Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Cane restituito al padrone che lo torturava

    L’animale aveva ferite gravi alle zampe. La Lega antivivisezione contesta il provvedimento: «Ci opporremo in ogni modo»
    Il pechinese era stato trascinato legato all’auto. I volontari l’hanno salvato ma il pm ordina di riconsegnarlo


    ROVASENDA (Vercelli) - Legato al paraurti dell’auto. Trascinato per centinaia di metri. Salvato dalla polizia stradale. Sequestrato dall’autorità giudiziaria. Affidato alla cure dei volontari dell’associazione «Quattro zampe nel cuore». Curato per mesi. Dissequestrato con ordine di restituzione al proprietario, vale a dire al «carnefice». Questa la storia di Briciolo, simpatico pechinese di quattro anni. E’ il 17 agosto quando una pattuglia della Stradale ferma, in prossimità di Arona (Novara), un’auto che procede a zig zag. È un controllo di routine per contestare un’infrazione al codice della strada. Mentre un agente identifica i quattro occupanti, l’altro gira intorno all’auto per controllarne la targa. E trova un piccolo cane legato con il guinzaglio al paraurti. L’animale è immobile sull’asfalto. Perde sangue, ha le zampe tumefatte. Scattano i soccorsi. In pochi minuti il cagnolino viene trasferito nella clinica Lago Maggiore di Arona. I veterinari non lasciano molte speranze. Briciolo ha abrasioni su tutto il corpo, una frattura esposta a una zampa, i polpastrelli sono piagati dall’attrito sull’asfalto. «Se si salverà, difficilmente potrà tornare a correre», dicono. Luca P., proprietario dell’animale, viene denunciato per maltrattamento (articolo 727 del codice penale). La Lav presenta istanza urgente di sequestro, accolta dalla Procura. L’animale viene affidato ai volontari di Rovasenda.
    Secondo atto. Briciolo inizia le cure. Ha una bella e confortevole cuccia. Non riesce a muoversi, alza appena la testa per mangiare dalle mani dei volontari. Per due mesi resta immobile. I volontari fanno a turno per tenergli compagnia, gli preparano bocconcini speciali, facili da masticare. «Mi faceva una terribile pena - spiega Luciano Lazzarato, responsabile dell’associazione - ma mostrava anche tanta riconoscenza. Durante i mesi di immobilità mi guardava con i suoi grandi occhi. Cercava di alzarsi, ma appena appoggiava le zampe a terra lanciava un guaito di dolore e si accasciava». Con il passare delle settimane Briciolo diventa il beniamino del canile. Viene «adottato» dagli altri quattro zampe. C’è chi gli si avvicina per spronarlo a giocare, c’è chi, come Trillo, si sdraia accanto a lui quasi a proteggerlo. Una storia che sarebbe piaciuta a Walt Disney.
    Finalmente, dopo due mesi, vengono tolte le fasciature. Ma la lunga e forzata immobilità ha reso Briciolo troppo debole. Esercizio dopo esercizio, però, il pechinese riprende a trotterellare sul prato. Solo la zampetta posteriore destra non ha ancora recuperato completamente.
    Lieto fine, dunque. Invece no. Briciolo deve essere restituito al proprietario, all’uomo che lo ha legato al paraurti e trascinato come uno straccio. Lo ha disposto, a sorpresa, il sostituto procuratore della Repubblica di Novara. L’ordinanza è stata consegnato alcuni giorni fa ad un incredulo responsabile del canile. Mauro Bottigelli, responsabile della Lega antivivisezione, è avvilito. «Ci siamo affidati alla magistratura per la tutela di Briciolo e ci ritroviamo con una decisione che lo riaffida al suo carnefice. Non ci resta che tentare di bloccare l’ordinanza rivolgendoci al tribunale». I volontari del canile di Rovasenda sono decisi a tutto. «Chi lo ha maltrattato in quel modo - spiega Bottigelli - non può dimostrare che il cane è di sua proprietà in quanto il pechinese non ha tatuaggio né microchip di riconoscimento. Ci batteremo fino in fondo per tenerlo con noi e trovargli una casa piena di amore».

    Emilio Nessi
    Corriere della Sera
    16 12 03

  2. #2
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    Predefinito ditemi ...

    informatemi sulle possibili iniziative anche di richiesta legislativa

  3. #3
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    Predefinito Re: ditemi ...

    Originally posted by Penelope
    informatemi sulle possibili iniziative anche di richiesta legislativa

    Questa per ora è la prima
    Ciao Davide


    In provincia di Novara, il sostituto procuratore della Repubblica, prima dispone il sequestro di un cagnolino, Briciolo, sottoposto a feroce maltrattamento (che non si e' trasformato in uccisione solo per puro caso) ed emette un avviso di garanzia contro il suo proprietario, colto in fragranza di reato, ora decide che il cane deve essere restituito al suo proprietario.

    Come minimo, occorre tempestare di proteste la Procura di Novara, e mai e poi mai permettere, per nessuna ragione, che il cagnolino ricada nelle mani di chi lo ha seviziato e quasi ucciso.

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di NOVARA
    Via Canobio, 4
    28100 NOVARA (NO)
    Tel. 0321 - 675811
    E-mail: procura.novara@giustizia.it
    Fax 0321 - 675839

    Messaggio-tipo:

    Protesto contro la vergognosa decisione della Procura di Novara di restituire il cagnolino ferocemente maltrattato al suo seviziatore. Chiedo giustizia!

