Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    virtute siderum tenus
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    Question HELP - mi date una mano?

    Raga mi serve urgentemente quella "poesia" americana che parla del soldato...

    Che è per merito del soldato che i manifestanti possono protestare, bruciare le bandiere, ecc...

    Avete capito quale intendo?


    Grazie in anticipo!


  2. #2
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    No! Non ho capito quale intendi!
    Se ti viene in mente qualche dettaglio in più dimmelo

    Miles Insulae

  3. #3
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    Non è quella che stai cercando, ma parla lo stesso di giovani spacca tutto e giovani in divisa. L'ha scritta un poeta di sinistra e per questo ha un valore forse piùprofondo nel suo significato intimo. Spero la possa leggere l'Onerevole Caruso, al quale la dedico(ammesso che sappia leggere):

    Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini
    .

    È triste. La polemica contro
    il PCI andava fatta nella prima metà
    del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
    E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
    Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. Io no, amici.
    Avete facce di figli di papà.
    Buona razza non mente.
    Avete lo stesso occhio cattivo.
    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccoloborghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti,
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.
    Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene
    il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
    le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
    a causa della miseria, che non dà autorità.
    La madre incallita come un facchino, o tenera,
    per qualche malattia, come un uccellino;
    i tanti fratelli, la casupola
    tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
    altrui, lottizzati); i bassi
    sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
    caseggiati popolari, ecc. ecc.
    E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
    con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
    fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
    e lo stato psicologico cui sono ridotti
    (per una quarantina di mille lire al mese):
    senza più sorriso,
    senza più amicizia col mondo,
    separati,
    esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
    umiliati dalla perdita della qualità di uomini
    per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
    Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
    Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
    Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
    I ragazzi poliziotti
    che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
    risorgimentale)
    di figli di papà, avete bastonato,
    appartengono all’altra classe sociale.
    A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
    di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
    della ragione) eravate i ricchi,
    mentre i poliziotti (che erano dalla parte
    del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
    la vostra! In questi casi,
    ai poliziotti si danno i fiori, amici.


    Lorenzo
    Miles Insulae

  4. #4
    Vittima del kali yuga
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    [quote=Lorenzo]Non è quella che stai cercando, ma parla lo stesso di giovani spacca tutto e giovani in divisa. L'ha scritta un poeta di sinistra e per questo ha un valore forse piùprofondo nel suo significato intimo. Spero la possa leggere l'Onerevole Caruso, al quale la dedico(ammesso che sappia leggere):

    : questa è micidiale.
    ottima la poesia

    Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini
    .

    È triste. La polemica contro
    il PCI andava fatta nella prima metà
    del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
    E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
    Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. Io no, amici.
    Avete facce di figli di papà.
    Buona razza non mente.
    Avete lo stesso occhio cattivo.
    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccoloborghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti,
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.
    Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene
    il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
    le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
    a causa della miseria, che non dà autorità.
    La madre incallita come un facchino, o tenera,
    per qualche malattia, come un uccellino;
    i tanti fratelli, la casupola
    tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
    altrui, lottizzati); i bassi
    sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
    caseggiati popolari, ecc. ecc.
    E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
    con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
    fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
    e lo stato psicologico cui sono ridotti
    (per una quarantina di mille lire al mese):
    senza più sorriso,
    senza più amicizia col mondo,
    separati,
    esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
    umiliati dalla perdita della qualità di uomini
    per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
    Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
    Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
    Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
    I ragazzi poliziotti
    che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
    risorgimentale)
    di figli di papà, avete bastonato,
    appartengono all’altra classe sociale.
    A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
    di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
    della ragione) eravate i ricchi,
    mentre i poliziotti (che erano dalla parte
    del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
    la vostra! In questi casi,
    ai poliziotti si danno i fiori, amici.


    Lorenzo

  5. #5
    virtute siderum tenus
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    Non è quella che stai cercando, ma parla lo stesso di giovani spacca tutto e giovani in divisa. L'ha scritta un poeta di sinistra e per questo ha un valore forse piùprofondo nel suo significato intimo. Spero la possa leggere l'Onerevole Caruso, al quale la dedico(ammesso che sappia leggere):

    Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini
    .

    È triste. La polemica contro
    il PCI andava fatta nella prima metà
    del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
    E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
    Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. Io no, amici.
    Avete facce di figli di papà.
    Buona razza non mente.
    Avete lo stesso occhio cattivo.
    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccoloborghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti,
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.
    Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene
    il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
    le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
    a causa della miseria, che non dà autorità.
    La madre incallita come un facchino, o tenera,
    per qualche malattia, come un uccellino;
    i tanti fratelli, la casupola
    tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
    altrui, lottizzati); i bassi
    sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
    caseggiati popolari, ecc. ecc.
    E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
    con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
    fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
    e lo stato psicologico cui sono ridotti
    (per una quarantina di mille lire al mese):
    senza più sorriso,
    senza più amicizia col mondo,
    separati,
    esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
    umiliati dalla perdita della qualità di uomini
    per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
    Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
    Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
    Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
    I ragazzi poliziotti
    che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
    risorgimentale)
    di figli di papà, avete bastonato,
    appartengono all’altra classe sociale.
    A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
    di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
    della ragione) eravate i ricchi,
    mentre i poliziotti (che erano dalla parte
    del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
    la vostra! In questi casi,
    ai poliziotti si danno i fiori, amici.


    Lorenzo
    Miles Insulae
    Conosco quella poesia e conosco molto bene quelle vicende... anche perché mia sorella ci studia a Valle Giulia.

