Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: dal forum cattolico

  1. #1
    Arjuna
    Ospite

    Predefinito dal forum cattolico

    Come suggeritomi da Ichthys riporto su questo forum la discussione che si sviluppava sul forum cattolico,perchè non strettamente inerente al mondo cattolico e anche perchè non sembra interessare i moderatori di quel forum.
    Ichthys
    Il non essere del bene o del male è la noia. Il principio positivo è attivo, mentre quello negativo è passivo e necessita di una parte di quello attivo per agire; per questo motivo la sua grande vittoria in questo mondo è quella di farsi credere inesistente. Ma non è inesistente, è solo passivo.
    Se la tua visione monistica fosse vera avremmo la stasi assoluta, mentre non abbiamo la stasi perché si scontrano i due principi e in base alla loro diversa proporzione che si formano le cose e si muovono. L'universo, come dimostra anche la scienza, funziona per l'interazione di due principi: + e -, 1 e 0, etc. Il dualismo spiega molte cose, il monismo non ne spiega alcuna.
    Hai mai letto il saggio "la menzogna del romanzo"? Ebbene, si dice proprio che con le parole di può dire di tutto. Dire che "l'uomo ha tratto il male dal puro nulla in cui era" è solo sintatticamente corretto, ma del tutto assurdo nella sua essenza.
    E poi se dici che Dio ha sconfitto il male col suo sacrificio perché tiri ancora fuori la storia del peccato originale? Ti pare che Dio abbia fallito?
    ZENA
    L'ora tarda in cui ho scritto il messaggio non rende così incomprensibile il senso del mio discorso, che ricapitolo:
    1) Esiste un unico Dio, creatore del cielo e della terra.
    2) La ragione della creazione era la cosa "buona e giusta". Che il male si insinui come pura possibilità, non significa che Dio crea il male, poichè il male esiste come semplice non-essere del bene, che permette di riconoscere il bene come tale, il che esclude la stasi o il monismo che certo non spiega come l'uomo abbia potuto scegliere il Male. Dio instilla nell'uomo la libertà alla luce della quale scegliere il bene, ossia ciò che è ed è stato creato per lui. Ma l'uomo ha scelto il non-essere del Bene.
    Arjuna
    Non condivido il dualismo irriducibile,il Bene e il Male,come ogni dualismo,viene in essere solo dal punto di vista della manifestazione,dal punto di vista umano nella sua visione di soggetto-oggetto,ma dal punto di vista sovratemporale tutto è riconducibile alla non dualità del Principio (perché ogni determinazione è una negazione del Principio che non è relativo,non è duale,e può esser definito solo per negazione-Dionigi Aeropagita-)
    Il rischio della negazione del dualismo irriducibile è il determinismo e la negazione della libertà umana,come giustamente rilevano i dualisti,però credo che il problema sia risolvibile parlando non di Male e Bene assoluti ma relativi all’uomo,cioè il Male come facoltà dell’uomo di porsi fuori dalla propria natura che è “a immagine e somiglianza…”
    La “materia” è il mezzo necessario a Dio per la manifestazione delle potenzialità che erano tutte comprese nel principio e non è male in se.Ciò che rende l’Uomo non una pedina in mano “all’arte Divina” ma un essere libero è proprio la sua “similitudine”,se mi è concessa questa definizione “un nucleo non assoluto di divinità”(quindi non c’è piu’ il monismo stretto).
