Una domanda...parlando con Nemo è venuto fuori che uno dei valori alla base del Comunismo è la difesa della vita...Nemo mi ha chiarito che non ha a che vedere con l'aborto, anche se questo già lo sospettavo...ma...
...ad esempio, io credo che lo stato di natura sia caratterizzato dalla "barbarie" e che la formazione delle Comunità umane ha contrapposto a baluardo della "barbarie" dello stato di natura
lo stato di diritto.
Da come la vedo io il diritto è una convenzione che è la chiave della sopravvivenza di ogni comunità umana. Se si permette ai singoli di prevaricare su coloro che rispettano i limiti posti alla libertà assoluta che caratterizza lo stato di natura (che include anche la "libertà" di uccidere, tormentare o comunque prevaricare sul prossimo purchè si abbia la forza per difendere la propria prevaricazione...) si fa perdere fede nel diritto ai membri di una Comunità e ci si riavvicina progressivamente alla barbarie.
Non credo che tutti gli uomini siano uguali per ciò che concerne la nostra natura interiore...ci sono uomini più buoni o più malvagi, ma fintanto si mantiene il rispetto delle leggi, a ciascun membro della Comunità lo Stato dovrebbe cercare di soddisfare al meglio la sete di vendetta di ciascun danneggiato nei limiti di quanto è compatibile con le necessità di imparzialità ed obiettività di una società avanzata come la nostra.
Ê per questo che sostengo la necessità che il giudice restringa la scelta delle possibili condanne ad una piccolissima rosa, basandosi sulle sue considerazioni obiettive e giuridiche, ma che l'ultima parola in questa rosa di scelte debba spettare alla vittima
o alla famiglia della vittima. E io credo che la pena capitale debba
essere tra queste possibili scelte per i delitti più gravi.
Perchè i delitti più odiosi e gratuiti non possono essere che originati da individui malvagi che, pur essendo di fatto sani di mente, non sentono alcun 'bisogno' di porre sotto controllo la propria natura distruttiva, perciò credo che sopprimerli sia un bene per tutti, esattamente come vengono soppressi gli animali
che si siano dimostrati troppo pericolosi per la Comunità.
Ma, obiettivamente, credo che sia equo lasciare alla famiglia della vittima o, quando possibile, alla vittima stessa la scelta sulla pena
da infliggere...perchè che diritto avrei "io", che ho una natura tendenzialmente malvagia, di decidere cosa verrebbe ritenuto "equo" per una persona magari dalla sensibilità diversa dalla mia che ciò che reputo io "giusto" lo reputerebbe
"eccessivo"?
Io credo che in una società moderna ci dovremmo porre il problema che dentro di noi non c'è sempre lo stesso preciso mix
di malvagità, ma che comunque il desiderio di vedere punito chi ci
ha causato un torto grave ed immotivato è umano e comune a tutti noi. Tra i tanti mali che ci sono, credo che uno dei mali della nostra società credo che stia nel fatto che in maniera più o meno coercitiva e conformistica si viene trascinati verso legislazioni che
sono tarate sulle necessità vendicative di individui sempre
più buoni o che si fingono conformisticamente tali o talora che non si pongono realisticamente la questione di cosa farebbero se una cosa davvero brutta dovesse capitare ad un loro caro...
Non di rado, se vedete, capita di sentire parenti di vittime dire delle condanne dei vari processi "gli hanno dato troppo poco"...
...è facile dall'esterno dire che queste persone siano "sconvolte emotivamente", ma io mi chiedo...chi ha realmente diritto di chiedere "giustizia" e di valutare quanta "giustizia" sia "giusta" se non una persona "sconvolta emotivamente" da un grave torto?
Certo...capisco che sia equo bilanciare questo con l'equo ed imparziale giudizio di un giudice terzo sull'accaduto, è una cosa che condivido, ma chi ha diritto di dire "sì...sono soddisfatto della sentenza" se non chi ha subito il torto?
Non di rado ho sentito persone, anche moderate, sostenere che per i crimini più orrendi...come gli omicidi motivati dalle ragioni più futili...che dimostrano maggiore disprezzo per la vita umana...sia
giusto porre la pena capitale tra le possibilità...sono forse dei "medievali", come qualcuno sostiene?
Io non credo.
Io non "disprezzo" la vita umana...credo che abbia un alto valore,
ma che non sia un bene "assoluto". Una persona che uccidesse una persona a me cara per un motivo futile per me meriterebbe
indubbiamente la morte. Forse a voi sembrerà una tesi razzista,
ma, se ci pensate bene, l'uomo per secoli ha selezionato determinati cani per la loro aggressività per usarli nei combattimenti o per altri scopi...e nell'uomo è la stessa cosa.
Gli uomini malvagi sono individui più portati per natura alla distruttività...non sono "mostri"...non sono "diversi"...sono uomini,
ma se la loro natura è così distruttiva che loro stessi non vedono
un bisogno di vincolarla neppure per rispettto o timore per le leggi
credo che la soppressione di coloro che materialmente dimostrano
di non essere in grado di controllarsi neppure di fronte ai crimini più terribili e futili sia un modo per evitare che le comunità degenerino verso la barbarie...
Cosa ne pensate?
Tra parentesi, volevo chiedervi...il socialismo è incompatibile con il favore nei confronti dell'utilizzo della pena capitale?
Un discorso come quello che vi ho fatto vi sembra poi tanto assurdo od aberrante?
Vi notate tracce di razzismo o inegualitarismo*?
Skarm
* = Prima di rispondere a questa domanda ci tengo a chiarire che
io non mi considero "affatto" migliore degli uomini che
giudicherei 'meritevoli' della condanna capitale...io stesso sono
malvagio ed il potenziale 'orco' è presente dentro di me...ma
la differenza sta nella capacità di riconoscerlo e nella volontà
di controllarsi, che evidentemente quelle persone non
possiedono.




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