Per il giorno della memoria
Dai ragazzi del Bellisario una storia a fumetti per insegnare ai più piccoli le atrocità dell’Olocausto
di GIUSEPPE RECCHIA
Una storia a fumetti, un opuscolo illustrato per raccontare ai piccoli alunni delle scuole elementari e medie, col linguaggio a loro più vicino, la tragedia della Shoa. Questa l'idea dell'istituto d'Arte "Bellisario" per celebrare, il prossimo 27 gennaio, il "giorno della memoria" e "per dar voce al ricordo", come recita il titolo della manifestazione che si terrà per l'occasione presso l'Aula Magna dell'istituto. Sarà in quella sede che verrà presentato il libro a fumetti "Jona, un bambino nel lager", realizzato dagli studenti della scuola ed ispirato al romanzo autobiografico di Jona Oberski, dal quale già il regista Roberto Faenza trasse, qualche anno fa, il bellissimo film "Jona che visse nella balena".
«Vogliamo che i ragazzi non sentano come lontani quegli avvenimenti drammatici - spiega il preside del "Bellisario" Gerardo Di Iorio -, il dovere di ricordare appartiene a tutti e noi l'abbiamo fatto raccontando una storia a lieto fine, che porta con se un messaggio di ottimismo nell'orrore dell'olocausto». La storia è quella del piccolo Jona, deportato coi genitori ebrei nel campo di concentramento di Bergen-Belsen di cui racconta in prima persona le atrocità, dove vedrà il padre gettato in una fossa comune. Jonas verrà liberato insieme alla madre, che morirà dopo averlo affidato alle amorevoli cure di un'altra famiglia superstite. Il male visto con gli occhi di un bambino dunque, che gli alunni dell'Istituto d'Arte hanno tradotto in disegni, grazie anche alla collaborazione del Comune di Pescara e dell'assessorato alla cultura della Provincia. «Lavori come questo aiutano i ragazzi a sviluppare una coscienza critica - sostiene il sindaco Luciano D'Alfonso - nonché a creare un patrimonio condiviso di valori quali la libertà, la solidarietà, la tolleranza». Già, la tolleranza, che la madre insegna al piccolo Jona poco prima di morire e gli lascia come doloroso testamento: «Ricordati sempre di guardare il cielo, non odiare mai nessuno».
Il messaggero.


Rispondi Citando
