Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Talking Per Nemo : PNR ed altre cose dal thread "chiuso"...

    Dunque Nemo...c'è stato un momento nel quale sono giunto alla conclusione che gli orrori dei regimi del '900 hanno portato larga parte della popolazione ad abbandonare con orrore tutte le ideologie, ma che le ideologie in sè non sono una cosa "malvagia",
    anche se probabilmente è necessario guardare agli errori del passato, considerarli criticamente e costruire una nuova ideologia
    che sia al passo con la realtà di oggi e, seppur meno ambiziosa di
    ideologie passate, che sia percepita come una alternativa possibile all'imperante capitalismo, al quale molti sembrano essersi abbandonati come se fosse davvero l'ultima spiaggia...

    In un paio di giorni nei quali sono stato a contatto con gli internazionalisti leninisti (Lotta Comunista) mi è rimasta impressa una citazione...credo che fosse o "Comunismo o barbarie" o "Socialismo o barbarie"...era un motto che aveva in sè una parte di verità...perchè il capitalismo lasciato libero a se stesso,
    come avviene in mancanza di un contraltare ideologico 'pericoloso'
    per lui come era il comunismo un tempo, è di una miopia e di una idiozia davvero suicide!!
    Ora...basta guardarsi attorno per accorgersi di come, obiettivamente il capitalismo, avendo raggiunto la supremazia dietro il paravento ideologico del 'libero mercato' si stia avviando verso il suo reale obiettivo...l'aristocrazia plutocratica.
    Se guardiamo gli USA vediamo a cosa aspira il capitalismo...
    ...aspira alla creazione di dinastie plutocratiche che rapiscono
    lo Stato e lo usano come un pupazzetto, lo manovrano per i propri scopi privati...per garantirsi delle rendite sifonando linfa vitale dal cuore pulsante della Comunità!
    Berluscastro qui lo sta facendo in modo sfacciato, da quel clown
    rozzo, ignorante, arrogante ed in preda al delirio di onnipotenza che è...anche se non è che i Bushiti siano tanto differenti da lui quanto a mancanza di 'finezza'...però quello è l'obiettivo finale a cui tende il capitalismo...rifiuta, a differenza di quanto avveniva alle origini l'aristocrazia, ogni responsabilità nei confronti della Comunità e si arroga tutti i diritti, i privilegi ed i poteri della Comunità, lasciando tutto il 'danno' e le responsabilità agli altri...

    Ma basta guardarsi attorno per vedere come il capitalismo stà conducendo il Mondo al suicidio...il comportamento criminale finalizzato all'accaparramento di rendite sicure con i rischi tutti
    scaricati sulla povera gente stà assassinando l'economia stessa!
    Guarda ai casi Enron...Cirio...Parmalat...
    Le cavolate che spara ultimamente il capitalismo per i propri fini, a cui fanno grancassa fior fior di economisti, fingono di non capire un dettaglio fondamentale...
    ...in una "economia di mercato" non sono le truffe finanziarie di questi 'capitalisti furbastri' che fanno marciare l'economia, ma bensì i CONSUMI dei lavoratori dipendenti con redditi bassi, medio-bassi e medi che costituiscono la maggioranza dei consumi!
    Berlusconi quanti cappuccini e brioches può fisicamente ingollarsi?
    Quante paia di calzini può comprare? Quante utilitarie?
    Quanti pettini? Quante confezioni di pasta??

    Mi pare oltremodo chiaro che "lasciando fare" il capitalismo come piacerebbe ai capitalisti si avrebbero concentrazioni di denaro assolutamente assurde con consumi modesti e spesso limitati ai beni di lusso, mentre intanto milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese e comprano meno di quanto vorrebbero...
    ...sono QUELLE persone il motore dell'economia!!

    Per questo penso che sia tempo di sviluppare una nuova ideologia
    che proponga un modello di società ottenibile tramite interventi mirati e radicali...come una operazione chirurgica...
    Il Comunismo...di quello che voi comunisti chiamate
    'socialismo reale' in preda ad un rifiuto del fatto che, a parte gli orrori di molti regimi comunisti (che non sono imputabili all'ideologia in sè, ma piuttosto a uomini malvagi che, in situazioni critiche, sfruttarono questa ideologia, che indubbiamente qualche
    appiglio glielo dava, per seguire la loro massacrodipendenza...),
    aveva la 'pecca' di basarsi su una concezione della natura dell'uomo migliore di quella che è e quindi propugnava idee di cambiamenti non solo drastici, ma anche estesi, lasciando così dei 'buchi' che alla fine hanno portato al suo crollo...avrà fallito, ma il Comunismo un lato positivo lo aveva...
    ..."mirava ad alti e nobili ideali".
    Come mi pare disse Fidel in una intervista..."Voi vi rallegrate tanto
    che il Comunismo abbia perso e che il Capitalismo abbia vinto...ma
    il Comunismo si faceva strumento di grandi ideali...il Capitalismo che ideali sostiene?"

    Io credo che questi alti e nobili ideali non debbano essere abbandonati con l'abbandono del tutto acritico al Capitalismo...che non si debba rinunciare a sognare un Mondo diverso e migliore e a lottare per esso...certo...credo che le sue basi vadano poste su 'concetti semplici'...su una natura umana con tutte le sue pecche e le sue meschinità...ma guardare ad un Mondo migliore ci spinge a rendere noi stessi migliori...non so se mi spiego...sono due cose che spingono a far combaciare il tutto...

    Per questo, sinceramente non essendo molto informato della diffusione pre-esistente del termine, ho deciso di fondare il Partito Nazionalrivoluzionario (PNR)...anche se, visto che nessuno ha ancora protestato, immagino che come nome di partito quantomeno non sia ancora stato 'preso'...
    Ho pure disegnato la bandiera del partito...con la spada e la bilancia a simboleggiare la Giustizia...il sole nascente (non so se è venuto fuori come da intenzione...) e la ruota a simboleggiare l'aspetto "sociale" di questo partito, anche se questa natura "sociale" costituisce il cuore di questo partito non meno della Giustizia...

    Lo reputo "nazionale" perchè obiettivamente se guardiamo alle attuali istituzioni nazionali sono solo strumenti di 'copertura' per il più forte (che siano gli USA o i capitalisti)...insomma...manca ancora nel Mondo quel grado di "maturazione" che permetterebbe
    di istituire un vero Stato di diritto anche in ambito mondiale e internazionale...quindi una "rivoluzione" va attuata nell'ambito nazionale, nel quale c'è ancora possibilità per il popolo di farsi sentire...e lo reputo "rivoluzionario" perchè propone alcuni mirati
    interventi drastici per far cambiare corso alla nostra società...

    Per quanto riguarda l'impianto ideologico stò ancora lavorando sui fondamenti, ma appena il progetto sarà pronto penso che aprirò un sito internet aperto alla discussione, perchè il dialogo è
    fonte di virtuoso miglioramento e perfezionamento delle proprie idee...ed è spesso proprio la sua assenza che condanna ad una morte più o meno lenta le dittature...inoltre le persone che non la pensano come noi possono portare con le loro "punzecchiature"
    problemi che noi non ci saremmo magari mai posti...come mi pare
    ho letto in un libro di Plutarco...bisogna far tesoro anche delle 'malignità' dei nostri avversari, perchè spesso la percezione delle nostre pecche e magagne è più lucida che nella mente di coloro che ci 'amano'...

    Ad ogni modo, non sapevo che 'buona parte' dei membri della
    X MAS fossero confluiti nel PCI dopo la fine della RSI, comunque
    so che alcuni lo fecero...e non furono gli unici...mi risulta che una notevole parte dell'anima sinistrorsa del Fascismo (composta da sindacalisti ed universitari) confluì nel PCI e nella CGIL (non sono sicuro che si chiamasse così anche ai tempi però...)...o quantomeno è quel che ho letto in un libro...
    Ciao,
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
    email non funzionante
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    Caro Skarm,

    Non posso che concordare con te sull'analisi della ineluttabile degenerazione del capitalismo.
    Prova ne sia il fatto che, venuto meno il contraltare di un “comunismo” dipinto dal potere occidentale come leva sociale atta a scardinare gli assetti politici europei a vantaggio del blocco sovietico, come per incanto sono sparite dal lessico politico tutte le "ragioni" di uno stato sociale e garantista.
    Considerato esaurito il potenziale "eversivo" delle dinamiche sociali popolari, gli oligopoli dominanti in occidente hanno proceduto ad uno smantellamento dell'intelaiatura democratica e costituzionalmente sociale dello stato italiano; non dimentichiamoci infatti che l’italia è oggi un paese a sovranità limitata.
    Si è ritenuto che non fosse più necessario contenere in un sistema assistenziale di bilanciamento le pulsioni sociali altrimenti assorbibili in passato da partiti o formazioni “comuniste” dal carattere antagonistico e rivoluzionario.
    Tuttavia mi soffermo su un punto: se in Italia i vari berlusconi (includiamo nel fenomeno la dilagante “epidemia” di miliardari che "scendono in campo") sono in un qualche modo degli epifenomeni causati dalla ristrutturazione capitalistica, altro, ben altro è il discorso che va fatto per quanto Bush rappresenta.
    Negli Stati Uniti, almeno da Lincoln in poi, è difficile dire che un presidente abbia mai rappresentato realisticamente una qualche "volontà popolare": queste sono le barzellette che ci raccontano i media indaffarati nel affabularci con la menzogna barbarica della "più antica democrazia del mondo".....continuo a propendere per Atene(anche se il sottoscritto ha sempre "parteggiato" per Sparta);
    Negli Stati Uniti i presidenti non rappresentano altro che il viso spendibile, in termini di immagine, di una equipe che ha il compito di attuare sul piano dell'effettività le delibere prese da quel complesso intrigo di poteri che costituisce il potere politico ed economico.
    Chomsky, a proposito degli USA, parla dell'impresa più grande del mondo e dotata "del più potente esercito del pianeta".
    Sono d'accordo.
    Che poi la scelta di questa equipe e del suo portavoce sia affidata ad un plebiscito basato sul censo è altro aspetto, ma irrilevante sul piano qualitativo;
    In USA vota un'infima minoranza rispetto alla complessiva popolazione; una minoranza che in qualche modo coincide con il bacino fruitore del maggiore benessere e fornitore della materia umana atta a comporre le elites di governo;
    Ieri erano solo wasp: oggi vi si possono anche ritrovare afro-americani privati totalmente della loro identità, lobotomizzati e ridotti a "conferme" viventi di una fittizia eguaglianza di tutti i cittadini" nell’ american way of life; gli wasp continuano a essere la classe dirigente, e tali resteranno anche quando alla casa bianca dovesse sedere un presidente afro-americano.
    Facciamo attenzione, non è un punto marginale: nella composizione wasp del potere risiedono buona parte delle radici del supporto incondizionato degli USA verso Israele: radici che affondano nel puritanesimo e nella cultura vetero-testamentaria di questa componente etnica di origine europea;
    Anche Israele è uno stato etnico: gli ebrei che formano la classe di governo sono tutti di origine europea(dell’est); gli altri, gli africani o gli arabi, sono considerati "cittadini ebrei di serie b", e come tali relegati in una pesante condizione di subordinazione sociale.

    L'intreccio di potere delineatosi negli USA trova una definizione superba nelle parole di uno dei suoi Presidenti:
    "Nei consigli di Stato dobbiamo metterci in guardia contro l'acquisizione di influenze ingiustificate, volute o meno, da parte del complesso dell'industria militare. Il potenziale per una disastrosa avanzata di un mal riposto potere insiste e persiste. Non dovremo mai lasciare che il peso di questa combinazione minacci la nostra libertà o la nostra democrazia. Non dobbiamo dare niente per scontato."
    Discorso di addio del presidente uscente Dwight Eisenhower, 17 Gennaio 1961

    Personalmente condanno con veemenza ogni ipotesi "golpista" relativa al governo Bush: non si tratta di una eccezione; non si tratta di un gruppo politico che ha "preso il sopravvento nel paese".
    Il governo Bush è semplicemente un’espressione manifesta e pubblica di un orientamento complessivo assunto da tutto l'apparato storico degli USA, inteso nella sua complessità e senza rotture del suo continuum politico.
    Bush è una manifestazione dello stesso apparato che ha dato contenuti politici ai tanti "uomini immagine" degli Stati Uniti: dai Kennedy ai Nixon, senza alcuna variazione sostanziale degli equilibri interni ai centri di potere ove si forma la "volontà" nazionale statunitense.
    Trovo in virtù di ciò estremamente sconveniente il paragone con un (in)significante vuoto come Berlusconi.
    In italia oggi la vera trasposizione della storicizzata funzione della borghesia comprador è individuabile in un centro-sinistra tecnicamente in grado di garantire totalitariamente l'esecuzione delle direttive atlantiste e filostatunitensi.
    Che anche la cricca della casa delle libertà si cimenti in questo compito è fatto che dipende dal bisogno disperato di Berlusconi e dei suoi allegri sodali(neofiti del potere), di farsi accreditare come alleati sicuri, fedeli, in una parola servi quanto i bombardatori ulivisti della Yugoslavia.
    Chi ha infatti iniziato a smantellare lo stato sociale?
    Chi ha per primo violato l'articolo 11 della costituzione mandando i caccia-bombardieri a partecipare a missioni offensive e di guerra contro un legittimo paese sovrano senza alcuna dichiarazione di guerra?
    La risposta la sai.....
    Basta analizzare il fatto che il PCI/PDS è stato graziato da quella immane e mostruosa operazione di intelligence che fù denominata dagli ascari italici "mani pulite".
    Furono fatte scientificamente "fuori" tutte le forze politiche(con i rispettivi leaders) che sostenevano una linea geopolitica di equidistanza dagli USA, di amicizia con la nazione araba, di mantenimento di uno stato sociale e detentore di beni nazionalizzati.
    Non è un caso, credimi, se il capro espiatorio per eccellenza fù scelto in quel Bettino Craxi(a mio parere nobilitato dalla sua fine) che schierò i militi dell’aeronautica contro i Navy Seals a Sigonella: non si trattò solo di difendere la sovrantià nazionale di un paese, ma di sancire l'estraniazione dell'Italia dall'immonda politica antiaraba e filosionista degli USA. Una azione da statista che costò a Craxi una condanna “a morte”(quanto meno civile e politica) da parte degli israeliani e degli atlantisti.
    Ma citiamo anche Andreotti: il quale durante un suo recente intervento al senato ha pronunciato, sulla partecipazione italiana all'invasione dell'Iraq, delle parole che rappresentano una vetta inarrivabile di onestà e intelligenza, nel deprimente e vile panorama politico italiano: "..altro che guerra di liberazione...è stata un'invasione illeggittima di uno stato sovrano...e l'attacco alla caserma dei militari italiani significa che decenni di politica di equidistanza e amicizia verso i popoli arabi sono stati vanificati da un insensata subordinazione alla politica americana"(più o meno questo il senso delle lucide parole di Andreotti).
    Altro che Bertinotti e Rifondazione Comunista! In confronto queste sono parole da statista consapevole di cosa significhi tutelare i più basilari interessi di un paese situato a pochi chilometri dalla nazione araba.
    E mi assumo tutte le responsabilità di queste parole; a maggior ragione dinnanzi a una sinistra istituzionale o estrema del tutto uguale alle peggiori espressioni della destra estrema o radicale.
    Per me che si parli di disobbedienti o di forza nuova poco cambia: sono entrambi esponenti di forze antipopolari e antiproletarie.
    E con la sinistra ho chiuso i miei conti: ribadisco, con tutta la sinistra fino alle sue più remote appendici.

