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  1. #1
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    Cool Ecco dove potrebbe abitare ET!

    La zona individuata comprende 10 miliardi di astri. Secondo i ricercatori noi ci troviamo alla periferia della regione «abitabile»

    Una mappa della galassia e dei pianeti dove la vita ha buone possibilità di esistere. Altro che Star Trek: senza neanche avvalersi dell'astronave del capitano Kirk, un'équipe australiana ha identificato le zone della Via Lattea dove un giorno sarà forse possibile stabilire il primo contatto con altri esseri viventi.

    Con un articolo sulla rivista scientifica statunitense Science, Charles Lineweaver, professore dell'Università del New South Wales che ha diretto lo studio, ha annunciato l'esistenza di quella che ha definito una «zona galattica abitabile».
    Comprende circa il 10 per cento della Via Lattea, ovvero qualcosa come 10 miliardi di stelle. «Questo non vuol dire - ha sottolineato lo studioso - che la vita extraterrestre esista veramente, ma se esiste probabilmente si trova su uno o più di questi pianeti».

    La cartina celeste è stata realizzata inserendo in un computer programmato appositamente da Yeshe Fenner, esperto di astrofisica della Swinburne University of Technology di Melbourne, i quattro elementi che secondo Lineweaver sono necessari a creare la vita: la presenza di una stella ospite, come il nostro Sole, la giusta proporzione di elementi pesanti come ossigeno, nitrogeno e carbonio, un'esistenza lunga abbastanza da permettere l'evoluzione biologica - almeno quattro miliardi di anni, nel caso della Terra -, l'assenza nei paraggi di supernovae, ovvero stelle che, esplodendo con estrema violenza, lanciano nei vicini spazi parte della loro materia.

    Per chi sogna quell'elusivo contatto con gli Ufo c'è una buona notizia. La Terra, dove la vita è nata ed ha attecchito con tanto successo, rientra nella «zona abitabile» di Lineweaver, ma non ne è il centro: si trova, per così dire, in periferia.
    «Il nostro pianeta è più giovane e più distante dal cuore della galassia rispetto alla media dei pianeti potenzialmente abitabili», ha detto lo studioso.

    Per l'esplorazione dello spazio l'annuncio dell'equipe australiana rappresenta un grande passo avanti: «Sino a poco tempo fa - ha spiegato Brad Gibson, altro esperto dei cieli che ha collaborato alla realizzazione della ricerca - si poteva solo cercare di indovinare quali e quanti erano i pianeti con le giuste condizioni. Oggi invece lo sappiamo con sicurezza.». E non è poco, ha precisato il professore ricordando quanto è successo con il cosiddetto «pianeta rosso». «Gli scienziati sanno dove cercare l'acqua su Marte perché c'e' stato uno studio che ha identificato quali erano i posti più probabili. Spero che la nostra cartina verrà usata più o meno nello sesso modo nell'arco dei prossimi 20 anni». Non è da escludere. Due progetti, finanziati dalla Nasa e dall'Agenzia spaziale europea, prevedono entro il 2015 l'esplorazione di pianeti simili alla Terra.

    Per Lineweaver sarebbe un sogno che diventa realtà. «Quando si parla della possibilità che la vita esista su altri pianeti oltre alla Terra - ha spiegato - gli astronomi cambiano subito argomento di conversazione. E' diventato un tabù. Mi piacerebbe convincerli del fatto che ci sono buone basi scientifiche per non esludere la presenza di forme di vita altrove».

    Fonte: Corriere della Sera del 2 gennaio 2004


  2. #2
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    Gli alieni? Potrebbero vivere nella Via Lattea

    Scoperta una zona nella galassia dove le condizioni ambientali sono simili a quelle terrestri. Se ET esiste, dovremo cercarlo in un anello immenso, composto da 30 miliardi di stelle in grado di illuminare pianeti dove potrebbe esserci la vita. Un anello che gira all'interno della nostra galassia ma abbastanza lontano dal centro, dove il cielo è tempestoso: qui scoppiano grandi stelle e sempre troppo vicine. E poi c'è probabilmente un grande buco nero che fa brutti scherzi.
    Questo anello non gira però nemmeno troppo lontano dal centro, non è là dove si trovano le stelle più vecchie e con una storia troppo lunga alle spalle.

