Agli italiani l'Adsl piace a consumo. È il dato che emerge dal primo rapporto dettagliato sulle connessioni Adsl vendute nel nostro paese, pubblicato da Telecom Italia e aggiornato a ottobre 2003.

Le Adsl attive in Italia a ottobre erano 1.625.000. Più 775 per cento rispetto a ottobre 2002. 1.187.000 sono marchiate Telecom. Il resto è di altri operatori, che però rivendono i servizi di Telecom.

È quindi schiacciante la quota detenuta da Telecom Italia sul mercato Adsl, nel quale, a tutt'oggi, non esistono venditori all'ingrosso alternativi.
Il 65 per cento delle Adsl di Telecom attive a ottobre 2003 seguiva un principio a consumo. Non sono disponibili dati analoghi relativi alle Adsl vendute dagli altri operatori. Ma considerato che il 73 per cento delle Adsl italiane è targato Telecom, è evidente la preferenza per soluzioni da pagare in base a quanto si consuma. Su queste soluzioni « puntano molto anche gli altri grandi operatori alternativi, quali Wind e Tiscali. Anche se non ci guadagnano quasi nulla a venderle, a causa degli elevati prezzi all'ingrosso applicati da Telecom», ha detto Paolo Nuti, presidente di Aiip, l'associazione dei provider.

L'Adsl più popolare è Alice Time: l'hanno scelta il 45 per cento degli utenti. È una semi-flat, in realtà: 12,95 euro al mese di canone e 1,50 eurocent al minuto. Segue Alice Flat (36,95 euro al mese): 32 per cento. Poi Alice 20 ore, con il 12 per cento, e Alice Ricaricabile, con l'8 per cento. Sono tutte offerte Adsl a banda dimezzata, a 256/128 Kbps. Ne risulta che «la maggior parte degli utenti Adsl italiani non ha ancora provato il fascino della vera banda larga», dice Nuti.

Alice 640 e Alice Mega sono state scelte solo dal 2 per cento degli utenti Telecom.
I dati comunicati da Telecom non sono abbastanza aggiornati per includere Alice Free. È probabile però che l'offerta senza canone, sulla quale molto ha insistito la pubblicità negli ultimi mesi, abbia già raggiunto le prime posizioni per popolarità presso gli utenti di Telecom. Alice Time, infatti, che a ottobre era al primo posto, prima dell'arrivo di Alice Free era l'offerta Telecom con il canone più basso. Alice Free ne sarebbe quindi il naturale successore.

La causa del fenomeno è probabilmente l'inesperienza e la cautela di chi si avvicina all'Adsl. Si vuole spendere il meno possibile e si accetta dunque la banda dimezzata e la tariffazione a consumo. «Si tende», secondo Nuti, «a sottovalutare la propria fame di Internet. Parte di questi nuovi utenti migrerà verso offerte flat rate, appena riceverà le prime bollette salate».

Dunque, per ora l'Adsl a consumo domina, con la sorpresa - e lo sgomento - degli addetti ai lavori. Il dato è sorprendente e paradossale soprattutto poiché l'Adsl nasce come tecnologia always on; è flat rate in essenza, quindi. Tali erano infatti tutte le offerte Adsl, all'inizio. In Italia, poi, l'Adsl flat rate è il servizio più economico per liberarsi dalla tirannia della tariffa a tempo.

Per chi naviga più di sei ore al giorno, le offerte dial-up flat rate sono in assoluto meno convenienti dell'Adsl.
Per chi naviga più due ore al giorno è comunque più conveniente l'Adsl flat-rate rispetto a qualsiasi contratto consumo, anche rispetto all'Adsl a consumo.
Infine: si naviga meno di 30 ore al mese e quindi una flat rate non conviene? Meglio allora connettersi con l'Isdn, usando entrambe le linee: sarà meno costoso di Alice Free, che costa 2 euro all'ora. Contro gli 0,60 euro all'ora della tariffa su numero 702.0187.187 di Telecom; ossia, 1,20 euro con due linee attive. E la velocità sarà 128 Kbps tutti garantiti, contro i 256/128 Kbps non garantiti di Alice Free. Che comporta tra l'altro anche spese di attivazione e un contratto annuale. Tutti calcoli che i nuovi utenti dell'Adsl a consumo non devono aver fatto. Ma che, bolletta alla mano, saranno spinti a fare.