Qualcuno era fascista (1)
Alla mia generazione
Qualcuno era fascista perché era nato a Littoria
Qualcuno era fascista perché il nonno lo zio il papà… pure la mamma
Qualcuno era fascista perché la Russia era un Gulag, la Cina troppo vicina e “il sole sorge più ad est” (2)
Qualcuno era fascista perché si sentiva “In un mondo che non ci vuole più…” (3)
Qualcuno era fascista perché aveva avuto un’educazione… aveva avuto un’educazione?
Qualcuno era fascista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura e tutta l’intellighenzia italiota esigevano… di essere comunisti
Qualcuno era fascista perché lo sapeva lui il perché
Qualcuno era fascista ma non lo sapeva
Qualcuno era fascista perché i comunisti: “Veniamo da lontano ed andiamo lontano…”
e meno male che siete solo di passaggio
Qualcuno era fascista perché non è vero che Almirante era un fucilatore
Qualcuno era fascista perché Berlinguer è marchese, c’ha mezza Sardegna e
c’ha pure il coraggio di parlare in nome del proletariato
Qualcuno era fascista perché era ricco e gli altri…gli altri: “Aho! Ma che me ne frega degli altri: chi vo’ dio se lo prega da sé”
Qualcuno era fascista perché beveva vino e si commuoveva ricordando le oceaniche adunate
Qualcuno era fascista perché non credeva in dio ma, ormai “Soltanto un Dio ci può salvare” (4)
Qualcuno era fascista perché “…ma che cazzo vogliono ‘sti operai?”
Qualcuno era fascista perché aveva letto “L’operaio” (5)
Qualcuno era fascista perché il padrone l’aumento di stipendio glielo aveva promesso sulla tomba del duce
Qualcuno era fascista perché la rivoluzione oggi forse no, ma “il domani appartiene a noi” (6)
Qualcuno era fascista perché “Dio, patria e famiglia…ostia”
Qualcuno era fascista perché per far pace con suo padre
Qualcuno era fascista perché la TV non si può proprio guardare
Qualcuno era fascista perché odiava le mode, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione
Qualcuno era fascista perché “la proprietà privata è sacra”
Qualcuno era fascista perché voleva diventare proprietario
Qualcuno era fascista perché aveva scambiato il Manifesto di Verona per i Dieci Comandamenti
Qualcuno era fascista perché era convinto che la classe operaia aveva preso un abbaglio
Qualcuno era fascista perché più fascista di così si muore
Qualcuno era fascista perché c’era il grande partito comunista
Qualcuno era fascista perché “se stava mejo quando se stava peggio…”
Qualcuno era fascista perché sognava l’Europa dei popoli, non delle banche
Qualcuno era fascista perché: “Tutto nello Stato. Tutto per lo Stato. Nulla contro lo Stato” (7)
Qualcuno era fascista perché era un impiegato dello Stato
Qualcuno era fascista perché non ne poteva più “ …dopo trent’anni di malgoverno democristiano” “Com’è questa storia del malgoverno democristiano?” “Trent’anni di malgoverno dei democristiani… non è d’accordo?” “No” “Non capisco”(8)
Qualcuno era fascista perché “Uccidere i fascisti non è reato”… e infatti, Acca Larenzia, i fratelli Mattei, Angelo Pistoleri, Paolo Di Nella, Mario Zicchieri… eccetera eccetera eccetera
Qualcuno era fascista perché era contro… contro… era contro e basta
Qualcuno era fascista perché quella che chiamano democrazia è una truffa
Qualcuno credeva di essere fascista e forse era qualcos’altro
Qualcuno era fascista perché sognava una libertà diversa da quella Russa o Americana
Qualcuno era fascista perché “Una vita felice è impossibile. Il massimo a cui un uomo può aspirare è una vita eroica” (9)
Qualcuno era fascista di sinistra perché quelli di destra volevano il golpe e lui, invece, sognava la rivoluzione
Perché sentiva la necessità di rivoltarsi contro il mondo moderno
Perché non voleva niente ma lo voleva con tutte le sue forze
Si, qualcuno era fascista perché sentiva lo slancio a sentirsi al di là da sé. Al di là della personale fatica quotidiana ad esistere. Verso un senso di appartenenza a qualcosa che veniva prima del fascismo e andava oltre. A una generazione nata con le ali bruciate
che sognava di risorgere dalle proprie ceneri…
No.
Niente rimpianti.
Forse anche allora molti sognavano le ali solo per potersele amputare da soli…
O di amputare, il che è peggio, quelle degli altri.
E ora?
Anche ora si va oltre. Ma in direzioni opposte. Da una parte chi attraversa petto in fuori lo squallore di un potere, mai come ora, fine a se stesso e, dall’altra, l’araba fenice che alla fine si accontenta di volare solo come cenere nel vento perché non può più permettersi neanche il sogno delle sue ali.
Due miserie opposte… da una sola storia.
1)Il titolo e l’intero impianto del testo sono mutuati, ribaltandone il senso o adattandone i riferimenti da “Qualcuno era comunista” di Giorgio Gaber
2) Canzone neofascista
3) Battisti – Mogol
4) Martin Heidegger
5) Ernst Jünger
6) Canzone neofascista
7) Benito Mussolini
8) Dialogo tratto da “Ecce Bombo” di Nanni Moretti
9) Arthur Schopenhauer
di Miro Renzaglia apparsa sul n. 24 del periodico letterario “Letteratura Tradizione” anno VI, marzo 2003.
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