    Il male dal punto di vista umano è il suo confondersi con la sua parte materiale,la manifestazione che davvero per certi punti di vista è illusione e frutto di una rete infinita di influenze difficilmente controllabili dal punto di vista umano(ecco credo il senso del peccato originale che tutti noi condividiamo alla nascita in quanto ci confondiamo con la parte materiale,-il desiderio della mela-).Il bene dal punto di vista umano quindi non è altro che la sua “presa di coscienza”(difficile,oltre la ragione umana?) di ciò che egli è,quindi una inversione gerarchica che porta la materia all’ultimo posto,ad una “serva”,senza negarla completamente,ma dandole il giusto valore gerarchico sottomessa alla sua parte divina,allo spirito(ed ecco il senso,per me,di Cristo quale redentore,se,come dice Meister Eckhart “ La Sacra Scrittura insiste continuamente sul fatto che l’uomo deve staccarsi da se stesso,-(il se fittizio)-.Solo nella misura in cui ti stacchi da te stesso sei padrone di te stesso.Nella misura in cui sei padrone di te ti realizzi,realizzi Dio e tutto ciò che ha creato” )
    Ecco che il “sia fatta la tua volontà” significa fare la “nostra volontà” quando questa non è schiava delle pulsioni passionali e di altro tipo figlie dell'identificazione con il nostro corpo, ed ecco che la vera libertà è da noi stessi,dal nostro “io fittizio” più che,come nella concezione moderna,libertà di assecondare ogni nostra passione e desiderio,che è invece proprio schiavitù a quella rete insondabile di legami che incatenano l’uomo.La Vera libertà quindi è fare la volontà di Dio.Non so se questa sia la visione ortodossa cattolica,vorrei sapere se voi la condividete.
    Ichthys
    Mi limiterò a commentare solo questo.
    Voi induisti (e simili) tendete, sotto l'influsso di scuole e dottrine come il Vedanta, al monismo o almeno al non dualismo del principio. Il dualismo gnostico sembra cozzare con la visione indiana, ma solo parzialmente, per non dire apparentemente. Anche gli gnostici credono al non dualismo del principio, solo che di principi ne riconoscono due... qui comincia la confusione! Nel mondo della materia non v'è reale separazione tra il mio corpo e tutto il resto, così come nel mondo della luce non v'è reale separazione tra il mio spirito (pneuma) e tutto il resto (pléroma), ma i due mondi sono due dimensioni diverse. Prova a ricordare la dottrina Samkhya, può aiutare a capire qualcosa.
    Arjuna
    Ho capito cosa intendi per dualismo,e anche la tradizione indù riconosce i due diversi piani,e non solo,ne riconosce 3 e un quarto che ne è il sostrato.
    Nella famosa similitudine con la sillaba mistica AUM (OM) A corrisponde alla materia (stato di veglia più che materia),U allo stato "sottile"(sogno,archetipi spirituali direi) che credo sia quello che tu chiami spirito,e M,che sarebbe l'1 Metafisico,il "luogo" nel quale tutto ciò che è nei due piani seguenti è in potenza,allo stato indifferenziato(sonno profondo).Ma il sostrato di tutto,il SILENZIO della sillaba AUM,definibile solo per negazioni,in cui non c'è coscienza ma nemmeno in-coscienza è l'unica realtà anche se non si può nemmeno definirla tale,è il senza nascita e senza morte,la Persona Suprema la cui volontà ha permesso il mondo,mondo che però resta maya,cioè arte divina illusoria se restiamo all'interno della dualità,grande aiuto invece se,come in un ologramma,ne riconosciamo l'ombra (per ragionare platonicamente).
    Otto Rahn
    Vale la pena soffermarsi su questo punto che è molto interessante. In effetti il Vedanta non è che uno solo, anche se tra i più prestigiosi, sistemi metafisici che ha prodotto il pensiero dell' India. Guènon vi si rifaceva come a una delle prime autorità indiscutibili della tradizione ma io non condivido questo tipo di monismo, molto più stimolante mi sembra per l' appunto la dottrina Samkhya o anche le speculazioni del Tantra.

