Leghista non vuol dire diverso
di Maximilian
Essere leghisti? Vorrei provare a spiegare
Non poterne più di chi ruba.
Riassumerei così la ragione per la quale molte persone al nord sono di fede leghista.
Ci convivo tutti i giorni,lavorando a Telepadania. Ci convivo e delle volte mi ci scontro. Sono di sinistra.
Ma come giornalista ho imparato a sentire "la base" .
Separerei, infatti, il popolo della Lega dalla pattuglia politica presente negli scranni in Parlamento.
L'osservatorio da cui posso monitorare il popolo padano, graziosa descrizione geografica allo stato inesistente sulle carte geografiche, rivendica con orgoglio radici culturali diverse da quelle etnee di mio padre.
Ho sangue siculo nelle vene nonchè un colorato parentado, tra cui notabili giuristi uno dei quali ha fatto, prima della sua premorienza, il penalista in quel del tribunale di Catania.
Una vera scuola di vita. E di mafia. Ora: se descrivessi come mi sono sentito i primi giorni e forse i primi mesi a contatto con queste persone non potrei che dare ragione a quella persona che è stata per la prima volta ad una assemblea federale.
Un gruppo di "druidi", una colorata accozzaglia di piccoli Asterix da passeggio, questo mi sono sembrati allora( due anni fa).
Oggi però, stando ad ascoltarli, mi rendo conto che nel popolo padano c'è l'innocenza di chi rivendica il diritto al rispetto della legge che in Italia da destra a sinistra, è un optional.
Ma soprattutto c'è quel disgusto sempre presente di chi non riesce più (o non vuole) sentirsi italiano di fronte alle stragi di mafia, di fronte alle tangenti, alle consorterie politiche, ai voltagabbana di destra che caprioleggiano sul programma elettorale, o a quelli di sinistra che mentre parlano di pace fanno sganciare bombe all'uranio impoverito su persone inermi mentre a Belgrado camminano per strada o lavorano alla Zastava oppure che stavano su di un treno, tornando da lavoro.
Il popolo della Lega non ne può più di questa cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia, che calpesta la dignità delle persone, che ruba abilmente la vita umana ad altri esseri umani senza avere il minimo senso di colpa.
Come tutti i movimenti c'è un grande bisogno di identità, tutta proiettata su Bossi, ovviamente, che non è nè meglio nè peggio di altri politici ma a cui va riconosciuto un pregio: é cinico come dovrebbe essere un politico.
Come di fatto in realtà lo sono tutti, dietro quel sorriso da piacione alla Rutelli o da pirla alla Berlusconi o da fascista alla Fini.
Il punto è che la gente sente che quando parla Bossi, spesso dice cose scomode ciniche e cattive, ma vere. Quanto godemmo noi da sinistra quando chiamò l'Msi "porcilaia fascista "(questo me lo ha confessato Franca Rame tempo fa) e quanto godemmo ancora quando fece cadere il governo.
Persino Marco Travaglio ha dichiarato di aver votato per Bossi nel 96. Per la soddisfazione di aver trombato Berlusconi.
La gente che si identifica nella lega, si sente parte di qualcosa. Come diceva Gaber, essere comunisti significava sentirsi parte di una identità collettiva.
Poi ognuno per ragioni diverse, perchè prima era stato fascista oppure perchè guardava Rai tre. Questo popolo della lega invece, che tifa come fosse allo stadio sente il bisogno di contarsi e vive il suo legame con il movimento in modo "fisico".
Si sente parte di un corpo più grande. Li unisce la rabbia per il degrado cui si è giunti, li unisce un senso di appartenenza che disprezza chi ostenta la cultura come un maglio da scagliare contro il prossimo per alienarlo.
Riecheggia a tratti quel "sentirsi soli insieme".
C'è qualcosa di Pasoliniano nei sentimenti di queste persone.
Sono i delusi della prima repubblica. Quanti ex comunisti ci sono.
Ed orgogliosi e fieri di esserlo stato. Tempo fa , Max Parisi, che qui al barbiere pare essere identiificato come un buon vecchio amico ti potrebbe raccontare quanti si dichiarano orgogliosi di essere di sinistra.
Da leghisti. Una contraddizione? Una follia? Chissà. Fatto sta che quando penso al sangue serbo versato nel nome di D'Alema grazie alle bombe americane ( pacifiche...) mi sa che non ci si riesce a sentire di sinistra.
Così come da destra molti del vecchio Msi e poi di An adesso confluiscono in Lega nord per la semplice ragione che vedono un comportamento tipico della sinistra ( alla Ingrao, per intederci) ovvero la coerenza.
Unanime è infatti il giudizio della gente comune non leghista nei confronti della Lega: "Razzisti, a tratti e per certe uscite , ma unici ad essere coerenti".
Contraddizioni della storia se si pensa che Bossi è passato da Berlusconi a D'alema e di nuovo a Berlusconi. Però è così. Poi, ribadisco: la lega movimento politico è una cosa .
Il movimento della base un 'altra.
Siccome domenica c'ero anch'io quello che posso dire è che c'è un grande bisogno di identità , di valori.
Cercàti , per altro, anche in altri partiti da gente non dissimile. Ho visto le stesse facce quando cucinavo patatine alle feste dell'Unità e sono le stesse che ho visto nel corteo di An nei servizi di Ballarò, l'altro giorno.
Insomma. Non sono nè meglio nè peggio di tante altre persone. Anche lì c'è gente che ama, ride piange soffre e si suda la pagnotta.
Vive forse di illusioni ma lo fa con sincerità. Come , è onesto riconoscerlo, forse in mille altri movimenti. Siete mai stati in campagna elettorale in un paesino della sicilia? A Malopasso o a Belpasso? Che differenza c'è tra quella gente e quanti erano la scorsa domenica al Palamadza?<
Maximilan
Nota: Molto interessante davvero. Una domanda: i leghisti le usano le maiuscole o aspettano che sia il desk del Barbiere a collocarle nelle parole giuste?Bds
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