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Discussione: Atomiche da nascondere

  1. #1
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    Predefinito Atomiche da nascondere

    Mordechai Vanunu, il tecnico nucleare israeliano imprigionato dal 1986 per
    le sue denunce sul nucleare israeliano, è stato visitato in carcere dai
    servizi segreti di Tel Aviv. Vanunu deve uscire a metà aprile, dopo 18 anni
    di prigione. Ma, ora che ElBaradei (Aiea) chiede anche a Israele di
    smantellare i suoi siti, viene minacciato: basta rivelazioni sulle atomiche
    israeliane, altrimenti tornerà agli arresti appena «liberato». Ma Vanunu ha
    rifiutato di tacere...
    MICHELE GIORGIO
    GERUSALEMME
    Mordechai Vanunu ha respinto una proposta fatta dalle autorità israeliane:
    libertà immediata in cambio del suo silenzio sui segreti del nucleare
    militare israeliano. Il settimanale americano Newsweek ha scritto che un
    esponente di primo piano dei servizi di sicurezza lo scorso anno ha
    incontrato il tecnico nucleare israeliano nella prigione di Ashkelon,
    offrendogli la possibilità di lasciare subito la sua cella. Vanunu invece ha
    scelto di rimanere in carcere fino al giorno della sua scarcerazione (21
    aprile) e di scontare tutta la condanna a 18 anni di carcere (di cui 11
    trascorsi in isolamento totale) subita nel 1986 per aver rivelato al
    giornale britannico Sunday Times la produzione di ordigni atomici nella
    centrale israeliana di Dimona, nel deserto del Negev. «Mordechai ha detto
    che non rinuncerà alla sua libertà di pensiero e di espressione», ha detto a
    Newsweek Mary Eoloff, l'insegnante americana in pensione che, assieme al
    marito, ha legalmente adottato negli anni passati Vanunu nel vano tentativo
    di fargli ottenere la cittadinanza statunitense e con essa la libertà. «Ha
    detto che continuerà a lottare contro le bombe atomiche anche se non subito.
    Una volta uscito dal carcere cercherà per prima cosa di rifarsi una vita»,
    ha aggiunto Eoloff. Ma Vanunu tornerà davvero ad essere un uomo libero,
    potrà ricostruirsi una esistenza normale? I dubbi sono forti, anzi, con ogni
    probabilità, le autorità israeliane adotteranno misure restrittive intorno
    al tecnico nucleare che, dopo quasi venti anni, potrebbe rivelare altri
    particolari sulla produzione di armi di distruzione di massa in Israele. Le
    forze di sicurezza si preparerebbero ad invocare una vecchia legge che
    impedisce a persone in possesso di informazioni «particolari» di poter
    lasciare il paese. Peggio ancora, ha lasciato intendere il portavoce del
    ministero della giustizia, Yaacov Galanti, Vanunu potrebbe essere posto agli
    «arresti amministrativi», come i palestinesi, ovvero nuovamente incarcerato,
    senza un processo e una condanna, per «ragioni di sicurezza». Il problema
    che il governo israeliano si pone non è tanto legato alle rivelazioni che il
    prigioniero potrebbe fare una volta libero - le sue informazioni sono
    vecchie di una ventina di anni - quanto invece al periodo politico e
    diplomatico in cui avverrà la sua scarcerazione. I prossimi mesi infatti
    potrebbero vedere Israele sotto pressione, sollecitato da più parti a
    rinunciare al suo arsenale nucleare, dopo che i fatti hanno dimostrato che
    l'Iraq non aveva più armi proibite dopo il 1991, l'Iran di recente ha aperto
    i suoi siti atomici alle ispezioni internazionali e la Libia ha annunciato
    di voler rinunciare ai suoi programmi di armamento non convenzionale.Vanunu
    che nel 1986 si trovava all'estero, venne sequestrato a Roma da agenti del
    Mossad e riportato a Tel Aviv. Le sue rivelazioni, fatte al Sunday Times,
    squarciarono il velo di silenzio che da trenta anni copriva il programma
    nucleare israeliano che pure era ben noto in Occidente e che ancora oggi non
    esiste ufficialmente. Grazie anche alle informazioni e fotografie di Vanunu,
    esperti internazionali hanno calcolato che Israele possiede oltre 200
    testate nucleari, che lo rendono la sesta potenza atomica al mondo. Il
    programma nucleare israeliano ebbe inizio qualche anno dopo la fondazione
    dello Stato nel 1948 al Dipartimento di Ricerca sugli Isotopi al Weissman
    Institute of Science, sotto la direzione di Bergmann, il «padre della bomba
    israeliana», che nel 1952 fondò la Commissione israeliana per l'Energia
    Atomica. Secondo indiscrezioni gli USA sono stati coinvolti sin dall'inizio
    nello sviluppo della capacità nucleare israeliana, addestrando scienziati e
    fornendo tecnologia. E' stata tuttavia la Francia a fornire l'assistenza
    maggiore con la costruzione della centrale Dimona, un reattore ad uranio
    naturale e a riprocessamento di plutonio (situato vicino Bersheeba, nel
    deserto del Negev) diventato operativo nel 1964. L'uso del plutonio sarebbe
    cominciato subito dopo. Il problema più grosso che Israele ha dovuto
    affrontare è stata la mancanza di uranio che sarebbe riuscito ad avere
    illegalmente grazie al silenzio, durato molti anni, di Francia e di altri
    paesi occidentali. Sempre sulla base di indiscrezioni pubblicate dalla
    stampa, una società americana, la Nuclear Material and Equipment
    Corporation, avrebbe trasferito centinaia di libbre di uranio arricchito a
    Israele dalla metà degli anni `50 alla metà dei `60.