    Distinti saluti.
    nome cognome

  4. #4
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    Predefinito Intervista al magistrato Santoloci

    È legittimo restituire un animale al proprietario che lo ha maltrattato? «Purtroppo sì. La legge non lo impedisce».

    Come è possibile?

    «È il difetto della vecchia normativa. L´articolo 727 del Codice penale contempla il reato di maltrattamento. Ma l´animale viene considerato come una cosa, non come un essere vivente. La norma non fa che tutelare la morale pubblica e il comune sentimento di pietà che noi uomini proviamo verso gli animali».

    Maurizio Santoloci è magistrato di Cassazione, con funzione di giudice unico penale a Terni. Nel 1990 ha scritto per l´editrice Satyagraha «In nome del popolo maltrattato: la tutela giuridica degli altri animali». A giugno 2002 ha convalidato il sequestro di un cane femmina maltrattato dal suo proprietario. È collaboratore giuridico della Lega antivivisezione, per la quale ha contribuito alla stesura del testo di legge che tutela gli animali, approvato all´unanimità alla Camera il 15 gennaio scorso e adesso al vaglio del Senato. È, infine, vicepresidente del Wwf. Insomma, un esperto.

    Il sostituto procuratore di Novara che ha disposto la restituzione di Briciolo, pechinese di 4 anni, al proprietario che lo aveva legato al paraurti dell´auto e trascinato per centinaia di metri avrebbe potuto decidere in modo diverso?

    «Sul caso specifico non mi sento di fare commenti. Di fatto ha rispettato la legge».

    Si spieghi meglio .

    «È un problema di ordine generale. L´ordinamento attuale considera l´animale una cosa e non un essere vivente, quindi che si tratti di un animale o di un´autoradio o di una lavatrice, l´atteggiamento è lo stesso. Non esiste norma che permetta di sottrarre l´animale/oggetto al soggetto accusato di maltrattamento, anche se è il proprietario».

    Che cosa cambierà con la nuova legge?

    «La Lav ha chiesto la cancellazione dell´articolo 727, desueto, introducendo la norma che considera l´animale un essere vivente».

    Lei però ha già preso un provvedimento pilota su questa linea.

    «Sì, come gip di Terni ho disposto di non restituire un cane maltrattato al suo proprietario e ne ho ordinato l´affidamento al canile. Ma la regola è esattamente il contrario».

    Gli animalisti che si sono presi cura di Briciolo possono impugnare la decisione del pm di Novara indicando il suo caso come precedente?

    «Il mio è un provvedimento di tribunale e non di Cassazione, dunque non ha la pretesa di costituire un precedente. Il problema è la regola alla quale il pm di Novara si è dovuto adeguare. Ma presto quella regola sarà cambiata».

    Elvira Serra
    Corriere della Sera
    16 12 03

  5. #5
    faccia di merda
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    Predefinito

    prendere il bastardo del padrone e trascinare lui per il collo, ma dietro ad un camion!!

  6. #6
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    Predefinito Il cagnolino è tornato a casa

    In seguito alle numerose proteste per la decisione di restituire Briciolo al
    proprietario che l'avrebbe gravemente maltrattato, la Procura di Novara
    risponde facendo sapere che non e' vero che c'e' stato maltrattamento.
    Difficile sapere quale sia la verita', ma rimane il dubbio: se non e' vero
    che il cagnolino e' stato trascinato con la macchina, da dove vengono le
    ferite alle zampe, e di cosa il proprietario si e' mostrato cosi' disperato?!
    Il cagnolino, intanto, e' stato restituito.

    ANIMALI: NOVARA, RITORNA A CASA CAGNOLINO MALTRATTATO
    PROCURA SPIEGA, NESSUN DOLO
    (ANSA) - NOVARA, 17 DIC - E' ritornato a casa, a Momo, il
    cagnolino pechinese che e' stato al centro di una vicenda
    giudiziaria per presunto maltrattamento.
    Aveva suscitato polemiche la decisione della Procura di
    Novara di restituire al proprietario l'animale che sarebbe stato
    legato al paraurti di una vettura e trascinato per chilometri,
    tanto da riportare gravissime lesioni, alle quali era
    sopravvissuto per le cure e l'amore di un gruppo di volontari.
    La Procura della Repubblica di Novara ha voluto puntualizzare
    la vicenda ''per riportarla nelle sue esatte dimensioni''. ''Gli
    agenti della Polstrada intervenuti - si legge in un comunicato -
    non hanno trovato il cane legato con il guinzaglio al paraurti
    della vettura, veicolo che appartiene ed era guidato da persona
    diversa dal proprietario del cane''. Inoltre le ferite riportate
    dal pechinese ''non sono attribuibili al proprietario a titolo
    di dolo ma, semmai, nell' ipotesi accusatoria piu' rigorosa, a
    titolo di colpa, se non addirittura per fatto accidentale''.
    Inoltre, sempre secondo la Procura, e' significativo il
    comportamento del proprietario del cane, che, ''accortosi delle
    condizioni del suo pechinese, cadeva in crisi isterica e per la
    disperazione sfondava con i pugni il lunotto e il parabrezza
    dell'auto''. Inoltre il cane, ''a parte le ferite alle estremita' degli arti, si presentava ben nutrito e curato, il proprietario possiede altri cani e non e' mai pervenuta notizia di eventuali maltrattamenti di animali''.Non c'era quindi ragione, secondo la Procura, per non restituire il pechinese al legittimo proprietario che resta comunque indagato per l' ipotesi colposa. (ANSA).

 

 

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