    Lo dico da tempo: si deve tornare alla “Politica”, alla gente, alla forza della massa che irrompe con dinamismo e iconoclastia nell'agone dei "porcocrati" bipolari.
    E per fare questo è necessario ripartire da ciò che è stata l'analisi marxista, evolvendola e sgrezzandola nel solco di un egualitarismo partecipativo che sia sostanziale e razionale;
    Non credo che si possa dire che il "comunismo" ha fallito: queste cose le lasciamo dire a Bertinotti o ai criminali sionisti( e tesserati "cesis") delle brigate rozze.
    Hanno fallito i sistemi che partendo da condizioni rurali hanno utilizzato il marxismo come copertura per un tentativo comunque epocale: la modernizzazione imponente e rivoluzionaria di vaste aree arretrate e semi-feudali.
    Spesso nel novecento i salti teconologico-industriali sono stati mascherati da "ideologie": è avvenuto con lo stalinismo(che ha posto le premesse per quella grande conquista dell'umanità che è stata lo Sputnik);ma è avvenuto anche con il fascismo, il quale in buona sostanza ha letteralmente costruito parte delle fondamenta economiche e giuridiche della repubblica italiana antifascista(intesa come stato-nazione).Piaccia o meno: è un fatto storico.
    Dunque è necessario differenziare.

    Il misticismo logico, caro Skarm, non è una peculiarità irripetibile di un dato percorso di ricerca filosofica: non si può imputarlo cioè solo al caso dell’inversione tra soggetto e predicato che Marx individuò nella filosofia hegeliana.
    E’ un po’ una costante della ricerca scientifico-sociale. Se vogliamo possiamo dare questa definizione ad ogni procedimento analitico (sia esso deduttivo o induttivo) che assuma un dato sovvertendone(mistificandone) il valore.
    Ora: se Marx, Engels e Lenin sostenevano che il “comunismo” era un fine realizzabile mediante un mezzo(la “dittatura del proletariato”, ma in realtà più correttamente lo “stato popolare libero”), come è stato possibile che dopo questi pensatori si sia ritenuto di realizzare “il fine nel mezzo”?
    Altro che Bernstein(“il fine è nulla, i mezzi sono tutto”)!
    Ma quando mai Lenin ha affermato che dopo la rivoluzione bolscevica in Russia c’era il “comunismo”?
    C’era semmai il tentativo di avviare quella fase di transizione che comunemente si è definita come “socialismo”! E bada bene che questa differenziazione sarà ribadita negli anni sessanta dal mistificatissimo Guevara.
    Ora, non mi pare che né Marx né Engels , né tanto meno Lenin abbiano mai posto un limite cronologico, una scadenza per l’inverarsi del “comunismo”!
    Hanno semmai, da veri scienziati sociali, analizzato le dinamiche in atto nella fase storica da loro vissuta (e nelle loro possibilità orientata), mirando ad uno sviluppo che fosse vettorialmente proteso verso il comunismo mediante la progressiva edificazione del socialismo!
    Ed è qui che si scatena il caos!
    Altro che “rizoma”! I collegamenti tra le tesi, le analisi e le opere dei marxisti sono stati mescolati fino a farne una poltiglia indecifrabile; una poltiglia in cui ognuno per le sue proprie piccole ragioni di bottega ha riscontrato ciò che gli serviva per legittimare la “sua” interpretazione!
    Dopo l’arenarsi della rivoluzione bolscevica, con Stalin, e la trasformazione dei paesi dell’est in regimi a conduzione statal-burocratica, è cessato il progresso della fase socialista, la quale, esaurita ogni spinta propulsiva, ha inesorabilmente cominciato a ripiegarsi su se stessa!
    Questo sono stati i “socialismi reali”.
    Tutt’altro che “comunismo”!
    Con delle varianti il discorso vale anche per la Cina, ove dopo la famigerata “banda dei quattro”, in piena stagnazione, l’elite burocratica ha predisposto la trasformazione dell’economia in un senso tale da consentire al paese di reggere l’impatto con il mercato esterno.

    In occidente questi fenomeni hanno generato una serie di mutazioni strutturali nelle forze socialiste; le quali fin dall’eurocomunismo(bollato dal Maresciallo Tito come “opera di un cretino”) avendo piena coscienza del prossimo tracollo sovietico hanno iniziato a ristrutturarsi in un modo tale da rendersi compatibili con lo stato sociale inserito nell’area atlantica.
    Riducendo in sintesi: la “dipendenza ideologica” da Mosca dei partiti comunisti ha determinato il diffondersi a “domino” del fallimento sovietico.
    Cedimento cui ognuno in occidente ha reagito conformemente alla propria condizione di inserimento o meno nel sistema rappresentativo: il PCI per non perdere il proprio ruolo di colonna portante della repubblica a sovranità limitata ha accettato di diventare ideologicamente compatibile con il sistema vincente: e questo in un modo che progressivamente ha condotto alla evoluzione in PDS/DS.
    Se tuttavia un paese come Cuba è riuscito a costruire un regime significativamente progressivo in una fase di accerchiamento imperialista e cedimento/tradimento sovietico, vorrà pur dire che il socialismo non era l’Unione sovietica , né tanto meno poteva “essere” le sue “appendici” partitiche occidentali.
    Ma tutto questo non è stato “comunismo”: è stato il tracollo dei regimi socialisti, molti dei quali sorti a seguito di una invasione da parte dell’Armata Rossa(gloriosa si, ma pur sempre esercito di invasione, quindi non proprio frutto della volontà di un popolo)!
    Si potrebbe catalogare questo fenomeno del “socialismo” reale come una spinta propulsiva alla modernizzazione di paesi arretrati che è stata incapace di superare i limiti del capitalismo di stato.
    Riguardo alla sostanza etica del comunismo;
    Altro aspetto estremamente difficile da valutare.
    Potremmo chiederci quale visione sovrastava l’idea del “realismo sovietico”: l’arte è infatti la “parola”, il “logos” dell’etica in un qualche modo.
    Potremmo chiederci quale visione ispirasse l’etica di Guevara e quella di Castro.
    Potremmo chiederci da quali basi filosofiche prendesse le sua mosse Marx.
    Immagino che per affrontare esaustivamente questi argomenti sarebbe necessaria una seria competenza filosofica.
    Possiamo dire che se Marx sviluppa gli ideali(sì! “ideali!)del razionalismo e dell’illuminismo, è anche un pensatore che riesce a superare la natura fittizia e strumentale delle rappresentazioni “antropologiche” dei contrattualisti.
    Marx ha il grande merito di aver chiarito la natura sovrastrutturale di elementi non materiali(come la fede religiosa, le convenzioni, la morale, ecc.) che fino a poco prima venivano identificati come naturalmente costitutivi dell’essere umano, in un qualche modo “limitandolo” e facendone un “(essere)finito (potenzialmente)finito”.
    Da Marx in poi scaturisce la prospettiva di un essere umano che può farsi artefice del proprio essere.
    Non dunque un dogma, non una dottrina, ma una “scienza delle possibilità”: ovvero una ricerca razionale delle possibili e concrete scelte che possono condurre ad una esplicazione integrale e non falsata del proprio essere.
    Da Marx in poi abbiamo l’idea di un uomo “(essere)finito (potenzialmente)infinito”.
    Non più dunque “finito”, cioè limitato nell’esplicazione delle proprie possibilità, ma alla ricerca di un equilibrio sociale in grado di consentirgli quella “libera espressività” che l’oppressione della sovrastruttura gli impedisce.
    Quale idea può avere il “comunismo” dell’uomo?
    Il comunismo parte dall’idea che è l’uomo la matrice ed il fine, non viceversa(il C. non è una matrice che vuole “forgiare” gli uomini intesi come mezzi per la sua realizzazione); e questo per esempio lo differenzia da ogni pur omonimo riferimento all’”uomo nuovo” fatto da sistemi ideocratici(dalle religioni ai fascismi più “spiritualistici”).
    L’ Uomo Nuovo comunista non è l’essere che si conformi ad una dottrina rispettandone la forma, ma l’essere che possa esprimere tutte le sue potenzialità, attribuendo così un valore a una “forma” sociale condivisa.
    Un valore profondamente libertario, connesso ad una “forma” che sia la chiave di volta per l’autodeterminazione individuale.
    Dunque(sempre, si intende, da profano) il “comunismo” non parte da “un’idea dell’uomo”, ma dal bisogno dell’uomo di esprimere le sue idee.
    C’è bi-direzionalità, dialettica tra l’uomo(che è l’agente) ed il comunismo (che è l’agito).
    E’ questa la forza del marxismo: una filosofia che studia il metodo per arrivare alla piena esplicazione delle capacità umane, non una dottrina che stabilisca quali sono queste capacità.
    Certo, sul piano assiologico il socialista/comunista avrà una sua visione delle cose innervata da valori ben precisi.
    Ma sono quei valori che stabiliscono la condizione preliminare necessaria affinché possa verificarsi un’equa redisitribuzione delle possibilità (e dei mezzi per conseguirle) agli esseri umani.
    Un valore sarà, per esempio, il non accettare mai un’ingiustizia; un valore sarà per esempio il rispetto della dignità, o la lotta contro l’oppressione, la difesa della vita, l’accettazione della guerra di liberazione…..tutto quanto cioè conduca ad un nuovo assetto sociale, tutto quanto conduca gli esseri umani all’edificazione di una convivenza basata sulla razionalità e la piena espressione di sé.
    In definitiva tutto quanto sia sinonimo di civiltà e si trovi già presente nell’uomo.
    E’ indiscutibile che il proposito di costruire una società migliore sia di ordine ideale. Ma è sulla scia dell’uomo “padrone di sé” e capace di determinarsi (ad esempio mediante il procedimento cognitivo dell’autoanalisi) che si sancisce quella grande verità affermata da Sartre: “l’esistenza precede l’essenza”.
    L’uomo è un “finito”(la vita è limitata) “infinito”(le potenzialità sono espresse dall’uomo e non hanno limitazioni esterne).
    Il fine del “comunismo” lo abbiamo detto.
    Ma, ricollegandoci al discorso precedente, non è un fine quantificabile in ambito cronologico.
    Quello che ci è dato di fare è di avviare le dinamiche che possano condurre ad un tale esito, non curarci di quando esattamente ciò avverrà: a mio modesto avviso parliamo di tempi esponenziali, di una vera e propria fase evolutiva dell’umanità che richiederà sforzi, sacrifici e un lungo cammino.

    Sul piano della contingenza: a noi spetterebbe il compito di impegnarci affinché si possa portare in politica le ragioni di una azione ispirata a tali fini, con l’ambiziosa meta di porre le premesse per uno stato che assuma costituzionalmente gli elementi di una cultura politica socialista, diventando così di fatto “stato popolare libero”; uno stato popolare che si incammini in un processo di perenne miglioramento: un processo –ripeto- dai tempi non quantificabili.
    Quindi già uno stato popolare strutturato costituzionalmente su norme programmatiche socialiste sarebbe una conquista inimmaginabile oggi.
    Uno stato siffatto potrebbe anche svilupparsi in una forma partecipativa-democratica, pur dovendo concedere qualcosa in termini di autodifesa e resistenza attiva alla pressione dei regimi imperialisti.
    Non dobbiamo dunque immaginarci il “comunismo” come una ideologia, quanto piuttosto come una prospettiva filosofica , costruita sulla ricerca scientifico-sociale, che presieda alla costruzione di un sensato e realistico programma socialista per il nostro tempo.

    Sulla genesi di questa nuova “aristocrazia” capitalistica; mi intriga il tuo parallelismo storico e lo si può intendere come riferito al medioevo: in effetti fù Isidoro di Siviglia a sancire(ratificare) la subordinazione del “monarca” al rispetto di norme e principi, violati quali il popolo avrebbe avuto il diritto di spodestarlo legittimamente; parliamo del momento storico in cui diritto naturale e diritto divino si sovrappongono costituendo una costante dello sviluppo giuridico medievale.
    Mentre oggi, la nuova “aristocrazia”, (ma meglio dire “oligarchia”) al di sopra di se ha solo le Banche Centrali e le Agenzie di Rating: e niente ammette che un popolo possa sottrarsi al giogo del capitale…..il caso della Yugoslavia su tutti….
    Proprio per questo nessun cambiamento è ipotizzabile se non parte dagli strumenti che il reale ci offre: se non si parte dal “vissuto quotidiano” nel costruire una alternativa politica di massa si è destinati al delirio;…..ancora una volta dunque “materialismo” come scelta matura…..
    Per questo meglio ripartire dal piccolo, dal concreto nel costruire una forza popolare democratica socialista ispirata ai valori del comunismo.
    E ben vengano le posizioni “-nazionalitarie” dei compagni comunitaristi.

