La vittoria dei nazionalisti serbi ha un valore immenso non solo per i popoli slavi, ma per l'Europa e per la Lega Nord.
La Serbia è un paese martoriato: ha subito il terrosimo islamico da parte dei bosniaci e degli albanesi, il bombardamento da parte della Nato, l'avvelenamento dei fiumi e del suolo con l'uranio impoverito, la distruzione di strutture produttive e luoghi storici con il solo scopo di annullare l'economia e l'identità del popolo. I responsabili di questi crimini sono i democratici americani (gli stessi che si stracciano le vesti per l'invasione dell'Irak), i progressisti europei (oggi diventati pacifisti) e gli islamici di tutte le gradazioni.
La guerra del 1999 nascondeva un piano mostruoso contro l'Europa, che si ritrovava americani, turchi e musulmani padroni delle vie di trasporto di gas e petrolio, in attesa che anche in Cecenia venissero fatti fuori i russi. Oggi tutti gli analisti politici concordano che nei Balcani ci sono quattro "stati-mafia" che gestiscono il traffico di prostituzione e droga verso l'Europa; sono gli stessi stati che, aiutati dagli islamici e dagli USA, vorrebbero riempirci di clandestini e tagliarci fuori dalle riserve di gas e petrolio. Si chiamano Albania, Montenegro, Bosnia e Kossovo; sono quelli che vogliono vedere i serbi scomparire dalla faccia della terra. Oppure che si allineino come avvenuto per gli altri paesi dell'Est, aprendo al libero mercato, ai comunisti truccati da capitalisti, alla fame, alle mafie, all'emigrazione verso l'Italia di donne costrette a prostituirsi e di bambini a fare gli accattoni. I partiti cosiddetti "democratici" erano pronti a fare i vassalli: Zoran Dindjic aveva ricevuto fiumi di denaro per promettere il ricco e fasullo occidente ai serbi. Ma le urne hanno dato un altro responso: ci hanno consegnato un popolo che va a votare, che sa cosa è la democrazia e studia i programmi dei vari contendenti.
Adesso i commentatoti diranno che hanno vinto la paura e l'ignoranza: frasi che abbiamo sentito migliaia di volte pronunciate da chi non sa nulla dei popoli e che ha già venduto sè stesso al conformismo buonista. Haider, Stoiber, gli euroscettici svedesi, Putin, Blocher hanno dimostrato che le idee identitarie ed antimondialiste, prima o poi, ricevono il consenso che meritano. Ma chi oggi raccoglie quanto seminato in tanti anni di sacrifici è la Lega Nord di Umberto Bossi, che contro un'intero sistema politico scelse subito di appoggiare tutti i movimenti identitari europei, quelli che sono sempre "razzisti, xenofobi e fascisti". Ricordate il 1999? Si disse che i padani avevano perso i voti per aver appoggiato i serbi: poteva forse essere vero, ma si scelse la coerenza ed il sotegno a quelle famiglie di soldati italiani uccisi dall'uranio impoverito. Oggi quei voti si stanno recuperando, senza aver ceduto di un centimetro nella difesa dei popoli europei. La Storia ci ha dato, ci da e ci darà sempre ragione: le analisi geopolitche su "La Padania" e sui "Quaderni Padani" sono degne delle migliori università , e proprio per questo danno fastidio. Fa comodo ai politicanti progressisti e buonisti dire che i leghisti sono ignoranti: peccato che oggi non riescano a spiegarsi perchè tanti europei si oppongano al mondialismo.
Auguriamoci che nelle elezioni del 2004 la Lega Nord e l'Allenza Federalista, con i loro alleati europei, ottengano i risultati che meritano così da permettere agli italiani di non subire passivamente la distruzione delle propie libertà e tradizioni.

Movimento Giovani Abruzzesi e Molisani - Alleanza Federalista