Danilo Mainardi, il più illustre etologo italiano, ha una visione del mondo profondamente sistemica, che affiora già nei suoi primi saggi e che forse è all'origine anche del suo passaggio all'insegnamento dell'ecologia comportamentale all'Università di Venezia. Lo si vede bene nel suo ultimo originalissimo saggio "Arbitri e galline" (Mondadori, 216 pagine, 16,60 euro) dove il mondo animale diventa una fonte di analogie che si trasformano in strumenti per descrivere e capire il mondo umano, si tratti di linguaggio o di riforma universitaria, di guerre o di etica. Piacevolissima e intelligente lettura. Nessun amante dei felini dovrebbe lasciarsi sfuggire "Il carattere del gatto" (Raffaello Cortina, 230 pag., 19,50 euro), dove Stephen Budiansky sintetizza le più recenti nozioni su origini e comportamento del Felis silvestris catus, il mammifero che più di ogni altro ha saputo integrarsi nella nostra civiltà senza rinunciare a se stesso: si potrebbe persino sostenere che sia stato il gatto ad addomesticare l'uomo e non viceversa. Ai cinofili raccomando invece la completissima «Enciclopedia del pastore tedesco» di Giorgio Teich Alasia, che è anche un esperto allevatore (De Vecchi, 330 pagine, 22 euro). Un classico che torna aggiornato è «Il comportamento animale» di Aubrey Manning e Marian Stamp Dawkins: una etologia “dura”, dall’approccio neurofisiologico (Bollati Boringhieri, 510 pagine, 42 euro). Apparentemente insignificante, il moscerino della frutta, è la creatura che più ha contribuito ai progressi della genetica. Il suo nome scientifico è Drosophila melanogaster. In "Dio creò la mosca" (Longanesi, 260 pagine, 16 euro) Martin Brookes, biologo dotato di un forte senso dell'umorismo, racconta quante cose ci ha insegnato questo minuscolo insetto. A scoprirne l'utilità scientifica fu nel 1910 l'americano Thomas Morgan. Aveva notato che la maggior parte di questi insetti ha gli occhi rossi mentre una minoranza li ha bianchi e pensò che incrociando le due varietà avrebbe potuto capire come avviene la trasmissione genetica. Fu l'inizio di una grande avventura scientifica. La Drosophila divenne il modello di uno sterminato numero di ricerche, rivelando che i cromosomi contengono i geni e poi la localizzazione dei geni stessi grazie ai cromosomi giganti delle ghiandole salivari. Il punto di arrivo - provvisorio - di cent'anni di ricerche si è raggiunto nel marzo del 2000, quando la rivista "Science" ha pubblicato l'intera sequenza del genoma del moscerino della frutta, dandogli l'onore della copertina. La mappa, che ha richiesto il lavoro di 230 biologi per sei mesi, ci ha rivelato che i geni del moscerino sono 13.600, il 68 per cento dei quali sono simili a quelli dell'uomo. Una impressionante prova dell'unità della vita. Alla cui origine il Nobel Christian de Duve dedica un bellissimo libro che considera come il proprio testamento spirituale: «Come evolve la vita» (Raffaello Cortina, 454 pagine, 32 euro). In "Il primo frutto" (Sironi ed., 290 pagine, 18 euro) Belinda Martineau ci racconta la storia del pomodoro biotecnologico arrivato sul mercato nel 1994, avanguardia dei cibi modificati geneticamente. Poiché l'autrice è una biologa che ha lavorato alla realizzazione di quel pomodoro, questo libro ci offre una visione dall'interno delle tecnologie agroalimentari, con le loro garanzie e i loro problemi.

p. bia.
La Stampa 17 12 03