    Vi sono diversi punti di contatto con lo gnosticismo quando si delinea l' esistenza atemporale di una diade metafisica che è Una ma allo stesso tempo duale (l' Androgino), includendo in sè le due polarità che sottintendono l' intera creazione.

    Ciò che invece mi sembra una concezione già degenerata, tipica del manicheismo più tardo - che si badi bene è altra cosa dallo gnosticismo - è invece quella del dualismo radicale o assoluto. Visione per cui queste due polarità metafisiche vengono ricondotte ai principi umani, "moralizzanti" di "Bene" e "Male" e si arriva a concepire due divinità egualmente potenti eternamente in lotta tra loro. Per lo gnosticismo invece il Demiurgo non è che una divinità inferiore, creatura a sua volta vincolata dall' illusione della materia e che agisce come una sorta di "corrente discendente".
    Esso non è che un dio falso, un demone capriccioso e sanguinario.
    I catari lo identificheranno nello Geova dell' Antico Testamento, il dio degli ebrei.

  2. #2
    Arjuna
    Ospite

    Predefinito

    Credo di trovare punti di contatto in questa visione dualistica,con la visione tradizionale indù,nel senso che,i"livelli" nei quali si può parlare di dualismo quindi anche di bene e male sono i livelli relativi alla Prakriti (che è più della semplice materia occidentale,parte dagli oggetti fisici grossolani fino alla mente passando per 24 livelli) e ai Purusha (il 25° livello,gli "spiriti").
    Anche il Vedanta riconosce il dualismo fra questi 2 (o 25) elementi,in cui il "male" del Purusha sta nell'identificazione con Prakriti.
    Non credo però che i darshana possano esser intesi come sistemi indipendenti o addirittura contraddittori,sono solo punti di vista relativi a diverse conoscenze,che prendono ad oggetto di conoscenza ,partendo dalla visione metafisica,vari campi dell'esistenza,della conoscenza e cosi via.
    Il Samkhya "parte" dal dualismo e arriva alla molteplicità senza per questo escludere l'esistenza di altro prima del dualismo,semplicemente non è quello il suo "campo d'azione" se si può dir cosi' e per ciò che deve conoscere è sufficiente partire da li.Lo Yoga essendo come dice la parola stessa una disciplina unitiva arriva alla radice della dualità,ricalcando gli studi del Samkhya giunge al Dio Persona,L'Uno nel quale co esistono le dualità senza annullarsi,l'Ishvara o Brahman inferiore,e credo questo sia l'esatto corrispondente del Dio Padre Cattolico.
    Il Vedanta va oltre,prendendo ad "oggetto"di studio la metafisica pura,credo superi il Dio Persona Padre e giunga al concetto di Divinità,inespribile non duale e via di seguito.
    Credo che una certa speculazione Cristiana possa aiutare alla comprensione di questa dottrina quando si parla di Trinità e di Divinità,delle 3 Persone e della Divinità che è il loro Sostrato,quella "sostanza Divina" che ha per attributi in occidente volontà amore e forza che è il sostrato della Trinità.
    Sinceramente mi trovo parecchio in difficoltà a questi livelli perchè tutti parlano più di realizzazione che di comprensione,credo comunque che sommariamente la differenza fra lo 0 Metafisico oltre ogni dualità e l'1 che è la prima determinazione in senso Personale della divinità sia questa.E credo sia a quest'Uno che ci si riferisce in occidente come "creatore del cielo e della terra,di tutte le cose visibili ed invisibili" quindi principio creatore di Prakriti e Purusha(giganti e dèi),che non comporta necessariamente monismo e determinismo,e proprio il determinismo è ciò che mi rende difficile accettar totalmente Guenon perchè un Principio che è volontà e che come si dice nella Bhagavad Gita "interviene nel mondo quando gli uomini perdono la Verità" mal si adatta al determinismo ciclico in cui l'uomo è solo una pedina,ma anzi riconosce all'uomo la causa dell'intervento divino come avatar,intervento figlio del "grande segreto regale" di cui si parla nella Gita che è il "tu mi sei caro"

  3. #3
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    Grazie per essere intervenuto. Intanto riporto qui un intervento fatto da Otto Rahn sul forum cattolico (intervento sgradito al moderatore):

    Otto Rahn
    Cataro Albigese!
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    Post #110 di 119

    quote:
    --------------------------------------------------------------------------------
    Originally posted by Ichthys
    Mi limiterò a commentare solo questo.
    Voi induisti (e simili) tendete, sotto l'influsso di scuole e dottrine come il Vedanta, al monismo o almeno al non dualismo del principio. Il dualismo gnostico sembra cozzare con la visione indiana, ma solo parzialmente, per non dire apparentemente. Anche gli gnostici credono al non dualismo del principio, solo che di principi ne riconoscono due... qui comincia la confusione! Nel mondo della materia non v'è reale separazione tra il mio corpo e tutto il resto, così come nel mondo della luce non v'è reale separazione tra il mio spirito (pneuma) e tutto il resto (pléroma), ma i due mondi sono due dimensioni diverse. Prova a ricordare la dottrina Samkhya, può aiutare a capire qualcosa.
    --------------------------------------------------------------------------------

    Vale la pena soffermarsi su questo punto che è molto interessante. In effetti il Vedanta non è che uno solo, anche se tra i più prestigiosi, sistemi metafisici che ha prodotto il pensiero dell' India. Guènon vi si rifaceva come a una delle prime autorità indiscutibili della tradizione ma io non condivido questo tipo di monismo, molto più stimolante mi sembra per l' appunto la dottrina Samkhya o anche le speculazioni del Tantra.

    Vi sono diversi punti di contatto con lo gnosticismo quando si delinea l' esistenza atemporale di una diade metafisica che è Una ma allo stesso tempo duale (l' Androgino), includendo in sè le due polarità che sottintendono l' intera creazione.

