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Discussione: Giornata della Memoria

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    Genocidi dimenticati

    Sette milioni sono morti nell’olocausto “dimenticato“

    Tratto dal quotidiano "Toronto Sun" del 16 Novembre 2003

    di Eric Margolis



    Cinque anni fa scrissi un articolo in merito all’Olocausto ignorato avvenuto in Ucraina.

    Fui sorpreso nel ricevere un vero diluvio di lettere provenienti da giovani americani e canadesi di discendenza ucraina, i quali mi dicevano che prima di leggere il mio articolo, non sapevano niente del genocidio del 1932-1933 intrapreso dal regime sovietico di Stalin che assassinò sette milioni di Ucraini e ne mandò altri due milioni nei campi di concentramento.

    Mi chiedevo come fosse possibile che così tanta gente potesse essere vittima di una tale amnesia storica! Per gli Ebrei e gli Armeni le persecuzioni che i loro popoli hanno conosciuto vivono in tutte le memorie influenzando la loro vita quotidiana. Tuttavia, oggi, al settantesimo anniversario della distruzione di un quarto della popolazione ucraina, questo crimine gigantesco è quasi scomparso nel buco nero della storia.



    Non è da meno lo sterminio dei Cosacchi del Don per mano dei comunisti negli anni 20, dei Tedeschi del Volga nel 1941 e delle esecuzioni di massa e delle deportazioni nei campi di concentramento di Lituani, Lettoni, Estoni e Polacchi. Alla fine della seconda guerra mondiale i gulag di Stalin racchiudevano 5,5 milioni di prigionieri, dei quali il 23% di Ucraini ed il 6% di cittadini provenienti da Paesi Baltici.



    Viene quasi ignorato il genocidio di due milioni di musulmani nell’URSS: Ceceni, In gusci, Tatari di Crimea, Tagichi, Baschiri e Kazaki. I combattenti ceceni per l’indipendenza vengono oggi trattati come “terroristi” dagli Stati Uniti e dalla Russia, essi sono i figli dei sopravissuti ai campi di concentramento sovietici.

    A questa lista di atrocità, bisogna aggiungere il massacro nell’Europa dell’Est, dal 1945 al 1947, di almeno due milioni di Tedeschi, per lo più donne e bambini, l’espulsione brutale di altri 15 milioni di Tedeschi, durante la quale, due milioni di donne e ragazze tedesche furono violentate.



    Fra questi crimini mostruosi, quello Ucraino “vince” per numero di vittime. Stalin dichiarò la guerra al suo popolo nel 1932, inviando i commissari V. Molotov e Lazar Kaganovitch, assieme al capo della polizia segreta (la NKVD) Genrikh Yagoda a schiacciare la resistenza alla collettivizzazione dei contadini ucraini.

    L’Ucraina fu accerchiata. Tutti i viveri ed il bestiame furono confiscati. Gli squadroni della morte della NKVD assassinarono “gli elementi ostili al partito“. Furioso per l’insufficienza del numero di ucraini eliminati, Kaganovitch impose una quota di 10.000 esecuzioni alla settimana. L’80% degli intellettuali ucraini furono fucilati.



    Nel corso del gelido inverno del 1932-1933, 25.000 Ucraini al giorno furono eliminati o morirono di fame o di freddo. Il cannibalismo divenne una pratica corrente. L’Ucraina, scrisse lo storico Robert Conquest, assomigliava ad un gigantesco campo di morte.

    L’omicidio di massa di sette milioni di Ucraini, di cui tre milioni di bambini, e la deportazione verso i gulag di altre due milioni di persone (nel corso della quale la maggior parte morì), furono dissimulati dalla propaganda sovietica.

    Gli Occidentali pro-comunisti, come Walter Duranty del “ New York Times “, gli scrittori britannici Sidney e Beatrice Webb, nonché il presidente del consiglio francese Edouard Herriot, visitarono l’Ucraina, negando ciò che veniva detto sul genocidio ed applaudirono ciò che essi chiamavano “ riforma agraria “ sovietica. Coloro che si esprimevano apertamente contro il genocidio, venivano considerati “ agenti fascisti “.



    Tuttavia, i governo di Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna erano al corrente di questo genocidio ma chiusero gli occhi, arrivando perfino ad impedire che dei gruppi umanitari si recassero in Ucraina.



    Ironia della sorte, i soli dirigenti europei che insorsero contro l’omicidio su scala industriale sovietico furono Hitler e Benito Mussolini.



    Quando la guerra arrivò, il presidente americano Franklin D. Roosevelt ed il primo ministro britannico Winston Churchill si allearono con Stalin, nonostante fossero tutti al corrente che il suo regime aveva assassinato almeno 30 milioni di persone ben prima che iniziassero le persecuzioni degli Ebrei e degli Zingari per mano di Hitler. E guarda caso, in questo strano calcolo morale di omicidio di massa, solo i Tedeschi furono riconosciuti colpevoli.

    Nonostante Stalin avesse assassinato il triplo di persone assassinate da Hitler, per Roosevelt egli restava lo “Zio Joe“.

    L’alleanza americano-britannica con Stalin fece di essi i suoi complici in questo crimine. Roosevelt e Churchill contribuirono a proteggere il regime più assassino della storia, al quale essi consegnarono più della metà dell’Europa nel 1945. Dopo la guerra, la sinistra tentò di nascondere il genocidio sovietico. Jean-Paul Sartre arrivò perfino a negare l’esistenza dei gulag.



    Per gli Occidentali il Nazismo era il male in persona. Essi non potevano riconoscere di essersi alleati con degli assassini di massa. Per i Sovietici, il fatto di promuovere l’Olocausto ebreo, permetteva loro di perpetuare l’antifascismo e di mascherare i loro crimini.

    Gli Ebrei si possono comprendere, vedevano il loro Olocausto come un avvenimento unico. Era la ragione di essere d’Israele. Rievocare altri genocidi, in quell’epoca, temevano avrebbe ridimensionato il loro.



    Film dopo film ci parlano del flagello nazista, mentre il flagello dell’era sovietica svanisce o si dissolve nella nostalgia.

    Le anime di milioni di vittime di Stalin reclamano sempre giustizia.

  2. #2
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    In Origine Postato da damps
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    sul Forum della Casa delle Libertà...
    ti mettevano anche "IN RILIEVO"
    insieme a:

    In rilievo
    Il Comunismo del Gulag ( 1 2 3 4 ) Pieffebi

    In rilievo
    Le sinistre ed i musulmani fomentano l'antisemitismo in Europa ( 1 2 3 4 ... Ultima Pagina )
    No grazie, non ci tengo.

 

 

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