Questo strano personaggio una ne pensa cento ne fa o meglio dice (di cazzate), glielo ha ordinato il medico di intervenire su ogni virgola romana?
Ecco la sua dichiarazione sulla bocciatura del lodo schifezzani
Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli contesta la possibilità che la Corte costituzionale - organismo non elettivo - dichiari incostituzionali leggi votate da un organismo elettivo come il Parlamento. Commentando la sentenza di oggi con la quale la Consulta ha bocciato la legge che prevede l'immunità penale per le cinque alte cariche dello Stato, il leader leghista è parso negare alla base il concetto stesso del processo di revisione della costituzionalità delle leggi così come previsto dalla Costituzione: "Mi chiedo come sia possibile che 15 nominati o eletti indirettamente possano dichiarare incostituzionale quello che 454 parlamentari hanno ritenuto invece costituzionale", ha detto Calderoli.
Secondo Calderoli la sentenza era "assolutamente prevedibile" nell'ambito di "un percorso da tempo iniziato e ancora in divenire che ha visto come ultima tappa il rinvio alla Camera della cosidetta legge Gasparri" da parte del presidente della Repubblica. Più opportuno sarebbe stato a suo tempo - secondo l'esponente leghista - introdurre l'immunità con legge di modifica costituzionale.




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Ma così non è stato, e ieri, in un impeto ulivista, la Corte costituzionale si è infine pronunciata: il lodo Schifani, che mette al riparo le più alte cariche dello Stato da eventuali attacchi della magistratura, è incostituzionale.
Oggi stiamo scontando le conseguenza di quell'atto».