    Ciò che invece mi sembra una concezione già degenerata, tipica del manicheismo più tardo - che si badi bene è altra cosa dallo gnosticismo - è invece quella del dualismo radicale o assoluto. Visione per cui queste due polarità metafisiche vengono ricondotte ai principi umani, "moralizzanti" di "Bene" e "Male" e si arriva a concepire due divinità egualmente potenti eternamente in lotta tra loro. Per lo gnosticismo invece il Demiurgo non è che una divinità inferiore, creatura a sua volta vincolata dall' illusione della materia e che agisce come una sorta di "corrente discendente".
    Esso non è che un dio falso, un demone capriccioso e sanguinario.
    I catari lo identificheranno nello Geova dell' Antico Testamento, il dio degli ebrei.
    2010:

  4. #4
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    In Originale postato da Arjuna
    ....
    Sinceramente mi trovo parecchio in difficoltà a questi livelli perchè tutti parlano più di realizzazione che di comprensione,credo comunque che sommariamente la differenza fra lo 0 Metafisico oltre ogni dualità e l'1 che è la prima determinazione in senso Personale della divinità sia questa.E credo sia a quest'Uno che ci si riferisce in occidente come "creatore del cielo e della terra,di tutte le cose visibili ed invisibili" quindi principio creatore di Prakriti e Purusha(giganti e dèi),che non comporta necessariamente monismo e determinismo,e proprio il determinismo è ciò che mi rende difficile accettar totalmente Guenon perchè un Principio che è volontà e che come si dice nella Bhagavad Gita "interviene nel mondo quando gli uomini perdono la Verità" mal si adatta al determinismo ciclico in cui l'uomo è solo una pedina,ma anzi riconosce all'uomo la causa dell'intervento divino come avatar,intervento figlio del "grande segreto regale" di cui si parla nella Gita che è il "tu mi sei caro"
    Vuoi dire che i due principi base hanno origine comune? E che questa fonte sia inesprimibile?
    Forse ho capito una cosa: in realtà il dualismo radicale (quello iranico) è esagerato e fuorviante, sicuramente è corretto quello siro-egiziano (quello moderato). Secondo questa visione v'è un principio attivo ed uno passivo. Quello passivo resta immobile, è come se non ci fosse fino a quando incontra quello attivo e, sfruttando da dinamicità di questo, riesce ad "attivarsi" anche lui. Secondo la speculazione iranica, invece, i due principi hanno eguale forza.
    L'impostazione del problema fatta dallo gnosticismo siro-egiziano è interessante perché lascia presupporre che l'input iniziale viene sempre dato da "1" e non da "0" che riceve soltanto.
    2010:

  5. #5
    Arjuna
    Ospite

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    In Originale postato da Ichthys
    Vuoi dire che i due principi base hanno origine comune? E che questa fonte sia inesprimibile?
    Non conosco il dualismo siro-egiziano,conosco un po lo zoroastrismo e la “rivoluzione” della precedente visione fatta da Zarathushtra con le sue Gatha che ha immaginato una perfetta simmetria fra due gerarchie “angeliche” e “demoniache”, in cui da un lato c’è fondamentalmente una trinità opposta a quella demoniaca cui ha dato i nomi delle antiche divinità Vediche.
    Anche li però Ahura Mazda il Principio Padre a volte è considerato come padre di tutte e due le gerarchie o comunque fratello del padre dei demoni,a volte solo di quella celeste.Nel primo caso al di la della rivoluzione dei nomi,siamo in perfetta concordanza con i Veda.
    Per quanto possibile al mio attuale livello di comprensione,per parlare schematicamente,come hai detto tu i due principi hanno esattamente una origine comune,il Dio Padre persona(maschile quindi in questo senso gia principio positivo), al di la del quale c’è la divinità non-nata e inesprimibile(neutra) di cui il Dio Persona è la prima determinazione.
    Ultimamente leggevo la Mandhukya Upanishad che faceva un esempio che mi ha molto affascinato,per avvicinarmi alla comprensione dell’unità.Provo a riportarlo qua sperando di esser il più chiaro possibile,sottolineando si tratta solo di mie convinzioni razionali-logiche e di fede perché non posso parlare di conoscenza senza realizzazione.

