Il conduttore di programmi tv Paolo Limiti è antipatico a molti (incluso il sottoscritto) ma bisogna ammettere che in campo musicale è competentissimo. L' anno scorso promosse un sondaggio tra i suoi ascoltatori per scegliere la canzone più bella del novecento. Tra molte aggueritissime concorrenti vinse "La violetera".
Scelta che approvo totalmente.
Per chi non la conoscesse ricordo che fu utilizzata da Charles Chaplin nella colonna sonora del suo capolavoro "Luci della città", pietra miliare del muto e della cinematografia mondiale di ogni tempo ed epoca. Precisamente è quel motivo che fa da sottofondo alla scena madre del film, quella in cui l' ex venditrice di fiori (e violette), che ha riacquistato la vista grazie ad un operazione pagata da un misterioso benefattore ch' ella crede ricco e facoltoso, al tatto riconosce nel cencioso e lacero barbone che le sta di fronte il suo salvatore.
Scena indimenticabile, musica indimenticabile.
Ecco le parole della Violetera:
La violetera
Como aves precursoras de primavera
En Madrid aparecen la violeteras
Que pregonando parecen golondrinas
Que van piando, que van piando
Llévelo usted señorito
que no vale más que un real
cómpreme usted este ramito
pa' lucirlo en ojal.
Son sus ojos alegres su faz risueña,
lo que se dice un tipo de madrileña,
neta y castiza, que si entorna los ojos
te cauteriza, te cauteriza.
Llévelo usted señorito
que no vale más que un real,
cómpreme usted este ramito
pa' lucirlo en ojal.
Llévelo usted señorito
que no vale más que un real,
cómpreme usted este ramito
pa' lucirlo en ojal.




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