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Notiziario del Campo Antimperialista .... 17 dicembre 2003
itacampo@antiimperialista.org

"L'Iraq è il fronte principale. I nemici della libertà ci oppongono laggiu' una resistenza disperata e devono essere sconfitti". G.W. Bush

Questo Notiziario contiene:


1. Un buon viatico
2. La mozione di Roma

3. Sotto il Parlamento per il ritiro dei soldati italiani

4. Indovina a indovinello

5. Firenze 19-20-21 dicembre: contro la Tortura e l¹Isolamento Carcerario







1. Un buon viatico







Sabato 13 dicembre si è svolta come previsto la manifestazione in appoggio al popolo iracheno che resiste, di cui il Campo era una delle forze promotrici. Più di mille persone, hanno partecipato nell'arco cinque ore ha visto intervenire, oltre numerosi e prestigiosi oratori italiani, il portavoce della Alleanza nazionale irachena. Saremmo potuti essere molti di piu', se non fosse stato per la sfrontata campagna di criminalizzazione scatenata da tutti i media di regime, a cui alcune forze di sinistra hanno dato vergognosamente man forte. Tenendo conto di questo sistematico sabotaggio, il 13 dicembre e' stato un successo. Per alcune semplici ragioni.
1. Per le adesioni ricevute dall'Appello, più di duemila (tra cui quelle di svariati movimenti antimperialisti di ogni parte del mondo). Fatto importante, se si considera che il testo rivendica la legittimita' della resistenza irachena, senza se' e senza ma, tanto piu' dopo i fatti di Nassiryia (usati dal potere bipolare per lapidare chiunque contestasse la levata di scudi patriottica e imperialista).
2. Per il fatto che svolgendosi la manifestazione non in luogo qualsiasi, ma in un paese in guerra e schierato con gli USA, essa ha difeso e sancito il diritto di cittadinanza di un punto di vista e di un movimento effettivamente antagonisti. La manifestazione del 13 e' stata un vero e proprio braccio di ferro. Lo schieramento ostile, ampio come non mai, ha tentato in ogni manietra di impedirla e non e' di poco conto che non ci siano riiusciti.
3. Perche' questa manifestazione, partecipata e combattiva, getta le fondamenta di un piu' ampio movimento di solidarieta' con la Restenza del popolo iracheno, Resistenza dalle cui sorti non dipende solo il destino dell'Iraq, ma della strategia imperiale e guarrafondaia della Casa Bianca racchiusa nella dottrina della *guerra preventiva permanente*.
4. Perche' nonostante tutte le difficolta' questo movimento sta gia' iniziando a prendere forma e si sta ampliando. Non sono in Italia, ma in altri paesi. Anche in Grecia, il 13 dicembre, gli antimperialisti hanno manifestato sui medesimi contenuri di Roma. Sono giunte ai Promotori richieste di collegamento dall'Italia e dall'estero.
5. Per il fatto che i rapporti con la Resistenza irachena sono diventati piu' saldi e stringenti, e questo rappresenta una condizione imprescindibile per ogni movimento di solidarieta' che non sia astratto e aleatorio.
6. Infine per le decisioni adottate a Roma. Il Comitato promotore non poteva che sciogliersi per







2. La mozione di Roma


CON IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE
Documento conclusivo approvato all’unanimità Manifestazione nazionale - Roma 13 dicembre 2003

L’azione per la costruzione di un forte movimento di sostegno all’eroica lotta di resistenza del popolo iracheno ha compiuto un primo passo.
La riuscita della manifestazione nazionale, convocata con l’appello “Con il popolo iracheno che resiste”, nonostante una campagna di calunnie e falsificazioni che non ha precedenti, ci indica la strada da seguire.
La lotta del popolo iracheno non riguarda solo quel paese, ma è centrale per il futuro dell’intera umanità.
E’ con questa consapevolezza che guardiamo al futuro, a partire dalle prossime mobilitazioni contro la preannunciata decisione del parlamento italiano di prorogare la presenza delle truppe di occupazione italiane in Iraq.
Dal lavoro di preparazione della manifestazione è già emersa una rete di realtà locali impegnate nel sostegno alla resistenza irachena. Ora si tratta di andare avanti, organizzando comitati IRAQLIBERO ovunque possibile, per estendere l’iniziativa a tutto il paese.
E’ per andare in questa direzione che il Comitato promotore della manifestazione si trasforma in Comitato nazionale IRAQLIBERO, la cui riunione costitutiva verrà convocata agli inizi di gennaio per programmare le prossime iniziative.
Gli aderenti alla manifestazione, convenuti oggi a Roma, continueranno infatti il lavoro intrapreso in questi mesi, per una battaglia di libertà e giustizia contro la pretesa totalitaria degli Stati Uniti di dominare l’intero pianeta.
Un lavoro certo difficile, nel quadro repressivo dell’odierna situazione italiana in cui gli interessi di alcuni potentati economici nazionali si inseriscono perfettamente nella cornice dell’asservimento alla politica statunitense ed all’ideologia americanista.
Un lavoro però non minoritario. L’insopportabilità dell’attuale condizione di dominio è ormai percepita dalla maggioranza dei popoli europei, ed è con la consapevolezza di essere in sintonia con questo sentimento che continueremo a muoverci.
Via gli occupanti dall’Iraq
Ritiro immediato delle truppe italiane
Libertà per l’Iraq, la Palestina, l’Afghanistan
VIVA LA RESISTENZA IRACHENA!