    Quando un uomo sogna,il sogno è naturalmente figlio dei proprio Sè,è il Sè che crea nel sogno la manifestazione,il soggetto e l’oggetto,che,dal punto di vista del sogno,si oppongono(anche nel sogno abbiamo il senso dell’io)ma quell’io del sogno è lo stesso che ha “creato” qualsiasi cosa si sogni (li si fa un esempio di un elefante,una montagna..).Passando dal Microcosmo al Macrocosmo,Dio è il Sè sognante,la realtà duale è il sogno,noi siamo il Sè all’interno del sogno(parti di divinità,senza che per questo Dio sia la somma dei Sé individuali naturalmente,tutt’altro),quindi il Principio ha creato(come in un sogno,solo che volontariamente,con la Parola) il dualismo,Purusha e Prakriti,ma cosi’ come nel sogno il Sè che vive il sogno è l’unica cosa realtmente reale,cosi’ il Sè nel mondo è l’unica cosa reale,ma si badi bene si parla dell’Sè superiore,non quello che si identifica nella manifestazione.

    Uno dei problemi che più nascono da questa visione sono l’affermazione della non realtà della manifestazione.Ma vanno fatte delle precisazioni:Parlare di non realtà non significa ritenerla falsa e illusoria,la maya(la realtà) è il mezzo necessario e ri-velatore dell’io,come un mito è un rivelatore di un archetipo,quindi il mondo stesso è mito,nel senso più alto e sacro del termine.
    Le accuse a questo sistema solitamente sono Panteismo (falso,in quanto questo sistema scinde Dio Trascendete e i Sé individuali da Maya-realtà) e Monismo(falso in quanto l’uomo avando un sostrato divino è libero di porlo alla sua base o sottometterlo alla Prakriti,quindi non è una pedina)
    In una ipotetica catena si può partire dalla Divinità inesprimibile non duale,poi si passa al Dio Persona prima determinazione che crea/emana/”sogna” la realtà,duale,quindi Spirito e Materia(in quest’ordine,quindi Spirito attivo e Materia passiva per usare termini occidentali),il Purusha e la Prakriti.
    Il Male e il Bene,come ogni altra dualità,possono esistere come contrapposti solo dopo il “livello Dio Persona” se mi è concesso questo termine,quindi dal piano Spirituale,le singole Anime,che “governano” la sostanza Prakriti che senza il Purusha non sarebbe altro che una sostanza indifferenziata.
    Nell’ebraismo credo infatti si parti da questo schema quando si parla di Satana e di rivolta degli angeli,che sono comunque “creati”,quindi secondari rispetto al Principio quindi gia “nel sogno” anche se ad un livello superiore a quello terrestre.Cosi’ anche nelle altre mitologie indoeuropee,per esempio nella mitologia Norrena loki è uno degli dèi,che è il principio del male,ma anch’egli è figlio dell’Allfather,come dice il nome stesso,il Padre degli Dèi….

    Un ultima precisazione e mi scuso del lungo intervento.
    Parlare di dualità in senso di Purusha e Prakriti,non significa parlare di dualità in termini di Bene e Male,Purusha non è Bene in se,cosi’ come Prakriti non è Male in se.
    Male è ovunque la gerarchia (Sé-Purusha-Prakriti oppure Spirito-Anima-Corpo) viene ribaltata,quindi puo’ esser male anche una natura puramente spirituale (un angelo o una divinità) qualora non prenda come fondamento il Sé,e questo vale anche per l’uomo,se si identifica col corpo,subordinando l’anima che invece deve avere funzione opposta,raccordo fra il Sé immortale e il Corpo mortale.

    Infine una piccola precisazione sulla reincarnazione che è un altro attacco usato contro l’induismo.Il Vedanta cosi’ come tutto l’induismo ortodosso non parla di reincarnazione,si parla di trasmigrazione del Sé,a vari livelli di coscienza,cioè abbandonata l’anima e il corpo mortali su questo mondo,il Sé può salire o scendere e “reincarnarsi” non in questo livello di coscienza,in un nuovo corpo,ma in un altro livello del “sogno”-creazione, Hel/Asgard,Inferno/Paradiso, e cosi’ via…per questo penso si possa parlare nel cristianesimo di dannazione eterna,il Sé è immortale,l’anima e il corpo no.Il ritorno ai corpi alla fine dei tempi nel cristianesimo per me difficilmente si può interpretare come “questo corpo” ma,essendo cmq la maya Necessaria,il corpo è proprio ciò che fa si che noi siamo noi e non altri,è necessario al Sé,che ne “prenderà” un altro(“corpo” in senso di parte di manifestazione,non corpo fisico) in base ai “meriti” per parlare moralisticamente, o in base al livello di coscienza realizzato per parlare metafisicamente fino alla completa realizzazione unitiva con il Sè Brahma Dio Persona "sognante" quindi libero da qualsiasi livello di manifestazione,anche i livelli superiori a quelli terrestri,che è l'estinzione,non della vita,ma di Maya,e la reintegrazione nella supercoscienza,il Nirvana,come diceva Dante,"lo gran mare dell'essere"