    Lo sostiene una ricerca, pubblicata ieri dalla rivista scientifica americana Science, e realizzata da un gruppo di scienziati dell'Università dello Iowa, negli Stati Uniti, guidati dall'astronomo Guillermo Gonzales. Appassionati, come tutti gli astronomi, alle sigle, hanno chiamato questo anello GHZ che sta per "galactic habitable zone", cioè zona galattica abitabile.
    In questa regione intermedia della Via Lattea, i tre quarti delle stelle hanno la stessa età della Terra o poco più. Dove "poco" sta per un miliardo di anni. E queste stelle hanno le condizioni giuste per poter sviluppare la vita attorno a loro. Che poi ci sia davvero, spiegano i ricercatori dell'Iowa, è un altro paio di maniche.
    Perché, dicono, è vero che hanno l'età giusta e la posizione giusta. Una buona parte dei requisiti fondamentali sono soddisfatti. Ma avranno, queste stelle, anche i pianeti rocciosi? E tra questi ce ne saranno alcuni alla distanza giusta dalla stella per poter avere una atmosfera e l'acqua e la vita tranquilla, al riparo da comete e meteoriti?

    "La risposta a questi quesiti non spetta a noi" dicono nello Iowa.
    Intanto, però, godiamoci questa possibilità, che i ricercatori ci dicono in scadenza solo fra 5 miliardi di anni. Un sacco di tempo.
    Questo anello comprende ovviamente anche il nostro Sole e si trova a 25.000 anni luce dal centro della Via Lattea (cioè ad una distanza che obbligherebbe un raggio di luce a viaggiare per 25.000 anni terrestri per raggiungere il cuore della galassia). Se immaginate la nostra galassia come un disco, una sorta di tortellone rotondo dai bordi sfrangiati, allora vi è facile immaginare al centro una zona rigonfia, come quella che contiene il ripieno del tortellone (che razza di paragone… ). Lì la Via Lattea è spessa 15.000 anni luce, mentre nella zona esterna, dove si trova l'anello, lo spessore è di soli 100 anni luce.
    Qui in periferia, però, viaggiamo veloci. L'anello di stelle, il nostro Sole con lui, va ad una velocità di 240 chilometri al secondo e ruota attorno al centro. Ma la Via Lattea è così grande che ci mettiamo 225 milioni di anni per fare un giro completo. L'ultima volta che eravamo in questa posizione, i dinosauri erano appena comparsi sulla Terra.

    Fonte: Il Messaggero del 3 gennaio 2004


  3. #3
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    mandiamoci il condor, avevo ideato un metodo semplice ed economico.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  4. #4
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    Premetto che io, per una semplice questione di statistica, credo fermamente nell'esistenza di non uno, ma numerosissimi pianeti sparsi chissà dove che ospitano forme di vita intelligente, c'è un aspetto che mi ha sempre toccato di questa ipotesi.

    Ammesso che si riesca a venire in contatto con essi, e che siano (come nei film di fantascienza ) immensamente più progrediti di noi (dato non escludibile a priori con le conoscenze attuali), sarei curioso di sapere se esiste tuttavia nella loro civiltà il concetto di religione, e se sì, in che forma.

    Cerco di spiegarmi (ma è un discorso un po' complesso da affrontare a quest'ora ): ho sempre ritenuto la religione per buona parte, quanto meno quella intesa in senso stretto, in particolare quelle monoteistiche, per loro natura totalmente distaccate dalla dimensione terrena (ad eccezione della passata supposta presenza terrena dei relativi profeti, che siano Cristo o Maometto), al contrario di altre più legate alla natura ed alla spiritualità della stessa, una espressione della debolezza della natura umana e contemporaneamente della necessità di superare tale debolezza e voler porre una spiegazione, per quanto dogmatica e non razionale, a tutto, e concedersi una speranza ed un appiglio puramente fideistici nei momenti di maggiore difficoltà. In sostanza, ritengo che il divino per una buona parte sia una necessità umana, e che non esisterebbe senza l'uomo.

    Questa è indubbiamente un'analisi parziale e superficiale, vi è sicuramente una componente più puramente spirituale in ogni religione, almeno in parte di coloro che le professano, ma di questo parleremo dopo.

    Una ipotetica civiltà teconologicamente e scientificamente avanti di millenni rispetto alla nostra sarebbe con ogni probabilità molto più razionalista della nostra, avendo superato il creazionismo, così come avviene anche da noi, quanto meno nei paesi occidentali, dove il distacco dalla dimensione religiosa (o quanto meno da determinati aspetti della stessa) è via via più accentuato con il passare del tempo ed interessa un numero sempre maggiore di persone.