    Quanto poi al tuo partito: non so se decidere d’improvviso(e da solo) di fare un partito sia una cosa logica o sensata. Ne ignoro inoltre i tratti essenziali.
    Ma depreco fortemente il termine che hai scelto: è abusato, inflazionato e legato agli anni più oscuri della storia italiana(quelli dei neofascisti di servizio).
    Inoltre concettualmente non ne capisco il significato: vuoi dire che si deve essere rivoluzionari nel nome della nazione?
    E quali sono i fini? Perché mai?
    E’ una limitazione che oltrepassa l’ossimoro.
    Lo stesso Corridoni(annoverato ingiustamente tra i precursori del fascismo, pur essendo un nazionalista-interventista) era quanto meno un sindacalista rivoluzionario ispirato da una concezione della trasformazione sociale sviluppata in seno al partito socialista.
    Perdonami ma non ne capisco il senso.

    Prima di “fare un partito” si dovrebbe riflettere profondamente…..
    La “coscientizzazione” passa prima di tutto attraverso due passaggi: la consapevolezza della nostra condizione di “alienazione”, che Guevara (come Kirkegaard) definiva “angoscia”;
    E il superamento dello “stimmung”(attimo della finitezza inquieta) mediante una “spiritualità morale” che ci riconduca in seno alla nostra realtà storica concreta, analizzata da un punto di vista non più meramente estetico, ma costruttivamente etico.

    con stima

    saluti marxisti e comunisti.

    nemo

  3. #3
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    Predefinito Risposte - Parte Iª

    Vedrò di rispondere per punti alle questioni che poni...dunque...

    - Riguardo a Bush, mi hai frainteso...non intendevo dire che i
    Bushiti siano una "innovazione" per gli USA, ma piuttosto che
    la loro grossolanità permette di vedere chiaramente i meccanismi
    che muovono la plutocrazia statunitense.
    Tale grossolanità è comune anche a quel clown di Berluscastro,
    che è lui stesso una "spia" degli eventi sotterranei che sono nati
    dopo la Caduta del Muro di Berlino e dopo la fine del "pericolo
    rosso"...mentre il "centrosinistra" ne è una manifestazione più
    sottile e subdola. Prodi esemplifica perfettamente il bieco
    servitore delle lobby capitalistiche...ma paragonare lui a
    Berlusconi è come paragonare il veleno ad una bomba a mano
    innescata...l'essenza resta, cambia lo stile ed il grado di rispetto
    della forma. Berlusconi non è un "vuoto"...è una immagine rozza
    e grottesca di questo mutamento verso il sistema
    statunitense...che poi non abbia raggiunto le aspettative
    delle lobby che lo supportavano poco conta...
    - Credo di capire quanto mi stai dicendo riguardo agli USA...
    ...sarebbe uno stato etnico dove governano caucasici di origine
    anglosassone e religione puritana più una piccola minoranza
    di negri benestanti ai quali è stato fatto il lavaggio del cervello?
    Concordo che ci sia una componente etnica, ma ritengo che
    l'elemento plutocratico sia nettamente prevalente...
    ...perchè negli USA cambiano nome ogni 2-3 anni ai negri perchè,
    per quanto il concetto sia sempre lo stesso "uomo dalla
    pelle nera"...'negroide'...c'è laggiù una marcata tendenza a
    considerare uno intellettualmente o moralmente inferiore solo
    perchè ha la pelle nera, il naso camuso e i capelli ricci che
    caratterizzano le popolazioni negroidi...è per questo che io
    credo che sia assurdo cambiare ogni due per tre termine, mi
    tengo "negro" e cerco di giudicare la gente in base alla loro
    testa piuttosto che in base all'estetica o alla loro origine.
    Insomma...il politically correct all'americana mi fa vomitare.
    Ad ogni modo...ti dicevo...credo che la componente plutocratica
    sia prevalente perchè laggiù tu puoi anche essere caucasico e
    protestante, ma se non hai il grano che ti esce pure dalle
    orecchie o non sei un pupazzo di varie lobby...col ... che puoi
    avere una speranza di andare al Congresso o di diventare
    Presidente!!
    - Riguardo ad Israele...a quanto sapevo gli arabo-israeliani sono
    trattati da cittadini di serie B...quanto agli ebrei di origine araba,
    mi pare che riguardo a tale discriminazione di aver letto qualcosa
    in un libro di Chomsky, quando, intervistato, parla di un breve
    periodo della sua giovinezza passato in un kibbutz e ricorda che
    si lamentava di questa discriminazione...comunque sospetto che
    sia dovuto alla natura confessionale dello Stato israeliano...
    A quanto ne so nell'ebraismo il proselitismo è una eccezione, non
    la regola...di base uno è di religione ebraica solo perchè ci nasce,
    probabilmente questo "razzismo" di cui parli nasce dal fatto che
    la componente ebraica che tu indichi come "dominante" non
    riconosce, di fatto, come "ebrea" l'altra componente, proprio
    perchè non è nata come tale o non può vantare una
    appartenenza di lunga origine a tale culto e quindi sarebbe un
    membro "tarocco" del Popolo Eletto...insomma...tale
    discriminazione è uno strano miscuglio di fanatismo religioso e
    razzismo a mio avviso, non un razzismo "semplice" (il popolo
    ebraico originario era semita esattamente come gli arabi, quindi
    un razzismo "semplice" nei confronti degli arabi sarebbe
    impossibile...).
    - Sulla Yugoslavia...o meglio...sul Kosovo (era lì che ci furono i
    bombardamenti italiani) devo, per correttezza, indicare che, al
    tempo dei bombardamenti, ero favorevole per via
    dei campi di concentramento e delle altre atrocità che
    avvenivano laggiù...anche se osservando a posteriori la
    ricostruzione dei fatti fatta in un documentario, le cose mi sono
    sembrate ben più in "chiaroscuro"...a posteriori però devo dire
    che è vero però che la scelta fatta dall'Ulivo fu in palese
    violazione della Costituzione.
    - Il mio parere su "Mani Pulite" e sulle vicende giudiziarie di Craxi
    è diametralmente opposta alla tua. La tua tesi della
    "persecuzione" di Craxi mi sembrerebbe un pò come se uno
    dicesse che i crimini di Stalin sarebbero una invenzione degli
    americani e dei loro infiltrati nell'URSS...è una "enormità" a mio
    avviso. Craxi era un "ladro" ed è sfuggito ai suoi processi ed alla
    sua condanna per via della sua monumentale arroganza.
    La storia dell'esilio è una sciocchezza. Quanto poi all'operato di
    Craxi in politica estera...di quello si può discutere, ma non me lo
    puoi certo beatificare per le sue scelte di politica estera!!
    "Mani Pulite" è stata semplicemente l'opera di onesti servitori
    dello Stato che hanno fatto il loro "dovere"...ma è legata ad uno
    specifico contesto storico che ne ha impedito l'insabbiamento
    (che sarebbe avvenuto prontamente in precedenza!)...è
    avvenuta in un periodo in cui evidentemente sia la popolazione
    che l'imprenditoria erano stanche dell'eccessivo "mangiamangia"
    attuato dai governanti e da questo nasce il consenso esplosivo
    a tale opera, che le permise di agire indisturbata. I socialisti ed
    i democristiani evidentemente avevano esagerato con le loro
    richieste di bustarelle e buona parte degli italiani ha agito
    secondo un molto italico meccanismo psicologico...la bustarella e
    la raccomandazione sono essenziali, ma solo fino ad un
    certo "costo"...poi l'italiano medio diviene "moralmente
    indignato" (forse perchè oltre ad un certo punto non ha più
    neppure un boccone del magnamagna! )!
    Non credo comunque che il PCI sia stato il partito maggiormente
    "beneficato" da Mani Pulite...nel PCI-DS la stupidità era troppo
    imperante per poter cavalcare questo evento...tanto che, ti
    ricordo, D'Alema nutriva odio nei confronti del pool...piuttosto
    direi che a cavalcarlo sono stati Lega e MSI (poi AN)...
    - Vorrei farti notare che, a quanto mi risulta, Lenin è morto prima
    che la "dittatura del proletariato" si fosse conclusa...non so
    molto del comunismo, ma a quanto mi sembra di ricordare mi
    dicessero i leninisti internazionalisti di Lotta Comunista,
    la "dittatura del proletariato" dovrebbe essere solo una "fase"
    dopo la quale si giungerebbe al Comunismo...ora...il semplice
    fatto che un meccanismo simile sia così delicato che la morte di
    un leader (Lenin) possa mandare in palla tutto il passaggio mi
    sembra sintomatico del fatto che tale strumento è quantomeno
    "inadatto" allo scopo. Ê vero che Lenin nel suo testamento
    avrebbe chiesto che Stalin fosse estromesso dal Partito, ma è
    morto prima che potesse farlo cacciare e poi le lotte di potere
    all'interno del Partito stesso hanno permesso a Stalin di andare
    su...non ci vedi quantomeno in questo un sintomo della
    patologica delicatezza del concetto di "dittatura del popolo"*?
    E negli orrori di altre dittature comuniste...nel fatto che siano
    state poste le basi per l'ascesa al potere di individui
    profondamente malvagi come Stalin e Pol Pot (per citarne
    un paio), non percepisci la pericolosità di questo strumento?
    - Se, quando dici che Marx, Engels e Lenin non hanno posto un
    limite cronologico per la nascita del comunismo, vuoi intendere
    che non hanno posto un limite temporale alla "dittatura del
    popolo"...insomma...mi stai dicendo che sarebbe stato una sorta
    di "dittatura del popolo sino alla vittoria!"...per prima cosa vorrei
    sottolineare che le dittature hanno in sè il germe della
    cristallizzazione che è figlio del conformismo spinto che
    caratterizza tutte le dittature...e quando si cerca di analizzare
    le dinamiche degli eventi per "aggiustare il tiro"..."on the road"
    (in mancanza di altri termini uso questo...)...la cristallizzazione è
    assolutamente "mortale" per qualunque progetto, non per
    niente quasi tutte le "dittature del popolo" che si sono viste
    sono state dirottate verso altri (poco ameni) "lidi"...
    Peraltro Marx ed Engels mi risulta che fossero degli studiosi...
    ...non si sono mai trovati 'di fatto' a dover gestire un Paese
    dopo averci instaurato la "dittatura del popolo" quindi come
    potevano indicarne la durata?...quanto a Lenin, mi pare che sia
    morto quando ancora era in atto questa fase...in fondo non è
    improbabile che, come facciamo un pò tutti, non si aspettasse di
    morire quando è morto...ma di certo il fatto che Lenin fosse il
    punto focale per la costruzione del comunismo in URSS indica
    la fragilità insita nell'idea del passaggio
    "rivoluzione" -> "dittatura del popolo" -> "comunismo".
    Tu vieni pure a dirmi che la fase 2 è a tempo indeterminato...
    quante generazioni di "leader-fulcro" ci vorrebbero allora per
    gestire la transizione? E come gestiresti le successioni?
    - Oh...bè...l'esperienza di Cuba merita tutta la mia stima, come
    Castro peraltro, che, pur essendo un dittatore, mi sembra
    essere un uomo dalle qualità eccezionali...ma permettimi di
    notare che Castro è un dittatore non-sanguinario che è salito
    al potere tra quanti? Ê ancora un "leader-fulcro"...e allora vuoi
    realmente, intestardendoti con la scelta della "dittatura del
    popolo", basare il futuro di una rivoluzione su uno o due uomini
    dalle qualità personali eccezionali, soggette come tutti a
    senescenza e a morte? Ê un'altra delle problematiche insite
    nella scelta della "dittatura del popolo"...

    <ora vado a dormire, ma prossimamente continuerò con una
    Parte IIª ed altri punti perchè la discussione mi interessa...ciao>
    Skarm



    * = Puoi chiamarla pure "stato popolare libero", ma se l'essenza
    rimane quella che è non è che gli eufemismi rimuovano le
    pecche dello strumento...
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  4. #4
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    Predefinito Re: Risposte - Parte Iª

    In origine postato da Skarm
    Vedrò di rispondere per punti alle questioni che poni...dunque...

