasta letteratura - a smentita della tesi della rimozione o della storia negata - nella quale non è facile orientarsi. Accanto a studi accurati e storicamente accreditati esiste, infatti, anche una propagandistica che propende per l'uso pubblico della storia, se non per la riabilitazione del nazifascismo. Le foibe sono state spesso equiparate all'Olocausto, con l'obiettivo di mettere sullo stesso piano fascismi e Resistenze. Quello che segue è soltanto un elenco parziale di studi dedicati all'argomento.
    "Foibe" si intitola il volume ad opera degli storici Raoul Pupo e Roberto Spazzali (Bruno Mondadori); A. Buvoli, "Venezia Giulia 1943/1945. Foibe e deportazioni", in "Quaderni della Resistenza", Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, n. 10, Udine 1998; Oliva G., "La resa dei conti. Aprile-maggio 1945: Foibe, Piazzale Loreto e giustizia partigiana", Mondadori, Milano 1999; M. Pacor, "Confine orientale. Questione nazionale e resistenza nel Friuli-Venezia Giulia", Feltrinelli, Milano 1964; G. Valdevit, "Foibe. Il peso del passato. Venezia Giulia 1943-1945", a cura dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, Marsilio, Venezia 1997; C. Colummi - L. Ferrari - G. Nassisi - G. Trani, "Storia di un esodo. Istria 1945-1956", Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, Trieste, 1980.

    Fonte: Liberazione 12 12 03

  2. #2
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    Predefinito Re: Foibe, la spirale della vendetta

    Originally posted by Davide

    Fonte: Liberazione 12 12 03
    la fonte è politicamente schierata, il che getta un'ombra sull'onestà ed imparzialità di dati e commenti riportati.

 

 

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