Le riforme un boomerang per Berlusconi?
Herald Tribune
Nuove tensioni martedì scorso sul governo del primo ministro Silvio Berlusconi mentre i suoi insoddisfatti alleati si scontravano sul progetto di riforma costituzionale. Umberto Bossi, leader della populista Lega Nord, ha minacciato di mettere in crisi la coalizione qualora le sue richieste di dare maggiori poteri alle regioni italiane non venissero accolte.
L’iniziativa di Bossi ha fatto salire alle stelle la temperatura politica in un momento particolarmente delicato per l’Italia. Lo stesso Berlusconi non é apparso in pubblico per un mese dopo essersi sottoposto ad un piccolo intervento di chirurgia plastica durante le vacanze di Natale, ma i suoi collaboratori hanno detto che stava lavorando dietro le quinte per cercare di porre fine alla guerra fredda che sta lacerando la sua maggioranza.
Le tensioni in seno al governo sono andate continuamente aumentando nelle ultime settimane e il controverso disegno di legge di riforma costituzionale è stato il nodo centrale dello scontento. Il disegno di legge, che verrà discusso al Senato questa settimana, punta a devolvere dal governo centrale alle 20 regioni italiane una serie di poteri in materia di sanità, istruzione e polizia. Il pacchetto è stato approvato da tutti i partiti della coalizione, ma gli animi si sono scaldati quando la Lega Nord di Bossi ha presentato un emendamento per consentire la costituzione di assemblee da parte di gruppi di regioni.
La conservatrice AN teme che ciò possa portare alla creazione di mini-parlamenti e quindi indebolire l’identità nazionale. AN ha lasciato intendere che voterà contro la proposta e si è guadagnata l’appoggio della Chiesa Cattolica. La Lega Nord ha minacciato di uscire dal governo in numerose occasioni ma è sempre ritornata sui suoi passi. I commentatori ritengono che anche questa ultima battaglia si concluderà con una composizione della vertenza, ma sono del parere che la continua conflittualità stia paralizzando il processo decisionale. Gli ultimi scossoni che hanno fatto traballare il governo hanno coinciso con il senso di sgomento che ha colpito l’Italia a seguito della scoperta a dicembre della frode di molti miliardi di Euro del gigante alimentare Parmalat – una delle poche multinazionali italiane. In mezzo a questa sensazione di depressione, Berlusconi, 67 anni, si è fatto notare per la sua assenza. Voci di una sua malattia sono state smentite la settimana scorsa quando il suo medico ha reso noto che il primo ministro si era semplicemente sottoposto ad un piccolo intervento di chirurgia plastica per eliminare qualche ruga.
Ma gli scettici hanno accusato Berlusconi di tenersi alla larga da Roma per evitare una resa dei conti con il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, che punta ad un profondo restauro del governo. Un esponente di primo piano di Alleanza Nazionale, il
ministro dell’Agricoltura Giovanni Alemanno, ha dichiarato durante il fine settimana che se non avranno soddisfazione entro due
settimane, abbandoneranno la coalizione.
Berlusconi dovrebbe riapparire in pubblico sabato in occasione del raduno per festeggiare il suo decimo anniversario in politica,
ma con la sua coalizione in difficoltà potrebbe non essere il trionfale rientro che aveva sperato.
© Internazional Herald Tribune
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Visto che non può ridere, può piangere.....credo.




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