    Cmq, per quanto riguarda quella poesia americana, faceva così:
    IT WAS THE SOLDIER....blablabla
    IT WAS THE SOLDIER....blablabla

    Dai raga aiutatemi a ritrovarla!

  6. #6
    virtute siderum tenus
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    L'ho trovata!!!


    Eccola:

    It is the Soldier, not the reporter,
    who preserves the freedom of the press.

    It is the Soldier, not the poet,
    who protects our freedom of speech.

    It is the Soldier, not the campus organizer,
    who puts his life on the line to give others the freedom to demonstrate...

    It is the Soldier, not the lawyer,
    who has given us the right to a fair trial

    It is the Soldier, who salutes the flag,
    who serves beneath the flag,

    and whose coffin is draped by the flag,
    who protects the protesters right to burn the flag.

    Freedom is NEVER FREE.

    ------------------------------------------

    E’ il Soldato, non il reporter,
    che preserva la libertà di stampa.

    Ed è il Soldato, non il poeta,
    che protegge la libertà di parola.

    E’ il Soldato, non il rappresentante studentesco,
    che mette la sua vita al fronte per dare agli altri la libertà di dimostrare…

    È il soldato, non l'avvocato,
    che ci ha dato il diritto a un giusto processo.

    Ed è il Soldato, che saluta la Bandiera,
    che serve sotto la Bandiera,

    e che avvolto dentro la bara dalla Bandiera
    protegge il diritto dei protestatori di bruciare la Bandiera.

    La Libertà NON E’ MAI GRATUITA

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da india9001
    L'ho trovata!!!


    Eccola:

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    It is the Soldier, not the campus organizer,
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    It is the Soldier, not the lawyer,
    who has given us the right to a fair trial

    It is the Soldier, who salutes the flag,
    who serves beneath the flag,

    and whose coffin is draped by the flag,
    who protects the protesters right to burn the flag.

    Freedom is NEVER FREE.

    ------------------------------------------

    E’ il Soldato, non il reporter,
    che preserva la libertà di stampa.

    Ed è il Soldato, non il poeta,
    che protegge la libertà di parola.

    E’ il Soldato, non il rappresentante studentesco,
    che mette la sua vita al fronte per dare agli altri la libertà di dimostrare…

    È il soldato, non l'avvocato,
    che ci ha dato il diritto a un giusto processo.

    Ed è il Soldato, che saluta la Bandiera,
    che serve sotto la Bandiera,

    e che avvolto dentro la bara dalla Bandiera
    protegge il diritto dei protestatori di bruciare la Bandiera.

    La Libertà NON E’ MAI GRATUITA

    GRANDISSIMA POESIA.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da W. Von Braun
    GRANDISSIMA POESIA.

    CONCORDO..

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da india9001
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    It is the Soldier, not the poet,
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    who puts his life on the line to give others the freedom to demonstrate...

    It is the Soldier, not the lawyer,
    who has given us the right to a fair trial

    It is the Soldier, who salutes the flag,
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    and whose coffin is draped by the flag,
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    E’ il Soldato, non il reporter,
    che preserva la libertà di stampa.

    Ed è il Soldato, non il poeta,
    che protegge la libertà di parola.

    E’ il Soldato, non il rappresentante studentesco,
    che mette la sua vita al fronte per dare agli altri la libertà di dimostrare…

    È il soldato, non l'avvocato,
    che ci ha dato il diritto a un giusto processo.

    Ed è il Soldato, che saluta la Bandiera,
    che serve sotto la Bandiera,

    e che avvolto dentro la bara dalla Bandiera
    protegge il diritto dei protestatori di bruciare la Bandiera.

    La Libertà NON E’ MAI GRATUITA


    Ma ci vuole proprio 'sta libertà? L'ha ordinato il medico? Non sarebbe meglio un po' d'ordine?
    Anziché un soldato che va a esportare la democrazia in paesi dove nessuno si sognava di pretenderla e li fa diventare dei puttanai dove tutto è lecito, non sarebbe meglio un soldato col manganello che fa un po' di ordine interno?

    Mette il bavaglio ai giornalisti impedendo loro di scrivere le montagne di idiozie che scribacchiano ogni giorno.

    Dà un calcio nel sedere agli pseudo-poeti osannati dai critici e che producono letteratura degenerata e impedisce loro di pubblicare altra spazzatura.

    Manganella gli studenti quando protestano e li sbatte dentro una volta per tutte, alla maniera bielorussa.

    Fa impiccare in piazza con un processo sommario senza avvocati il sequestratore di bambini, quello che nello scippo trascina la vecchietta per cinquanta metri mandandola all'ospedale o all'altro mondo, quello che uccide il tabaccaio in una rapina.

    E soprattutto che sbatte dentro per anni chi brucia la bandiera della PROPRIA Patria, per vilipendio della Nazione e semmai fomenta il nazionalismo organizzando manifestazioni di stato contro i paesi esteri, soprattutto le potenze concorrenti, per rinsaldare l'orgoglio nazionale, attraverso la sfida a ogni nemico esterno.


    Pensare che ci debba essere qualcuo pronto a dare la vita perché un imbecille possa sparare la sua cazzata mi pare il capovolgimento di ogni categoria logica ed etica e la distruzione definitiva di ogni forma residua di buon senso.

    Francamente la lista di disvalori enunciata dalla poesia e che il soldato americano non ha niente di meglio da fare che proteggere è un simbolo perfetto secondo me di una società relativista, anarcoide e nichilista che merita di essere spazzata via, insieme ai soldati che la difendono e ai poeti che li celebrano.
    Che ci posso fare, sono allergico alla democrazia, sarò strano io. Si stava meglio quando si stava peggio.

 

 

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