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    Predefinito l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Ecco le fonti che parlano di questa vicenda, esse sono le seguenti, le posto per intero qui si seguito:


    Vita di Ipazia - Dalla Vita di Isidoro di Damascio, riprodotta nel Suda
    "Ipazia nacque ad Alessandria dove fu allevata ed istruita. Poichè aveva più intelligenza del padre, non fu soddisfatta dalla sua conoscenza delle scienze matematiche e volle dedicarsi anche allo studio della filosofia.

    La donna era solita indossare il mantello del filosofo ed andare nel centro della città. Commentava pubblicamente Platone, Aristotele, o i lavori di qualche altro filosofo per tutti coloro che desiderassero ascoltarla. Oltre alla sua esperienza nell'insegnare riuscì a elevarsi al vertice della virtù civica.

    Fu giusta e casta e rimase sempre vergine. Lei era così bella e ben fatta che uno dei suoi studenti si innamorò di lei, non fu capace di controllarsi e le mostrò apertamente la sua infatuazione. Alcuni narrano che Ipazia lo guarì dalla sua afflizione con l'aiuto della musica. Ma la storia della musica è inventata. In realtà lei raggruppò stracci che erano stati macchiati durante il suo periodo e li mostrò a lui come un segno della sua sporca discesa e disse, "Questo è ciò che tu ami, giovanotto, e non è bello!". Alla brutta vista fu così colpito dalla vergogna e dallo stupore che esperimentò un cambiamento del cuore ed diventò un uomo migliore.

    Tale era Ipazia, così articolata ed eloquente nel parlare come prudente e civile nei suoi atti. La città intera l'amò e l'adorò in modo straordinario, ma i potenti della città l'invidiarono, cosa che spesso è accaduta anche ad Atene. Anche se la filosofia stessa è perita, il suo nome sembra ancora magnifico e venerabile agli uomini che esercitano il potere nello stato.

    Così accadde che un giorno Cirillo, vescovo della setta di opposizione [il cristianesimo], passò presso la casa di Ipazia, e vide una grande folla di persone e di cavalli di fronte alla sua porta. Alcuni stavano arrivando, alcuni partendo, ed altri sostavano. Quando lui chiese perché c'era là una tale folla ed il motivo di tutto il clamore, gli fu detto dai seguaci della donna che era la casa di Ipazia il filosofo e che lei stava per salutarli. Quando Cirillo seppe questo fu così colpito dalla invidia che cominciò immediatamente a progettare il suo assassinio e la forma più atroce di assassinio che potesse immaginare.

    Quando Ipazia uscì dalla sua casa, secondo il suo costume, una folla di uomini spietati e feroci che non temono né la punizione divina né la vendetta umana la attaccò e la tagliò a pezzi, commettendo così un atto oltraggioso e disonorevole contro il loro paese d'origine.

    L'Imperatore si adirò, e l'avrebbe vendicata se non fosse stato subornato da Aedesius. Così l'Imperatore ritirò la punizione sopra la sua testa e la sua famiglia tramite i suoi discendenti pagò il prezzo. La memoria di questi eventi ancora è vivida fra gli alessandrini
    ".


    Vita di Ipazia - Dalla Historia Ecclesiastica di Socrate Scolastico
    "Ad Alessandria c'era una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, che ottenne tali successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni.

    Facendo conto sulla padronanza di sé e sulla facilità di modi che aveva acquisito in conseguenza dello sviluppo della sua mente, non raramente apparve in pubblico davanti ai magistrati. Né lei si sentì confusa nell'andare ad una riunione di uomini. Tutti gli uomini, tenendo conto della sua dignità straordinaria e della sua virtù, l'ammiravano di più.

    Fu vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Ipazia aveva avuto frequenti incontri con Oreste. Questo fatto fu interpretato calunniosamente dal popolino cristiano che pensò fosse lei ad impedire ad Oreste di riconciliarsi con il vescovo.

    Alcuni di loro, perciò, spinti da uno zelo fiero e bigotto, sotto la guida di un lettore chiamato Pietro, le tesero un'imboscata mentre ritornava a casa. La trassero fuori dalla sua carrozza e la portarono nella chiesa chiamata Caesareum, dove la spogliarono completamente e poi l'assassinarono con delle tegole. Dopo avere fatto il suo corpo a pezzi, portarono i lembi strappati in un luogo chiamato Cinaron, e là li bruciarono.

