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In Origine Postato da Tahoeman
"i prezzi ... sono solo un mezzo per uno scambio di informazioni." :confused:
Il mercato, o per meglio dire la catallassi (sistema di scambi reciproci in condizione di libertà) è definito dagli austriaci "un sistema di trasmissione di informazioni tramite prezzi". Diventa così oggetto di studio prasseologico in quanto parte della generale azione umana.
Citazione:
l'inflazione è frutto di rivendicazioni salariali, aumento del prezzo delle materie prime, eccesso di domanda sull' offerta etc etc ed è combattuta dalle banche centrali regolando l'immissione di base monetaria attraverso il meccanismo dei tassi.
Torno a chiedere: e in un sistema di gold standard?
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In Origine Postato da Nirvana
credo di si, i commercianti non possono aumentare o diminuire i prezzi a loro piacimento.
Certo, perchè il loro negozio non è loro, ma di tutti. Lo diceva anche Lenin :D
Citazione:
Chi difende il consumatore?
La concorrenza.
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In Origine Postato da Tahoeman
So quello che volevi esprimere (che comunque non è un pensiero di Mises ma risale ad almeno 100 anni prima di lui).
Infatti Mises lo ripropose giustamente emendato.
Da "The essential Von Mises" di Murray N. Rothbard:
Mises condivise la “teoria quantitativa” classica: un aumento nell’offerta di dollaro o di once d’oro porta alla diminuzione del suo valore o “prezzo” (porta cioè a un rialzo nei prezzi di altri beni e servizi); tuttavia, egli riformulò in modo considerevole questa primordiale teoria e la inserì nel contesto delle generali analisi economiche. Mises dimostrò che questa relazione è appena proporzionale: un aumento nell’offerta di denaro tenderà ad abbassarne il valore, tuttavia in quale percentuale ciò si verifichi, nel caso si verifichi realmente, dipende tuttavia da cosa succede all’utilità marginale di denaro, quindi dalla domanda di contante. Inoltre Mises dimostrò che la “quantità di moneta” non aumenta di colpo: il flusso di moneta viene iniettato in un dato momento nel sistema economico e i prezzi aumentano solo quando la nuova moneta si diffonde capillarmente in ogni settore dell’economia. Se il governo stampa nuova moneta e la spende diciamo in graffette, non avremo solo un semplice aumento del “livello di prezzo” come asseriscono gli economisti non Austriaci, ma avremo un aumento prima del reddito dei produttori di graffette e dei prezzi delle graffette quindi in seguito dei prezzi dei fornitori dell’industria delle graffette e così via. In tal modo un aumento dell’offerta di moneta porta a una variazione dei prezzi perlomeno temporanea e può anche portare a una variazione permanente dei redditi.
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In Origine Postato da mcandry
beh, non parlerei di falsità, piuttosto di una teoria tra le tante...
Appunto.
Per fortuna la teoria austriaca sta tornando in auge. Riesce a spiegare meravigliosamente (e anche piuttosto semplicemente, rifiutando l'econometria) ogni fenomeno a cui assistiamo, solo propone soluzioni che limitano il potere, ragion per cui è colpevolmente trascurata dagli economisti mainstream, in cerca di lauti stipendi statali.