Scicolone & C. Quattro note sul "cartello d'area".
Sui muri di Roma, alcuni giorni fa, sono comparsi manifesti che ritraevano quattro persone ed annunciavano che le stesse stavano insieme “per un movimento sociale”.
Il messaggio ha sicuramente avuto, almeno inizialmente, valenza diversa per la gente qualsiasi e per gli appartenenti alla cosiddetta “area”.
Per i primi, i quattro erano soltanto “la Mussolini” e tre uomini sconosciuti (non ce ne vogliano gli interessati, ma é cosi) ed hanno messo la cosa in relazione alle famose dichiarazioni finiane, pensando quindi che la nipote del Duce avesse l’intenzione, piuttosto velleitaria, di rifondare il vecchio Msi.
Per i secondi la cosa é diversa. Hanno sicuramente riconosciuto nei tre cavalieri della Mussolini i leader del Fronte sociale nazionale Tilgher, di Forza Nuova, Fiore, e Romagnoli, il segretario del partito di Rauti.
La gente che meglio conosce la storia e le posizioni dei movimenti della destra radicale si sarà quindi domandata come sia stata possibile un’alleanza che per più di un aspetto sembra contro natura.
E, soprattutto, quale genere di alleanza sia.
La creazione di un nuovo soggetto politico dovrebbe automaticamente comportare l’autoscioglimento dei singoli movimenti, ma dovrebbe anche avere un progetto politico a lunga gittata e un programma preciso di riferimento. Qui la cosa si fa ostica, perché, per esempio, il programma di Forza Nuova fa a pugni con certe esternazioni della Mussolini e certe convergenze con il vetero femminismo, che in verità misero in imbarazzo persino un partito già pronto a qualsiasi compromesso come Alleanza Nazionale.
Inoltre si presupporrebbe che i rappresentanti di un medesimo partito facciano tutti riferimento alla stessa area di appartenenza.
E qui si apre quasi un giallo, perché la Mussolini ha già dichiarato che per una non meglio precisata “correttezza verso i suoi elettori” non intenderebbe abbandonare la Casa delle Libertà. Cosa significa questo? Anche il “nuovo movimento sociale” o come si chiamerà farà parte della CdL?
La Mussolini ha poi fatto il famoso strappo da An a scoppio molto ritardato. Tutti ricordano le sue prime dichiarazioni mentre il suo ex presidente Fini soggiornava in Israele. Alla domanda dei giornalisti che chiedevano se lei condividesse quel viaggio, rispose con precisione: “non solo sono d’accordo, ma ritengo che tutto il partito dovrebbe andare in Israele”.
La signora Mussolini è ancora dello stesso parere? Ora porterà in Israele i suoi nuovi compagni di viaggio? E loro, cosa ne pensano?
In verità non possiamo che fare ipotesi. La prima conferenza stampa non ha chiarito molto le cose.
Qualche affermazione ad effetto (del tipo il male assoluto è piazzale Loreto) e poi tanta aria fritta (tipo faremo qualcosa per le famiglie e noi siamo dalla parte dei bambini).
Sulla guerra in Iraq, sul rimpatrio dei nostri soldati, sull’aggressione atlantica, sul capitalismo selvaggio, sulle privatizzazioni, sulla difesa dello stato sociale neanche una parola.
E’ allora forse vero che il nuovo soggetto politico non intende discostarsi troppo dalla politica di governo?
Esiste in verità l’ipotesi che questo non sia un vero nuovo partito, ma solo un cartello elettorale, un patto a termine fino alle prossime europee.
In questo caso chi ha esultato, vedendo finalmente realizzarsi "l’unità dell’area” verrà da qui a breve deluso.
La Mussolini farà la parlamentare europea e gli altri si spartiranno una bella torta fatta di rimborsi elettorali, poi ognuno per la sua strada, più divisi di prima.
Sarebbe questo un obiettivo fin troppo meschino, che inoltre userebbe strumentalmente i sentimenti di tanti militanti, giovani e vecchi, che potrebbero rispondere all’appello del cuore.
In ogni caso questo progetto non può interessarci.
Il Msi fu costruito su una base sana e ad esso aderirono le forze migliori della nazione, ma la sua dirigenza quasi subito trasformò l’eredità della Rsi nelle truppe cammellate della Dc.
Il Msi di Almirante, non An di Fini, sposò il patto atlantico, traghettò nel partito i badogliani e i monarchici, si prestò a fare il servizio di mazziere del padrone, esultò per i golpe dei colonnelli in Grecia o di Pinochet in Cile (che con il fascismo nulla hanno a che vedere, ma con gli interessi americani si). Questo é un nostalgismo pre Fiuggi, ma l’erba cattiva già prosperava prima della “naturale svolta” di Fini.
Costruire oggi un nuovo Msi significa gettare le basi per una nuova Fiuggi tra dieci o venti anni, ma il neofascismo sarà sempre più un surrogato insipido del fascismo vero e rivoluzionario, quello sansepolcrista e repubblicano.
Per questo la signora Mussolini faccia la sua strada (che prima o poi finirà dalle parti di Arcore) e i suoi compagni di viaggio traggano pure i loro vantaggi immediati da questo espediente, ma la politica é cosa diversa e l’unica strategia vincente per noi resta quella socialista nazionale, che non transiterà mai dalle parti della liberaldemocrazia e non avrà mai bisogno di passare le acque a Fiuggi o a... Chianciano.
Non vogliamo sembrare i bastian contrari, anzi siamo felici che questa nuova aggregazione possa contribuire a fare chiarezza: l’unità, vera o presunta, genuina o strumentale, della destra radicale dimostrerà finalmente che le verghe della sinistra nazionale sono cosa diversa e che il fascio sta tra le mani giuste.




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