    Questo affare non portò il minimo obbrobrio a Cirillo, e neanche alla chiesa di Alessandria. E certamente nulla può essere più lontano dallo spirito del cristianesimo che permettere massacri, violenze, ed azioni di quel genere.

    Questo accadde nel mese di marzo durante la quaresima, nel quarto anno dell'episcopato di Cirillo, sotto il decimo consolato di Onorio ed il sesto di Teodosio
    ".


    Vita di Ipazia - Dalla Cronaca di Giovanni, vescovo cristiano di Nikiu
    "In quei giorni apparve in Alessandria un filosofo femmina, una pagana chiamata Ipazia, che si dedicò completamente alla magia, agli astrolabi e agli strumenti di musica e che ingannò molte persone con stratagemmi satanici.

    Il governatore della città l'onorò esageratamente perché lei l'aveva sedotto con le sue arti magiche. Il governatore cessò di frequentare la chiesa come era stato suo costume. Ad eccezione di una volta in circostanze pericolose. E non solo fece questo, ma attrasse molti credenti a lei, ed egli stesso ricevette gli increduli in casa sua.

    Un giorno in cui stavano facendo allegramente uno spettacolo teatrale con ballerini, il governatore della città pubblicò un editto riguardante gli spettacoli pubblici nella città di Alessandria. Tutti gli abitanti della città erano riuniti nel teatro.

    Cirillo, che era stato nominato patriarca dopo Teofilo, era ansioso di comprendere esattamente il contenuto dell'editto.

    C'era un uomo chiamato Hierax, un cristiano che possedeva comprensione ed intelligenza e che era solito dileggiare i pagani. Era un seguace affezionato all'illustre padre il patriarca ed obbediente ai suoi consigli. Egli era anche molto versato nella fede cristiana.

    Ora questo uomo si era recato al teatro per conoscere la natura dell'editto. Ma quando gli ebrei lo videro nel teatro gridarono e dissero: 'Questo uomo non è venuto con buone intenzioni, ma solamente per provocare un baccano'.

    Il prefetto Oreste fu scontento dei figli della santa chiesa, e Hierax fu afferrato e sottoposto pubblicamente a punizione nel teatro, sebbene fosse completamente senza colpa.

    Cirillo si irritò con il governatore della città per questo fatto, ed anche perché aveva messo a morte Ammonio, un illustre monaco del convento di Pernodj, ed anche altri monaci.

    Quando il magistrato principale della città venne informato, rivolse la parola agli ebrei come segue: 'Cessate le ostilità contro i cristiani'. Ma essi rifiutarono di dare ascolto a quello che avevano sentito; si vantarono dell'appoggio del prefetto che era dalla loro parte, e così aggiunsero oltraggio a oltraggio e progettarono un massacro in modo infido.

    Di notte posero in tutte le strade della città alcuni uomini, mentre altri gridavano e dicevano: 'La chiesa dell'apostolico Athanasius è in fiamme: corrano al soccorso tutti i cristiani'. Ed i cristiani al sentire queste grida vennero fuori del tutto ignari della slealtà degli ebrei. Quando i cristiani vennero avanti, gli ebrei sorsero e perfidamente massacrarono i cristiani e versarono il sangue di molti, sebbene fossero senza alcuna colpa.

    Al mattino, quando i cristiani sopravvissuti sentirono del malvagio atto compiuto dagli ebrei contro di loro, si recarono dal patriarca. Ed i cristiani si chiamarono a raccolta tutti insieme. Marciarono in collera verso le sinagoghe degli ebrei e ne presero possesso, le purificarono e le convertirono in chiese. Una di esse venne dedicata a S. Giorgio.

    Espulsero gli assassini ebrei dalla città. Saccheggiarono tutte le loro proprietà e li derubarono completamente. Il prefetto Oreste non fu in grado di portare loro alcun aiuto.

    Poi una moltitudine di credenti in Dio si radunò sotto la guida di Pietro il magistrato, un credente in Gesù Cristo perfetto sotto tutti gli aspetti, e si misero alla ricerca della donna pagana che aveva ingannato le persone della città ed il prefetto con i suoi incantesimi.

