Gentile Direttore,
sul Corriere della Sera leggo una sua affermazione che mi riguarda: “veramente alla fine ha vinto la Rai che ha visto riconosciuto dal giudice il proprio ruolo di guida editoriale”.
Le cose non stanno così. Il giudice ha ordinato il mio reintegro e la Rai non ha eseguito, a tutt’oggi, un’ordinanza che ha resistito a qualunque reclamo.
Le vorrei cordialmente ricordare che da più di un anno e mezzo non solo a me ma anche ai miei colleghi Sandro Ruotolo e Riccardo Iacona viene impedito di esercitare la propria professione con grave offesa per i diritti della persona.
Noi abbiamo offerto alla Rai collaborazione e disponibilità per trovare una soluzione ma le nostre più che realistiche proposte non hanno cambiato di una virgola la situazione. Come non l’hanno cambiata le posizioni pubblicamente assunte dal Presidente di garanzia Lucia Annunziata.
Resta il fatto che una minacciata querela di Mediaset nei confronti del programma di Sabina Guzzanti ha portato alla chiusura di Raiot mentre un ordine del giudice viene ignorato dalla Rai con tutti i danni conseguenti presenti e futuri per l’azienda.
A parer mio, se la Rai fosse editorialmente libera, come afferma nella sua intervista, non verrebbe così disinvoltamente sacrificato il desiderio di gran parte del pubblico di rivedere in onda Biagi, Santoro e Sabina Guzzanti. Nel nostro caso, Lei rivendica una responsabilità editoriale ribadita dal giudice. Perché non la esercita?
Michele Santoro




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