    - Riguardo a Bush, mi hai frainteso...non intendevo dire che i
    Bushiti siano una "innovazione" per gli USA, ma piuttosto che
    la loro grossolanità permette di vedere chiaramente i meccanismi
    che muovono la plutocrazia statunitense.
    Tale grossolanità è comune anche a quel clown di Berluscastro,
    che è lui stesso una "spia" degli eventi sotterranei che sono nati
    dopo la Caduta del Muro di Berlino e dopo la fine del "pericolo
    rosso"...mentre il "centrosinistra" ne è una manifestazione più
    sottile e subdola. Prodi esemplifica perfettamente il bieco
    servitore delle lobby capitalistiche...ma paragonare lui a
    Berlusconi è come paragonare il veleno ad una bomba a mano
    innescata...l'essenza resta, cambia lo stile ed il grado di rispetto
    della forma. Berlusconi non è un "vuoto"...è una immagine rozza
    e grottesca di questo mutamento verso il sistema
    statunitense...che poi non abbia raggiunto le aspettative
    delle lobby che lo supportavano poco conta...
    - Credo di capire quanto mi stai dicendo riguardo agli USA...
    ...sarebbe uno stato etnico dove governano caucasici di origine
    anglosassone e religione puritana più una piccola minoranza
    di negri benestanti ai quali è stato fatto il lavaggio del cervello?
    Concordo che ci sia una componente etnica, ma ritengo che
    l'elemento plutocratico sia nettamente prevalente...
    ...perchè negli USA cambiano nome ogni 2-3 anni ai negri perchè,
    per quanto il concetto sia sempre lo stesso "uomo dalla
    pelle nera"...'negroide'...c'è laggiù una marcata tendenza a
    considerare uno intellettualmente o moralmente inferiore solo
    perchè ha la pelle nera, il naso camuso e i capelli ricci che
    caratterizzano le popolazioni negroidi...è per questo che io
    credo che sia assurdo cambiare ogni due per tre termine, mi
    tengo "negro" e cerco di giudicare la gente in base alla loro
    testa piuttosto che in base all'estetica o alla loro origine.
    Insomma...il politically correct all'americana mi fa vomitare.
    Ad ogni modo...ti dicevo...credo che la componente plutocratica
    sia prevalente perchè laggiù tu puoi anche essere caucasico e
    protestante, ma se non hai il grano che ti esce pure dalle
    orecchie o non sei un pupazzo di varie lobby...col ... che puoi
    avere una speranza di andare al Congresso o di diventare
    Presidente!!
    - Riguardo ad Israele...a quanto sapevo gli arabo-israeliani sono
    trattati da cittadini di serie B...quanto agli ebrei di origine araba,
    mi pare che riguardo a tale discriminazione di aver letto qualcosa
    in un libro di Chomsky, quando, intervistato, parla di un breve
    periodo della sua giovinezza passato in un kibbutz e ricorda che
    si lamentava di questa discriminazione...comunque sospetto che
    sia dovuto alla natura confessionale dello Stato israeliano...
    A quanto ne so nell'ebraismo il proselitismo è una eccezione, non
    la regola...di base uno è di religione ebraica solo perchè ci nasce,
    probabilmente questo "razzismo" di cui parli nasce dal fatto che
    la componente ebraica che tu indichi come "dominante" non
    riconosce, di fatto, come "ebrea" l'altra componente, proprio
    perchè non è nata come tale o non può vantare una
    appartenenza di lunga origine a tale culto e quindi sarebbe un
    membro "tarocco" del Popolo Eletto...insomma...tale
    discriminazione è uno strano miscuglio di fanatismo religioso e
    razzismo a mio avviso, non un razzismo "semplice" (il popolo
    ebraico originario era semita esattamente come gli arabi, quindi
    un razzismo "semplice" nei confronti degli arabi sarebbe
    impossibile...).
    - Sulla Yugoslavia...o meglio...sul Kosovo (era lì che ci furono i
    bombardamenti italiani) devo, per correttezza, indicare che, al
    tempo dei bombardamenti, ero favorevole per via
    dei campi di concentramento e delle altre atrocità che
    avvenivano laggiù...anche se osservando a posteriori la
    ricostruzione dei fatti fatta in un documentario, le cose mi sono
    sembrate ben più in "chiaroscuro"...a posteriori però devo dire
    che è vero però che la scelta fatta dall'Ulivo fu in palese
    violazione della Costituzione.
    - Il mio parere su "Mani Pulite" e sulle vicende giudiziarie di Craxi
    è diametralmente opposta alla tua. La tua tesi della
    "persecuzione" di Craxi mi sembrerebbe un pò come se uno
    dicesse che i crimini di Stalin sarebbero una invenzione degli
    americani e dei loro infiltrati nell'URSS...è una "enormità" a mio
    avviso. Craxi era un "ladro" ed è sfuggito ai suoi processi ed alla
    sua condanna per via della sua monumentale arroganza.
    La storia dell'esilio è una sciocchezza. Quanto poi all'operato di
    Craxi in politica estera...di quello si può discutere, ma non me lo
    puoi certo beatificare per le sue scelte di politica estera!!
    "Mani Pulite" è stata semplicemente l'opera di onesti servitori
    dello Stato che hanno fatto il loro "dovere"...ma è legata ad uno
    specifico contesto storico che ne ha impedito l'insabbiamento
    (che sarebbe avvenuto prontamente in precedenza!)...è
    avvenuta in un periodo in cui evidentemente sia la popolazione
    che l'imprenditoria erano stanche dell'eccessivo "mangiamangia"
    attuato dai governanti e da questo nasce il consenso esplosivo
    a tale opera, che le permise di agire indisturbata. I socialisti ed
    i democristiani evidentemente avevano esagerato con le loro
    richieste di bustarelle e buona parte degli italiani ha agito
    secondo un molto italico meccanismo psicologico...la bustarella e
    la raccomandazione sono essenziali, ma solo fino ad un
    certo "costo"...poi l'italiano medio diviene "moralmente
    indignato" (forse perchè oltre ad un certo punto non ha più
    neppure un boccone del magnamagna! :D)!
    Non credo comunque che il PCI sia stato il partito maggiormente
    "beneficato" da Mani Pulite...nel PCI-DS la stupidità era troppo
    imperante per poter cavalcare questo evento...tanto che, ti
    ricordo, D'Alema nutriva odio nei confronti del pool...piuttosto
    direi che a cavalcarlo sono stati Lega e MSI (poi AN)...
    - Vorrei farti notare che, a quanto mi risulta, Lenin è morto prima
    che la "dittatura del proletariato" si fosse conclusa...non so
    molto del comunismo, ma a quanto mi sembra di ricordare mi
    dicessero i leninisti internazionalisti di Lotta Comunista,
    la "dittatura del proletariato" dovrebbe essere solo una "fase"
    dopo la quale si giungerebbe al Comunismo...ora...il semplice
    fatto che un meccanismo simile sia così delicato che la morte di
    un leader (Lenin) possa mandare in palla tutto il passaggio mi
    sembra sintomatico del fatto che tale strumento è quantomeno
    "inadatto" allo scopo. Ê vero che Lenin nel suo testamento
    avrebbe chiesto che Stalin fosse estromesso dal Partito, ma è
    morto prima che potesse farlo cacciare e poi le lotte di potere
    all'interno del Partito stesso hanno permesso a Stalin di andare
    su...non ci vedi quantomeno in questo un sintomo della
    patologica delicatezza del concetto di "dittatura del popolo"*?
    E negli orrori di altre dittature comuniste...nel fatto che siano
    state poste le basi per l'ascesa al potere di individui
    profondamente malvagi come Stalin e Pol Pot (per citarne
    un paio), non percepisci la pericolosità di questo strumento?
    - Se, quando dici che Marx, Engels e Lenin non hanno posto un
    limite cronologico per la nascita del comunismo, vuoi intendere
    che non hanno posto un limite temporale alla "dittatura del
    popolo"...insomma...mi stai dicendo che sarebbe stato una sorta
    di "dittatura del popolo sino alla vittoria!"...per prima cosa vorrei
    sottolineare che le dittature hanno in sè il germe della
    cristallizzazione che è figlio del conformismo spinto che
    caratterizza tutte le dittature...e quando si cerca di analizzare
    le dinamiche degli eventi per "aggiustare il tiro"..."on the road"
    (in mancanza di altri termini uso questo...)...la cristallizzazione è
    assolutamente "mortale" per qualunque progetto, non per
    niente quasi tutte le "dittature del popolo" che si sono viste
    sono state dirottate verso altri (poco ameni) "lidi"...
    Peraltro Marx ed Engels mi risulta che fossero degli studiosi...
    ...non si sono mai trovati 'di fatto' a dover gestire un Paese
    dopo averci instaurato la "dittatura del popolo" quindi come
    potevano indicarne la durata?...quanto a Lenin, mi pare che sia
    morto quando ancora era in atto questa fase...in fondo non è
    improbabile che, come facciamo un pò tutti, non si aspettasse di
    morire quando è morto...ma di certo il fatto che Lenin fosse il
    punto focale per la costruzione del comunismo in URSS indica
    la fragilità insita nell'idea del passaggio
    "rivoluzione" -> "dittatura del popolo" -> "comunismo".
    Tu vieni pure a dirmi che la fase 2 è a tempo indeterminato...
    quante generazioni di "leader-fulcro" ci vorrebbero allora per
    gestire la transizione? E come gestiresti le successioni?
    - Oh...bè...l'esperienza di Cuba merita tutta la mia stima, come
    Castro peraltro, che, pur essendo un dittatore, mi sembra
    essere un uomo dalle qualità eccezionali...ma permettimi di
    notare che Castro è un dittatore non-sanguinario che è salito
    al potere tra quanti? Ê ancora un "leader-fulcro"...e allora vuoi
    realmente, intestardendoti con la scelta della "dittatura del
    popolo", basare il futuro di una rivoluzione su uno o due uomini
    dalle qualità personali eccezionali, soggette come tutti a
    senescenza e a morte? Ê un'altra delle problematiche insite
    nella scelta della "dittatura del popolo"...

    <ora vado a dormire, ma prossimamente continuerò con una
    Parte IIª ed altri punti perchè la discussione mi interessa...ciao>
    Skarm



    * = Puoi chiamarla pure "stato popolare libero", ma se l'essenza
    rimane quella che è non è che gli eufemismi rimuovano le
    pecche dello strumento...

    Momento: non ho mai detto che gli USA sono uno stato etnico a guida "caucasica"!!!!
    Ho detto che in quel sistema la classe di governo e la classe fruitrice del maggiore benessere corrispondono principalmente con gli w.a.s.p., white-anglosaxon-protestant; ho detto che questo fatto si verifica a dispetto della sparuta presenza di afro-americani in politica(privati come individui di qualsiasi senso di appartenenza ad una comunità afroamericana);
    Ho detto che le fondamenta culturali e religiose vetero-testamentarie e puritane della minoranza w.a.s.p. spiegano più facilmente i rapporti con il sionismo ed Israele.
    Ho parlato di stato a conduzione etnica per Israele: aggiungendo che vi è una pesante differenza nello status sociale tra cittadini ebrei di origine europea(dell'est) e i cittadini ebrei afro-arabi.

    Poi:
    Ancora oggi alla corte dell'Aja nessuno è riuscito a provare gli eccidi che i media americanisti hanno imputato al presidente Milosevic: in quel classico processo di criminalizzazione e hitlerificazione che l'occidente usa a livello mediatico per "preparare il terreno" delle coscienze ad una guerra.

    Su Tangentopoli: caro mio, mi pare che quello per cui sono stati distrutti DC e PSI lo hanno fatto tutti...TUTTI:DAL PCI/DS AL MSI, ognuno sia pure in misura conforme al proprio inserimento nel potere.
    NON SOLO: ma ancora oggi lo fanno, anzi, oggi più che mai! Chiedi presso gli enti locali riguardo la voracità (di mazzette) degli ANali....
    Solo una beata ingenuità può far pensare che il fenomeno del clientelismo e delle mazzette fosse limitato a PSI e DC: era ed è un fenomeno pregnante del nostro sistema politico.
    E "mani pulite" fù, a discapito della rettidine o meno dei coinvolti(rettitudine che non c'era: non ho mai detto che quelle colpe non fossero vere, ma era il sistema a funzionare così!) una azione che di fatto eliminò solo quelle forze ostili al disegno di una nuova italia in svendita nei suoi beni pubblici e totalmente sottomessa ai diktat USA.

    Non hai letto bene quello che ho scritto sullo "stato popolare": rileggilo. Mai inneggiato alla"dittatura del popolo fino alla vittoria".
    Quando lo avrai letto, o ri-letto, se ne riparla.

    con rispetto
    saluti comunisti.

  5. #5
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    Caro Nemo...

    -Cioè per "base etnica" intendi "razzista" o qualcos'altro?
    Non discordo da quanto dici riguardo l'esistenza di "ebrei di
    serie A" ed "ebrei di serie B" in Israele, però credo che sia una
    forma di razzismo che trae origini da una lettura religiosa
    fanatica. Insomma...Israele chiama a sè ebrei da ogni parte
    del Mondo in preda ad una ossessione da "accerchiamento
    demografico"...quindi è chiaro che ci sono quantomeno due
    livelli di discriminazione. Uno è nei confronti dei palestinesi
    non-ebrei...e uno nei confronti degli ebrei "convertiti" e non,
    diciamo, "di sangue". A quanto ne so comunque l'idea del
    proselitismo è piuttosto eccezionale nella religione ebraica...ed è
    per questo che dico che è una sorta di razzismo che trae origini
    più da una interpretazione religiosa fanatica che non da quelle
    degenerazioni post-illuministiche che portarono al razzismo
    più "classico".
    - Riguardo a Tangentopoli...credo che si debba guardare
    al "corso" di Mani Pulite...Mani Pulite è un episodio che si origina
    nell'ambiente milanese e che arriva a Roma attraverso
    un "effetto domino" iniziato tra i corrotti dell'ambiente milanese
    che "contagia" poi quelli dell'ambiente romano
    (ovvero "nazionale"). Quindi è ovvio che tale processo abbia
    colpito prevalentemente :
    a) I partiti che detenevano maggiore potere nell'area milanese e
    che, quindi, avevano più ampie fette di tangenti. Il MSI è stato
    "graziato" probabilmente per questo...le sue aree di influenza
    più forte non erano qui a Milano. Lo stesso si può dire per il
    PCI-PdS...le sue aree di influenza maggiore non erano qui...
    b) I partiti che non sono stati in grado di fermare l'ondata
    di "attacco di si salvi chi può" che prendeva quei suoi membri
    che venivano 'toccati' dalla Magistratura...il PCI-PdS ha subito
    dei "danni" sull'ambito locale, ma è riuscito a bloccare questo
    (positivo) "effetto domino" grazie ad un clima di omertà che
    ha impedito agli inquirenti di scoprire dove sia finita
    ad esempio quella tangente che era entrata a Botteghe
    Oscure e poi "puff" è sparita! Senza testimoni i magistrati
    possono fare poco...PSI e DC sono stati devastati perchè
    per salvarsi il culo i corrotti lasciavano procedere questo
    virtuoso "effetto domino"...che nel PCI ad un certo punto sono
    riusciti ad "arrestare", probabilmente in virtù di un rimasuglio
    di "fanatismo politico" (qualcuno ha deciso di "sacrificarsi" per
    il Partito...)...
    Per questo non credo affatto che si possa parlare di
    un "complotto atlantista-sionista" alla base dell'azione della
    Magistratura...PSI e DC sono caduti in virtù del loro potere
    (e corruzione) nell'ambito milanese e della loro nulla
    coesione interna. Poi magari possiamo discutere del "come mai"
    il PCI-PdS sia riuscito a mantenere tale "coesione interna"
    nel contesto romano...se mi bocci la possibilità del 'hara-kiri'
    politico di alcuni 'colpiti', posso anche considerare altre ipotesi...
    ...in fondo l'omertà si può conseguire in vari modi...

