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10.01.2004 L' UNITA'
Gridò «buffone» a Berlusconi: la procura chiede l'archiviazione della denuncia
di red
Aveva gridato «buffone» (o «puffone» secondo qualcuno) a Berlusconi al termine dell’interrogatorio del premier al tribunale di Milano, il 5 maggio dello scorso anno. La polizia, su ordine dello stesso Berlusconi, lo aveva denunciato per ingiuria. Adesso, la procura milanese ha chiesto al giudice di pace l’archiviazione del procedimento. Insomma, gridare «buffone» al presidente del Consiglio rientra nell’ambito del diritto di critica, per quanto colorita, e non dell’ingiuria.
«Avrei preferito affrontare un pubblico dibattimento per guardare in faccia gli avvocati di Berlusconi che mi hanno denunciato per quella contestazione. Mi sembra comunque che dalla decisione presa dalla Procura, che ha chiesto al Giudice di pace di archiviare il procedimento, sia prevalso il buon senso oltre che la scienza giuridica» commenta adesso Piero Ricca, il giovane simpatizzante girotondino diventato eroe per un giorno per la rumorosoa contestazione al premier.
«Buffone, rispetta la legge, fatti processare» aveva urlato Piero Ricca, avvicinandosi al premier che si stava allontanando dall'aula. Berlusconi aveva chiamato un ufficiale dei carabinieri intimandogli: «Prendete le generalità di quell'uomo». Ricca era stato subito accompagnato negli uffici della polizia giudiziaria e nei suoi confronti era stata aperta un'inchiesta con l'accusa di ingiuria.
«Mi sembra - ha detto Ricca - che sia prevalso il buon senso. C'è insomma il diritto di critica, anche colorita, se il criticato è un uomo di potere come il Presidente Berlusconi. Lui ha potere, denaro e controlla numerosi organi di informazione, io ho solo la mia voce per esprimere il dissenso». Ricca ha quindi spiegato che se ci fosse l'occasione ripeterebbe quella contestazione: «Non solo la rifarei, ma invito tutti coloro che non sono d'accordo con questo governo a farla. Ricordo solo un titolo di Newsweek, “L'Europa è sgomenta”, non perché Berlusconi ha vinto le elezioni ma perch gli italiani non reagiscono».




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