  6. #6
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    Vorrei soffermarmi su due aspetti di quanto ha i scritto.
    Conosco la Mandhukya Upanishad e, in generale, mi ha colpito proprio il discorso sul sogno. Dio è il Sè sognante, la realtà duale è il sogno, noi siamo il Sè (che per me è lo pneuma) all’interno del sogno. Il Sè definito parte di divinità in realtà non è tale. Come lo pneuma degli gnostici esso può essere paragonato ad un oggetto d'oro, un anello, e questo oggetto pur apparendo separato non è affatto diverso dall'elemento oro, AU che in questo esempio corrisponde a Dio o alla dimensione divina che gli gnostici chiamano pléroma.
    Quindi, tornando al discorso, nel sogno il Principio ha creato. Secondo me ha emanato.

    Infine per quanto riguarda la dualità in senso di Purusha e Prakriti, effettivamente non intendevo riferirmi a dualità in termini di Bene e Male dal punto di vista morale e umano. Questo punto di vista subentra, appunto, solo quando v'è una coscienza morale che sperimenta gli opposti.

    Saluti
    2010:

  7. #7
    Arjuna
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    In Originale postato da Ichthys
    Vorrei soffermarmi su due aspetti di quanto ha i scritto.
    Conosco la Mandhukya Upanishad e, in generale, mi ha colpito proprio il discorso sul sogno. Dio è il Sè sognante, la realtà duale è il sogno, noi siamo il Sè (che per me è lo pneuma) all’interno del sogno. Il Sè definito parte di divinità in realtà non è tale. Come lo pneuma degli gnostici esso può essere paragonato ad un oggetto d'oro, un anello, e questo oggetto pur apparendo separato non è affatto diverso dall'elemento oro, AU che in questo esempio corrisponde a Dio o alla dimensione divina che gli gnostici chiamano pléroma.
    Quindi, tornando al discorso, nel sogno il Principio ha creato. Secondo me ha emanato.

    Saluti
    Non so se ho ben interpretato questo tuo ultimo intervento,cmq non intendevo dire che il nostro Sè era una parte di Dio,nel senso "materialistico" del termine,anche se la dualità Dio-Uomo avviene solo al'interno della manifestazione,che cmq per me non ha le caratteristiche negative della irrealtà ma è anzi necessaria,o almeno,volontaria (Volontà di Dio naturalmente).L'altra differenza col sogno,se ho ben capito,è che nel "sogno" divino Dio ha emanato/creato volontariamente,mentre nei nostri sogni la coscienza dello stato di veglia è spenta,non sogniamo in base alla nostra volontà naturalmente.Sul discorso creazione dal nulla/emanazione ho riflettutto un po in passato,se a prima vista il dire creazione dal nulla sembra un fatto illogico,proprio per questo a mio parere non significa nulla piu' che emanazione volontaria (il concetto di emanazione può far sembrare la volontà assente)ma cmq non vedo un grande problema in queste due definizioni.
    Ma se come dici tu Prakriti/Purusha non è Male/Bene,anche tu ti riconosci nella visione del male quale assenza di bene,inversione gerarchica?Non mi sembrava questa la tua opinione,se ricordo bene

  8. #8
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    In Originale postato da Arjuna
    ... Sul discorso creazione dal nulla/emanazione ho riflettutto un po in passato,se a prima vista il dire creazione dal nulla sembra un fatto illogico,proprio per questo a mio parere non significa nulla piu' che emanazione volontaria (il concetto di emanazione può far sembrare la volontà assente)ma cmq non vedo un grande problema in queste due definizioni.
    Si, per me la volontà è assente, o almeno Dio non partecipa direttamente alla formazione e alla struttura del cosmo.

    Ma se come dici tu Prakriti/Purusha non è Male/Bene,anche tu ti riconosci nella visione del male quale assenza di bene,inversione gerarchica?Non mi sembrava questa la tua opinione,se ricordo bene
    Non esattamente. Il discorso è più complicato; in realtà l'opposizione che riconosco è spirito/materia. Invece l'opposizione male/bene subentra nel momento in cui qualche essere può sperimentare gli effetti dell'uno o dell'atro principio. In fondo male e bene sono l'ultima coppia di opposti che può essere concepita soprattutto a livello morale, di giustizia, etc.
    2010:

 

 

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