    In origine postato da Capitano Nemo
    Ora: se Marx, Engels e Lenin sostenevano che il “comunismo” era un fine realizzabile mediante un mezzo(la “dittatura del proletariato”, ma in realtà più correttamente lo “stato popolare libero”), come è stato possibile che dopo questi pensatori si sia ritenuto di realizzare “il fine nel mezzo”?
    ......
    Ma quando mai Lenin ha affermato che dopo la rivoluzione bolscevica in Russia c’era il “comunismo”?
    ......
    Ora, non mi pare che né Marx né Engels , né tanto meno Lenin abbiano mai posto un limite cronologico, una scadenza per l’inverarsi del “comunismo”!
    La mia frase "dittatura del popolo sino alla vittoria!" era volutamente provocatoria...avevo trovato un pò ambigui questi passaggi e volevo 'costringerti' a chiarire meglio la tua posizione
    nei confronti del mezzo "dittatura del popolo"...
    "Stato popolare libero" non era molto chiarificatore delle tue effettive posizioni perchè tutte le dittature del socialismo reale
    si sono sempre chiamate "popolare" o "democrazia popolare"...
    ...certo...c'era quel "libero", ma mettendomelo come sinonimo di "dittatura del popolo" era pericolosamente ambiguo...
    Io credo nella libertà e nella democrazia (non nell'accezione ipocrita che si potrebbe dire "USA e getta", bensì in quella che si potrebbe dire 'ideale'...), quindi se qualcuno si provasse ad instaurare una dittatura a 'casa mia' è mio nemico, rosso o
    nero che sia...
    Infatti io credo che una nuova rivoluzione in un regime democratico vada conseguita attraverso gli strumenti pacifici della persuasione ed attraverso le urne...l'uso della "violenza rivoluzionaria" è lecito unicamente nelle dittature, dove piazzare una pallottola nella testa del Grande Fratello di turno o mozzargli la capoccia diviene "lecito"...ma non di certo in una democrazia, per quanto magari "malata"...


    In origine postato da Capitano Nemo
    Un valore sarà, per esempio, il non accettare mai un’ingiustizia; un valore sarà per esempio il rispetto della dignità, o la lotta contro l’oppressione, la difesa della vita, l’accettazione della guerra di liberazione…..
    Oh...se togli la "difesa della vita" io stesso posso dire di concordare con questi valori...riguardo alla questione della vita
    ho una opinione "particolare" che probabilmente non andrebbe
    giù a voi comunisti...
    La vita per me non è una cosa astratta assolutamente "sacra"
    ...ha un altissimo valore quella dei membri della Comunità e di coloro che, pur appartenendo ad altre Comunità, si pongono in modo pacifico nei confronti della Comunità stessa...ma se una persona calpesta scientemente le più basilari leggi della convivenza pacifica, rischiando di far degenerare la società allo stato di natura, è accettabile l'idea che questo "nemico" venga 'soppresso', magari lasciando l'opzione capitale come una scelta in una piccola rosa di pene possibili offerta dal giudice alla famiglia della vittima o alla vittima stessa...
    Ovviamente credo che prima si debba fare tutto il possibile perchè
    le persone non vengano spinte al delitto da cause che avrebbero
    potuto essere risolte dall'intervento dello Stato...in questi casi uso
    il termine "pseudo-nemico", pur ritenendo che la punizione debba
    comunque esserci (magari tenendo conto delle circostanze attenuanti) per garantire che il rispetto delle regole di convivenza pacifica venga mantenuto.
    O anche, nel caso di un "nemico esterno", ovvero un invasore...una persona di un'altra Comunità che, in conseguenza di una guerra, aggredisca la nostra Comunità è nostro diritto
    uccidere quella persona, a meno che non desista dal suo intento...
    Con questo non giustifico le guerre di aggressione...in
    passato l'ho fatto, ma alla fine mi sono accorto di come queste
    guerre siano solo strumento di biechi interessi economici...
    ...insomma l'unico altro uso della violenza accettabile, a parte il caso di una guerra di difesa (quando si viene aggrediti o si cerca di scacciare un invasore), è quello della "violenza rivoluzionaria" all'interno di un regime dittatoriale...
    Inoltre ritengo che, sebbene si debba cercare di combattere le situazioni di indesiderata solitudine ed abbandono od assistere le persone in caso di squilibrio mentale, una persona debba essere libera di scegliere se ritiene che la sua vita non valga la pena di essere vissuta ulteriormente e di ottenere l'eutanasia.
    Sono anche favorevole alla libera scelta della donna sull'aborto,
    anche se personalmente credo che starei davvero di merda se la mia donna decidesse di abortire, anche se magari si trattava di un "incidente"...perchè, insomma, bisogna sapersi prendere le proprie responsabilità anche per gli errori e gli incidenti, soprattutto se si vuole bene ad una persona...

    -Per quanto riguarda il PNR...bè...probabilmente entrambi
    condividiamo la passione per termini legati a periodi sgradevoli...
    In fondo "comunismo" è associato nella mente di molti ad
    esperimenti di socialismo reale nei quali si sono innestati dei
    soggetti profondamente malvagi (Stalin, Pol Pot, ecc...) e che
    quindi hanno causato milioni di morti...
    Devo dirti sinceramente...per un certo periodo della mia vita
    ho simpatizzato per il MSI ed ho votato pure un
    paio di volte Fiamma...quando mi è "sovvenuto" che il leader
    del partito che avevo votato era stato implicato nelle cose orribili
    legate alla "strategia della tensione" sono andato in crisi...
    ...io per cose come la strage della stazione di Bologna o quella
    di Piazza Fontana sarei per la caccia senza quartiere a tutti i
    responsabili ed i mandanti con ogni mezzo, con i relativi processi.
    La cancellazione di quella vergogna che sono i 'segreti di Stato'
    su queste cose sarebbe davvero il minimo!
    Ad ogni modo se è vero che questi termini possono essere stati
    abusati in passato, credo che lo siano stati proprio in virtù della
    non-negatività del loro significato..."Nazionale" e "Rivoluzionario"
    non mi sembrano di per sè condannabili come termini...assieme
    vogliono rappresentare una idea alternativa di rivoluzione...
    - Per quanto riguarda l'accostamento...ti faccio un esempio un
    pò "casereccio"...mettiamo che tu decida di fare un piatto che ti
    ispira, ma che non hai mai cucinato e di cui non conosci
    esattamente la ricetta. Tu proveresti prima a sperimentarlo in
    piccolo sul tuo fornello di casa oppure ti spacceresti per un
    grande chef andando a cucinare questo 'esperimento' nella
    cucina di un grande ristorante per centinaia e centinaia
    di persone?? Se sbagli i dosaggi a casa tua e in piccole dosi,
    te la sei mangiata tu e puoi migliorarla prima di passarla agli
    amici, ma se fai una porcata che causa il vomito a centinaia di
    persone ti sei screditato, ti pare?
    Credo che, obiettivamente, in questo periodo, benchè ci siano
    già delle basi "spirituali" per comunità in senso lato in ambito
    internazionale, mancano ancora le condizioni per una reale
    comunità in tale ambito...per questo la soluzione secondo me è
    cercare di predisporre il cambiamento nel nostro Paese e, se
    sembra "reggere", proporre il modello a persone volenterose in
    altri Paesi, in modo che possano "cucinarsi" il cambiamento
    aggiungendoci un pizzico delle "spezie" che piacciono dalle
    loro parti...ovvero adattandolo al loro contesto...poi in una simile
    ottica si può anche cominciare a ragionare in termini di
    "rivoluzione internazionale"...ma solo allora...
    Ê per questo che associo il termine "Nazione" a quello
    "Rivoluzione"...è una rivoluzione che si sperimenta in un contesto
    nazionale e, una volta adattata per bene, può essere proposta
    anche in altri contesti come un modello di successo!
    Ciao,
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  6. #6
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    In origine postato da Skarm
    Caro Nemo...

    -Cioè per "base etnica" intendi "razzista" o qualcos'altro?
    Non discordo da quanto dici riguardo l'esistenza di "ebrei di
    serie A" ed "ebrei di serie B" in Israele, però credo che sia una
    forma di razzismo che trae origini da una lettura religiosa
    fanatica. Insomma...Israele chiama a sè ebrei da ogni parte
    del Mondo in preda ad una ossessione da "accerchiamento
    demografico"...quindi è chiaro che ci sono quantomeno due
    livelli di discriminazione. Uno è nei confronti dei palestinesi
    non-ebrei...e uno nei confronti degli ebrei "convertiti" e non,
    diciamo, "di sangue". A quanto ne so comunque l'idea del
    proselitismo è piuttosto eccezionale nella religione ebraica...ed è
    per questo che dico che è una sorta di razzismo che trae origini
    più da una interpretazione religiosa fanatica che non da quelle
    degenerazioni post-illuministiche che portarono al razzismo
    più "classico".
    - Riguardo a Tangentopoli...credo che si debba guardare
    al "corso" di Mani Pulite...Mani Pulite è un episodio che si origina
    nell'ambiente milanese e che arriva a Roma attraverso
    un "effetto domino" iniziato tra i corrotti dell'ambiente milanese
    che "contagia" poi quelli dell'ambiente romano
    (ovvero "nazionale"). Quindi è ovvio che tale processo abbia
    colpito prevalentemente :
    a) I partiti che detenevano maggiore potere nell'area milanese e
    che, quindi, avevano più ampie fette di tangenti. Il MSI è stato
    "graziato" probabilmente per questo...le sue aree di influenza
    più forte non erano qui a Milano. Lo stesso si può dire per il
    PCI-PdS...le sue aree di influenza maggiore non erano qui...
    b) I partiti che non sono stati in grado di fermare l'ondata
    di "attacco di si salvi chi può" che prendeva quei suoi membri
    che venivano 'toccati' dalla Magistratura...il PCI-PdS ha subito
    dei "danni" sull'ambito locale, ma è riuscito a bloccare questo
    (positivo) "effetto domino" grazie ad un clima di omertà che
    ha impedito agli inquirenti di scoprire dove sia finita
    ad esempio quella tangente che era entrata a Botteghe
    Oscure e poi "puff" è sparita! :D Senza testimoni i magistrati
    possono fare poco...PSI e DC sono stati devastati perchè
    per salvarsi il culo i corrotti lasciavano procedere questo
    virtuoso "effetto domino"...che nel PCI ad un certo punto sono
    riusciti ad "arrestare", probabilmente in virtù di un rimasuglio
    di "fanatismo politico" (qualcuno ha deciso di "sacrificarsi" per
    il Partito...)...
    Per questo non credo affatto che si possa parlare di
    un "complotto atlantista-sionista" alla base dell'azione della
    Magistratura...PSI e DC sono caduti in virtù del loro potere
    (e corruzione) nell'ambito milanese e della loro nulla
    coesione interna. Poi magari possiamo discutere del "come mai"
    il PCI-PdS sia riuscito a mantenere tale "coesione interna"
    nel contesto romano...se mi bocci la possibilità del 'hara-kiri'
    politico di alcuni 'colpiti', posso anche considerare altre ipotesi...
    ...in fondo l'omertà si può conseguire in vari modi...



    :D La mia frase "dittatura del popolo sino alla vittoria!" era volutamente provocatoria...avevo trovato un pò ambigui questi passaggi e volevo 'costringerti' a chiarire meglio la tua posizione
    nei confronti del mezzo "dittatura del popolo"...
    "Stato popolare libero" non era molto chiarificatore delle tue effettive posizioni perchè tutte le dittature del socialismo reale
    si sono sempre chiamate "popolare" o "democrazia popolare"...
    ...certo...c'era quel "libero", ma mettendomelo come sinonimo di "dittatura del popolo" era pericolosamente ambiguo...
    Io credo nella libertà e nella democrazia (non nell'accezione ipocrita che si potrebbe dire "USA e getta", bensì in quella che si potrebbe dire 'ideale'...), quindi se qualcuno si provasse ad instaurare una dittatura a 'casa mia' è mio nemico, rosso o
    nero che sia... :D
    Infatti io credo che una nuova rivoluzione in un regime democratico vada conseguita attraverso gli strumenti pacifici della persuasione ed attraverso le urne...l'uso della "violenza rivoluzionaria" è lecito unicamente nelle dittature, dove piazzare una pallottola nella testa del Grande Fratello di turno o mozzargli la capoccia diviene "lecito"...ma non di certo in una democrazia, per quanto magari "malata"...




    Oh...se togli la "difesa della vita" io stesso posso dire di concordare con questi valori...riguardo alla questione della vita
    ho una opinione "particolare" che probabilmente non andrebbe
    giù a voi comunisti...
    La vita per me non è una cosa astratta assolutamente "sacra"
    ...ha un altissimo valore quella dei membri della Comunità e di coloro che, pur appartenendo ad altre Comunità, si pongono in modo pacifico nei confronti della Comunità stessa...ma se una persona calpesta scientemente le più basilari leggi della convivenza pacifica, rischiando di far degenerare la società allo stato di natura, è accettabile l'idea che questo "nemico" venga 'soppresso', magari lasciando l'opzione capitale come una scelta in una piccola rosa di pene possibili offerta dal giudice alla famiglia della vittima o alla vittima stessa...
    Ovviamente credo che prima si debba fare tutto il possibile perchè
    le persone non vengano spinte al delitto da cause che avrebbero
    potuto essere risolte dall'intervento dello Stato...in questi casi uso
    il termine "pseudo-nemico", pur ritenendo che la punizione debba
    comunque esserci (magari tenendo conto delle circostanze attenuanti) per garantire che il rispetto delle regole di convivenza pacifica venga mantenuto.
    O anche, nel caso di un "nemico esterno", ovvero un invasore...una persona di un'altra Comunità che, in conseguenza di una guerra, aggredisca la nostra Comunità è nostro diritto
    uccidere quella persona, a meno che non desista dal suo intento...
    Con questo non giustifico le guerre di aggressione...in
    passato l'ho fatto, ma alla fine mi sono accorto di come queste
    guerre siano solo strumento di biechi interessi economici...
    ...insomma l'unico altro uso della violenza accettabile, a parte il caso di una guerra di difesa (quando si viene aggrediti o si cerca di scacciare un invasore), è quello della "violenza rivoluzionaria" all'interno di un regime dittatoriale...
    Inoltre ritengo che, sebbene si debba cercare di combattere le situazioni di indesiderata solitudine ed abbandono od assistere le persone in caso di squilibrio mentale, una persona debba essere libera di scegliere se ritiene che la sua vita non valga la pena di essere vissuta ulteriormente e di ottenere l'eutanasia.
    Sono anche favorevole alla libera scelta della donna sull'aborto,
    anche se personalmente credo che starei davvero di merda se la mia donna decidesse di abortire, anche se magari si trattava di un "incidente"...perchè, insomma, bisogna sapersi prendere le proprie responsabilità anche per gli errori e gli incidenti, soprattutto se si vuole bene ad una persona...

