............ e senza vergogna.
Il Riformista
REVISIONI. POVERO FACCENDIERE, DAI FASTI DELLA PRIMA PAGINA AL CESTINO DEI RIFIUTI
Marini è un matto, parola di Belpietro
18-12-2003
Se anche Maurizio Belpietro finisce per dare del matto a Igor Marini, allora è proprio vero che la gratitudine non è di questo mondo. Da lui il falso conte davvero non se lo sarebbe aspettato. Proprio da lui, dal direttore di quel quotidiano milanese che sulle sue fantasiose dichiarazioni rese alla commissione Telekom Serbia ha imbastito un'inesauribile campagna giornalistica, incassando un discreto aumento di vendite. Come capita ai giocatori incalliti con quei numeri che non ne vogliono sapere di uscire su una determinata ruota del Lotto, quest'estate gli italiani si sono ritrovati ogni sera a scommettere sull'assenza di Marini dalla prima pagina del Giornale. «Vedrai che domani non ci aprono, sono certo, non può continuare così. Mi gioco tutto». Per ritrovarsi puntualmente, la mattina dopo, con un titolo d'apertura sull'ultimo brandello di rivelazioni del prode Igor. Oggi per attaccare Prodi, domani per colpire Dini, dopodomani per inchiodare Fassino e poi ancora Rutelli, Veltroni, Mastella, fino ai cardinali Martini e Ruini. Tutti attratti sulla scandalosa giostra messa in moto dal faccendiere nel tentativo di sgretolare il centrosinistra. E di screditarlo agli occhi dell'opinione pubblica grazie alla regina di tutte le prove: un accordo, con tanto di firme, stipulato tra Prodi, Dini, Fassino e l'ex presidente Milosevic. Poi, però, il meccanismo gli è sfuggito di mano. E quando quel foglio di carta è risultato frutto della sua inventiva, il povero Igor si è repentinamente trasformato da superteste in supercalunniatore. E, come capita spesso in Italia, nessuno lo conosce più. «Ma insomma, al caso Telekom Serbia - si difende il direttore Belpietro - avremmo dedicato una cinquantina di titoli di apertura, e a Marini non più di cinque. Del resto, non vedo di cosa dovrei vergognarmi. Di aver pubblicato i lavori di una commissione parlamentare? Di aver sollevato dubbi su un affare scellerato su cui non si è ancora fatto chiarezza? Ho sempre detto che su Marini attendevo le indagini della magistratura. I supertestimoni non mi sono piaciuti; lui non so chi sia, non l'ho mai incontrato e non mi sento responsabile di quel che gli sta accadendo, ci mancherebbe. Un'idea precisa non me la sono fatta. Forse è un matto, forse si è intrufolato in un meccanismo più grande di lui. Di certo c'è che il suo ingresso ha nuociuto al raggiungimento della verità e che lui rischia di essere l'unica vittima di questa strana vicenda». Su cui, assicura, non calerà alcun velo. «Appena la commissione ripartirà - promette Belpietro - ci faremo trovare pronti».




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