3. Sotto il Parlamento per il ritiro dei soldati italiani


Il Parlamento iniziera' i lavori solo il 13 gennaio. Solo dopo, quindi, esso discutera' della sicura decisione del governo di prorogare la missione militare oitaliana in Iraq. Noi accogliamo la proposta della manifestazione di Roma di promuovere una protesta massiccia e unitaria sotto il Parlamento (nel giorno in cui esso discutera' della *missione*) per dar voce alla maggioranza dei cittadini che chiede che l'Italia ritiri il suo contingente militare dall'Iraq. Il Social Forum Europeo si sta preparando ad una grande giornata di mobilitazione per il 20 marzo prossimo. Bene! ma quella manifestazione rischia di diventare una inutile liturgia se nel frattempo lasceremo il Parlamento decidere violando di nuovo la Costituzione e calpestando le opinioni della gran parte degli italiani. Il rischio e' che, scadendo il mandato in Iraq il 31 dicembre, il governo presenti surrettiziamente un decreto-legge urgente proprio durante le festività, al riparo dall'attenzione dell'opinione pubblica. Che fare in questo caso? I tempi sarebbero talmente stretti che una mobilitazione dignitosa sarebbe impossibile. Non resta che attendere il momento in cui il governo dovra' passare per l'Aula, ovvero entro 60 giorni dall'eventuale Decreto.

4. Indovina a indovinello

Chi ha scritto queste cose dopo la notizia dell'arresto di Saddam Hussein?

*Sebbene non sia ancora noto quale corte giudicherà Saddam Hussein, se irachena o americana o internazionale, è molto probabile che il processo si concluderà con una condanna a morte. Ed è giusto che sia così. Nei casi di giustizia ordinaria, come è ormai noto da tempo, la pena di morte è inutile e inefficace, e dunque sbagliata perché, al di là delle scelte etiche e religiose di ciascuno, non rieduca il reo ma semplicemente lo elimina, e non dissuade dal reato altri potenziali malfattori. Ma il processo a Saddam, come ogni processo ad ogni dittatore, non è un caso di giustizia ordinaria: è prima di tutto un evento simbolico e, nel caso dell'Iraq, l'atto fondativo della democrazia in quel paese, e forse nell'intero mondo arabo.*
Giuliano Ferrara (confesso agente CIA) su Il Foglio? Gianni Baget Bozzo (prete spretato crociato) su Il Giornale? Fabrizio Rondolino (noto collaboratore di D'Alema) su La Stampa? Vittorio Feltri (ultras di Bush) su Libero? Marco Pannella (notorio sostenitore degli ustacia croati), su L'Opinione?
La risposta sul prossimo Notiziario del campo.

6. Firenze 19-20-21 dicembre: contro la Tortura e l¹Isolamento Carcerario

Simposio Internazionale contro la Tortura e l¹Isolamento Carcerario
Con il patrocinio della Regione Toscana

Tel: 00 39.347.138.09.80
isolation@post.com

I prigionieri politici in Turchia sono entrati in sciopero della fame contro il progetto delle nuove carceri di massima sicurezza, quelle con le celle di isolamento (F-Type), dal 20 ottobre del 2000. I prigionieri sapevano che una volta separati sarebbero stati ancora più esposti a tortura e maltrattamenti. Erano consapevoli che l¹isolamento totale, definito anche ³tortura bianca², era anche un modo coercitivo di spersonalizzazione e di sottomissione.
È ormai provato che sia nei Paesi Europei, sia negli Stati Uniti dove da molti anni esistono le celle d¹isolamento, che questo causa gravi problemi psicofisici. Il 19 dicembre 2000, due mesi dopo l¹inizio dello sciopero della fame i militari turchi intervennero con un assalto a 20 prigioni per deportare i detenuti nelle nuove carceri F-Type. L¹operazione, che causò la morte di 28 prigionieri e circa mille feriti e ustionati, fu cinicamente definita dalle autorità turche ³ritorno alla vita². Dopo circa 1200 giorni di Death fast (sciopero della fame fino alla morte) sono decedute 107 persone e oltre 500, a causa dell¹alimentazione forzata, hanno contratto la sindrome di Wernicke-Korsakoff (i sintomi principali sono: atassia, amnesia).
La Piattaforma Internazionale di Lotta contro l¹Isolamento - che è nata nel 2002 - ha stabilito dal 19-21 dicembre giornate internazionali di sensibilizzazione contro la tortura dell¹isolamento carcerario. In questi tre giorni si svolgerà a Firenze un Incontro internazionale con avvocati, medici, ex prigionieri e familiari di detenuti, rappresentanti politici, intellettuali, giornalisti.