    -Per quanto riguarda il PNR...bè...probabilmente entrambi
    condividiamo la passione per termini legati a periodi sgradevoli...
    In fondo "comunismo" è associato nella mente di molti ad
    esperimenti di socialismo reale nei quali si sono innestati dei
    soggetti profondamente malvagi (Stalin, Pol Pot, ecc...) e che
    quindi hanno causato milioni di morti...
    Devo dirti sinceramente...per un certo periodo della mia vita
    ho simpatizzato per il MSI ed ho votato pure un
    paio di volte Fiamma...quando mi è "sovvenuto" che il leader
    del partito che avevo votato era stato implicato nelle cose orribili
    legate alla "strategia della tensione" sono andato in crisi...
    ...io per cose come la strage della stazione di Bologna o quella
    di Piazza Fontana sarei per la caccia senza quartiere a tutti i
    responsabili ed i mandanti con ogni mezzo, con i relativi processi.
    La cancellazione di quella vergogna che sono i 'segreti di Stato'
    su queste cose sarebbe davvero il minimo!
    Ad ogni modo se è vero che questi termini possono essere stati
    abusati in passato, credo che lo siano stati proprio in virtù della
    non-negatività del loro significato..."Nazionale" e "Rivoluzionario"
    non mi sembrano di per sè condannabili come termini...assieme
    vogliono rappresentare una idea alternativa di rivoluzione...
    - Per quanto riguarda l'accostamento...ti faccio un esempio un
    pò "casereccio"...mettiamo che tu decida di fare un piatto che ti
    ispira, ma che non hai mai cucinato e di cui non conosci
    esattamente la ricetta. Tu proveresti prima a sperimentarlo in
    piccolo sul tuo fornello di casa oppure ti spacceresti per un
    grande chef andando a cucinare questo 'esperimento' nella
    cucina di un grande ristorante per centinaia e centinaia
    di persone?? Se sbagli i dosaggi a casa tua e in piccole dosi,
    te la sei mangiata tu e puoi migliorarla prima di passarla agli
    amici, ma se fai una porcata che causa il vomito a centinaia di
    persone ti sei screditato, ti pare?
    Credo che, obiettivamente, in questo periodo, benchè ci siano
    già delle basi "spirituali" per comunità in senso lato in ambito
    internazionale, mancano ancora le condizioni per una reale
    comunità in tale ambito...per questo la soluzione secondo me è
    cercare di predisporre il cambiamento nel nostro Paese e, se
    sembra "reggere", proporre il modello a persone volenterose in
    altri Paesi, in modo che possano "cucinarsi" il cambiamento
    aggiungendoci un pizzico delle "spezie" che piacciono dalle
    loro parti...ovvero adattandolo al loro contesto...poi in una simile
    ottica si può anche cominciare a ragionare in termini di
    "rivoluzione internazionale"...ma solo allora...
    Ê per questo che associo il termine "Nazione" a quello
    "Rivoluzione"...è una rivoluzione che si sperimenta in un contesto
    nazionale e, una volta adattata per bene, può essere proposta
    anche in altri contesti come un modello di successo!
    Ciao,
    Skarm
    -------------------------------------------------


    1) Su Israele: è più una discriminazione etnica quella che divide gli stessi cittadini ebrei; da una parte i cittadini di origine occidentale o europea(dell'est), dall'altra i cittadini ebrei afro/arabi; c'è da dire che parte di questa discriminazione in seno alla stessa società sionista và a ricadere, nelle sue origini, in una scelta governativa conforme alle esigenze del sistema produttivo: i falascià, gli ebrei etiopi, ad esempio sono stati "importati" nello stato sionista e ridotti in condizioni di subalternità, quali componenti di una classe letteralmente operaia di cui evidentemente il sistema israeliano abbisognava.
    Paradossalmente proprio questa condizione di marcata subalternità ha portato i falascià in passato a votare per protesta il Likud....un modo per noi difficilmente comprensibile di esprimere la propria rabbia sociale.
    Poi vi è il razzismo verso i palestinesi: quelli dotati di cittadinanza israeliana che sono considerati nè più nè meno che come i neri in Sud-Africa ai tempi dell'apartheid; e i palestinesi dei campi e dei territori, trattati dai sionisti letteralmente come i nazisti trattavano gli ebrei. In definitiva anche in Israele -anche in seno agli stessi ebrei israeliani- sussiste una neanche tanto velata "questione di classe", oltre s'intende al criminale apartheid antipalestinese.

    2)Su "tangentopoli" divago un pò: ho provato a scrivere in un altro forum un "pezzo" sulla morte di Craxi, nè più nè meno dicendo le cose scritte quì.
    Mi ha inquietato il riscontrare quel totale, acritico e condiviso furore puritano e giustizialista che fin troppo bene conosciamo in italia....prima si acclama.....e poi si lincia.....benedetto paese.
    Lo ripeto: tralasciando la politica interna è indubbio che il Craxi di Sigonella e del supporto alla causa palestinese fosse uno "statista"(o si sia comportato come tale).
    E' indubitabile che con un certo coraggio abbia "rotto" clamorosamente i delicati equilibri che rendevano l'italia totalmente subordinata ai disegni militari statunitensi.
    Affermare questo vuol dire forse essere "craxiani"?
    Elogiare le capacità tattiche di Napoleone vuol dire forse essere "bonapartisti"?

    Così come -ho scritto- è indubitabile che la politica della ruberia ci sia stata....ma il dramma è che farisaicamente si fa finta di ignorare che ancora c'è.....esattamente indenne.
    Ultimamente sto notando che diventa sempre più difficile affrontare criticamente ed in chiave dubitativa certi avvenimenti: con un approccio, giornalisticamente parlando, di "denuncia".
    Non si può parlare dell'11 settembre esponendo dei suffragati dubbi, quanto meno sulle modalità dell'atto, senza sentirsi addirittura dire che chi "dubita" dell'andamento conclamato degli avvenimenti di quel giorno è... un "dietrologo tendenzialmente antisemita"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non si può esporre una visione storica sul neofascismo in questi ultimi quarant'anni, basata su documenti ufficiali, atti giudiziari, testimonianze dirette, lunghe analisi...senza sentirsi dre che si è dei..."cospirazionisti"!!!!!!!!!!!
    Non si può dire che NON erano solo alcuni politici a rubare, ma TUTTO IL SISTEMA A BASARSI SUL FURTO, IL CLIENTELISMO, LA MAZZETTA.....senza suscitare le ire forcaiole degli italiani...di quegli italiani che forse...anzi no... che sicuramente non hanno mai votato Craxi, mai lo hanno mandato alla Camera ed alla presidenza del consiglio con il loro suffragio.....no, senz'altro....
    La sindrome italiana dell' "io non c'ero , e se c'ero dormivo": dormivamo quando c'era il fascismo...dormivamo quando ci furono le leggi razziali...dormivamo quando votavamo la DC...dormivamo quando votavamo il PSI...e tutti sapevano come funzionavano le cose...."dormivamo!", diranno quando "toccherà" al Berlusca!

    In sintesi: ribadisco il mio giudizio positivo sull'azione di Sigonella e sulla politica filo-palestinese di Craxi(due elementi ben precisi e circoscritti).

    Su "Mani Pulite";
    Continuo a pensare che le procure non si siano fermate per semplici limitazioni circoscrizionali, ma per una precisa volontà politica; la selezione(casuale o meno) dei partiti colpiti ha, caso strano, portato all'eliminazione degli esponenti di una politica italiana, sia estera che economica, in un qualche modo più autonoma; sono state lasciate intonse e intatte quelle forze dalle quali sarebbe scaturito il "nuovo" assetto politico bipolare(in realtà le seconde e terze file del vecchio potere), liberista, teso alle privatizzazioni e marcatamente prono verso una mai storicamente supportata politica completamente filo israeliana e americanista.
    Solo un caso???
    Questo, checchè ne pensino gli italiani assurti a ruolo di vestali di una purezza che "mai corruzione conobbe", mi consente(ma sono in buona compagnia) di formulare dele ipotesi riguardo ad una indagine (se vuoi di tipo giornalistico) sui risvolti ignoti di Tangentopoli: poi mi si accusi pure di dietrologia, cospirazionismo, "antisemitismo",ecc.ecc....."me ne frego".....
    In quel contesto sottolineare la validità di alcuni gesti da "statista" di Craxi, e soprattutto raffrontarli con la miseria, la nullità dell'attuale classe politica, resta per me una operazione legittimissima.
    Questo non vuol dire essere favorevoli a Craxi o al PSI di allora, o alle ruberie, ma solo cercare di essere equi in una ricerca storica;
    E onesti, nell'affermare che i politici di oggi sono , nella tragedia, molto, ma molto peggio di quelli di trent'anni fà.....

    Concludendo reputo pertanto possibile un nesso causale tra quanto avvenuto a bordo dello Yacht Britannica e quanto scatenato poi nel paese; soprattutto in relazione al clima internazionale di quegli anni.

    3)Sulla fase di transizione così ti ho scritto fin dalla prima risposta:
    "(...)Quello che ci è dato di fare è di avviare le dinamiche che possano condurre ad un tale esito, non curarci di quando esattamente ciò avverrà: a mio modesto avviso parliamo di tempi esponenziali, di una vera e propria fase evolutiva dell’umanità che richiederà sforzi, sacrifici e un lungo cammino.

    Sul piano della contingenza: a noi spetterebbe il compito di impegnarci affinché si possa portare in politica le ragioni di una azione ispirata a tali fini, con l’ambiziosa meta di porre le premesse per uno stato che assuma costituzionalmente gli elementi di una cultura politica socialista, diventando così di fatto “stato popolare libero”; uno stato popolare che si incammini in un processo di perenne miglioramento: un processo –ripeto- dai tempi non quantificabili.
    Quindi già uno stato popolare strutturato costituzionalmente su norme programmatiche socialiste sarebbe una conquista inimmaginabile oggi.
    Uno stato siffatto potrebbe anche svilupparsi in una forma partecipativa-democratica, pur dovendo concedere qualcosa in termini di autodifesa e resistenza attiva alla pressione dei regimi imperialisti.
    Non dobbiamo dunque immaginarci il “comunismo” come una ideologia, quanto piuttosto come una prospettiva filosofica , costruita sulla ricerca scientifico-sociale, che presieda alla costruzione di un sensato e realistico programma socialista per il nostro tempo.(...)"
    Nessuna "dittatura" dunque.

    5)Sulla "difesa della vita": non mi riferivo all'aborto.

    6)Sui termini: capisco il tuo ragionamento, e sotto un punto di vista formale hai ragione a sottolineare una difficile interpretazione semantica di certi concetti.
    Ma se "comunismo" ha ancora un senso politico, etico, filosofico e sociale, non so esattamente(al di là dei davvero ambigui precedenti) cosa significhi "nazional-rivoluzionario"; quali sono gli elementi che giustificano una rivoluzione che sia prima nazionale che sociale?
    Non riesco ad individuarne.

    cordialmente
    nemo

  7. #7
    Con l'Iraq che si ribella
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    1) Sì...concordo sull'analisi, anche se credo che vi sia nel "razzismo
    duplice" israeliano una radice religiosa più che biologica...
    Leggendolo in una radice religiosa, pur restando aberrante,
    acquista una sua coerenza interna...
    Insomma gli israeliani terrorizzati dal "pericolo demografico"
    disprezzano più gli arabi non-ebrei che gli etiopi/arabi ebrei,
    che però non considerano "veri ebrei"...
    2) No...no...le tue considerazioni sulla politica estera di Craxi ed
    Andreotti le considero condivisibili...su Sigonella ammetto di
    averne solo sentito accennare e dagli accenni che ne ho sentiti
    la scelta mi è piaciuta...mi informerò meglio.
    Non mi pare di averti "accusato" di essere "craxiano", però sono
    scettico nei confronti della tesi che l'inchiesta di Mani Pulite sia
    frutto di una cospirazione yankee...obiettivamente con il
    linciaggio che hanno subito i giudici del pool per la loro scelta
    tenderei a dubitare che il pool sia stato una banda di agenti
    atlantisti-sionisti...anche se non escludo che il contesto di
    consenso fanatico che circondò quella inchiesta
    possa essere stato creato anche grazie a "operatori occulti"...
    Che non fosse Craxi a rubare lo so...la tangente e la
    raccomandazione fanno parte dell'ottica illegalistica della
    mentalità italiana...Craxi ed altri politici fecero scalpore perchè
    le tangenti se le erano intascate "per sè"...mentre nell'ottica
    italiana il fatto che uno le prendesse "per il Partito" risultava più
    'accettabile' perchè siamo un popolo terribilmente fazioso e con
    uno scarso senso dello Stato...
    Sinceramente di vero giornalismo di inchiesta io ho conosciuto
    solo Report e poco altro, ma forse è perchè sono troppo
    giovane o forse solo male informato...ad ogni modo mi
    piacerebbe che ce ne fosse di più...
    Condivido il tuo giudizio sui politici di oggi...i politici di oggi sono
    davvero "il nulla"...rozzi, ignoranti o, al meglio, "squallidi"!
    3) Ok.
    4) Sì...quello lo sospettavo, ma ho voluto esserne certo...però ti
    riferivi al fatto di essere "contro la pena capitale"...
    Io invece, in determinate circostanze, sono favorevole...
    5) Mah...io considero "rivoluzione" unicamente una "rivoluzione
    sociale" che miri a fare dello Stato ciò che dovrebbe essere
    veramente...uno strumento al servizio del benessere e della
    sicurezza di tutti i membri della comunità! Quella che io
    chiamo "difesa dal Paradosso" (il fatto che la gente possa
    morire di fame o vivere nell'indigenza in un Paese opulento...)
    è uno dei compiti essenziali di un moderno Stato che faccia
    (come è suo dovere) gli interessi della sua Comunità!
    Nessuno può vivere sicuro e sereno se
    non fa in modo che nella sua comunità ci sia un benessere
    diffuso e a ciascuno siano date uguali possibilità...ed in un
    Mondo globalizzato nessuna comunità può isolarsi
    ermeticamente fregandosi del resto dell'Umanità...
    Il "nazionale" indica che il progetto parte
    dall'ambito nazionale, in quanto, obiettivamente,
    è ancora l'unico contesto nel quale il popolo ha una certa
    influenza. Al di fuori di questo contesto non esistono strutture
    veramente democratiche nelle quali il popolo conti (le stesse
    elezioni europee le reputo una buffonata...l'Europa è
    sequestrata dalle lobbies, basta vedere la struttura politica
    attuale...)! Se dai un significato al posizionamento dei due
    termini, sinceramente io sono andato unicamente ad
    "associazione"...
    Ad ogni modo non mi sorprende che "nazionalrivoluzionario"
    non ti dica molto...a quanto mi è parso di capire da quanto
    scrivevi riguardo alle varie posizioni del neofascismo sarebbe
    un termine che in passato è stato usato come "specchietto per
    le allodole" in chiave anticomunista e filoatlantista, ma questo
    perchè è un termine che ha una sua connotazione positiva!