    Quando trovarono il luogo dove era, si diressero verso di lei e la trovarono seduta su un'alta sedia. Avendola fatta scendere, la trascinarono e la portarono nella grande chiesa chiamata Caesarion. Questo accadde nei giorni del digiuno.

    Poi le lacerarono i vestiti e la trascinarono attraverso le strade della città finché lei morì. E la portarono in un luogo chiamato Cinaron, e bruciarono il suo corpo. E tutte le persone circondarono il patriarca Cirillo e lo chiamarono 'il nuovo Teofilo' perché aveva distrutto gli ultimi resti dell'idolatria nella città
    ".

  2. #2
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Come vediamo l'unico a insinuare che Cirillo sia stato il mandante dell'Omicidio è Damascio, che vive molto lontano dalla vicenda narrata, infatti l'episodio risale al 415, Damascio vive tra il 480 e il 550 ca., Socrate Scolastico invece è contemporaneo (tra il 380 e il 450 ca.), Giovanni di Nikiu è di alcuni secoli dopo.
    Ad ogni modo sia Socrate Scol: che Giovanni di Nikiu affermano che la decisione di uccidere Ipazia è stata un'idea del popolo, probabilmente di Pietro lettore, che andò ad uccidere quella donna. Addirittura Socrate Scol: dice che fu una decisione del popolino e che l'episodio che è lontanissimo dallo spirito cristiano (E certamente nulla può essere più lontano dallo spirito del cristianesimo che permettere massacri, violenze, ed azioni di quel genere), "non portò il minimo obbrobrio a Cirillo, e neanche alla chiesa di Alessandria, quindi si comprende bene che Cirillo non c'entrava. Giovanni di Nikiu poi dice che il popolo accorse ad osannare Cirillo "e lo chiamarono 'il nuovo Teofilo' perché aveva distrutto gli ultimi resti dell'idolatria nella città", ma con ciò riafferma semplicemente l'eccessiva euforia di alcuni credenti, diciamolo, un tantino fondamentalisti. Ma in ciò Cirillo non c'entra granché.
    Ultima modifica di Cuordy; 13-10-09 alle 14:50

  3. #3
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Come al solito i carnefici vogliono passare per vittime.
    Avete stravolto gli dei mediterranei, le chiese sostituite ai templi.
    Al tempo ciclico il tempo linere arrivando alla parusia e alla famigerata resurrezzione della carne.
    Tommaso Campanella da voi perseguitato per tutta le vita voleva ripristinare la Cità del Sole che era Eliopoli.
    Il nostro simbolo è il SOLE la croce è solamente Vostra e lugubre come tutta la storia del cristianesimo

  4. #4
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Sì, ma a parte il fatto che non batti chiodo da chissà quando, potresti dimostrare anche un minimo di interesse per l'argomento del topic?

  5. #5
    Crocutale
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Mostrare interesse significa poter argomentare, Leo, ti prego di non sparare sulla croce rossa...

    Ad ogni modo quel che si può concludere da questi documenti è che non ne sappiamo più dei magistrati dell'epoca. Cioè non abbiamo prove certe ne dell'innocenza ne della colpevolezza del Vescovo Cirillo. Però non si trovano da nessuna parte accenni a provvedimenti di Cirillo contro gli omicidi, e già questo è molto grave.

    Piuttosto sarebbe il caso di ricordare a tutti che la Chiesa di quell'epoca non era centralizzata come quella cui siamo abituati. Ogni vescovo faceva quel che gli pareva e venuti a mancare gli Apostoli era difficile imporre una autorità che potesse punire gli abusi da parte dei vescovi stessi.

  6. #6
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Mostrare interesse significa poter argomentare, Leo, ti prego di non sparare sulla croce rossa...

    Ad ogni modo quel che si può concludere da questi documenti è che non ne sappiamo più dei magistrati dell'epoca. Cioè non abbiamo prove certe ne dell'innocenza ne della colpevolezza del Vescovo Cirillo. Però non si trovano da nessuna parte accenni a provvedimenti di Cirillo contro gli omicidi, e già questo è molto grave.