Venerdi 19 dicembre
Salone de¹ Dugento - Palazzo Vecchio - piazza Signoria


ore 10 Saluto del Presidente del Consiglio Regionale Toscano,
Riccardo Nencini
Interventi dei rappresentanti istituzionali di Provincia e Comune

10.30-13.00 Interventi di ex-prigionieri politici sulle condizioni in carcere e sui diversi modi di resistenza alla repressione
Sadi Ozpolat - Presidente Ass.ne per i diritti e le libertà fondamentali (Turchia)
Christofer Kelley - I.P.S.C. (Irlanda)
Un rappresentante del Fronte Polisario (Sahara Occidentale)
Yon Elorza - Pro Amnistia (Paesi Baschi)

11.30 - Conferenza stampa

13.00-14.00 Pausa pranzo

14.00-16.00 Testimonianze (associazioni, familiari e persone sensibili alla questione prigionieri)
Tekin Tangun - Presidente dell¹Ass. dei prigionieri e dei familiari Tayad (Turchia)
Ahmet Kulaksiz - Padre di due ragazze decedute nel 2001 nella Death
fast a Istanbul
Yildiz Ercan - ex-guardia, testimone della strage del dicembre 2000 nel carcere di Bayrampasa
Mohamed Safa - Presidente del Centro di Riabilitazione delle vittime della tortura nel Campo Al-Khiam (Libano)
Haidi Giuliani - Madre di Carlo
Elvira Penna - Addetta stampa all¹Ambasciata di Cuba a Roma
Madri di Plaza de Mayo (Argentina)

16.15-18.15 Solidarietà Internazionale con i prigionieri politici della Death Fast
Cezmi Ersoz - Scrittore (Turchia)
Bilgesu Erenus - Cantatrice (Turchia)
Mammad Suleymanov - Giornalista Azerbaijan
Grazia Cecioni - Giornalista (Italia)
Rappresentanti dei sindacati PAME e OLME (Grecia)

20.00 Cena alla Casa del Popolo Ponte a Greve via Pisana 809 (Bus n.26)

21.30 _ Film documentario ³La morte silenziosa² Huseyin Karabey e letture di poesie di Nazim Hikmet
20 dicembre Auditorium Consiglio Regionale - via Cavour, 4

Sabato 20 dicembre

9.00-11.00 Aspetti medici e psicologici relativi
alla detenzione, alla pratica dello sciopero della fame
e alle conseguenze dell¹alimentazione forzata
Dott. Gianfranco De Maio, Neurologo - Italia
Dott.ssa Antonella Sapio - Università di Firenze
Dott. Paola Cecchi - Psicopedagogista
Gina de Angeli, Infermiera, Massa

11.00-13.00 Aspetti giuridici dell¹isolamento carcerario
Vainer Burani - Avvocato (Italia)
Vesile Yucel - Avvocata (Germania)
Julen Arzuaga - Osservatorio dei diritti umani, Behatokia (Paesi Baschi)
Murat Demir - Avvocato (Germania)
Giovanna Lombardi - Avvocata (Italia)
Ibrahim Mahajna - Human Rights (Palestina)

13.00-14.00 Pausa pranzo

14.00-19.00 Interventi:

International Forum (Danimarca), Unione 18 ottobre (Germania), Marcella Delle Donne (Università la Sapienza), Arab-Palestine Club (Austria), Marian Price (IRPWA, Irlanda), Tayad Komite (Amburgo), Associazione dei rifugiati politici iraniani (Germania), Rote Hilfe (Germania), Comitato Free the Five (Germania), Silvia Petrini (Altro Diritto), Peter Novak giornalista (Germania), Initiativ E.V. (Germania), Laboratorio Marxista, DHKC International, Assemblea Nazionale Anticapitalista, Fausto Schiavetto (Soccorso Popolare), Nino Moscato (Comitato Antimperialista Antifascista ³Spartaco Lavagnini²), Giulio Gori (rivista DEA), Collettivo Antinebbia Valdarno, CARC, ASP, ³nuova unitಠ(rivista di politica e cultura comunista), Linearossa, Comitato contro la repressione di Viareggio e Versilia, Alessandro Leoni (PRC), Lorenzo Marzullo Commissione per la Pace (Comune di Firenze), AFAPP (Spagna), AMDH (Marocco), WILPF, IRSP (Irlanda), Orsola Casagrande (Il Manifesto), Annahj Addimocrati (Marocco), Campo Antimperialista.

20.30 Cena al CPA, via di Villamagna 27/A (Bus 23,33, 8, 71)












Domenica 21 dicembre
Casa del Popolo Grassina, Bagno a Ripoli
Piazza Umberto I, 14 (Bus n.31,32)

Giornata di Solidarietà con la Tayad
A cura del Comitato Antimperialista Antifascista ³Spartaco Lavagnini²

15.30 - Mostra fotografica e lettura di poesie di Nazim Hikmet
16.30 - Film ³Il Muro², di Yilmaz Guney
18.00 - Film ³L¹Assedio², di Idil Yapim
18.30 - Concerto di Strada del Gruppo ³I Fiati Sprecati²
20.00 - Cena di Finanziamento
21.30 Concerto con: Pol MacAdaim - Political Irish Folk Singer
Gruppo Yorum (Turchia)
I Briganti (Italia)