    Ad ogni modo...dato che da come procede la discussione sul nome mi pare abbastanza evidente che, come ho detto in altri post, quando si cerca di fare delle discussioni tra destra e sinistra
    si finisce sempre per dire "troviamo gli elementi comuni", ma poi
    uno cerca di ficcare su il proprio "bollino" e far ingozzare l'altro delle proprie posizioni...non sono tipo che si fa "ficcare in testa bollini" nè tantomeno "convertire".
    Quando ero più giovane ponevo delle problematiche ponendo le quali uno si beccava del "fascista" e quella è l'unica etichetta che mi sono preso...ma le etichette "per essere X devi dire Y o sennò non sei X, capito??" mi stanno profondamente sul cazzo e sono la ragione percui sono stato sempre di Destra!
    Effettivamente mi pare di capire, dai tuoi discorsi, che ritieni che la Destra sia una sorta di grosso minestrone assolutamente atomizzato nel quale convivono tesi anche fortemente differenti e spesso con deboli o ambigui impianti ideologici...credo di aver
    avuto sempre più o meno la stessa impressione (se non hai la stessa impressione correggimi pure...)...forse è proprio per questo che mi sono sempre considerato "di Destra"...ho sempre disprezzato la mentalità dogmatica ed acritica che vedevo in molti studenti comunistelli...io non mi conformo...io vado in rottura...non ho "tabù" o tematiche rispetto alle quali sento di dovermi pormi acriticamente...ho sempre odiato la Sinistra italiana per i suoi toni "cattocomunistici"...il piagnonismo come dogma e l'assoluto menefreghismo nei confronti della propria comunità...il criminale "poverino", mentre della vittima "tanto è già crepata, chissenefrega"...a me stè cose fanno ANDARE IN BESTIA,
    capito Nemo??
    Molte che sostengo suonano ad alcuni miei amici come di estrema sinistra, ma io odio con tutta la mia anima il "trinariciutismo piagnone cattocomunista nonchè il terzomondismo acritico" che Ê la Sinistra, quantomeno in Italia...e non posso certo neppure dire di essere "comunista" perchè se qualcuno avesse avuto l'idea di farmi la Rivoluzione Rossa in casa e rendere il mio Paese succube dell'URSS...LO AVREI PRESO A FUCILATE!!
    ...o se parliamo di quelli di Lotta Comunista, con tutta la simpatia
    che posso provare per loro, quando mi dicono che il loro compito
    sarebbe solo di distribuire giornaletti scritti in un linguaggio ai limiti dell'intelleggibilità per prepararsi per la Rivoluzione che pioverà su di loro come la manna dal cielo...a me sembrano, obiettivamente, 'MATTI'!! Poi magari qualche volta il giornale glielo compro pure perchè uno dice "si sentono felici a fare questo, non fanno nulla di male, diamo pure loro una mano"...ma non cambia molto le cose...
    ...o parliamo di quei vandali del cazzo che rompono le vetrine e danno fuoco alla roba? Io come rimedio per i blackblock avrei messo i "cecchini" sui tetti!!
    ...il primo coglione che si incappucciava e cominciava fare il vandalo si beccava una pallottola in una gamba e finiva in gabbia!
    -E se era un infiltrato della polizia o dei servizi segreti, come
    sostengono persone di sx che conosco...CAZZI SUOI!!-
    ...e, giusto per finire in bellezza, ODIO la tendenza di molte persone di sx (quantomeno qui in Italia) di bollare a priori qualunque militare, magistrato, poliziotto o carabiniere come "vigliacco fascista"! La tesi secondo cui tirare una molotov contro un servitore dello Stato sia perfettamente ok, perchè
    "tanto sono uguali ai criminali solo che delinquono con su la divisa"! (e ti dico...ho sentito farmi un discorso di questo tipo da una persona che conosco!)...e questo benchè io ritenga che QUALUNQUE servitore dello Stato che abusi dei suoi poteri per farsi strumento di interessi privati o di una fazione debba essere punito CON LA MASSIMA SEVERITà!

    Forse all'Estero mi riterrei "socialista" o "di Estrema Sinistra", ma di certo non qui...non in Italia...la Sinistra più visibile è drammaticamente non-seria ed irresponsabile in questo Paese quindi ho un assoluto rigetto all'idea di definirmi "di Sinistra"!
    Spero di aver chiarito "perchè" non sono di Sinistra...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  8. #8
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    Predefinito problemi a non finire....

    Caro Skarm,

    1)Diciamo un razzismo biologico veicolato da una concezione totalitariamente teocratica.

    2)Si, lo so che non mi hai dato del "craxista": mi riferivo ad un intervento (invero un po' provocatorio) fatto su un altro forum.

    4 )- 5, ecc.)

    Sulla dimensione nazionale della liberazione possiamo andare d'accordo, oppure al contempo intendere due cose diametralmente opposte.
    Tutto sta'nell'attribuire il corretto significato(o quello cotestualmente idoneo) alle parole.
    Se per "nazione" intendi quell'elemento sociologicamente ed/o etnicamente inteso come parte pregnante dell'esistenza umana, il tuo riferimento a questo termine è appropriato.
    Se invece confondi la "nazione", che è un dato sociale, dinamico e culturale, con lo "stato", che è l'insieme delle istituzioni che una nazione, più nazioni, una comunità, più comunità o financo più individui possono darsi, allora non ci siamo.
    Mi rendo conto che su questo argomento in Italia si sia ragionato poco, almeno fino alla comparsa dei fenomeni leghisti o identitari.
    L'Italia è ad esempio uno stato, abbastanza omogeneo, al cui interno tuttavia convivono in senso etnico più nazioni: quelle assodate sono la nazione ladina, la nazione friulana, la nazione sarda, e qualcuno ci aggiunge anche quella siciliana....anche se etnicamente non è proprio corretto.
    Ciò non di meno l'Italia è uno "stato".
    La Francia si compone della nazione occitana, di quella basca e di quella bretone, oltre a quella "francese" che è la parte più centrale.
    La Spagna comprende i Paesi Baschi, la Catalunia, la Cantabria e la Galizia.
    L'Inghilterra comprende parte dell'Irlanda, il Galles e la Scozia.
    Come vedi è un bel dire definirsi "nazionalrivoluzionari"!
    Se non si assume il dato identitario in un più ampio contesto di liberazione inter-nazionale, approfondendo le forme dello sfruttamento, le sue origini e quindi le conseguenti ipotetiche soluzioni, si sprofonda nel magma del vetero-nazionalismo; o comunque della riproposizione di modelli sociali costruiti su realtà storiche ormai superate dalla mutazione degli assetti produttivi e politici.

    Detto questo: quando parli di una difesa della comunità, non puoi genericamente de-contestualizzare l'oggetto delle tue analisi.
    A che stato ti riferisci quando affermi la tua volontà di "difendere" un certo ordine nello svolgimento della vita sociale?
    Questo "Stato"(che tu scrivi con la "S" maiuscola)?
    Premetto:
    Che la sinistra (tutta, anche e soprattutto nelle sue varianti estreme) oggi rapprsenti un calderone di sterilità commista a alienazione e demagogia, "non ci piove".
    E sai bene che non indulgo in alcun atteggiamento pietistico verso chi ha fatto del socialismo una specie di "ragione sociale" dei luoghi "autogestiti" dove andare a farsi le canne o bere birra a poco prezzo.
    Non stimo chi predicando un delirante "antifascismo" esoterico, maschera la propria plateale inutilità non solo politica ma esistenziale;
    Ma non bisogna fare l'errore di buttar via il bambino con l'acqua sporca.....
    Il socialismo non nasce da questi epifenomeni, nè nasce dai regimi del socialismo reale.
    E' altro, ben alta e forte visione del mondo e delle cose, che non gli Agnoletti o i Casarini.

    Sullo stato:
    in diritto costituzionale conta quando si parla di "stato" l'analisi delle norme positive, di quelle programmatiche e dei meccanismi atti alla loro formazione.
    Ma in politica lo "stato" è qualcosa di diverso.
    Prendi la costituzione della repubblica italiana: ha talmente tanti elementi giuridici(norme di natura programmatica) frutto della volontà di costituenti e legislatori dalle diverse idee polithce, che la si potrebbe tranquillamente impiegare in diverse forme di stato.
    Pensa che addirittura l'art.46 sancisce il diritto alla cogestione delle imprese.
    Mentre solo applicando ed estendendo il criterio presente nell'art.3 si potrebbe legittimare la costruzione di una repubblica socialista.
    Tuttavia lo stato nel suo insieme và inteso come quella "coabitazione di poteri reali che indirizzano lo svolgimento e l'orientamento delle istituzioni in una precisa direzione delineabile sul piano dell'effettività".
    In questo senso io parlo di "stato".
    In questo senso ritengo più che mai necessaria la trasformazione dello stato, come presupposto per un suo superamento.
    Sai, a studiare la storia italiana degli ultimi 60 anni si capiscono molte cose. Si capisce la natura fallimentare di certi meccanismi pseudo-politici che "vivono" ai margini del sistema, e soprattutto si capisce che non sempre una azione con pretese politiche sortisce l'effetto desiderato: talvolta anzi sortisce un effetto opposto.
    Ed in questo caso spesse volte le azioni di gruppi politici che si proclamano "contro lo stato" vengono tollerate in quanto legittimano quegli equilibri cui sopra ti ho accennato.
    L'estremismo, diceva Lenin, è una malattia infantile; non solo del comunismo, aggiungiamo noi.
    Intendendo infatti l'analisi leniniana in maniera estensiva possiamo dire che in un sistema rappresentativo a base elettorale, chiunque si collochi su un piano esterno alla politica (che è dialettica delle masse formate da individui accomunati da più fattori) si colloca in una zona grigia nella quale e dalla quale gli sarà impossibile -fisicamente- interagire con la situazione che si desidera mutare.
    Ecco perchè ripudio la sinistra estrema, e lo faccio da comunista e da marxista: perchè ha la grande colpa storica di aver trascinato le ragioni del dissenso al di fuori dell'agone politico con le solite scuse di un antiparlamentarismo del tutto gridato ed irrealistico.
    Un esempio su tutti è per me il cosidetto "movimento dei movimenti": originariamente una espressione interessante e importante di quei sintomi che indicavano una decostruzione e ricomposizione delle dinamiche di classe.
    Oggi un fenomeno che , dopo il G8 del 2001, è diventato patrimonio dei soliti centri più o meno ufficiosi della sinistra istituzionale che hanno da troppo tempo "in appalto" la gestione del dissenso in questo paese.
    La percezione di questa impotenza della rete movimentistica che si è espressa nel fenomeno (ormi conclusosi) del "no-global" ha portato purtroppo alla confluenza di molti giovani, privi di supporto culturale e "bruciati" dal nichilismo post-ideologico, a finire preda dei deliranti anarcoidi-insurrezionalisti, i quali(chiedo scusa a coloro che intelletualmente credono nell'anarchismo, che pure comunque non condivido) dimostrano con la loro azione acefala proprio l'estrema pericolosità di una prassi priva di una idonea struttura di analisi sociale, politica ed economica.
    Pericolosità che và a danno della causa degli emarginati e degli oppressi, i quali di contro alle teorie che non condivido assolutamente dei "popoli reazionari", sono presenti in ogni società.
    Posso dirti che a Genova ero presente, a pochi metri dal luogo in cui fù assassinato Giuliani: posso dirti che al banco degli imputati porterei gli assassini materiali di quel ragazzo, ma anche Agnolletto e Casarini; i due che hanno "mandato" letteralmente al massacro migliaia di ragazzini e ragazzine (in modo molto italico e savoiardo) facendo loro intendere che cose tipo "dichiarare guerra al g8" e "sfondare la zona rossa" sarebbero state una specie di "gioco", di grande gioco concordato con la polizia.
    Più sobrio e sano sarebbe stato il manifestare come in molti abbiamo fatto evitando di provocare uno schieramento poliziesco impressionante e violento.
    Perchè ,credimi così come c'erano quelli che spaccavano le vetrine c'erano anche quegli altri, "strafatti" di anfetamnie, che pestavano ragazzini/e, donne e uomini senza alcuna discriminazione: è questo è ormai un fatto acclarato in sede giudiziaria e penale.
    In media stat virtus dicevano i latini.....
    Forse, a ripensarci sarebbe stato più saggio politicamente fare come aveva suggerito Beppe Grillo: disertare Genova, consegnargli una città deserta e chiusa in segno di rifiuto dell'occupazione da parte dei G8....non so....

