dario, non vorrei tante cose
ma mi confronto con la realtà. Un'altra personalità di un certo spicco oltre a Tremonti contraria ai condoni era il professor Bruno Visentini. Ci spaccò il sedere a tutti nel partito per spiegarci come i condoni fossero disastrosi per l'economia del paese. Appena divenne ministro del tesoro ne fece uno tombale che rimane senza successori nella vita repubblicana. Quando gli chiedemmo com'è? lìillustre ci rispose, governare è difficile.
Re: dario, non vorrei tante cose
Citazione:
In origine postato da calvin
ma mi confronto con la realtà. Un'altra personalità di un certo spicco oltre a Tremonti contraria ai condoni era il professor Bruno Visentini. Ci spaccò il sedere a tutti nel partito per spiegarci come i condoni fossero disastrosi per l'economia del paese. Appena divenne ministro del tesoro ne fece uno tombale che rimane senza successori nella vita repubblicana. Quando gli chiedemmo com'è? lìillustre ci rispose, governare è difficile.
Consco una storia simile:
C'era una volta un nanerottolo che ci spaccò il sedere a tutti nel partito per spiegarci come le tasse fossero disastrose per l'economia del paese. Appena divenne primo ministro lascio' invariata la pressione fiscale. Quando gli chiedemmo com'è? lìillustre ci rispose, governare è difficile.
Re: Re: Re: mi fa piacere che si accusi di falso
L'ammanco scoperto riguarda la mancata denuncia
di plusvalenze relative a cessioni di calciatori
Parma Calcio, evase tasse su 640 miliardi di lire
La Parmalat precisa: "Abbiamo condonato ogni contenzioso"
Tanzi difende la moglie: "Non ha portato soldi all'estero"
Stefano e Calisto Tanzi
PARMA- Nuova tegola sulla famiglia Tanzi. Il Parma Calcio, di cui era presidente Stefano Tanzi, avrebbe evaso il fisco per mancata denuncia di plusvalenze relative a cessioni di calciatori. L'imponibile recuperato a tassazione è di 640 miliardi delle vecchie lire. Per quanto riguarda i diritti tv c'è un'inchiesta aperta dagli anni '90 sul Parma Calcio e su diverse altre società calcistiche della zona. Ma la nuova Parmalat di Enrico Bondi precisa con un comunicato "che ogni contenzioso fiscale relativo al periodo 1 luglio 1998 - 30 giugno 2001, in merito alle plusvalenze realizzate con le cessioni dei giocatori, risulta definito attraverso il condono tombale previsto dalla legge Finanziaria 2003. I pagamenti della prima e della seconda rata sono già avvenuti secondo le modalità previste dalla medesima legge di condono. In relazione all'IRAP del periodo d'imposta chiuso al 30 giugno 2002, la società ha iscritto in bilancio un fondo rischi per imposte".
Intanto i tre pm milanesi titolari dell'inchiesta sul crac Parmalat Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, si sono incontrati con alcuni militari delle Fiamme Gialle del nucleo regionale di Bologna e Milano. L'incontro si è tenuto nell'anticamera dell'ufficio del procuratore capo di Milano, Manlio Claudio Minale. ''Si è trattato di una visita di
cortesia programmata da illo tempore'' commenta il generale Flavio Zanini, comandante del nucleo regionale delle Fiamme Gialle dell'Emilia Romagna.
Quanto alle indiscrezioni diffuse da alcuni organi di stampa in base alle quali l'inchiesta si starebbe stringendo proprio sul ruolo di alcuni finanzieri, ritenuti colpevoli di non aver effettuato i controlli necessari prima che scoppiasse lo scandalo del gruppo di Collecchio, il generale Zanini ha sostenuto che ''non hanno alcun fondamento'', e a questo proposito ha tenuto a sottolineare che nessun militare della Guardia di Finanza è sotto inchiesta.
Nel frattempo le pm Silvia Cavallari e Antonella Ioffredi stanno per interrogare uno dei due ex contabili Parmalat arrestati il 31 dicembre, Gianfranco Bocchi.
Nel pomeriggio, è previsto, invece, l' interrogatorio dell' ex direttore finanziario del gruppo agroalimentare, Luciano Del Soldato. L' interrogatorio di Bocchi era fissato da tempo e potrebbe riguardare verifiche fiscali forse "ammorbidite", eseguite negli anni scorsi da militari della Guardia di Finanza.
Infine, questa mattina, Calisto Tanzi, ha difeso sua moglie, Anita Chiesi, accusata di aver spostato 700 mila euro da un conto estero a uno italiano. "Non sta nè in cielo nè in terra. Non ho nessun conto estero e mia moglie non c'entra nulla" ha detto l'ex presidente di Parmalat ai suoi avvocati.
(16 gennaio 2004)