    Piuttosto sarebbe il caso di ricordare a tutti che la Chiesa di quell'epoca non era centralizzata come quella cui siamo abituati. Ogni vescovo faceva quel che gli pareva e venuti a mancare gli Apostoli era difficile imporre una autorità che potesse punire gli abusi da parte dei vescovi stessi.
    Se vogliamo basare le nostre valutazioni sui documenti del IV - V secolo che non abbiamo, o perché mai esistiti o perché andati perduti stiamo freschi. Mentre invece i documenti più attendibili di cui disponiamo non lasciano addito a dubbi: Cirillo non fu quello che gli anticlericali vorrebbero far apparire.

    Dopo l'uccisione di Ipazia fu aperta un'inchiesta: il caso fu archiviato per mancanza di testimoni e si stabilì di porre le squadre di monaci violenti presenti in Alessandria sotto la sorveglianza dell'autorità imperiale.

  7. #7
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Chapeau, Cuordileone, chapeau

    Chapeau perché pur essendo cristiano hai riportato una fonte che accusa un vescovo (e se non sbaglio anche santo) della tua chiesa, permettendo quindi un confronto abbastanza sereno sulla vicenda. Spero che altri, e non solo cristiani, seguano il tuo esempio, perché se è vero che Ipazia fu una donna saggia e non una strega ante litteram, lei stessa non avrebbe apprezzato il clima di "caccia al pagano/cristiano" che si è manifestato in questi giorni proprio sulla sua vicenda...

    Resurgens

  8. #8
    ...
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Citazione Originariamente Scritto da Resurgens Visualizza Messaggio
    Chapeau, Cuordileone, chapeau

    Chapeau perché pur essendo cristiano hai riportato una fonte che accusa un vescovo (e se non sbaglio anche santo) della tua chiesa, permettendo quindi un confronto abbastanza sereno sulla vicenda. Spero che altri, e non solo cristiani, seguano il tuo esempio, perché se è vero che Ipazia fu una donna saggia e non una strega ante litteram, lei stessa non avrebbe apprezzato il clima di "caccia al pagano/cristiano" che si è manifestato in questi giorni proprio sulla sua vicenda...

    Resurgens
    Ma infatti non mi pare che i cristiani abbiano mai trovato grossi problemi ad ammettere i peccati, anche gravi, commessi dai loro fratelli nel passato. Difatti credo che di questi fatti si possa parlare con tranquillità. Ciò che invece, personalmente, mi fa arrabbiare è la strumentalizzazione che certe persone e certi gruppi ne fanno. Ora, è anche consolante, da un certo punto di vista, che in due millenni di vita cristiana siano dovuti andare a ripescare un episodio tanto oscuro quanto lontano nel tempo, per supportare la classica tesi del "fondamentalismo cristiano" (e cattolico in particolare). Significa che non sono poi così evidenti gli episodi "neri" del passato cristiano.
    Il ragionamento utilizzato è assurdo, come se qualcuno sostenesse che i romani sono stupratori sulla scorta degli episodi degli ultimi tempi. Evidentemente, però, l'obnubilazione delle facoltà intellettive di taluni gruppi sussiste tuttora.

  9. #9
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Complimenti a Cuordileone per aver riportato un minimo di informazione.
    In ogni caso, anche alla luce dei testi, non possiamo essere in grado di escludere ogni ipotesi di colpevolezza, magari parziale, di Cirillo. Come se vorranno troveranno altri esempi di vescovi il cui operato è criticabile. Ma non si vede come ciò infici la verità del Cristianesimo.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  10. #10
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    Predefinito Rif: l'uccisione di Hypatia d'Egitto

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Complimenti a Cuordileone per aver riportato un minimo di informazione.
    In ogni caso, anche alla luce dei testi, non possiamo essere in grado di escludere ogni ipotesi di colpevolezza, magari parziale, di Cirillo. Come se vorranno troveranno altri esempi di vescovi il cui operato è criticabile. Ma non si vede come ciò infici la verità del Cristianesimo.
    Concordo. E non si vede davvero ragione, d'altra parte, di una specie di santificazione di questa filosofa un po' sui generis.

    Il fatto è che lei, come Giordano Bruno o come Tommaso Campanella, doveva diventare un simbolo, un'icona. E la storiografia l'ha divinizzata, attribuendole caratteristiche e modellando la sua vicenda su uno stereotipo.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 
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