    Ora, ponendoci nei panni di una civiltà che sia molto più avanti di noi in questo processo di desacralizzazione a vantaggio del razionale, quello che mi chiedevo è se questo processo basterebbe ad eliminare ogni traccia del concetto di religione, che verrebbe relegato al passato come tante credenze antiche terrestri ormai cadute nell'oblio, oppure se potrebbe restare comunque insita quella profonda componente spirituale cui accennavo sopra, che trasformasse il concetto di religione in un qualcosa che a noi adesso è ignoto e non facilmente immaginabile, ma che comunque legasse l'"uomo" (le virgolette sono d'obbligo) al divino. E se sì, sotto quale forma?

    Tutto ciò partendo dal presupposto che tale civiltà abbia compiuto un percorso spirituale collettivo comparabile al nostro, partendo da religioni più legate alla terra ed alla natura per arrivare a quelle dogmatiche, creazioniste e monoteiste, ed andando oltre. Ma se invece addirittura esistesse una civiltà intelligente che non abbia mai contemplato i concetti di religione e divinità?

    Come ci porremmo di fronte a ciò? Il nostro sistema di riferimento (quello per cui tutte le popolazioni della Terra, da sempre, sono state caratterizzate da questo anelito al divino, sotto svariate forme, confrontabili tra di loro, ma sempre nell'ambito di tale sistema di riferimento) si troverebbe per la prima volta a doversi conforntare con un sistema di riferimento del tutto esterno e totalmente contrapposto ad esso. Quali ne sarebbero le ripercussioni?
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  5. #5
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    In Origine Postato da Fenris
    Ma se invece addirittura esistesse una civiltà intelligente che non abbia mai contemplato i concetti di religione e divinità?

    Come ci porremmo di fronte a ciò? Il nostro sistema di riferimento (quello per cui tutte le popolazioni della Terra, da sempre, sono state caratterizzate da questo anelito al divino, sotto svariate forme, confrontabili tra di loro, ma sempre nell'ambito di tale sistema di riferimento) si troverebbe per la prima volta a doversi conforntare con un sistema di riferimento del tutto esterno e totalmente contrapposto ad esso. Quali ne sarebbero le ripercussioni?
    Penso che le ripercussioni sarebbero molto più serie e radicali per loro che per noi, caro Fenris...

    La civiltà umana è intrisa di senso del sacro, ma è abituata a confrontarsi con l'idea della non-esistenza di Dio, quanto meno perché esiste il fenomeno dell'ateismo con gli interrogativi che esso pone... Viceversa, una civiltà che addirittura non ha mai contemplato l'idea di Dio potrebbe subire anche un vero e proprio trauma dal venirne a contatto...

  6. #6
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    L'argomento, naturalmente, è trattato anche dagli scrittori di fantascienza.
    L'approccio più interessante al tema religione/alieni secondo me è un romanzo che appartiene al ciclo di Padre Carmody, di Philip José Farmer; è uscito in Italia col titolo "Notte di Luce".

    Ma l'ho letto un po' di tempo fa, negli anni '60, su Galassia; forse oggi risente un po' del tempo...


  7. #7
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    Oh, c'è qualcuno che ha risposto al mio post,meglio tardi che mai!

    Innanzitutto ringrazio pcosta per la segnalazione. Aggiungerei il film "Contact", che tocca questo aspetto, ed è molto bello.

    Tomàs: in realtà, le ripercussioni cui mi riferivo erano di due generi: quelle morali/psicologiche, ma anche quelle sociali/politiche, che probabilmente sarebbero le più eclatanti.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
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  8. #8
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    In Origine Postato da Fenris
    Tomàs: in realtà, le ripercussioni cui mi riferivo erano di due generi: quelle morali/psicologiche, ma anche quelle sociali/politiche, che probabilmente sarebbero le più eclatanti.
    Anch'io alludevo a entrambi i tipi di conseguenze... Ma sarebbero reciproche sia le une sia le altre, anzi provocherebbero un terremoto più per loro che per noi....

  9. #9
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    Predefinito Re: Ecco dove potrebbe abitare ET!

    In Origine Postato da Silvia
    Ecco dove potrebbe abitare ET!
    Ed ecco dove cercherebbe i mobil per la sua casa
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  10. #10
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    Correggetemi se sbaglio, ma Niccolò Cusano non aveva accennato alla possibilità dei corpi celesti di essere abitati (riferendosi,mi pare, alla potentia Dei ordinata)?
    Saluti

 

 
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