    Autori di libri sul nucleare, hanno scritto che Israele risolse questo
    problema alla fine degli anni `60, sviluppando stretti legami con il
    Sudafrica: Tel Aviv forniva la tecnologia e le competenze, la controparte
    provvedeva all'uranio. Il Sudafrica avrebbe costruito la sua bomba atomica
    grazie proprio alla collaborazione israeliana. Di recente Israele ha
    lasciato capire che potrebbe rinunciare al suo arsenale atomico quando in
    Medio Oriente verranno raggiunto accordi di pace definitivi. Gli Stati arabi
    invece sottolineano che il nucleare israeliano rappresenta un pericolo per
    la sicurezza della regione e, qualche settimana fa, il direttore
    dell'Agenzia atomica Mohammed El-Baradei ha esortato Tel Aviv a liberarsi
    delle sue bombe atomiche che contribuiscono alla corsa agli armamenti in
    Medio Oriente.

  2. #2
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    ho l'impressione che israele le sue atomiche finirà per mettersele nel ....

  3. #3
    email non funzionante
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    In origine postato da Pasquin0
    ho l'impressione che israele le sue atomiche finirà per mettersele nel ....
    E se invece ce le mettesse nel.... a noi?

  4. #4
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    Predefinito

    le metta dove le metta, anziché fare pronostici propongo una nutrita e continuativa campagna di solidarietà per Mordechai Vanunu.
    Mi astengo dal suggerire le valenze positive che questa sortirebbe.
    Tanto siamo fra gente sveglia. Vero ?

  5. #5
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Predefinito Re: Atomiche da nascondere

    In origine postato da daca.
    Mordechai Vanunu, il tecnico nucleare israeliano imprigionato dal 1986 per le sue denunce sul nucleare israeliano... (.) ... per aver rivelato al giornale britannico Sunday Times la produzione di ordigni atomici nella centrale israeliana di Dimona, nel deserto del Negev.
    (.)
    con ogni probabilità, le autorità israeliane adotteranno misure restrittive intorno al tecnico nucleare che, dopo quasi venti anni, potrebbe rivelare altri particolari sulla produzione di armi di distruzione di massa in Israele.
    (.)
    Le sue rivelazioni, fatte al Sunday Times, squarciarono il velo...(.) Grazie anche alle informazioni e fotografie di Vanunu, esperti internazionali hanno calcolato che Israele possiede oltre 200 testate nucleari, che lo rendono la sesta potenza atomica al mondo.
    (...)...
    si tratta insomma di un vero e proprio traditore del suo paese al quale non manca nessun crisma. Anche se il suo paese si chiama Israele e sto Vanunu motiva il suo tradimento con nobili ragioni ideali, io faccio fatica a trovarlo simpatico e degno.

    Metapolis scrive: "propongo una nutrita e continuativa campagna di solidarietà per Mordechai Vanunu."
    In qualche modo io, non ebreo nè israeliano, sento di dovergli qualcosa. Ma in che modo posso contribuire a questa campagna di solidarietà che, ripeto, mi da un pò tanto fastidio? Solo scrivendo o votando in un eventuale sondaggio qui, mi sembra velleitario. Scrivere al Ministro della Giustizia israeliano è assurdo, poichè si tratta pur sempre di un traditore che in qualunque altro paese non avrebbe certo avuto sorte migliore. Allora la domanda, esiste un comitato di sostegno o qualcosa di simile?

 

 

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