    Restano i problemi: sul piano nazionale l'Italia dovrà prima o poi fare i conti con la sua poliedricità culturale; dovrà comprendere che nel contesto una emancipazione dei popoli, una specificità come quella dei sardi ha il pieno diritto ad una autodeterminazione che non secessione sarebbe, quanto piuttosto parificazione dei diritti collettivi; mi soffermo sui sardi perchè da quando è emerso il fenomeno leghista(la cui origine è economica e liberista) questo popolo, veramente nazione assieme ai friulani, si è visto confuso e mescolato a istanze separatiste di tipo xenofobo che ne hanno sporcato le ragioni....ragioni recentemente riconosciute anche dall'ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga, tra l'altro "cittatdino onorario" dei Paesi baschi....
    Se dunque tu fossi un coerente "nazional-rivoluzionario" dovresti fare i conti con chi "nazione" è, in modo inconfutabile e riconosciuto dalla legge italiana, legge 492, che sancisce il bilinguismo perfetto tra sardo e italiano.
    Un bel problema vero?
    E ragionando in un'ottica europea dovresti rilevare i diritti collettivi ,oggi sanciti dalle nazioni unite( risoluzione n°1514), che animano da mezzo secolo le rivendicazioni dei baschi.
    Per quanto mi riguarda le soluzioni alla questione delle identità nazionali calpestate dalla formazione degli stati-nazione può e deve essere risolta solo nel quadro di una trasfomazione sociale e politica ampia che inquadri in una logica di sinerigia e unione la necessaria autodeterminazione dei popoli: e questo può avvenire solo nel socialismo; in un socialismo che consenta di compattare un campo di paesi indipendenti resi immuni dalle dinamiche della speculazione capitalistica da un insieme di regole fondanti condivise.
    Se al posto della Unione Europea dei potentati bancari e finanziari vi fosse una federazione socialista tutti questi problemi relativi alla piena esplicitazione del proprio diritto ad una effettiva autodeterminazione sarebbero risolti evitando per altro il pericolo che la nazionalità diventi cagione di rottura e divisione etnica.
    Che un riassetto globale in ambito europeo del modello istituzionale statale sia necessario è ovvio: esistono anche enti riconosciuti dalla stessa Unione Europea che lo affermano.
    Che questa riassetto pur partendo da uno spirito identitario e comunitario debba coincidere a livello macro-politico con un modello di convivenza strutturato sulle fondamenta di una democrazia sostanziale, è indubbio.
    Solo nel socialismo troverebbero senso parole vuote come "federalismo" e "comunità".
    Ma queste sono cose che appartengono alle fondamenta della scienza politica: furono i contrattualisti i primi a sottolineare l'importanza del decentramento del potere, allora si diceva da devolversi alle "municipalità"....
    I leghisti xenofobi, e ben voluti dagli United States che mirano ad utilizzare le riemergenti questioni identitarie in chiave di indebolimento preventivo dei popoli europei, con tutto ciò non c'entrano nulla....
    Nazione, nazioni, emancipazione sociale, socialismo.....
    Come vedi è davvero una complessa e spinosa questione: che per altro potrai trovare ben affrontata solo dai compagni comunitaristi(che hanno questo notevole merito storico).

    Anche io mi ritengo un sostenitore di una convivenza ordinata dei cittadini di uno stato: ma lo stato cui faccio riferimento ancora non esiste.
    Quando esisterà mi porrò il problema delle norme che debbono sancire questa convivenza.
    Per ora mi limito a riconoscere la necessarietà di un comportamento politico e civile teso a costruire una alternativa di società.
    Chi lancia strali contro le varie polizie senza rendersi conto che comunque gli apparati difensivi di uno stato fanno solo ciò che gli si ordina direttamente o indirettamente, commette un errore che inficia nella premessa le sue analisi.
    Ad esempio: quei cretini che ritenevano che fosse stata l'estrema destra ad infiltrare negli anni di piombo dei "servizi segreti deviati"...e non come in realtà è successo, i servizi (frazionati, corrispondenti ognuno ad uno specifico potere politico/economico ed in competizione tra loro) ad attuare "tramite" lo sfruttamento dell'estrema destra E dell'estrema sinistra una brutale "strategia di bialnciamento(della tesnione) degli equilibri sociali".
    Non so se tu veramente, con il senno di poi, avresti combattuto per "difendere" il tuo paese contro l'Urss....
    Io, te lo dico con franchezza non posso sapere con certezza cosa avrei fatto: molte scelte dipendono in realtà da fattori e questioni personali, emotive, contingenti e ben poco "politiche" e razionali.
    Oggi come oggi credo che -e te lo dico con serenità e in modo chiaramente allegorico- avrei accompagnato ben volentieri i cosacchi della gloriosa Armata Rossa ad abbeverare i loro cavalli alle fontane di San Pietro.

    Ma la storia, si sa, non è fatta di ipotesi.

    saluti marxisti e comunisti.
    e (come sono solito dire, credendo nel modello del soviet): Sovietzkij Soiutz.
    nemo

  9. #9
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    Caro Nemo,
    1) Sì...questa è una definizione più condivisibile del fenomeno.
    2) Purtroppo quando ci si pone in modo provocatorio, come
    "coscienza critica", ci si deve pure aspettare di beccarsi
    delle etichette non veritiere. Io stesso non di rado mi sono
    beccato del "comunista", della "banderuola"...sono stato
    accusato di "non avere radici politiche"...di essere un "nulla
    politico"...ecc... Ti dirò...soprattutto Craxi è una
    tematica "bollente" soprattutto per colpa di quel clown di
    Berlusconi...ha rotto i coglioni per 10 anni con la "magistratura
    rossa", le "toghe rosse", il "regime comunista", "Craxi martire
    perseguitato", ecc...e lo ha fatto con una insistenza e dicendo
    tali bestialità da far andare in bestia anche una persona
    tranquilla...perciò quando tiri fuori Craxi e parli di qualcosa che
    magari suoni anche solo vagamente simile alle argomentazioni
    di Berlusca, molti diventano "idrofobi"...
    Io stesso sono piuttosto suscettibile su questo fronte perchè
    Berlusconi mi ha veramente profondamente rotto i coglioni con
    le sue continue cretinate a reti unificate!
    3) Effettivamente quella che poni è una questione spinosa...
    Ammetto di non essermela mai posta in questi termini...
    Obiettivamente gli Stati nazionali si sono formati per logiche
    verticistiche e hanno ottenuto il consenso necessario perchè
    chi vedeva questa formazione con favore considerava coloro
    che si facevano portatori di questa "unità" come più "simili" a sè
    rispetto all'attuale occupante o ad altro un minaccioso straniero
    ai propri confini. Questo è stato poi "contagioso" perchè ai
    piccoli grappoli di staterelli si rendeva necessario difendersi da
    uno "Stato nazionale" visto come "più alieno" rispetto a quello
    che si andava a formare...
    Ponendosi in modo un pò "polemico"...uno si pone questa
    domanda...perchè diamine dovrei allearmi con quello lì che sta
    lontano da casa mia, che "parla male" e mangia delle
    "schifezze"?
    Ad una domanda simile probabilmente chi era favorevole
    all'Unificazione si sarà risposto "Ê vero...ma io e lui abbiamo più
    cose in comune che con quell'altro!".
    Da questo ragionamento che io ho posto in termini piuttosto
    banali (magari comici) si forma la radice di quella condizione
    "spirituale" che io considero alla base della formazione di una
    comunità in senso stretto...che implica il "sentirsene parte",
    essere fiero anche degli antenati di quello che vive lontano da
    casa mia, che "parla male" e mangia "schifezze"!
    ...la comunità in senso stretto necessita poi della formazione di
    leggi di convivenza pacifica e quindi anche di uno "Stato", che
    altro non è che uno strumento politico-organizzativo che una
    comunità libera forma o riconosce.
    Poi però guardiamo pure alla storia reale...eventi come
    l'Unificazione d'Italia hanno trovato consenso per le ragioni che
    indicavo sopra, ma si sono concluse con l'istituzione di realtà
    imperfette proprio perchè nate come decisioni "verticistiche"
    guidate da considerazioni "altre"...
    Questo ha spinto ad annettere anche territori che non si sono
    mai sentiti abbastanza "simili" al resto dell'Italia da desiderare
    l'Unificazione. Ora...nel corso degli anni, se ci fosse stato un
    vero rispetto...se ci fosse stato un vero "considerarsi tutti
    italiani"...forse anche queste popolazioni avrebbero potuto
    sentirsi "italiane". Questo per la stessa ragione per la quale
    un immigrato può essere "italiano" in virtù unicamente del suo
    sincero desiderio di diventare italiano!
    Il minimo che si possa fare qualora non sia possibile concedere
    un referendum per permettere, in caso di vittoria, a queste
    zone non-italiane la secessione, quantomeno dare a quelle
    minoranze che lo desiderino la possibilità di usare la
    propria lingua al pari della lingua italiana...non ti nascondo che
    una simile cosa mi rattristerebbe, perchè tendo a considerare
    pure i sardi ed altre minoranze "italiani", ma si tratta
    unicamente di una abitudine...se loro in larga maggioranza non
    si ritenessero tali credo che debbano essere lasciati liberi di
    separarsi.

    Riguardo allo Stato : Lo Stato attuale è imperfetto e
    migliorabile...confrontandolo con la concezione di uno Stato che
    agisca unicamente in funzione degli interessi della Comunità è
    uno Stato che necessita di un cambiamento...ma
    obiettivamente vedi maggiore influenza del volere popolare in
    uno Stato imperfetto come questo o nell'UE? O nell'ONU?
    Quanto contano i popoli nell'ONU? Ti pare che sia una
    istituzione che possa realmente porsi come baluardo a difesa
    dallo stato di natura per l'Umanità?
    A me sembra di no...
    Anche uno Stato come il nostro necessita di un cambiamento
    per tutelare meglio gli interessi della Comunità italiana...quanto
    cambiamento ci vorrebbe per l'UE e per l'ONU?
    Io semplicemente credo che lo Stato nazionale al momento
    attuale sia l'unico che ha qualche possibilità di evoluzione verso
    il miglioramento...le altre strutture sono malate ed i
    cambiamenti da attuare per loro sarebbero molto più radicali...

    Riguardo all'URSS : Mi baso su una semplice considerazione...
    ...io combatterei contro qualunque Stato che cercasse di
    entrare in armi nel mio Paese ed annetterselo. Non importa
    se fosse l'URSS, gli USA, la Germania, la Jugoslavia o
    chi per esso...
    Se anche propugnasse delle idee che condivido lo prenderei a
    fucilate lo stesso...nutro il massimo dispregio per il concetto
    tutto italiano di "farsi salvare dal Liberatore Straniero" o "farsi
    aiutare dall'Amico Straniero", non per niente sostengo una
    "rivoluzione nazionale"...con persone volenterose di ciascun
    Paese che si sforzano di fare una rivoluzione che nei principi
    cardine sia sempre uguale, ma che poi assuma un aspetto
    accettabile per quello specifico Paese e nasca come un
    fenomeno nazionale -anche se poi (una volta diffuso in molti
    Paesi) sia poi possibile gestire la cosa anche a livello
    internazionale, ma sempre con posizioni paritetiche-...non "lo
    Straniero Liberatore che ci porterà la libertà"! Lo "Straniero
    Liberatore", a meno che non parliamo di singole persone (che
    possono anche essere motivate da nobili intenti), ha
    sempre "motivazioni altre" quando dice che viene a "liberarti"!

    Concordo con l'analisi leniniana intesa in maniera estensiva...
    ...non so come tu possa vederla, ma non ho mai smesso di
    votare perchè spero (magari mi illudo) di portare qualche
    cambiamento o quantomeno di "ridurre il danno"...anche se
    sinceramente vorrei un Partito che propugnasse un
    cambiamento come lo concepisco io...è per questo che ho
    "fondato" questo mio Partito e ho cominciato a costruirne le
    basi ideologiche...spero che un giorno queste idee trovino
    consenso e vengano realizzate da un Partito che potrà essere
    chiamato PNR o in un'altro modo...insomma...il "Mondo migliore"
    che sogno io a me sembra meno ambizioso di quello
    favoleggiato dal Socialismo Reale, ma certe volte
    leggendo ad esempio le cose orribili che racconti sulla
    "strategia della tensione" mi sembra quasi un "Eden di
    Giustizia ed Uguaglianza"!

    Riguardo al G8 : Non so che dirti...io non c'ero e quindi se eri
    lì a qualche metro dal luogo dove è avvenuto il fatto
    probabilmente hai strumenti migliori per giudicare gli eventi.
    A Genova mi pare che sia stato gestito tutto davvero male...
    E questo da entrambe le parti...
    Se fossi stato al Governo avrei cambiato locazione per una
    meglio difendibile, su una nave o avrei fatto quella stupida
    conferenza in videoconferenza...al peggio avrei messo i
    cecchini sugli elicotteri per gambizzare o magari sparargli una
    siringa di tranquillante (che forse è meno pericoloso per gli
    altri) il primo mascherato che si metteva a fare danni,
    annunciandolo preventivamente.
    Non avrei mandato gente di leva o poco addestrata a
    gestire una cosa simile.
    Credo che sia stato il fatto di inseguire la gente per i vicoli che
    ha trasformato Genova in quella specie di teatro di guerra che
    poi si è visto...e che ha dato spazio poi agli abusi che si
    sono visti...

    Non mi è chiaro il discorso che fai su Agnoletto e Casarini, vorrei che me lo chiarificassi...cosa intendi per spacciare la "guerra
    al g8" per una specie di "gioco" concordato con la polizia??

    Io, come ho detto, non c'ero...ma credo che la gestione
    di Agnoletto e Casarini sia stata molto poco matura...io sono stato
    un paio di volte alle manifestazioni dei sindacati e non sono mai successi dei casini...potrai dirmi che magari c'era un interesse a scatenare il macello...non so...però se sai che può esserci un simile "interesse" allora ci stai davvero all'occhio per evitare che succedano casini!

    Ad ogni modo, una nota...su Carlo Giuliani...non si va incappucciati
    ad una manifestazione pacifica...si incappucciano solo i delinquenti
    e quelli che hanno qualcosa da nascondere.
    Io credo che Agnoletto & co. avrebbero fatto meglio a chiarire agli
    "incappucciati" di starsene a casa ed isolarli...probabilmente così Giuliani sarebbe ancora vivo.

    Mi pare che Agnoletto e Casarini abbiano gestito il movimento
    no-global oserei dire "come un branco di pecore"...ma sarebbe
    del tutto scorretto...il branco di pecore il pastore lo gestisce bene,
    lui ed i suoi cani, perchè se una pecora fugge, si fa male o crepa
    sono cazzi acidi per il pastore!...invece Agnoletto e Casarini mi sembra se ne siano fottuti alla grande di come evitare i problemi e poi, mi pare, hanno pure strumentalizzato gli incidenti!
    Correggimi se la mia impressione ti sembra sbagliata...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

 

 

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