''Mi sento soddisfatto per il lavoro che ha fatto il mio Governo ... va tutto bene ... tutto è a posto... anzi non si poteva fare meglio ... ecc. ecc... mentre il Silvio nazionale sparava in conferenza stampa le sopracitate parole ... dal sottofondo affioravano le note ... del caos delle truffe ... e che meraviglia ...
I casi Parmalat e Cirio sono la sintesi, la magna summa, di quello che è oggi il nostro Paese: colpevoli non sono alcune (poche) banche, ma praticamente tutte.
Evadere le tasse (e commettere ogni sorta di irregolarità) tramite decine di società offshore alle Bahamas e alle isole Cayman, non è un’eccezione.
E’ la regola per tutti i grandi gruppi.
Amministratori disonesti che derubano le società per cui lavorano (ma che non possiedono, e sulle azioni delle quali spesso e volentieri speculano) non sono un caso limitato a Cirio e Parmalat. Tonna, Tanzi e Cragnotti non sono delle pecore nere. Sono il naturale prodotto di un sistema corrotto, nel quale l’affarismo piratesco è la norma.
Va aggiunto che in Italia oltre a essere più diffusi il malaffare e la corruzione, oggi più che mai (e non è un caso, vista l’attività del governo e del Parlamento negli ultimi due anni e mezzo) vige la sostanziale certezza dell’impunità.
Con che faccia un governo può oggi ... spingere il risparmiatore verso i fondi pensione integrativi?
Se sono crollate Cirio e Parmalat, se la Fiat è stata sull’orlo del fallimento fino a pochi mesi fa, se in tutto questo l’azione di controllo delle istituzioni è stata praticamente nulla, in che cosa può aver fiducia l’italiano medio?
Al cantar l'uccello ...
B.




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